I punti critici della ricerca in riabilitazione concernono numerosi ambiti, dalla selezione degli obiettivi, alla scelta delle misure di risultato alla definizione degli interventi, alla dimostrazione del razionale di efficacia di ciascun approccio alla luce delle attuali conoscenze sui meccanismi dell’apprendimento post-lesionale. Per ciascuno di essi la letteratura è attualmente fertile di proposte. In particolare, ai fini della formulazione di una prognosi precoce ed accurata, grande attenzione è stata dedicata all’individuazione di indicatori strumentali del recupero motorio mediante l’impiego di Potenziali Evocati Motori, risonanza magnetica funzionale, tomografia ad emissione di positroni. La ricerca delle tecniche riabilitative più efficaci ed efficienti è accompagnata dal tentativo sempre più frequente di correlare i benefici funzionali osservati nella pratica quotidiana con elementi suggestivi di riorganizzazione corticale, premessa ritenuta indispensabile al fine di giustificare un ri-apprendimento motorio. Sulla scorta di tali osservazioni vengono privilegiati approcci che avvalorano da un lato la realizzazione di esercizi cosiddetti “task-oriented” e dall’altro perseguono quest’obiettivo identificando le singole sequenze motorie di un profilo complesso di movimento e promuovendone l’apprendimento sia mediante esecuzione reiterata, supportata da esoscheletri robotizzati, sia mediante un’esaltazione dell’informazione sensoriale di ritorno, prodotta da sistemi in realtà virtuale.Interessanti prospettive emergono da studi che si prefiggono di esaltare le componenti essenziali del “motor learning” associando l’allenamento intensivo robot-guidato con l’esaltazione del feedback visivo durante l’esecuzione di esercizi contestualizzati, e facendo precedere le sedute di addestramento da sessioni di stimolazione corticale non invasiva con effetto “priming” sulla corteccia motoria.