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  • Rosuvastatina per la prevenzione primaria dell’ictus
    22/12/2009
    Studio JUPITER su riduzione del rischio con Rosuvastatina

    Lo studio JUPITER, effettuato su oltre 17.000 soggetti sani con valori di colesterolo bassi (<130 mg/dL) ed elevati valori di proteina C reattiva (> 2 mg/dL), aveva mostrato che l’utilità della terapia con rosuvastatina (20 mg/die) nella prevenzione primaria di eventi cardiovascolari (N Engl J Med 2008;359:2195–2207). Una nuova analisi dei dati dello studio JUPITER (Circulation 2010;121:143-150) indica che la terapia con rosuvastatina è in grado di ridurre del 48% l’incidenza di ictus cerebrale.

  • Dabigatran: nuove analisi dallo studio RE-LY
    09/12/2009

    Lo studio Randomized Evaluation of Long-Term Anticoagulation Therapy (RE-LY) ha confrontato l’efficacia del dabigatran alla dose di 110 o 150 mg due volte/die rispetto al warfarin in 18.113 pazienti con fibrillazione atriale e ad elevato rischio di ictus (N Engl J Med . 2009;361:1139–1151). Entrambe le dosi di dabigatran sono risultate non inferiori al warfarin nella prevenzione dell’ictus cerebrale e dell’embolia sistemica; la dose più elevata di dabigatran è risultata inoltre superiore al warfarin considerando lo stesso end-point.

  • Trombolisi endovenosa nella dissezione arteriosa
    09/12/2009

    I grandi trial sulla trombolisi endovenosa non richiedevano un valutazione eziologica della causa dell’ictus ischemico prima del trattamento, per cui tra i pazienti trattati sono stati inclusi oltre agli ictus attribuibili alla cause più comuni quali aterotrombosi dei grossi vasi, cardioembolismo e malattia dei piccoli vasi anche ictus attribuibili a patologie più rare inclusa la dissezione dei vasi del collo.

  • Dronedarone: un antiaritmico che riduce il rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale
    17/09/2009
    Dronedarone vs. Placebo: rischio cumulativo di ictus cerebrale

    Il dronedarone è un nuovo farmaco antiaritmico, simile all’amiodarone ma senza effetti tossici a livello tiroideo o polmonare. Lo studio ATHENA (N Engl J Med 2009;360:668-678) ha mostrato che, in pazienti con precedenti episodi di fibrillazione atriale, il dronedarone rispetto al placebo riduce il rischio di morte ed il rischio di ospedalizzazione per eventi cardiovascolari. Tale riduzione è attribuibile al minor numero di recidive di fibrillazione atriale e di sindromi coronariche acute.

  • Dabigatran: un’alternativa efficace e sicura rispetto al warfarin per prevenire l’ictus nei pazienti con fibrillazione atriale
    31/08/2009
    Hazard ratio cumulativo per l’end-point primario (ictus o embolia sistemica) in rapporto al trattamento

    La terapia con anticoagulanti orali antagonisti della vitamina K rappresenta oggi la terapia di elezione per la prevenzione dell’ictus in pazienti con fibrillazione atriale. Tuttavia la difficoltà nel riuscire a mantenere l’effetto anticoagulante nel range terapeutico ne limita notevolmente l’efficacia aumentando la possibilità di emorragie oltre a rappresentare una controindicazione alla prescrizione della terapia in pazienti con scarsa compliance o impossibilitati ad effettuare i necessari controlli laboratoristici.

  • Controllo intensivo della pressione sistolica per la prevenzione cardiovascolare
    25/08/2009
    cardio-sis_news_20090825.png

    Studi clinici e metanalisi hanno mostrato che esiste una relazione di tipo continuo tra valori pressori ed incidenza di ictus e cardiopatia ischemica. I benefici dei farmaci antipertensivi nei diversi studi sono stati attribuiti in gran parte alla riduzione dei valori pressori. Le linee guida raccomandano valori di pressione inferiori a 140/90 mm Hg o 140/85 mm Hg ed anche minori nei diabetici.

  • Chiusura percutanea dell’auricola sinistra: una possibilità per la prevenzione dell’ictus nei pazienti con fibrillazione atriale
    25/08/2009
    Device WATCHMEN

    L’auricola sinistra rappresenta la sede di origine dei trombi in oltre il 90% dei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare. Recentemente sono stati sviluppati device e tecniche per la chiusura percutanea dell’auricola sinistra e diversi studi pilota hanno mostrato un profilo di rischio accettabile correlato alla procedura.

  • I pazienti inclusi nei trial sugli antiaggreganti per la prevenzione secondaria dell’ictus non sono rappresentativi della realtà
    31/07/2009
    Trial antiaggreganti 31 luglio 2009
    Gli studi clinici randomizzati e controllati sono il metodo migliore per poter stimare l’efficacia di una terapia ed i risultati ottenuti da questi studi rappresentano le basi per la formulazione di linee guida. Gli studi clinici randomizzati e controllati hanno generalmente dei criteri di inclusione piuttosto rigidi per limitare il rischio di complicanze per i pazienti inclusi.
  • Trombosi della basilare: prognosi sfavorevole ed incertezze nel trattamento
    20/07/2009
    basics_trombolisi_news_20090720.png

    Il Basilar Artery International Cooperation Study (BASICS) uno studio multicentrico prospettico osservazionale in cui sono stati inclusi 629 pazienti, ha valutato la prognosi ed il trattamento dell’ictus cerebrale causato da occlusione dell’arteria basilare (Lancet Neurol 2009;8:724–730).

  • Terapia ormonale prolungata e rischio di ictus
    20/07/2009

    Sul recente numero de The Cochrane Library (Cochrane Database of Sytematic Reviews 2009, Issue 2. Arft. No. CD004143) è stata pubblicata una revisione della letteratura in merito agli outcome sfavorevoli durante il trattamento ormonale sostitutivo (HRT) in età peri- e post-menopausale.
    Per quanto attiene le malattie cardiovascolari, non si è osservata evidenza di un suo ruolo terapeutico di prevenzione nei confronti delle stesse.

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