Nel paziente con fibrillazione atriale non valvolare a rischio moderato di ictus è indicato scegliere tra la terapia antiaggregante orale con ASA (325 mg/die) e la terapia anticoagulante orale, mantenendo l’INR tra 2 e 3, sulla base del possibile rischio emorragico, della possibilità di controllare l’INR per adeguare la terapia tenendo conto della compliance del paziente.