La prevenzione è considerata la misura più importante per ridurre il peso bio-psico-sociale dell'ictus.[1, 2]
È ormai stabilmente riconosciuto che la prevenzione dell'ictus comincia con il controllo e trattamento dei fattori di rischio [3] mediante due fondamentali "tipi" di strategie preventive, che sono, di fatto, complementari:
| l'approccio di "massa" o "strategia di massa nella popolazione" con l'obiettivo di promuovere stili di vita adeguati a vivere in salute nell'intera popolazione al fine di diminuire il livello medio dei fattori di rischio principali; | |
| l'approccio al singolo soggetto con alto rischio o "strategia individuale sul rischio elevato", per convenzione quelli che hanno una probabilità superiore al 20% di incorrere in un evento nei dieci anni successivi, che impone, una volta conosciuti ed identificati i fattori di rischio, la loro correzione e il loro controllo. |
Tutti gli operatori sanitari sono chiamati alla responsabilità di partecipare allo sforzo per prevenire l'ictus.
Nondimeno la medicina generale, per le sue caratteristiche, ha le maggiori potenzialità di svolgere un'efficace azione preventiva sulla popolazione nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, in quanto può essere definita come la disciplina medica che offre un'assistenza primaria continua, completa e orientata alla prevenzione a livello comunitario. Infatti, per la peculiarità del suo ruolo, il medico di medicina generale è una delle poche figure professionali, nel panorama sanitario nazionale, in grado di vedere soggetti sani, anche perché è stato dimostrato che in un anno viene contattato dal 75% dei suoi pazienti, in 5 anni dal 100%, e un assistito si reca da lui mediamente 5 volte all'anno. Egli, pertanto, svolge un ruolo centrale nella gestione della salute, è profondamente radicato nel territorio di competenza, ha conoscenza personale sulle caratteristiche dell'individuo e della famiglia e si pone a metà fra l'habitat naturale e sociale dell'uomo e la medicina tecnologica e sofisticata dei luoghi di cura specialistici. Appare, pertanto, fondamentale il suo intervento in programmi, progetti e protocolli di prevenzione sanitaria e di promozione della salute. Non solo i medici generali, comunque, sono coinvolti nella prevenzione: i medici del lavoro e quelli impegnati nella medicina dello sport vengono spesso a contatto con individui asintomatici. Tuttavia, la figura professionale di riferimento rimane il medico generale, che in più, rispetto alle altre due professioni, da un lato vanta, di solito, un miglior rapporto interpersonale, molto importante per gli aspetti di counselling riportati successivamente, e dall'altro si rivolge ad una popolazione più eterogenea e meno selezionata.
Un programma che si prefigga la riduzione dell'incidenza dell'ictus attraverso la correzione dei fattori di rischio e l'educazione a più corretti stili di vita prevede, per la sua realizzazione, il coinvolgimento di larghe fasce di popolazione con osservazioni e interventi protratti nel tempo. Queste caratteristiche sono strettamente connesse con il ruolo del medico di medicina generale nella nostra sanità, per cui il suo coinvolgimento in strategie di questo tipo appare fondamentale. Egli, infatti, è in grado di erogare un servizio medico primario continuo e completo, orientato al paziente nella sua globalità e rivolto agli individui, alle famiglie e alla comunità di cui essi fanno parte. Dotato degli strumenti e delle linee guida necessari, il medico di medicina generale ha le potenzialità per produrre indubbi vantaggi sia in termini di benessere che di risparmio della spesa sanitaria.
Attraverso la pratica della medicina anticipatoria, che racchiude i concetti di medicina d'iniziativa e di opportunità (vedi Appendice 2), è possibile un intervento di motivazione del paziente stesso per la realizzazione del concetto di approccio educativo come presidio terapeutico. Anche qui il medico generale può agire meglio di qualunque altro operatore sanitario. Lo scopo, infatti, non è solo di informare i pazienti, ma prima di tutto di persuaderli ad attuare cambiamenti radicali nello stile di vita. La mancanza di motivazione vanifica il migliore programma di istruzione e il lavoro degli "insegnanti" più determinati.[4]
Affinché l'agire nella pratica quotidiana del medico generale sia svolto in modo mirato, è bene conoscere l'entità del rischio relativo dei vari fattori di rischio per l'ictus. Questo consente di raggiungere l'obiettivo preventivo il più velocemente possibile e con il minor sforzo. Tanto più alto è il rischio relativo, tanto maggiore sarà l'influenza del fattore di rischio sullo sviluppo della malattia stessa, quindi è bene che il medico generale indirizzi gli sforzi preventivi o i suggerimenti alle modifiche dello stile di vita e/o al trattamento, principalmente sul/sui fattore/i con il più alto rischio relativo nel soggetto in esame.
Va comunque ricordato che, nell'ambito della medicina generale, non è corretto scindere la prevenzione di una singola entità nosologica, quale l'ictus, in quanto l'approccio del medico di medicina generale è volto soprattutto alla globalità della persona. L'azione preventiva va quindi ricondotta ad un programma di salute individualizzato che tenga conto delle diverse patologie prevenibili.
Per una più dettagliata valutazione del ruolo della medicina generale nella prevenzione primaria dell'ictus e per gli aspetti etici ed economici correlati si rimanda all'Appendice 2.