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Benvenuti nel sito delle Linee Guida Italiane per la prevenzione e il trattamento dell'ictus cerebrale
Il testo a stampa della raccomandazione 10.31 della sesta edizione delle linee guida SPREAD è errato a causa di un refuso. Il testo corretto è il seguente:
Nei pazienti con emorragia intraparenchimale a rischio di trombosi venosa profonda (TVP), l’uso di calze elastiche a compressione graduata non è indicato per la profilassi della TVP.
Il testo nel sito è in via di aggiornamento con i nuovi contenuti della sesta edizione.
Lo studio JUPITER, effettuato su oltre 17.000 soggetti sani con valori di colesterolo bassi (<130 mg/dL) ed elevati valori di proteina C reattiva (> 2 mg/dL), aveva mostrato che l’utilità della terapia con rosuvastatina (20 mg/die) nella prevenzione primaria di eventi cardiovascolari (N Engl J Med 2008;359:2195–2207). Una nuova analisi dei dati dello studio JUPITER (Circulation 2010;121:143-150) indica che la terapia con rosuvastatina è in grado di ridurre del 48% l’incidenza di ictus cerebrale.
Lo studio Randomized Evaluation of Long-Term Anticoagulation Therapy (RE-LY) ha confrontato l’efficacia del dabigatran alla dose di 110 o 150 mg due volte/die rispetto al warfarin in 18.113 pazienti con fibrillazione atriale e ad elevato rischio di ictus (N Engl J Med . 2009;361:1139–1151). Entrambe le dosi di dabigatran sono risultate non inferiori al warfarin nella prevenzione dell’ictus cerebrale e dell’embolia sistemica; la dose più elevata di dabigatran è risultata inoltre superiore al warfarin considerando lo stesso end-point.
I grandi trial sulla trombolisi endovenosa non richiedevano un valutazione eziologica della causa dell’ictus ischemico prima del trattamento, per cui tra i pazienti trattati sono stati inclusi oltre agli ictus attribuibili alla cause più comuni quali aterotrombosi dei grossi vasi, cardioembolismo e malattia dei piccoli vasi anche ictus attribuibili a patologie più rare inclusa la dissezione dei vasi del collo.