La frequenza con cui si manifesta un quadro di deterioramento cognitivo conclamato cronico, definibile come demenza, aumenta con l'aumentare dell'età della popolazione, raggiungendo i massimi livelli nelle fasce di età più elevate. È stato calcolato che nei soggetti ultracentenari si può arrivare a valori di prevalenza di demenza superiori al 50%.[134, 135]
Dal punto di vista eziologico, le forme vascolari sono abitualmente considerate seconde rispetto a quelle degenerative primarie, per prevalenza ed incidenza, almeno nelle nazioni occidentali.[136, 137] Nei paesi orientali, invece, sembrano essere almeno frequenti quanto le degenerative.[138] Anche gli afro-americani avrebbero tassi più elevati di demenza vascolare o mista rispetto ai bianchi, in cui invece prevalgono le forme degenerative.[139]
Dati di epidemiologia descrittiva certi si possono ottenere solo con studi metodologicamente accurati su campioni sufficientemente rappresentativi della popolazione generale. Essi tuttavia comportano qualche difficoltà nella classificazione eziologica, trattando una forma morbosa in cui anche in serie cliniche studiate strumentalmente in maniera esaustiva o, perfino, in casistiche analizzate con esame istopatologico dell'encefalo, esiste un margine non trascurabile di incertezza nosografica.[140, 141] La malattia cerebrovascolare può poi frequentemente associarsi a decadimento cognitivo di grado lieve, ancora non definibile come demenza. Questa condizione, presente in circa il 5% della popolazione ultrasessantacinquenne,[142] può essere indicata anche con l'acronimo VCIND (vascular cognitive impairment not dementia), qualora se ne voglia sottolineare la possibile origine cerebrovascolare. Una causa vascolare è stata dimostrata nel 18% dei casi di CIND (cognitive impairment not dementia) in un recente studio di popolazione.[143]
La percentuale di forme dovute a malattia vascolare oscilla quindi da studio a studio, anche in relazione alla esistenza di forme ad eziologia mista o di incerta classificazione. In Europa si calcola che circa il 20%-25% di forme di demenza siano di origine vascolare. I tassi epidemiologici variano poi in relazione alla struttura della popolazione; particolarmente alti in Italia ove le fasce di età più avanzate sono particolarmente rappresentate.

