L’emorragia cerebrale parenchimale comporta una mortalità acuta (40%-50% circa ad 1 mese) nettamente più alta rispetto alle forme ischemiche globalmente considerate, simile, peraltro, a quella che è presente negli infarti totali del circolo anteriore (39% a 30 giorni). La mortalità acuta è pertanto molto più precoce nelle forme emorragiche. Nella prima settimana, infatti, circa il 30-40% dei soggetti con emorragia cerebrale decede contro il 17% degli infarti totali anteriori.
Superata la fase acuta, la mortalità a lungo termine non differisce molto rispetto all’infarto cerebrale (62% ad 1 anno).[40]