I nuovi farmaci antiaritmici sono caratterizzati da selettività per i canali ionici atriali e proprietà di blocco multicanale.
In due trial clinici di fase III dronedarone è risultato in grado di ridurre il rischio di ricorrenza di fibrillazione atriale; il farmaco è attualmente oggetto di revisione in rapporto al suo profilo di beneficio/rischio.
Osservazioni precliniche e cliniche hanno suggerito elevate potenzialità antiaritmiche della ranolazina nella fibrillazione atriale ricorrente e in quella di nuova insorgenza nei pazienti con patologia coronarica acuta. Sono necessari ulteriori studi per definire la potenzialità terapeutica della ranolazina nella fibrillazione atriale. Sono in corso studi tesi a verificare clinicamente la sinergia di ranolazina associata a dronedarone a bassi dosaggi.
Tre trials clinici hanno dimostrato l’efficacia di Vernakalant nella conversione a ritmo sinusale della fibrillazione atriale sostenuta e in quella successiva ad intervento cardiochirurgico. Inoltre, Vernakalant si è dimostrato superiore rispetto ad amiodarone nella conversione a ritmo sinusale della fibrillazione atriale di recente comparsa. Attualmente l’uso di vernakalant è approvato per la conversione rapida della fibrillazione atriale di recente comparsa.