La possibilità di evitare il ricovero sussiste solo per i TIA certi, cioè per pazienti totalmente asintomatici al momento della prima osservazione medica. Tuttavia, il rischio associato al TIA è in corso di rivalutazione e sembra essere maggiore di quanto finora considerato. [17, 18] Rothwell e coll. (2005) hanno elaborato un modello che permette di stimare il rischio di ictus precoce (entro 7 giorni) in soggetti colpiti da TIA.[19] Secondo tale algoritmo ("ABCD") si assegnano i punteggi in questo modo: un punteggio di 4 o più identifica i soggetti a più alto rischio di ictus nei successivi 7 giorni, che sarebbero quindi da ricoverare per accertamenti più approfonditi.[19]
Una recente rivisitazione di tale punteggio prognostico (Johnston e coll., 2007)[20] ha prodotto e validato, basandosi sull’ABCD score [19] e sul California score [21] uno score unificato (ABCD2 score) con maggiore predittività del rischio di ictus dopo TIA, in particolare in fase precocissima (nelle 48 ore successive). Tale modello riprende i punti ABCD dello score di Roththwell e coll. (2005)[19] con l’aggiunta della presenza o meno di diabete a cui viene assegnato punteggio 1 o 0 rispettivamente. Nei pazienti con TIA, l’ABCD² score classifica il rischio di ictus a 2 giorni come:
| basso: score<4; | |
| moderato: score 4-5; | |
| alto: score >5. |
È comunque consigliato il ricovero anche per i TIA subentranti, per quelli con sintomatologia di durata superiore ad un'ora,[22] o quando sia nota una possibile fonte embolica. In ogni caso l'iter diagnostico deve essere espletato in tempi brevi, in modo da consentire rapidamente l'inizio degli interventi di prevenzione delle recidive. Dal punto di vista economico è sicuramente più conveniente evitare il ricovero (o dimettere il paziente appena la diagnosi di TIA sia chiara): eseguire gli accertamenti in regime ambulatoriale è ovviamente meno costoso rispetto al regime di ricovero; anche un recente studio canadese su esiti del ricovero e costi dello stesso depone a favore della riduzione dei ricoveri per TIA.[23] La mancata ospedalizzazione può comportare rischi per il paziente in caso di recidive; per questo motivo è indispensabile accertarsi che il malato abbia la possibilità di rapido trasporto in ospedale in caso di necessità.