La relazione tra emicrania ed ictus (vedi anche § 17.3.13) è stata affrontata da diversi studi caso-controllo e da alcuni studi di coorte.
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La relazione tra emicrania ed ictus (vedi anche § 17.3.13) è stata affrontata da diversi studi caso-controllo e da alcuni studi di coorte.
Nei pazienti con emicrania con aura si è evidenziata una maggiore incidenza di forame ovale pervio di grandi dimensione. Non è tuttavia noto se nei soggetti emicranici la presenza di forame ovale pervio comporti un elevato rischio cerebrovascolare e non vi sono inoltre evidenze circa l’efficacia della chiusura del forame ovale pervio come prevenzione cerebrovascolare primaria o secondaria in pazienti emicranici.
Si è dimostrata una significativa associazione tra emicrania con aura e rischio cerebrovascolare nei soggetti di sesso femminile. Tale rischio è significativamente incrementato dall’associazione con il fumo di sigaretta e dall’assunzione di estroprogestinici.
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I soggetti con emicrania assumono frequentemente farmaci a scopo profilattico e anlgesico, tra i quali una posizione di rilievo è quella dei triptani. L’azione vasocostrittiva dei triptani ha sollevato delle preoccupazione in merito al loro impiego in pazienti già caratterizzati da un’aumentata reattività vascolare ed un rischio di ictus lievemente aumentato, come gli emicranici con aura.
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L’aura emicranica è definita come “episodi ricorrenti di sintomi neurologici focali reversibili che si sviluppano gradualmente nell’arco di 5-20 minuti, fino ad un massimo di 60 minuti. [Headache,2004] L’aura tipica consiste in sintomi visivi, spesso di tipo positivo, associati o meno a deficit della sensibilità e/o deficit del linguaggio.
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L’emicrania è una patologia neurovascolare cronica caratterizzata da episodi di intensa cefalea, spesso associata a disturbi vegetativi In circa un quarto dei pazienti emicranici la crisi cefalalgica è preceduta da disturbi neurologici focali (aura emicranica) di natura transitoria (con durata normalmente di 20-30 minuti), più frequentemente visivi, sotto forma di scotomi scintillanti (emicrania con aura). La prevalenza dell’emicrania nella popolazione americana è del 25% circa nelle donne e dell’8% negli uomini.
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I processi occupanti spazio producono solitamente un deficit neurologico progressivo e non improvviso, tuttavia in alcune circostanze vi può essere un improvviso peggioramento che mima l’ictus o il TIA. Tali circostanze si possono verificare in caso di sanguinamento nell’ambito di una neoplasia o nel caso di risanguinamento acuto di un ematoma sottodurale cronico.
La diagnosi differenziale sul piano clinico non è tanto sulla base dei segni quanto sull’anamnesi di un peggioramento progressivo antecedente l’evento ictale.
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Sulla base della definizione indicata dall’OMS,[1] il TIA (transient ischemic attack) è caratterizzato dalla «improvvisa comparsa di segni e/o sintomi riferibili a deficit focale cerebrale o visivo, attribuibile ad insufficiente apporto di sangue, di durata inferiore alle 24 ore.» Recentemente è stata proposta una ridefinizione del concetto di attacco ischemico transitorio (TIA).[