Il ruolo dei fattori di rischio come determinanti di malattia può assumere particolare rilevanza in presenza di talune associazioni. Ad oggi gli studi che ne hanno valutato gli effetti e le possibili interazioni sono pochi. Il rischio di ictus cerebrale in presenza dell'associazione tra più fattori può aumentare in ragione dell'effetto moltiplicativo determinato dal rischio legato alla diversa modalità di estrinsecazione dell'effetto di più fattori ma può anche aumentare nell'eventualità che uno o più fattori possano interagire gli uni con gli altri, potenziandosi. È quindi importante riconoscere il rischio legato alle diverse associazioni per poter delineare il profilo di rischio di ogni singolo paziente e per correggere precocemente i fattori suscettibili di un vantaggioso intervento preventivo.
Sono disponibili tabelle che esprimono la probabilità di subire un ictus in relazione a un punteggio che tiene conto della concomitanza di più fattori di rischio e della loro gravità.[332] Per quanto attiene alla realtà italiana, sono disponibili, a cura dell'Istituto Superiore di Sanità esclusivamente le carte di rischio cardiovascolare all'interno del Progetto Cuore (http://www.cuore.iss.it) che permettono di calcolare il rischio di avere un evento cardiovascolare tenendo conto del sesso del soggetto, dell'età, dell'abitudine al fumo di sigaretta, dei valori di pressione sistolica, del colesterolo totale, del colesterolo HDL, della presenza di diabete mellito o di ipertensione arteriosa in trattamento farmacologico. Il rischio globale di presentare eventi, calcolato mediante tale sistema, tiene conto anche della possibile associazione, nello stesso individuo di più di uno dei fattori considerati. L'introduzione delle carte del rischio rappresenta un'evoluzione metodologica rilevante, ma il considerarle vincolanti rischia di enfatizzarne l'importanza a discapito della imprescindibile valutazione individuale del rischio cardiovascolare globale che deve tener conto anche di altri fattori quali la familiarità, la sedentarietà, l'obesità e la presenza di una sindrome metabolica.
Proprio la sindrome metabolica, caratterizzata da ipertensione arteriosa, resistenza all'insulina con iperinsulinemia, intolleranza glucidica, dislipidemia e obesità viscerale, rappresenta un importante esempio di come un cluster di fattori di rischio possa associarsi ad un aumento del rischio di ictus cerebrale.[333]
D'altra parte, anche l'associazione tra diabete mellito e fibrillazione atriale, sinora non adeguatamente indagata, richiede una attenta considerazione anche in rapporto alle possibilità di incidere precocemente, con specifiche misure preventive, sulla storia naturale di entrambe le patologie.[334]
Un'altra associazione tra fattori di rischio, di particolare importanza, soprattutto nelle donne in età giovanile, è quella tra emicrania, ed in particolare emicrania con aura, e fumo di sigaretta e/o impiego di contraccettivi orali.[280, 335]
La conoscenza del maggior rischio derivante da talune specifiche associazioni tra fattori di rischio rappresenta il presupposto essenziale per l'ottimizzazione delle strategie di prevenzione primaria.

