Tutte le informazioni derivanti da studi in corso o futuri dovranno essere utilizzate per mettere a punto un intervento preventivo sempre più adattato al singolo paziente al fine del migliore utilizzo delle risorse disponibili. Fino ad oggi sono stati fatti tentativi per creare modelli predittivi per l’ictus.[568] Per quanto valicati questi algoritmi sono complessi e non è noto se il loro uso sia in grado di migliorare le scelte cliniche o gli esiti. L’impatto di diverse strategie preventive è fortemente condizionato dal rischio di base del paziente che è estremamente variabile con conseguente estrema variabilità degli NNT.[396]