Nella diagnosi differenziale deve essere preso anche in considerazione il delirium. Il delirium, o stato confusionale acuto, è un disturbo dello stato di coscienza al quale si accompagna una ridotta capacità di focalizzare, spostare o mantenere l'attenzione su una qualsiasi attività. Sono anche presenti alterazioni delle funzioni cognitive, quali deficit mnesici, disorientamento, principalmente temporo-spaziale, disturbi del linguaggio e disturbi della percezione, ad esempio allucinazioni o false interpretazioni di stimoli sensoriali reali. Gli aspetti clinici essenziali del delirium sono: l'esordio relativamente acuto con decorso fluttuante, il pensiero disorganizzato, l'alterazione del livello di coscienza e il deficit di attenzione. Altri sintomi frequentemente associati sono un comportamento inappropriato, disorientamento e psicosi.[266, 267]
La comparsa di uno stato confusionale acuto è una complicanza frequente nei pazienti con ictus in fase acuta. Esso può essere causato:
- dall'ictus stesso in relazione alla sede di lesione;
- da un complicanza medica intercorrente;
- da farmaci.
La percentuale di pazienti con ictus acuto che manifestano un episodio di delirium va dal 13% nello studio di Caerio et al.[268] al 24%-25% in quello di Hénon et al.[269] e Sheng et al.,[270] al 48% in quelli di Gustafson et al.[271, 272]
Particolare interesse riveste il rapporto tra delirium e declino cognitivo. Nello studio di Rockwood et al.[273] l'incidenza di demenza era del 5,6% nei pazienti senza episodi di delirium, mentre era del 18,1% in quelli con episodi confusionali. Parimenti, un deterioramento cognitivo preesistente costituisce un importante fattore di rischio per l'insorgenza di un episodio confusionale acuto. Ad esempio, nello studio di Hénon et al.[269] ben il 30% dei pazienti con un punteggio allo Informant Questionnaire on Cognitive Decline in the Elderly (IQCODE) >78, ossia con "cognitive impairment", avevano presentato un episodio di delirium durante la degenza.