L’incidenza, come la prevalenza, varia molto da studio a studio. Le variazioni riscontrate nei principali studi nazionali ed internazionali riflettono, oltre che una vera diversa frequenza della malattia, anche differenze nella composizione della popolazione in quanto l’ictus è patologia frequente soprattutto nella popolazione anziana. L’incidenza desunta dai dati di vari studi europei di popolazione, simili dal punto di vista metodologico, è risultata pari ad 8,72 per 1·000 (con IC95 pari a 7,47-10,06) nei soggetti di età compresa tra 65 e 84 anni.[11]
L’incidenza in Italia e nel mondo sono stati oggetto di una recente revisione della letteratura nazionale ed internazionale da parte del gruppo coordinato da Carolei,[12] e di uno studio sulla popolazione delle isole Eolie.[13]
I tassi grezzi di incidenza, sulla popolazione totale di diverse nazioni a livello mondiale, variano da 1,3 a 4,1 per 1·000 abitanti (Tabella 4:III).
I tassi standardizzati sulla popolazione Europea del 1996, riportati solo in una parte dei lavori sopra menzionati (Tabella 4:IV) oscillano tra 1,60 (Digione, Francia)[16] e 2,60 (Aosta, Italia)[17] per 1·000 abitanti.
Per quanto fa riferimento, in maniera più specifica, all’Italia, sono disponibili tassi grezzi di incidenza sulla popolazione generale in diverse località, che variano tra 1,54 (Isole Eolie) e 2,89 (Aosta II) per 1·000, anche in rapporto alla variabilità dell’età media delle popolazioni considerate (Tabella 4:V).
L’incidenza, come la prevalenza, aumenta esponenzialmente con l’aumentare dell’età (Tabella 4:VI, Tabella 4:VII) raggiungendo il massimo negli ultra ottantacinquenni. Eccetto che in quest’ultima fascia d’età l’incidenza è più alta nei maschi che nelle femmine. Risulta pertanto che il 75% degli ictus colpisce l’età geriatrica (dai 65 anni in poi).
Negli anziani di 85 anni ed oltre l’incidenza è tra 20‰ e 35‰ circa, con alta preponderanza di ictus ischemici e prognosi peggiore in termini di mortalità rispetto ai soggetti più giovani.[7]
L’incidenza dell’ictus cerebrale nei soggetti di età inferiore ai 45 anni è risultata a L’Aquila di 10,18 per 100·000. La distribuzione delle diverse forme di ictus cerebrale nella stessa fascia di età è caratterizzata da una minor percentuale di ictus ischemici (57,3%) ed una maggior percentuale di ictus da emorragia intracerebrale (20,2%) e subaracnoidea (22,5%).[21]
I dati internazionali depongono per un aumento progressivo dei tassi di incidenza età specifici per ciascuna decade di vita, risultando compresi tra 0,1 e 0,3 per 1·000 per anno nei soggetti di età inferiore ai 45 anni e tra 12,0 e 20,0 per 1·000 per anno nei soggetti di età compresa tra i 75 e gli 84 anni. I tassi età specifici più elevati sono stati riscontrati in Giappone, Russia ed Ucraina.[5]
Dati più accurati e dettagliati sull'epidemiologia dell’ictus pediatrico e giovanile sono riportati nel § 17.1.1.