I risultati degli studi prospettici e di intervento sono generalmente a favore di un effetto protettivo sull’ictus di un modello alimentare ricco in frutta, vegetali e cereali integrali, con prevalenza di grassi insaturi rispetto ai saturi, a basso contenuto in sodio e ricco in potassio. [448, 449, 450], [Fung,2008], [Fung,2009], [Chiuve,2008] Questo modello agisce probabilmente attraverso un effetto sinergico dei diversi nutrienti non solo sui fattori di rischio intermedi per l’ictus (ipertensione, dislipidemia ed insulino-resistenza), ma anche direttamente sul rischio di ictus attraverso percorsi fisiopatologici diversi, soprattutto se in associazione a modificazioni più generali dello stile di vita. [Chiuve,2008], [452, 453], [Myint,2009] Ulteriori studi sono tuttavia necessari per definire l’effetto diretto sull’ictus di un pattern alimentare di tipo mediterraneo e di altri componenti maggiori e minori della dieta. Ai fini della prevenzione dell'ictus, è necessario approfondire possibili meccanismi indipendenti dagli effetti pressori (p.e. l'azione sul bilancio ossidativo, la disfunzione endoteliale e l'elasticità della parete arteriosa) dell'assunzione abituale di sodio e di potassio e della loro interazione con il sovrappeso/obesità. Va inoltre definito l’effetto sull’ictus dell’assunzione dietetica di nutrienti non vitaminici ad azione antiossidante (polifenoli e licopene) e di altri componenti della dieta (assunzione di proteine animali, carboidrati, indice glicemico e carico glicemico della dieta), nonché di alcune bevande come tè e caffè.
Infine, poiché l’evidenza degli ultimi anni, suggerisce sempre con maggior forza, l’influenza dei profili alimentari sul rischio di ictus, la ricerca deve essere orientata dal passaggio dello studio dei determinati all’efficacia delle pratiche in sanità pubblica. Nello specifico devono essere chiaramente identificate best – practices e setting efficaci che consentano di raggiungere quegli obiettivi nutrizionali e di stile di vita che consentano di ridurre il rischio di ictus.[Chiuve,2008], [Myint,2009] In particolare, la relazione diretta dimostrata tra sodio ed ictus [Strazzullo,2009] deve orientare la ricerca allo sviluppo di politiche nutrizionali intersettoriali che consentano la riduzione dell’assunzione di sodio nella popolazione e prevedano sistemi di valutazione in grado di dimostrare l’effettivo beneficio, in termini di riduzione dell’ictus, a livello di popolazione. Analoghe considerazioni possono essere estese al più complesso ed articolato discorso dei profili nutrizionali.