Le indicazioni all’esecuzione di uno studio angiografico in un soggetto affetto da ischemia cerebrale si sono modificate in questi ultimi anni in seguito allo sviluppo della TC, della RM e dell’ecocolor-Doppler carotideo.
La possibilità di ottenere immagini morfologiche sia dei tronchi epiaortici che del circolo intracranico mediante angio-TC ed angio-RM, di caratterizzare ecograficamente la placca ateromasica, di effettuare studi RM di perfusione e diffusione del parenchima cerebrale consentono di ottenere in modo non invasivo un valido inquadramento del paziente con segni di ischemia cerebrale pregressa.[92, 93, 94, 95]
Tuttavia, la metodica angiografica, per il suo alto potere di risoluzione, per la capacità di evidenziare e studiare tutti i territori vascolari cerebrali e di fornire informazioni emodinamiche sui tempi di circolo cerebrale, può anche rappresentare un riferimento per una valutazione morfologica e funzionale del circolo intracranico, soprattutto in fase pre-operatoria oltre che in tutte quelle condizioni in cui le metodiche non invasive abbiano dato risultati incompleti o discordanti.
L’esame angiografico è in grado di individuare le alterazioni dei vasi (placca ateromasica ulcerata, stenosi vascolare, dissezione, etc) e le relative conseguenze emodinamiche attraverso la valutazione dei circoli collaterali di compenso.[96, 97]
In particolare l’indagine angiografica appare indicata quando:[98, 99]
| una stenosi vascolare determini un’attivazione dei circoli di compenso e sia importante valutare la consistenza del flusso collaterale cerebrale; | |
| si sospetti un’origine non ateromasica della patologia vascolare (es. fibrodisplasia muscolare, arterite etc); | |
| nei casi di ischemia cerebrale in pazienti giovani e bambini; | |
| nei casi di lesioni post-traumatiche con dissecazione sub-intimale e secondaria formazione di pseudo-aneurismi. |
L’esame angiografico, comunemente eseguito per cateterismo arterioso femorale, comporta un rischio di complicanze neurologiche minori (che regrediscono entro 72 ore) nel 2% dei pazienti e di complicanze neurologiche maggiori (durata maggiore di 72 ore) nello 0,1% dei pazienti. Complicanze fatali sono state riportate nello 0,03% dei casi.[100] Complicanze locali (ematomi in sede di puntura) si osservano nello 0,1%-0,5% dei casi.