La pressione arteriosa deve essere monitorata nel periodio pre-, intra- e post-operatorio, specie nelle 24 ore successive all'intervento e nei giorni prima della dimissione, in particolare nei pazienti tendenzialmente ipotesi, per la prevenzione di eventuali episodi ipotensivi che a volte si verificano durante e dopo la procedura, ma soprattutto nei pazienti ipertesi e/o con stenosi carotidea preocclusiva, per la prevenzione della sindrome da iperperfusione cerebrale.
È bene controllare il fumo di sigaretta che fa aumentare il rischio di ictus perioperatorio, postoperatorio e il rischio di restenosi.
Dovrebbe essere evitato l'uso eccessivo di alcool, mentre ne è permesso l'uso moderato, che, favorendo l'aumento del colesterolo HDL, può abbassare il rischio di eventi ischemici cardiaci e cerebrali.
Non è necessario interrompere la terapia ormonale postmenopausale con estrogeni.
È consigliato monitorare ed eventualmente trattare elevati tassi di lipidi ematici, in particolare di colesterolo, ai quali si associa elevato rischio di ictus e di restenosi.
È consigliabile trattare i pazienti chirurgici con terapia antiaggregante piastrinica da prima dell'intervento, se non vi sono controindicazioni. La dose ottimale di ASA è inferiore a 325 mg/die.[104]
Una revisione Cochrane ha selezionato sei studi randomizzati e controllati con 907 pazienti trattati o non trattati con antiaggreganti piastrinici per almeno 30 giorni dopo EC per stenosi sintomatica o asintomatica e controllati per almeno 3 mesi.[205] Si è osservato un beneficio statisticamente significativo per la terapia antiaggregante in termini di riduzione di incidenza di ogni tipo di ictus nel gruppo trattato. Non sono state osservate differenze significative tra i due gruppi o i dati sono stati giudicati insufficienti per la valutazione di altri esiti secondari, quali morte vascolare, infarto miocardico, emorragia extra o intracranica, restenosi o progressione di stenosi controlaterale