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Sono disponibili le nuove linee guida dell’American Heart Association/American Stroke Association sulla gestione dei pazienti con emorragia cerebrale (Stroke 2010;41: in press).
Rispetto alla precedente, la nuova edizione riporta raccomandazioni aggiuntive o modificazioni di precedenti raccomandazioni.Le nuove raccomandazioni di classe I includono:
Mentre studi preliminari di piccole dimensioni avevano suggerito che lo stenting carotideo fosse equivalente o anche superiore all’endarterectomia per il trattamento della stenosi carotidea sintomatica, i grandi trial clinici condotti in seguito hanno fallito nel dimostrare la non inferiorità dello stenting o hanno mostrato che lo stenting si associa ad un maggior rischio di complicanze.
Dieci fattori di rischio sono associati al 90% del rischio di ictus cerebrale. Il dato emerge da uno studio prospettico caso-controllo, condotto in 22 paesi, ed in cui sono stati inclusi 3.000 pazienti con ictus cerebrale e 3.000 controlli (Lancet, Published Online June 18, 2010; DOI:10.1016/S0140-6736(10)60834-3).
Ancora dati in favore dell’endoarterectomia carotidea rispetto allo stenting dall’International Carotid Stenting Stduy (ICSS). Una sub-analisi dello studio mostra infatti un maggior carico di lesioni cerebrali a seguito della procedura di stenting rispetto all’endoarterectomia.
Lo studio Cilostazol Stroke Prevention Study II (CSPS II) mostra che la terapia con cilostazolo rispetto all’aspirina (81 mg/die) è in grado di determinare una riduzione significativa del rischio relativo di ictus cerebrale pari al 26% circa. Inoltre, rispetto all’aspirina, il cilostazolo si caratterizza per un miglior profilo in termini di sicurezza associandosi ad una riduzione del rischio di emorragie del 54%. La riduzione del ischio emorragico, nel CSPS II, era particolarmente evidente nei pazienti inclusi nello studio per un ictus di tipo lacunare.
Un’altra evidenza negativa relativamente alla possibilità che una riduzione dei valori di omocisteina possa avere effetti favorevoli sulla prevenzione secondaria cardiovascolare. Lo studio VITAmin TO Prevent Stroke (VITATOPS), presentato da G.J. Hankey, ha mostrato che la terapia con vitamine del gruppo B, pur essendo in grado di ridurre i valori di omocisteina, non è in grado di prevenire ulteriori eventi in pazienti con recente TIA o ictus.
Sono stati presentati, da N. Wahlgren, i dati europei del registro SISTS relativi al periodo successivo alla pubblicazione dello studio ECASS III ed ai dati del SITS-ISTR che avevano mostrato evidenze a favore della possibilità di estendere la finestra terapeutica per la trombolisi endovenosa fino a 4,5 ore. I dati presentati indicano che i due studi hanno realmente cambiato la pratica clinica.
La terapia ormonale sostitutiva è impiegata per la gestione dei disturbi che si verificano in rapporto alla menopausa. Tuttavia, mentre gli studi osservazionali hanno suggerito che la terapia ormonale sostituiva può avere un ruolo protettivo in ambito cardiovascolare, i trial clinici indicano invece che tale terapia si associa con un aumento del rischio di ictus.
Una metanalisi condotta sui dati di pazienti con ictus cerebrale ischemico in fase acuta inclusi in 8 trial clinici fornisce nuove informazioni sull’impiego dell’alteplase (Lees et al. Time to treatment with intravenous alteplase and outcome in stroke: an updated pooled analysis of ECASS, ATLANTIS, NINDS, and EPITHET trials. The Lancet 2010 vol. 375 pp. 1695-1703).
E’ stata pubblicata su Circulation (2010;121:1838 –1847) una metanalisi concernente il ruolo dei fattori trombofilici nell’insorgenza dell’ictus cerebrale in età pediatrica (dalla nascita ai 18 anni di età). Per la rarità della condizione, ottenere dati affidabili da singoli studi è molto difficoltoso per cui le metanalisi possono offrire evidenze più robuste. Nello studio sono stati analizzati i dati di 1.764 pazienti (1.526 con ictus ischemico arterioso e 238 con trombosi dei seni venosi cerebrali) e 2.799 soggetti di controllo.