La disponibilità di linee guida di pratica clinica potrebbe porre problemi di natura medico-legale nel caso non si seguissero le raccomandazioni indicate.
Come già indicato sopra, lo scopo delle linee guida è quello di aiutare a formarsi un giudizio clinico, ma non a sostituirlo nel singolo caso. Ne deriva conseguentemente che la decisione dell'operatore di non attenersi alle raccomandazioni, non può rappresentare causa specifica di responsabilità nei suoi confronti. Essa va comunque motivata in maniera quanto più esplicita possibile e basata su argomentazioni razionali.
Questa valutazione è condivisa da autorevoli posizioni di altre metodologie di formazione delle linee guida,[19, 20] , nonché dalla più recente letteratura.[21, 22, 23, 24]
Gli argomenti a sostegno della non rilevanza medico-legale delle linee guida si possono riassumere in:
| le raccomandazioni fanno riferimento ad una situazione di popolazione, e possono non essere necessariamente applicabili al caso in esame; | |
| le linee guida non possono offrire ai medici meccanismi a prova di errore per migliorare la cura clinica; | |
| per quanto legate all'evidenza, le linee guida cliniche devono essere interpretate con intelligenza e applicate con adeguata giudiziosità. |
In effetti, si pone anche il problema opposto, ovvero, di chi sia la responsabilità legale nel caso un medico applichi una raccomandazione in sé errata pubblicata da una linea guida. Anche in questo caso, sulla base del criterio per cui la responsabilità ultima dell'intervento medico ricade sul medico che lo applica, il responsabile rimane l'operatore, senza scusanti derivanti dall'errore nelle linee guida.
In effetti, le raccomandazioni presenti in una linea guida non possono obbligare, autorizzare o escludere altre opzioni di terapia. La semplice esistenza di una linea guida non implica che l'aderenza ad essa sia ragionevole in tutte le circostanze, o la non osservanza sia sempre negligente.[13, 19, 21, 25]
D'altra parte, non si può neppure considerare una linea guida al pari di un'opinione estemporanea. Lo sviluppo di una linea guida con una metodologia rigorosa e trasparente implica che le raccomandazioni in essa contenute hanno passato una serie di valutazioni, tali per cui sono la procedura probabilmente più efficiente da applicare nelle normali circostanze. Sarebbe quindi poco ragionevole non applicarle, in assenza di motivazioni valide per quello specifico paziente. Per citare una recente pubblicazione, "le linee guida non stabiliscono uno standard legalmente vincolante per il trattamento clinico, ma forniscono ai giudici un parametro di riferimento con cui giudicare il comportamento clinico".[26]