Pierrel Research Italy
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Raccomandazione 12.2 Grado A Nei TIA e nell'ictus ischemico non cardioembolico è indicato il trattamento antiaggregante per la prevenzione delle recidive.
| Nei TIA o ictus non cardioembolici è raccomandato l'uso di antiaggreganti (Classe I, Livello di evidenza A). | E' indicato che i pazienti con ictus ricevano terapia antitrombotica (Classe I, Livello di evidenza A). | ||||||||||
Raccomandazione 12.3a Grado A Nei TIA e nell'ictus ischemico non cardioembolico è indicato il trattamento antiaggregante con ASA 100-325 mg/die. * (Per il trattamento prolungato il gruppo SPREAD raccomanda 100 mg/die.) (GPP)
| Tra gli antiaggreganti è indicata ASA (50-325 mg/die) (Classe I, Livello di evidenza A), ASA + DP (Classe I, Livello di evidenza B), clopidogel (Classe II, Livello di evidenza B); la selezione dell' antiaggregante deve essere effettuata basandosi sul profilo dei fattori di rischio, la tollerabilità, i costi e altre caratteristiche cliniche. | E' indicato che i pazienti che non necessitano di anticoagulazione ricevano terapia antiaggregante (Classe I, Livello di evidenza A). | ||||||||||
Raccomandazione 12.3b Grado A Nei TIA e nell'ictus ischemico non cardioembolico è indicato il trattamento antiaggregante con clopidogrel 75 mg/die. *Clopidogrel è indicato come alternativa nel caso ASA sia inefficace o non tollerato (GPP). | Nei pazienti allergici ad ASA, clopidogrel è ragionevole (Classe Ia, Livello di evidenza B); nei pazienti che presentano un evento nonostante ASA non vi sono evidenze di beneficio aumentando il dosaggio e nessun altro antiaggregante è stato studiato in questo gruppo di soggetti (Classe IIb, Livello di evidenza C). | Ove possibile dovrebbe essere somministrata ASA più dipiridamolo o solo clopidogrel; alternativamente, ASA o triflusal da soli (Classe I, Livello di evidenza A). | ||||||||||
Raccomandazione 12.3c Grado A Nei TIA e nell'ictus ischemico non cardioembolico è indicato il trattamento antiaggregante con ticlopidina 500 mg/die, che però presenta un profilo di sicurezza meno favorevole in confronto al clopidogrel e richiede il controllo dell'emocromo ogni due settimane per i primi tre mesi. *Nel caso si debba prescrivere una tienopiridina, secondo il gruppo SPREAD è indicato Clopidogrel (GPP). |
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Raccomandazione 12.4a Grado A L'associazione ASA 50 mg/die più dipiridamolo a lento rilascio 400 mg/die è più efficace (NNT=100) di ASA da sola ma somministrata a dosi inferiori ai 75 mg/die, quindi è indicata nei TIA e nell'ictus ischemico non cardioembolico |
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Raccomandazione 12.4b Grado D L'associazione di ASA e clopidogrel non è indicata per la prevenzione delle recidive di ictus ischemico, perché comporta un aumento dei rischi emorragici senza aumento dei benefici presumibili. | L'aggiunta di ASA a clopidogrel aumenta il rischio emorragico e non è routinariamente indicata per la prevenzione secondaria (Classe III, Livello di evidenza A). | La combinazione di ASA più clopidogrel non è indicata in pazienti con ictus ischemico recente, eccetto nei pazienti con specifiche indicazioni (angina instabile, IMA non-Q, stent); il trattamento dovrebbe essere somministrato fino a 9 mesi dopo l'evento (Classe I, Livello di evidenza A). | ||||||||||
Raccomandazione 12.5 Grado C Nell'ictus o TIA cardioembolico associato a cardiopatie e valvulopatie emboligene è indicata la terapia anticoagulante orale mantenendo l'INR tra 2 e 3. |
| E' indicato che i pazienti con ictus cardioembolico non correlato a FA ricevano terapia anticoagulante (INR 2-3) se il rischio di recidiva è alto (Classe III, Livello di evidenza C). | ||||||||||
Raccomandazione 12.6a Grado B Nei pazienti con pregresso ictus o TIA è indicato il miglior controllo possibile dell’ipertensione arteriosa usando preferibilmente farmaci che agiscono sul sistema renina-angiotensina, calcio antagonisti e diuretici.
Raccomandazione 12.6b Grado B Nei pazienti con ictus o TIA è indicato l’uso dell’ACE-inibitore perindopril, associato al diuretico indapamide, o il sartanico eprosartan, per ottenere un’adeguata riduzione pressoria e la prevenzione di nuovi eventi cerebrovascolari. | E' indicata la terapia antiipertensiva dopo le 24 ore dall'evento (Classe I, Livello di evidenza A). Poiché il beneficio si estende anche a soggetti senza storia di ipertensione, la raccomandazione è ragionevole per tutti i pazienti con TIA o ictus, appropriati per una riduzione dei valori pressori. (Classe IIa, Livello di evidenza B). Il target pressorio e la riduzione non sono certi e dovrebbero essere individualizzati, ma il beneficio è associato ad una riduzione media di circa 10/5 mmHg e i valori normali sono stati definiti <120/80 mmHg (Classe IIa, Livello di evidenza B). Differenti modifiche dello stile di vita sono state associate a riduzione dei valori pressori e sono ragionevole parte della strategia complessiva antiipertensiva. Tali modifiche comprendono restrizione salina, perdita di peso, dieta ricca in frutta, vegetali e povera in grassi saturi, attività fisica aerobica regolare e consumo limitato di alcool (Classe IIa, Livello di evidenza C). Il regime farmacologico ideale non è certo, perché i confronti diretti tra farmaci sono pochi. I dati disponibili suggeriscono che diuretici e combinazione di diuretici e ACE I sono utili (Classe I, Livello di evidenza A). La scelta dei farmaci ed il target pressorio devono essere individualizzati sulla base delle proprietà farmacologiche, meccanismo di azione e caratteristiche specifiche del paziente (es. patologia occlusiva extracranica, insufficienza renale, malattie cardiache e diabete) (Classe IIa, Livello di evidenza B). | E' indicato un controllo regolare della pressione arteriosa. E' indicato l'abbassamento della pressione arteriosa dopo la fase acuta, inclusi i pazienti normotesi (Classe I, Livello di evidenza A). | ||||||||||
Raccomandazione 12.7 Grado A Nei casi di ictus e TIA con alto rischio vascolare, non necessariamente con colesterolo elevato, è indicato l’utilizzo di statine perché determinano una riduzione degli eventi ischemici maggiori. | L'uso di statine è indicato in soggetti con TIA o stroke ed evidenza di aterosclerosi, LDL ≥100 e senza evidenza di malattia coronaria (Classe I, Livello di evidenza B). Per i pazienti con TIA o ictus ischemico aterosclerotico, e senza coronaropatia è ragionevole una riduzione del 50% delle LDL o un target di LDL <70 mg/dl per ottenere il massimo beneficio (Classe I, Livello di evidenza B). I pazienti con TIA o stroke, elevati valori di colesterolo e comorbidità coronarica devono essere seguiti secondo le linee guida NCEP III, che includono modifiche dello stile di vita, dieta e farmaci (Classe I, Livello di evidenza A). I pazienti con TIA o ictus ischemico e bassi valori di HDL devono essere valutati per terapia con niacina o gemfibrozil (Classe IIb, Livello di evidenza B). | E' indicata la terapia con statine in pazienti con ictus non cardioembolico | ||||||||||
Raccomandazione 12.8 Grado A Nell'ictus ischemico e TIA di origine arteriosa non è indicato l'uso di anticoagulanti orali, in quanto equivalenti agli antiaggreganti nel beneficio per INR tra 2-3 e con rischio di complicanze emorragiche quando si supera l’INR di 3. |
| La terapia anticoagulante orale non dovrebbe essere utilizzata dopo un ictus non cardioembolico eccetto alcune situazioni specifiche come una placca dell'aorta, aneurisma fusiforme dell'arteria basilare, dissezioni carotidee o PFO associato a TVP o aneurisma del setto atriale (Classe IV, GCP). | ||||||||||
Raccomandazione 12.9 Grado A Nell'ictus o TIA embolico associato a fibrillazione atriale non valvolare, la terapia anticoagulante orale è indicata mantenendo un INR di 2-3.
| Nei pazienti con FA cronica o parossistica è indicata la terapia anticoagulante con warfarin e INR tra 2 e 3 (Classe I, Livello di evidenza A). In pazienti ad alto rischio (stroke o TIA entro 3 mesi, CHADS 5 o 6, FA valvolare) che richiedono la interruzione temporanea di warfarin, è ragionevole la terapia con LMWH (Classe IIa, Livello di evidenza C).
| E' indicata la terapia anticoagulante orale (INR 2-3) dopo ictus ischemico associato a FA (Classe I, Livello di evidenza A). L'anticoagulazione orale non è raccomandata in pazienti con comorbidità come tendenza alle cadute, scarsa compliance, epilessia non controllata o emorragie gastro-intestinali (Classe III, Livello di evidenza C). L'età avanzata da sola non è una controindicazione (Classe I, Livello di evidenza A). | ||||||||||
Raccomandazione 12.10 Grado A Nei pazienti con ictus o TIA embolico associato a fibrillazione atriale non valvolare che non possono essere sottoposti alla terapia anticoagulante orale è indicato il trattamento con ASA 325 mg/die.
| Nei pazienti con controindicazioni all'anticoagulante è indicata ASA(Classe I, Livello di evidenza A). L’associazione di ASA + clopidogrel ha un rischio di sanguinamento simile al warfarin per cui non è raccomandata nei pazienti in cui il rischio emorragico è la controindicazione al warfarin (Classe III, livello di evidenza B). | E' indicato che la combinazione di ASA e dipiridamolo sia somministrata se l'anticoagulazione orale è controindicata (Classe IV, GCP). | ||||||||||
Raccomandazione 12.11 Grado B Nei pazienti con ictus o TIA embolico associato a fibrillazione atriale non valvolare che non possono essere sottoposti alla terapia anticoagulante orale è indicato il trattamento con indobufene 100-200 mg x 2 al giorno.
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Raccomandazione 12.12 Grado C Nei pazienti con ictus embolico o TIA che presentino cardiomiopatia dilatativa isolata o associata a fibrillazione atriale non valvolare o trombo ventricolare, è indicata la terapia anticoagulante orale mantenendo un INR 2-3.
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| Nei pazienti con cardiomiopatia e disfunzione ventricolare sistolica (LVEF ≤35%) il beneficio del warfarin non è stabilito (Classe Ib, Livello di evidenza B).
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Raccomandazione 12.13a Grado D Nei pazienti con ictus ischemico o TIA e forame ovale pervio, esenti da trombosi venose profonde e al primo evento tromboembolico è indicato il trattamento con ASA.
Raccomandazione 12.13b Grado D Nei casi di ictus o TIA e: FOP associato ad ASI e primo evento; FOP isolato e TVP o diatesi trombofilica; FOP isolato, con shunt di grosse dimensioni, e multipli eventi ischemici, dopo avere escluso altre eziologie è indicato scegliere, sulla base del rapporto tra rischi e benefici, tra terapia anticoagulante (INR 2-3) e la chiusura transcatetere.
Raccomandazione 12.13c Grado D Nei casi di ictus o TIA e: FOP associato ad ASI al primo evento ma con TVP o diatesi trombofilica e controindicazioni alla TAO; FOP con sintomatologia recidivante nonostante TAO, dopo avere escluso altre eziologie è indicata la chiusura transcatetere e, in caso di fallimento, la chiusura chirurgica. | Nei pazienti con TIA o stroke e PFO, la terapia antiaggregante è ragionevole (Classe IIa, Livello di evidenza B). Vi sono dati insufficienti per stabilire se warfarin è equivalente o superiore ad ASA (Classe IIb Livello di evidenza B). Vi sono dati insufficienti per raccomandare la chiusura del PFO in pazienti con stroke e PFO (Classe IIb, Livello di evidenza C). | E' indicato considerare la chisura endovascolare del PFO in pazienti con ictus criptogenetico con PFO ad alto rischio (Classe IV, GCP). | ||||||||||
Raccomandazione 12.14 Grado C In pazienti portatori di protesi valvolari con recidiva di ictus dopo ictus ischemico o TIA, durante un trattamento con anticoagulanti orali a dose appropriata, è indicata l'associazione di anticoagulanti orali e dipiridamolo 400 mg/die o ASA 100 mg/die. | Nei pazienti con TIA o ictus e valvole meccaniche è indicato warfarin con target INR 3 (2.5-3.5) (Classe I, Livello di evidenza B). Nei pazienti con recidiva nonostante valori adeguati di INR è indicata l'aggiunta di ASA 75-100 mg nei soggetti non ad alto rischio emorragico (Classe IIa, Livello di evidenza B). Nei pazienti con valvole biologiche e nessuna altra fonte embolica può essere considerata la terapia anticoagulante con warfarin (INR 2-3) (Classe IIb, Livello di evidenza C). |
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TERAPIA CHIRURGICA |
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Raccomandazione 13.1 Grado A L'endoarteriectomia carotidea è indicata nella stenosi sintomatica uguale o maggiore del 70% (valutata con il metodo NASCET). | Nei pazienti con TIA recente o ictus entro 6 mesi e stenosi carotidea severa (70%-99%) ipsilaterale la EA carotidea è indicata se il rischio perioperatorio è stimato inferiore al 6% (Classe I, Livello di evidenza A). | E’ indicata la EA carotidea in pazienti con stenosi del 70-99% (Classe I, Livello di evidenza A). La EA dovrebbe essere eseguita solo in centri dove la percentuale di complicanze perioperatorie sia inferiore al 6% (Classe I, Livello di evidenza A). | ||||||||||
Raccomandazione 13.2 Grado A L'endoarteriectomia carotidea non è indicata nella stenosi sintomatica inferiore al 50% (valutata con il metodo NASCET). | Nelle stenosi inferiori al 50% non c’è indicazione alla rivascolarizzazione carotidea, sia mediante EA che mediante stenting (Classe III, Livello di evidenza A). | La EA carotidea non è indicata in pazienti con stenosi inferiori al 50% (Classe I, Livello di evidenza A). | ||||||||||
Raccomandazione 13.3 Grado A L'endoarteriectomia carotidea è indicata nella stenosi sintomatica compresa fra il 50% ed il 69% (valutata con il metodo NASCET) anche se il vantaggio rispetto alla sola terapia medica, modesto per i primi anni di follow-up, diventa più evidente con gli anni successivi, specie per i pazienti definiti a più alto rischio come pazienti con ischemia recente, con sintomi cerebrali e non oculari, con placca ulcerata – vulnerabile, di età avanzata, di sesso maschile, diabetici. | Nei pazienti con TIA recente o ictus e stenosi carotidea ipsilaterale moderata (50%-69%) l’EA è indicata a seconda di fattori paziente-specifici, come età, sesso e comorbidità, se il rischio perioperatorio è stimato inferiore al 6% (Classe I, Livello di evidenza B). | La EA carotidea potrebbe essere indicata in alcuni pazienti con stenosi del 50%-69%; gli uomini con episodi ischemici emisferici recenti beneficiano più di altri (Classe III, Livello di evidenza C). L’intervento dovrebbe essere effettuato in centri con complicanze operatorie inferiori al 3%(Classe I, Livello di evidenza A). | ||||||||||
Raccomandazione 13.4 Grado A In caso di stenosi carotidea superiore al 50% (metodo NASCET) e di TIA o ictus minore è indicata l’endoarteriectomia precoce, cioè entro le prime due settimane dall’evento clinico. E’ presumibile che l’endoarteriectomia offra il massimo beneficio se eseguita nei primi giorni dal sintomo, prima possibile e in ogni caso alla stabilizzazione dell’evento ischemico cerebrale. | In caso di indicazione all’EA è ragionevole la chirurgia entro 2 settimane, se non vi sono controindicazioni alla rivascolarizzazione precoce (Classe IIa, Livello di evidenza B). | E’ indicato che la EA carotidea sia eseguita il più presto possibile dopo l’ultimo evento ischemico, teoricamente entro 2 settimane (Classe II, Livello di evidenza B). | ||||||||||
Raccomandazione 13.5 GPP Per convenzione derivata dagli studi clinici, una stenosi carotidea si definisce sintomatica se l’ultimo episodio ischemico cerebrale o retinico congruo si è verificato nei 6 mesi precedenti. Sulla base di recenti revisioni degli stessi studi è indicato ridurre tale intervallo a non più di 3 mesi. |
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Raccomandazione 13.6 Grado A L’intervento di endoarteriectomia in caso di stenosi carotidea asintomatica uguale o maggiore al 60% (valutata con il metodo NASCET) è indicato solo se il rischio perioperatorio (entro 1 mese dall’intervento) di complicanze gravi (morte, ictus disabilitante) è particolarmente basso (almeno inferiore al 3%). |
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Raccomandazione 13.7 Grado D Nei pazienti candidati all'endoarteriectomia carotidea con evidenza clinica e/o ai test strumentali non invasivi di grave coronaropatia è indicata la coronarografia. |
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Raccomandazione 13.8 Grado D Nei pazienti candidati alla rivascolarizzazione carotidea e coronarica è indicato dare la precedenza al distretto più compromesso clinicamente. |
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Raccomandazione 13.9 GPP Nei pazienti con patologia concomitante carotidea e coronarica è particolarmente indicato un approccio multidisciplinare (cardiologico, neurologico, chirurgico vascolare/endovascolare, cardiochirurgico, anestesiologico) per la scelta della precedenza del distretto (carotideo o coronarico) da rivascolarizzare e per l’indicazione del tipo di rivascolarizzazione carotidea (endoarteriectomia o stenting). |
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Raccomandazione 13.10 Grado C In caso di stenosi carotidea sintomatica, nella decisione sul timing della chirurgia della carotide è indicato considerare sia le caratteristiche dell'evento clinico che i reperti della TC o RM cerebrale. |
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Raccomandazione 13.11 Grado C In caso di ictus maggiore disabilitante non è indicata la terapia chirurgica carotidea. |
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Raccomandazione 13.12 Grado B L'eco-Doppler dei tronchi sovraortici, purché validato e quindi di affidabilità controllata, è indicato quale esame di primo impiego allo scopo di selezionare i pazienti candidati alla chirurgia della carotide. |
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Raccomandazione 13.13 Grado B L’eco-Doppler dei tronchi sovraortici, purché validato, è indicato come unico esame prima della chirurgia della carotide nel paziente con TIA o ictus minore verificatosi entro l’ultima settimana e con stenosi carotidea congrua superiore al 70% (metodo NASCET).
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Raccomandazione 13.14 GPP È indicato limitare l’uso dell’angiografia convenzionale ai casi in cui vi sia discordanza tra eco-Doppler dei tronchi sovraortici e angio-RM con mezzo di contrasto/angio-TC oppure quando non sia possibile ricorrere a tali metodiche e non è sufficiente quella con ultrasuoni. |
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Raccomandazione 13.15 Grado A Per l’endoarteriectomia carotidea è indicato un monitoraggio cerebrale intraoperatorio di affidabilità controllata mediante EEG o Potenziali Evocati Somatosensoriali in caso di anestesia generale oppure mediante anestesia locoregionale. E' indicato scegliere tra anestesia generale con EEG o Potenziali Evocati Somatosensoriali e anestesia locoregionale sulla base della preferenza del paziente e dell’esperienza dell’operatore non esistendo differenze significative in termini prognostici tra le due metodiche di anestesia. |
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Raccomandazione 13.16 Grado D L’eco-Doppler transcranico di affidabilità controllata è indicato come metodica complementare nel monitoraggio cerebrale perioperatorio in corso di chirurgia della carotide. |
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Raccomandazione 13.17 Grado D In corso di endoarteriectomia carotidea è indicato, per la protezione cerebrale, l'uso selettivo dello shunt temporaneo intraluminale. |
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Raccomandazione 13.18 Grado A Le evidenze non hanno finora dimostrato l’equivalenza o la non inferiorità dello stenting rispetto all’endoarteriectomia per cui non è indicato un cambio di tendenza dall’endoarteriectomia verso le procedure endovascolari nella correzione chirurgica di scelta della stenosi carotidea. | Lo stenting carotideo (CAS) è indicato quale alternativa alla EA in pazienti sintomatici a medio o basso rischio di complicanze associate all’intervento endovascolare se il lume carotideo è ridotto del 70% alle indagini non invasive e del 50% alla angiografia (Classe I, Livello di evidenza B). | CAS è raccomandata solo in pazienti selezionati (Classe I, Livello A). | ||||||||||
Raccomandazione 13.19 Grado D Lo stenting carotideo, con adeguati livelli di qualità procedurale e adeguata protezione cerebrale se non controindicata nel singolo caso, è indicato in caso di grave comorbidità cardiaca e/o polmonare e in condizioni specifiche come la paralisi del nervo laringeo controlaterale, la stenosi ad estensione craniale o claveare, la restenosi, una precedente tracheostomia o chirurgia o radioterapia al collo. Per convenzione,per gravi comorbidità cardiache si intendono: lo scompenso cardiaco congestizio e/o la severa disfunzione ventricolare sinistra, un intervento cardiochirurgico nelle sei settimane precedenti, un infarto miocardico nelle quattro settimane precedenti, l’angina instabile. | Tra i pazienti con stenosi carotidea sintomatica superiore al 70% in cui l’accesso chirurgico sia difficoltoso, siano presenti condizioni mediche che aumentino grandemente il rischio chirurgico o quando vi siano altre specifiche circostanze come stenosi post-attiniche o restenosi post_EA, CAS può essere considerato (Classe IIb, Livello di evidenza B). | CAS dovrebbe essere limitata ai seguenti sottogruppi di pazienti con stenosi severa sintomatica: EA controindicata, stenosi post-attinica (Classe IV, GCP). I pazienti dovrebbero ricevere terapia di combinazione clopidogrel e aspirina immediatamente prima e per un mese almeno dopo lo stenting (Classe IV, GCP). | ||||||||||
Raccomandazione 13.20 Grado D Lo stenting carotideo non è indicato in presenza di sospetto materiale trombotico o tromboembolico endoluminale carotideo. |
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Raccomandazione 13.21 GPP Specie quando l’indicazione alla rivascolarizzazione carotidea e la scelta tra endoarteriectomia e stenting non sono nette è particolarmente indicato:
| CAS è ragionevole quando effettuato da operatori con percentuali di rischio periprocedurale del 4%-6%, simili a quelle osservate nei trial su CEA e CAS (Classe IIa, Livello di evidenza B). |
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Raccomandazione 13.22 Grado A L’endoarteriectomia carotidea è indicata sia a cielo aperto che per eversione purché eseguita con tasso di complicanze gravi (morte, ictus) perioperatorie inferiore al 3%. |
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Raccomandazione 13.23 GPP È indicato che ogni centro valuti e renda nota la propria incidenza di complicanze gravi (morte, ictus) perioperatorie, che può condizionare l'indicazione all'intervento, specie nella stenosi carotidea asintomatica. |
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Raccomandazione 13.24 Grado D Il controllo post-procedurale di qualità di risultato, che può portare all'identificazione e all'eventuale riparazione di difetti in corso di procedura chirurgica carotidea, è indicato in quanto si associa a significativa riduzione delle complicanze maggiori peri operatorie e post operatorie, compresa la restenosi e l'ictus a distanza. |
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Raccomandazione 13.25 Grado A La terapia antiaggregante piastrinica, in assenza di controindicazioni, è indicata in attesa e dopo la correzione chirurgica della stenosi carotidea. | Il trattamento medico ottimale, che include antiaggreganti, statine, modificazione dei fattori di rischio è raccomandato per tutti i pazienti con stenosi carotidea e TIA o ictus (Classe I, Livello di evidenza B). | E’ indicato che i pazienti rimangano in terapia antiaggregante prima e dopo l’intervento (Classe I, Livello A). | ||||||||||
Raccomandazione 13.26 Grado D La correzione chirurgica della restenosi o della recidiva di restenosi è indicata quando questa è di grado elevato e responsabile di una sintomatologia neurologica chiaramente correlata. |
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Raccomandazione 13.27 Grado D Nel follow-up dopo chirurgia della carotide è indicato un controllo precoce con eco-Doppler dei tronchi sovraortici entro 3 mesi dall'intervento e poi, in assenza di significativa evolutività omo- o controlaterale, a 6 mesi, a 1 anno e successivamente con cadenza annuale. |
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