Il percorso della persona disabile a causa di un ictus trae maggior beneficio da una rete integrata di interventi coordinati, che possono garantire la continuità del recupero, dall'evento acuto al reinserimento familiare e sociale.
Le attività sanitarie di riabilitazione possono essere distinte in relazione alla tipologia e intensità di intervento, tutte inserite in una rete assistenziale complessa, che deve prevedere un collegamento tra le stesse. Secondo quando definito dalle linee guida nazionali [211] possiamo distinguere gli interventi in:
- attività di riabilitazione intensiva: dirette al recupero di disabilità medio-gravi, modificabili, che richiedono un impegno medico specialistico, tecnico-riabilitativo multidisciplinare ad elevata complessità e con un intervento riabilitativo di almeno tre ore dedicate al paziente.
- attività di riabilitazione estensiva: caratterizzate da un moderato impegno terapeutico-riabilitativo, ma con un adeguato supporto assistenziale. L'impegno clinico e riabilitativo prevede comunque una presa in carico specificatamente riabilitativa per un intervento di durata variabile tra una e tre ore giornaliere a paziente.
Un'altra possibilità di classificazione delle strutture è basata su 3 livelli:
- 1° livello: quello territoriale e della riabilitazione estensiva:
- 2° livello: quello ospedaliero della riabilitazione intensiva;
- 3° livello: quello di alta specialità identificato nelle Unità per Gravi Cerebrolesioni acquisite riservato, in genere, a pazienti con esiti di coma (GCS ≤8).
Gli interventi di riabilitazione intensiva sono erogabili in regime di:
- ricovero a ciclo continuativo (degenza ordinaria):

unità per gravi cerebrolesioni acquisite; 
centri di riabilitazione intensiva; 
centri di riabilitazione intensiva. - ricovero a ciclo diurno (day hospital):
Gli interventi di riabilitazione estensiva sono erogabili presso le seguenti strutture:
- le strutture ospedaliere di lungodegenza riabilitativa;
- i presidi ambulatoriali di recupero e rieducazione funzionale territoriali e ospedalieri;
- i presidi di riabilitazione extraospedaliera a ciclo diurno e/o continuativo;
- i centri ambulatoriali di riabilitazione;
- le residenze sanitarie assistenziali (RSA);
- le strutture residenziali o semiresidenziali di natura socio-assistenziale;
- i centri socio-riabilitativi;
- il domicilio.
A fronte dell'inquadramento generale fornito dalla linee guida nazionali occorre definire i setting specifici per il paziente con ictus.