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Il gruppo di lavoro che ha sviluppato queste linee guida - la SPREAD Collaboration - rappresenta il modo concreto per ottenere il requisito di multidisciplinarietà.
La multidisciplinarietà è stata ricercata coinvolgendo rappresentanti di tutte quelle professionalità e funzioni che, in diversi momenti, possono essere coinvolte nell'applicazione - come soggetto attivo o passivo - delle linee guida.
Questo comporta diversi vantaggi pratici, oltre che teorici:
  • la rappresentanza multidisciplinare evita che vengano considerati solo certi aspetti del percorso diagnostico-terapeutico, mentre altri vengono trascurati;
  • la rappresentanza multiprofessionale permette di tradurre in procedure realmente applicabili nella realtà locale le raccomandazioni che, di per sé, rischiano di essere un'estrapolazione astratta;
  • la molteplicità di contributi alla identificazione delle fonti e alla loro valutazione evita parzialità e incompletezze;
  • la partecipazione diretta di diverse figure alla elaborazione del materiale, con la conoscenza "dall'interno" delle ragioni che giustificano le raccomandazioni espresse, facilitano il consenso e l'applicazione da parte dei destinatari.
Da ciò è derivata la struttura organizzativa in:
  • gruppi di lavoro specialistici, interdisciplinari, sostanzialmente monotematici;
  • servizi trasversali (nutrizione, bioetica, economia sanitaria);
  • coordinati da un comitato esecutivo (core team).
Nella stesura di queste linee guida sono stati coinvolti alcuni referenti dell'utenza (associazioni di pazienti e familiari) e, al fine di considerare gli aspetti multiprofessionali relativi al personale sanitario non medico, sono stati coinvolti nel processo di revisione gruppi di infermieri, logopedisti e terapisti della riabilitazione.
Un maggior coinvolgimento di questi attori e di aziende e di istituzioni, così come un più ampio coinvolgimento di associazioni di pazienti e loro familiari è stato già previsto in sede di collaudo e messa a punto delle linee guida.
D'altra parte, questo tipo di approccio pone il problema dell'autorevolezza del gruppo di lavoro. Di conseguenza, anziché procedere ad una selezione esclusivamente per cooptazione, si è deciso di richiedere alle società scientifiche più direttamente coinvolte nei diversi aspetti della prevenzione e del trattamento dell'ictus, di esprimere direttamente alcuni esperti per le varie aree di lavoro. A questi sono poi stati aggiunti, per cooptazione da parte dei gruppi di lavoro stessi, altri esperti noti per la propria competenza su determinati aspetti specifici. Sono anche stati consultati esperti non appartenenti alle società scientifiche direttamente coinvolte nello sviluppo di queste linee guida, ma che esprimessero competenza ed autorevolezza in settori altamente specifici per aspetti particolari pertinenti alla prevenzione primaria o secondaria e al trattamento dell'ictus. Tutti gli esperti partecipanti alla stesura di queste linee guida hanno rilasciato una dichiarazione di assenza di conflitti di interesse.

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