Mentre la realizzazione di una prognosi riguardante la sopravvivenza e la sua comunicazione al paziente ed ai familiari è il compito proprio dello specialista clinico, le prime previsioni sull'autonomia nella deambulazione e la ripresa motoria degli arti basata sulla perdita di coscienza all'esordio dell'ictus, sulla rapidità di aggravamento del deficit e sul recupero dell'attività motoria, talora già al termine della prima settimana,[61] possono essere fornite dal team riabilitativo assieme alla formulazione di un'ipotesi sull'ambito riabilitativo più idoneo al soggetto curato e sulle modifiche potenzialmente necessarie per adattare la residenza abituale alla vita del paziente sopravvissuto all'ictus. Va comunque considerata l'influenza sulla prognosi riabilitativa dei fattori ambientali e della disponibilità di servizi riabilitativi dopo la fase post-acuta.[62] È importante sottolineare come i problemi relativi all'alimentazione, al controllo sfinterico, al possibile sviluppo di danni secondari quali la sindrome spalla-mano o le cadute dal letto devono essere affrontati precocemente da parte del team riabilitativo che ne incorporerà la gestione nel contesto del piano riabilitativo iniziale.
Ne consegue che al momento del passaggio dalla struttura per acuti a quella riabilitativa le informazioni dovrebbero comprendere i seguenti aspetti:
| situazione clinica precedente l'ictus (ipertensione e dislipidemie, diabete, cardiopatie, pneumopatie, patologia muscoloscheletrica, ...); | |
| situazione clinica al momento del trasferimento (obiettività neurologica, patologie concomitanti, terapie farmacologiche); | |
| tipologia della lesione (natura ischemica od emorragica, localizzazione anatomica); | |
| documentazione strumentale (copia delle indagini diagnostiche per immagini, esami di laboratorio); | |
| informazioni relative alla gestione dell'assistenza (soddisfazione bisogni, ulcere da pressione, gestione cateteri); | |
| copia dei referti di visite specialistiche; | |
| nel caso di passaggio ad un team riabilitativo diverso da quello operante nella struttura: relazione riabilitativa da parte del team stesso. |
Similmente al momento della dimissione dalla struttura riabilitativa con presa in carico da parte delle strutture territoriali (p.e. ADI) la relazione di dimissione deve comprendere, oltre alle informazioni sugli aspetti legati alla lesione, anche la relazione del team riabilitativo con l'ipotesi prognostica sulla disabilità e le indicazioni per il proseguimento del piano riabilitativo.