Negli ultimi anni la ricerca clinica ha studiato e validato l’impiego di nuove terapie anticoagulanti, la cui caratteristica fondamentale è la selettività del meccanismo d’azione; questa capacità di bloccare uno specifico “target” della cascata emocoagulativa differenzia tali farmaci sia dalle eparine che dagli anticoagulanti orali che al contrario interagiscono in modo non selettivo a più livelli della trombogenesi. Altra caratteristica importante che accomuna i nuovi farmaci è la maneggevolezza e la facilità di impiego, in quanto per i più importanti di essi non è solitamente necessario alcun monitoraggio laboratoristico. Alcune nuove molecole hanno già dimostrato ottimi profili di efficacia e sicurezza nella prevenzione del tromboembolismo venoso in pazienti ospedalizzati ad alto rischio (chirurgia ortopedica maggiore) e nella prevenzione dell’ictus cerebri nei fibrillanti. Resteranno nei prossimi anni da valutare importanti aspetti clinici, gestionali e farmacoeconomici:
| l'impatto economico e le decisioni circa la rimborsabilità che saranno prese dalle agenzie regolatorie; | |
| la necessità di un adeguato monitoraggio clinico in rapporto alla mancanta necessità di un monitoraggio di laboratorio; | |
| la tossicità e gli effetti indesiderati a lungo termine; | |
| il rischio di uso inappropriato per la semplificazione eccessiva della terapia. |