Nella diagnosi dell'ictus ischemico TC e RM sono tecniche ormai standardizzate ed indispensabili per valutare la presenza o l'estensione di un infarto nelle prime 12-24 ore. Tuttavia si delinea sempre più chiaramente la necessità di ottenere immagini specifiche delle prime 3-12 ore, anche alla luce delle terapie trombolitiche e di nuovi trattamenti con farmaci neuroprotettivi.
Le attuali procedure terapeutiche sono infatti condizionate da almeno due fattori: il tempo ed i limiti delle tecniche diagnostiche. La negatività delle immagini tradizionali non consente di desumere precocemente se il tessuto danneggiato lo è già in maniera irreversibile; se è presente un grave deficit di flusso ematico o al contrario il tessuto è altamente perfuso; ed infine se si siano instaurati gravi danni metabolici.
I recenti sviluppi delle tecniche di Risonanza Magnetica quali la RM Diffusionale (DWI), Perfusionale (PWI) e Spettroscopica (MRS) suscitano grande interesse per la possibilità di visualizzare e seguire lo sviluppo delle lesioni focali ischemiche già delle primissime ore e dare concrete risposte ai quesiti sopraelencati.[159]