I motivi per il non ricovero possono essere i seguenti:
- rifiuto da parte del paziente (o familiari, se il paziente non può esprimersi);
- ictus con probabile esito infausto a brevissimo termine;
- concomitanza di gravi patologie con prognosi infausta a brevissimo termine;
- inopportunità del ricovero per prevedibile comparsa di ripercussioni negative sul paziente.
In questi casi è opportuno che il paziente, o i parenti più prossimi se egli non è in grado di esprimersi, dichiarino per iscritto la propria intenzione di non procedere al ricovero.
Nei pazienti con ictus che non vengono ricoverati è indicato garantire comunque:
- il controllo e il mantenimento di valori adeguati di temperatura corporea;
- il monitoraggio e il mantenimento di valori adeguati di glicemia;
- la diuresi, con cateterizzazione vescicale solo se necessario;
- la sorveglianza sulla possibile insorgenza di episodi infettivi;
- uno stato nutrizionale adeguato;
- l'integrità della cute, prevenendo i decubiti;
- la profilassi della trombosi venosa profonda;
- la migliore profilassi secondaria possibile;
- sostegno psicologico ai pazienti ed ai caregiver.
Per le modalità di attuazione si rimanda al Capitolo 11. I punti 5., 7. e, parzialmente, 6. sono scarsamente rilevanti in caso di prognosi infausta a brevissimo termine.
I provvedimenti riabilitativi al domicilio non sono affrontati in questa sezione.
Altro caso in cui il ricovero potrebbe non essere eseguito è quello degli ictus lievissimi, con sintomi pressoché totalmente scomparsi a 24-36 ore o comunque al controllo delle 48 ore: Per questi soggetti dovrebbero valere le stesse considerazioni indicate per i TIA al § 8.5.
La profilassi secondaria deve essere considerata in tutti i casi in cui non vi siano evidenti controindicazioni, con l'eccezione dei pazienti con prognosi infausta a brevissimo termine.
Uno studio olandese [24] indica un eccesso di eventi fatali e non fatali dello 0,6% in due anni somministrando ASA in assenza di TC e un eccesso di 4,1% non somministrando ASA in assenza di TC. L'utilità dell'ASA anche in assenza di TC è stata riconfermata dal gruppo collaborativo CAST e IST.[25] In base a questi dati è indicata la somministrazione di ASA in assenza di TC (rifiuto da parte del paziente). In ogni caso, qualora il trattamento si consideri opzionale, è indicato ottenere il consenso scritto da parte del paziente o dei familiari.