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Rosuvastatina per la prevenzione primaria dell’ictus

Lo studio JUPITER, effettuato su oltre 17.000 soggetti sani con valori di colesterolo bassi (<130 mg/dL) ed elevati valori di proteina C reattiva (> 2 mg/dL), aveva mostrato che l’utilità della terapia con rosuvastatina (20 mg/die) nella prevenzione primaria di eventi cardiovascolari (N Engl J Med 2008;359:2195–2207). Una nuova analisi dei dati dello studio JUPITER (Circulation 2010;121:143-150) indica che la terapia con rosuvastatina è in grado di ridurre del 48% l’incidenza di ictus cerebrale. La riduzione del rischio di ictus si verifica in tutti i soggetti inclusi nello studio, anche in quelli convenzionalmente considerati a basso rischio quali donne, soggetti non fumatori, non ipertesi e con un punteggio di rischio di Framingham ≤10. La maggior riduzione del rischio di ictus riguarda coloro che raggiungono i valori più bassi di colesterolo LDL e di proteina C reattiva. La terapia con rosuvastatina non si associa invece alcun effetto sul rischio di ictus emorragico (HR 0,67; 95% IC, 0,24-1,88; P=0,44). Il numero di soggetti da trattare per prevenire un ictus in 5 anni è di 123 mentre, considerando l’end-point primario dello studio, il numero di soggetti da trattare per prevenire un infarto del miocardio, un ictus, un’angina instabile, una rivascolarizzazione o una morte cardiaca è 25.
Sebbene nessuno dei trial di prevenzione primaria condotti precedentemente aveva mostrato una riduzione del rischio di ictus, tutti suggerivano la possibilità di un effetto favorevole. La metanalisi dei dati di questi studi insieme ai dati dello studio JUPITER mostra una riduzione del rischio relativo di ictus del 25% (Figura).

Studio JUPITER su riduzione del rischio con Rosuvastatina
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