L'attività fisica riveste un ruolo importante per la prevenzione delle patologie cardiovascolari e svolge un effetto protettivo anche nei confronti dell'ictus. Una revisione di cinque studi prospettici evidenzia un effetto favorevole dell'attività fisica di grado moderato sull'incidenza di ictus. [41] L'analisi di dodici studi osservazionali pubblicati fra il 1990 e il 1999 ha mostrato che l'attività fisica moderata riduce il rischio di ictus rispetto all'inattività.[42]
Più recentemente alcune metanalisi hanno analizzato l'effetto dell'attività fisica sul rischio complessivo di ictus. I risultati concordano nell'indicare la presenza di un'associazione inversa tra attività fisica e rischio di ictus; l’effetto protettivo, dose-dipendente, dell’attività fisica occupazionale e di quella svolta nel tempo libero è confermato, sia nell’ictus ischemico che emorragico.[43, 44, 45] Secondo la metanalisi di Lee et al.,[43] l'attività fisica svolta nel tempo libero determina una riduzione complessiva del rischio di ictus del 27% (se a dispendio energetico elevato) e del 20% (se a dispendio moderato), rispetto ad attività sedentarie. Secondo la metanalisi di Wendel-Vos et al.,[44] la riduzione complessiva del rischio di ictus è compresa tra il 25% e il 45%, secondo il tipo e il livello di attività fisica svolto. È stato inoltre evidenziato un maggiore effetto protettivo dell’attività fisica negli studi effettuati su popolazioni europee, rispetto a popolazioni USA.[45]
Due ulteriori studi prospettici confermano l’effetto protettivo dell’attività fisica, sia occupazionale che svolta nel tempo libero, sull’ictus in toto,[46] e dell’attività fisica svolta nel tempo libero sull’ictus ischemico e su quello emorragico.[47] La frequenza quotidiana ha un effetto protettivo dose-dipendente, la combinazione di più attività aumenta l’effetto protettivo sull’ictus del 10%.[47]
L'effetto protettivo dell'esercizio fisico nei confronti dell'ictus è almeno in parte riconducibile al legame esistente tra attività fisica ed altri fattori di rischio per l'ictus quali ipertensione, diabete, obesità, dislipidemie, fattori dell'emostasi.[48, 49] L'attività fisica potrebbe determinare inoltre un decremento dei livelli plasmatici di interleukina 6 e di proteina C reattiva, entrambi correlati, in età geriatrica, a maggior rischio di disabilità e di mortalità.[50] Un recente studio dimostra che l'attività fisica moderata riduce il rischio di ictus nei pazienti con aumento dello spessore ventricolare sinistro.[51]
Un recente studio ha valutato il ruolo del rischio stimato della associazione tra fumo in attività fisica e aumento dell'IMC nello sviluppo della malattia cardiovascolare, incluso l'ictus, in oltre 6·000 uomini inglesi ed ha confermato che livelli moderati di attività fisica determinano una riduzione del 46% di rischio relativo. Quando però si prendono in considerazione anche le variazioni interpersonali la riduzione del rischio cresceva al 66% per gli stessi gruppi. Tuttavia la stima del potenziale reale beneficio della attività fisica è difficile da confrontare con altri studi poiché pochi prendono in considerazione le variazioni interpersonali.[52]
Allo stato attuale delle conoscenze, è ragionevole consigliare un’attività fisica di moderata intensità e di tipo aerobico come modifica permanente dello stile di vita.[53] L'attività fisica di moderata intensità corrisponde ad una camminata di 30 minuti a passo spedito (10-12 minuti per chilometro); tale attività andrebbe svolta preferibimente tutti i giorni.[47, 53]

