Una definizione operativa condivisa di Demenza Vascolare è assolutamente necessaria per affrontare in maniera non fuorviante il capitolo della sua epidemiologia. In effetti, qualsiasi ictus può essere causa diretta o indiretta di alterazioni temporanee o permanenti di funzioni cognitive specializzate o generali (afasia, alterazioni gnosiche e/o prassiche, disturbi della memoria, del comportamento, del controllo emozionale, confusione mentale, stato soporoso, fenomeni dispercettivi, etc.) per cui si può osservare spesso una alterazione della cognitività più o meno grave, senza però che sia per questo raggiunto un quadro clinico compatibile col concetto generalmente accettato di demenza (vedi § 16.3.5.2). Inoltre un ictus può insorgere in un soggetto in cui già era presente una alterazione evidente o subclinica della cognitività determinando la comparsa acuta di un disturbo psico-organico che diventa poi irreversibile o con solo parziale tendenza al miglioramento nel tempo. Infine, esistono forme di demenza vascolare in cui mancano del tutto, o sono infrequenti, episodi cerebrovascolari acuti focali clinicamente evidenti, come avviene invece nella maggior parte delle forme di demenza vascolare. Di qui la grande difficoltà di distinguere tra demenza vascolare propriamente detta, alterazioni focali cerebrali da causa vascolare che coinvolgono aree deputate a funzioni cognitive, forme di demenza miste (degenerative e vascolari insieme).[133]