Le infezioni acute e croniche possono contribuire all'insorgenza di un ictus. In passato alcuni studi hanno dimostrato che un episodio infettivo di recente insorgenza è un fattore di rischio per ictus ischemico.[268, 269] Attualmente le maggiori evidenze scientifiche mostrano che bronchiti croniche ed infezioni croniche atipiche delle vie respiratorie (Chlamydia pneumoniae, Mycoplasma pneumoniae e Legionella pneumophila),[270, 271] infezioni croniche e possibili riacutizzazioni con agenti quali Helicobacter pylori, Cytomegalovirus e parodontiti possono essere associate all'aumento del rischio per eventi ischemici cerebrovascolari. Tale rischio aumenterebbe con l'incremento del numero degli agenti patogeni implicati.
In un ampio studio osservazionale su 140·000 soggetti si è osservata una riduzione del rischio di ospedalizzazione per ictus tra il 16% ed il 23% in coloro che erano stati sottoposti a vaccinazione antiinfluenzale.[272] In un ulteriore studio retrospettivo caso-controllo con 740 pazienti, la vaccinazione antiinfluenzale è risultata protettiva nei confronti dell'insorgenza di ictus ischemico (OR 0,46; IC95 0,28-0,77).[273] Per tali motivi, sebbene in assenza di una dimostrata ed ampia significatività del ruolo protettivo della vaccinazione, i soggetti con storia di ictus o con rischio aumentato per malattie cerebrovascolari dovrebbero essere vaccinati contro l'influenza.[274, 275, 276]
Anche la sifilide, la tubercolosi e l'infezione da HIV possono predisporre ad ictus cerebrale.