Aspirina è il principale agente antiaggregante di uso pediatrico; non sembra avere un effetto additivo sulla ridotta funzionalità delle piastrine del neonato; ma la durata del potenziale rischio di sanguinamento è maggiore nel neonato a causa della ridotta clearance del farmaco. La terapia antiaggregante con aspirina a basse dosi (1-3mg/kg) è generalmente indicata per la profilassi primaria delle occlusioni trombotiche nei bambini affetti da cardiopatie congenite che richiedono la creazione di uno shunt della circolazione sistemica o polmonare; per le indicazioni dettagliate si rimanda ai documenti specifici (MonagleP,2008). Un altro antiaggregante utilizzato nel neonato è il clopidogrel, alla dose di 0,2 mg/kg die (LiJS,2008, BalasaVV,2005).
In occasione di un primo episodio di trombosi arteriosa neonatale, la terapia antiaggregante non è consigliata a meno che non sia stata documentata una causa cardioembolica (MonagleP,2008). Invece, la terapia antiaggregante è consigliata negli episodi di trombosi arteriosa ricorrente (MonagleP,2008)

