La prevalenza aumenta in relazione all’età, raggiungendo valori, in studi internazionali basati su popolazione, tra 4,61 e 7,33 per 100 abitanti nei soggetti di età superiore a 65 anni.[5]
Per quanto riguarda l’Italia sono disponibili i dati dello studio Italian Longitudinal Study on Aging (ILSA), per quanto riguarda l’età compresa tra 65 e 84 anni.[8, 9]
Non sono disponibili dati di prevalenza generalizzabili a livello nazionale per le restanti fasce di età, pur esistendo numerosi studi di buona qualità.
I dati relativi alla mortalità risentono molto del livello assistenziale, dell’affidabilità della certificazione di morte, della struttura della popolazione studiata. In tutti gli studi, comunque, la prevalenza e la mortalità aumentano al crescere dell’età.
Nella popolazione anziana (65-84 anni) italiana (Tabella 4:I) il tasso di prevalenza è pari a 6,5% (IC95: 5,8-7,2); superiore nei maschi (7,4%; IC95: 6,3-8,5) rispetto alle femmine (5,9%; IC95: 4,9-6,9). I dati di prevalenza generale di ictus in Italia, basandosi sui dati ILSA per le età comprese tra 65 e 84 anni, su altri studi di popolazione italiana per le altre fasce di età, e sui dati di popolazione del censimento 2001,[10] sono riassunti nella Tabella 4:II.