L’ictus è diventato la principale causa di invalidità in Europa e nel Nord America. Per far fronte all’enorme impatto sanitario, sociale ed economico, la Commissione Europea ed il National Institute of Neurological Disorders and Stroke di Bethesda hanno organizzato workshop e gruppi di lavoro con l’obiettivo di definire le priorità e gli obiettivi della futura ricerca sull’ictus.
Le indicazioni dello European Stroke Workshop, tenutosi a Bruxelles il 25 ottobre 2005 sono pubblicate in un articolo speciale di Cerebrovascular Diseases,[569] che identifica i seguenti campi di ricerca su cui dovrebbe concentrarsi la comunità scientifica europea:
- riperfusione cerebrale:

identificare e testare agenti trombolitici non neurotossici e comprendere i meccanismi con cui gli attuali trombolitici danneggiano i vasi e i neuroni; 
determinare gli approcci ottimali di facilitazione della lisi del trombo mediante ultrasuoni; 
organizzare studi clinici di trombolisi intra-arteriosa ed endovenosa combinate 
sviluppare metodi per identificare la variabilità di risposta all’occlusione tromboembolica delle arterie cerebrali. 
identificare i fattori che ritardano o facilitano gli interventi per l’ictus; 
identificare metodi di valutazione e trattamento dell’ictus prima del ricovero; 
collegare nuovi strumenti diagnostici mobili con la telemedicina per nuove strategie di trattamento pre-ricovero. 
identificare strategie per proteggere non solo i neuroni, ma anche i vasi e le cellule gliali, focalizzandosi maggiormente sui danni della sostanza bianca, sulla malattia dei piccoli vasi e sulla demenza vascolare; 
condurre studi preclinici multinazionali sulle terapie combinate, secondo standard condivisi; 
studiare le interazione cardiovascolari e neuroimmuni dopo l’ictus e sviluppare strategie terapeutiche; 
valutare negli studi clinici trattamenti neuroprotettivi e neuroriparativi singoli e combinati. 
utilizzare vari tipi di cellule staminali nei modelli animali di ictus; 
studiare il contributo della neurogenesi endogena nel recupero dopo l’ictus; 
associare le cellule staminali e la terapia genica nei modelli di ictus; 
sviluppare nuove tecniche di immagine per lo studio della sopravvivenza e della funzione delle cellule staminali trapiantate. 
studiare la biologia cellulare e molecolare della barriera ematoencefalica; 
comprendere i meccanismi cellulari e molecolari di danno della barriera ematoencefalica, identificandone marker e obiettivi terapeutici; 
comprendere i meccanismi di migrazione dei leucociti attraverso la barriera; 
comprendere i meccanismi dell’angiogenesi e studiarne gli obiettivi terapeutici; 
sviluppare modelli animali di ictus lacunare. 
comprendere la fisiopatologia della “penombra” visualizzata da PET, RM, TC; 
integrazione di team di ricerca europei multidisciplinari nel campo dell’ictus; 
sviluppare nuovi approcci di immagine per lo studio della fisiopatologia dell’ictus e monitorare i trattamenti. 
identificare nuovi fattori di rischio; 
sviluppare grandi reti per raccogliere ampie casistiche; 
studiare la predisposizione genetica all’ictus e ai meccanismi fisiopatologici e di recupero. 
identificare i geni di suscettibilità all’ictus; 
definire le interazioni tra cellule cerebrali, vascolari ed ematiche nel cervello normale e nell’ictus; 
migliorare la conoscenza del flusso cerebrale e delle modalità di ripristino del flusso; 
sviluppare terapie combinate; 
chiarire i meccanismi cellulari e molecolari di recupero. 
ottimizzare l’uso delle piattaforme tecnologiche per lo studio dei geni; 
sviluppare modelli animali che riflettano la complessità dei meccanismi dell’ictus; 
utilizzare le neuroimmagini per lo studio dei meccanismi tessutali e molecolari; 
creare approcci innovativi per gli studi clinici; 
sviluppare reti regionali e nazionali di Stroke Center; 
promuovere database nazionali di sorveglianza; 
migliorare l’educazione dei medici nel campo dell’ictus. - ottimizzazione della cura dell’ictus:
- neuroprotezione:
- recupero dopo l’ictus:
- biologia cerebrovascolare:
- neuroimmagini:
- prevenzione:
Tali indicazioni sono state in parte recepite dal VII Programma Quadro per il finanziamento dei progetti di ricerca europei.
Nel 2001, al termine della “decade del cervello”, il National Institute of Neurological Disorders and Stroke identificava 15 aree di ricerca nell’ictus ed invitava i maggiori esperti in tali aree a suggerire 5 aree di priorità scientifica e 7 aree di priorità di utilizzo delle risorse per migliorare le conoscenze e le strategie per affrontare l’ictus.
Le 5 aree di priorità scientifica individuate dallo “Stroke Progress Review Group” erano:
Le 7 aree di priorità di risorse erano:
Nel Settembre 2006 lo Stroke Progress Review Group ha prodotto una relazione che descrive nei dettagli gli sviluppi ed i progressi ottenuti dal 2001, quanto questi erano legati agli obiettivi dati dal gruppo e quanto ancora rimane da sviluppare con le future ricerche. La descrizione completa di questi aspetti, delle ricerche precliniche e degli studi in corso sono contenute nel documento pubblicato on-line nel sito del NINDS.[570]