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Trombolisi endovenosa nella dissezione arteriosa

I grandi trial sulla trombolisi endovenosa non richiedevano un valutazione eziologica della causa dell’ictus ischemico prima del trattamento, per cui tra i pazienti trattati sono stati inclusi oltre agli ictus attribuibili alla cause più comuni quali aterotrombosi dei grossi vasi, cardioembolismo e malattia dei piccoli vasi anche ictus attribuibili a patologie più rare inclusa la dissezione dei vasi del collo. I risultati relativi alla trombolisi endovenosa sono quindi validi anche i questi pazienti e pertanto al momento prima di effettuare un trattamento trombolitico non è indispensabile effettuare test diagnostici per escludere una possibile dissezione. Tuttavia dati specifici sui possibili benefici della terapia trombolitica in pazienti con dissezione arteriosa sono necessari per poter ottimizzare le possibilità di trattamento.

I dati relativi a 55 pazienti con dissezione carotidea o vertebrale trattati con trombolisi endovenosa sono stati confrontati con i dati relativi a 1.007 pazienti trattati con trombolisi endovenosa ma senza dissezione arteriosa. Un outcome favorevole (mRS<2) a 3 mesi era presente nel 36% dei pazienti con dissezione e nel 44% dei pazienti senza dissezione (OR, 0,72; 95% IC, 0,41-1,26). Il risultato era meno favorevole aggiustando i dati per età, sesso e punteggio alla NIHSS (OR, 0,50; 95% IC, 0,27-0,95; P=0,03). Le emorragie intracerebrali (asintomatiche, sintomatiche e fatali) erano ugualmente frequenti nel gruppo con dissezione (14%) e nel gruppo senza dissezione (14%; P=0,99). Una recidiva di ictus cerebrale ischemico si è verificata nell’1,8% dei pazienti con dissezione e nel 3,7% dei pazienti senza dissezione (P=0,71).

In conclusione quindi in seguito al trattamento trombolitico i pazienti con dissezione non recuperano altrettanto bene come i pazienti senza dissezione. Tuttavia non è presente una differenza in rapporto al verificarsi di emorragia cerebrale o recidiva di ictus. In base a questi dati non è necessario non effettuare la terapia trombolitica nei pazienti che potrebbero avere una dissezione carotidea (Stroke 2009;40:3772-3776).

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