Una recente metanalisi condotta sulla revisione di 28 studi per un totale di 39·769 soggetti ha indagato l'associazione tra la terapia ormonale sostitutiva ed il rischio di ictus.[234] Oltre a non riscontrare alcuna relazione con un possibile effetto protettivo, l'analisi ha evidenziato una associazione con un incremento di oltre il 29% di rischio di ictus nei soggetti in terapia ormonale sostitutiva. In particolare, si è osservato un aumento significativo del rischio per gli ictus totali (OR 1,29; IC95 1,13-1,47) e per gli ictus ischemici (OR 1,29; IC95 1,06-1,56), ma non per gli ictus emorragici o per i TIA. Oltre a ciò, la metanalisi ha permesso di evidenziare un aumento significativo del rischio di ictus fatale o con peggiore prognosi (OR 1,56; IC95 1,11-2,20). In tal senso, quindi, la gravità di un ictus è aumentata dalla terapia ormonale sostitutiva, come dimostrato dal fatto che la frequenza di un esito peggiore è di circa il 56% più elevato nella popolazione avente un ictus ed in terapia ormonale sostitutiva, rispetto quella non esposta a tale terapia.