Il monitoraggio ECG delle 24 ore secondo Holter dovrebbe essere limitato a quei pazienti in cui si sospetti la natura cardioembolica dell'ictus o del TIA in considerazione dei dati anamnestici, clinici e strumentali (p.e. storia recente di palpitazioni associata a reperti ECG di ingrandimento atriale sinistro).[52, 53, 54]
Il monitoraggio ECG può, inoltre, risultare dirimente qualora nel corso del work-up eziopatogenetico non sia emersa una causa definita dell'ictus o del TIA.[52, 53, 54]
Nei casi suddetti l'ECG Holter potrebbe rivelare la presenza di condizioni emboligene ricorrenti quali una fibrillazione atriale parossistica o una malattia del nodo del seno con episodi di bradi-tachicardia. Un esame secondo Holter può essere utile, inoltre, per evidenziare episodi di ischemia silente o per valutare l'equilibrio della bilancia simpato-vagale mediante l'analisi della variabilità RR e QT.