L'abuso di alcool aumenta il rischio di ictus cerebrale.[11] I risultati di una recente metanalisi indicano che l'associazione tra consumo di alcool e ictus ischemico ha un andamento a , con apparente effetto protettivo per coloro che consumano meno di 24 g di alcool al giorno e un significativo aumento del rischio per consumi superiori ai 60 grammi giornalieri (RR 1,64; IC95 1,39-1,93).[158] Per quanto riguarda invece l'ictus emorragico i dati disponibili sono concordi nell'indicare un aumento del rischio nei forti bevitori.[20] L'aumento del rischio è lineare e raggiunge i valori più elevati nei consumatori abituali di più di 60 g/die di alcool.[158] Gli studi di coorte più recenti hanno confermato l'aumento complessivo del rischio di ictus e, in particolare, di ictus emorragico per consumi superiori a 60 g/die, evidenziando un effetto neutro sull'incidenza complessiva e forse un effetto protettivo sull'ictus ischemico per quanto riguarda il consumo lieve-moderato.[159, 160, 161, 162, 163, 164]
L'analisi per tipo di bevanda, peraltro disponibile per un limitato numero di studi, suggerisce un possibile effetto protettivo specifico del vino rispetto ad altre bevande alcoliche, sia negli uomini sia nelle donne.[160, 162, 165]
La modalità del consumo di bevande alcoliche tipica del binge drinking, corrispondente al consumo in un’unica occasione ≥6 drink negli uomini e ≥4 nelle donne, è stata analizzata in un recente studio prospettico finlandese che ha evidenziato come il fenomeno del binge drinking per forti bevitori risulti associato ad un incremento del rischio di ictus totale (HR 1,84;IC95 1,35-2,54) ed ischemico (HR 1,99;IC95 1,39-2,87)[Sundell,2008].
Per quanto la relazione tra consumo di alcool ed ictus sia complessa per la difficoltà di separare l'effetto dell'alcool da quello di altri componenti delle bevande alcoliche, p.e. i polifenoli, è ipotizzabile che l'aumento del rischio di ictus associato a un elevato consumo sia attribuibile in primis agli effetti negativi dell'alcool su fattori quali ipertensione, cardiomiopatie, disordini della coagulazione, fibrillazione atriale e riduzione del flusso ematico cerebrale.[158] L'eventuale effetto protettivo di un consumo lieve-moderato invece può essere spiegato dall'aumento del colesterolo HDL, dalla riduzione dell'aggregabilità piastrinica e dall'induzione della fibrinolisi.[158] Sebbene gli effetti dell'alcool sul sistema dell'emostasi possano in parte spiegarne l'effetto protettivo nei confronti dell'ictus ischemico, essi possono avere un ruolo altrettanto importante nell'aumentare il rischio di emorragia cerebrale.[Suzuki,2009]; [Sundell,2008]).
In conclusione, i dati disponibili confermano la raccomandazione di limitare il consumo di alcool a non più di 24 g/die (es. due bicchieri di vino) negli uomini e non più di 12 g/die nelle donne (fatta eccezione per la gravidanza e l'allattamento in cui il consumo di alcool è comunque da evitare). L'adozione di tali misure a livello di popolazione potrebbe essere associata a una riduzione importante dell'incidenza di ictus.