Una delle possibili localizzazioni della malattia aterosclerotica è rappresentata dall’arco dell’aorta. I fattori che si associano alla presenza di placche dell’arco aortico sono l’età avanzata, la presenza di ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia e fumo di sigaretta ma anche fattori di rischio vascolare emergenti quali iperomocisteinemia, aumento dei globuli bianchi e dei valori della proteina C reattiva [Kronzon,2006].
Diversi studi hanno mostrato un’associazione tra aterosclerosi dell'arco aortico distale ed ictus cerebrale.[218, 219, 220]
Placche aterosclerotiche di grosse dimensione (>4mm di spessore) sono presenti in un terzo circa dei pazienti con ictus cerebrale criptogenetico.223
Karalis e coll. per primi hanno dimostrato una correlazione tra il grado di gravità delle lesioni aortiche, la presenza di componenti mobili della placca e l'embolizzazione cerebrale.[221] Questi autori analizzando i dati di 556 pazienti sottoposti a ecocardiografia transesofagea (ETE) hanno evidenziato una storia di embolizzazione in 8 degli 11 pazienti (73%) portatori di placche mobili contro 3 soli dei 25 pazienti (12%) con placche non mobili.
La prevalenza di placche ulcerate dell'arco aortico aumenta con l'età ed è, in modo indipendente, associata all'ictus di eziologia sconosciuta.[222] In circa il 60% dei pazienti con ictus di età superiore a 60 anni, sono presenti placche a livello dell’arco dell’aorta, localizzate prossimalmente all'ostio dell'arteria succlavia sinistra. La presenza di ulcerazioni, calcificazioni, trombi sovraimposti e strutture ipoecogeno caratterizzano le placche a maggior rischio di complicanze.225 Il rischio di ictus ad un anno in pazienti con placche a livello dell’arco dell’aorta che eseguivano ETE varia tra il 10% ed il 12% [Kronzon,2006].
La maggior parte degli studi ha tuttavia valutato il rischio di ictus o embolia in relazione alla presenza di placche a livello dell’aorta in popolazioni selezionate di pazienti in particolar modo pazienti con ictus cererale. I dati invece relativi al rischio nella popolazione generale sono estremamente scarsi e sembrerebbero indicare che le placche dell’arco aortico non rappresentino un fattore di rischio indipendente in quanto l’associazione dipende dalla presenza di fattori di rischio vascolare [Meissner,2004]; [Russo,2009].
Le placche dell’arco aortico rappresentano un fattore associato a maggior rischio di recidiva di ictus cerebrale. Le placche che si associano a maggior rischio di recidiva sono quelle di grandi dimensioni (≥4mm), le placche complesse (ulcerate o mobili) [DiTullio,2009] e le placche che presentano calcificazioni [Cohen,1997].