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Una arterite post-zosteriana deve essere considerata nei pazienti che sviluppano un ictus dopo un herpes zoster trigeminale. Il sospetto viene avvalorato dalla presenza di alterazioni steno-occlusive a livello dei vasi intracranici e da anomalie infiammatorie liquorali.
Nei pazienti con episodi di TIA retinico o emisferico preceduti da una importante e persistente cefalea e in presenza di indici di flogosi elevati, occorre considerare la presenza di una arterite di Horton ed eseguire tempestivamente la biopsia dell’arteria temporale iniziando nel contempo un adeguato trattamento steroideo in attesa della conferma bioptica.
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Il virus varicella-zoster (VZV) può determinare una vasculite necrotizzante del sistema nervoso centrale. La vasculite correlata al VZV si può manifestare dopo il primo contagio, ossia in corso di varicella, oppure in seguito a riacutizzazione dell’infezione erpetica (herpes zoster).[GildenDH,1996]
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L’arterite a cellule giganti (arterite temporale o arterite di Horton) è probabilmente la più frequente tra le cause “vasculitiche “ di ictus cerebrale.
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Le vasculiti sono caratterizzate da un processo infiammatorio della parete dei vasi sanguigni in grado di determinare processi steno/occlusivi del vaso o la formazione di aneurismi.[SalehA,2005, FriesJF,1990, JennetteJC,1994] Le vasculiti possano essere pertanto responsabili sia di eventi ischemici sia, più raramente e nelle fasi tardive, di tipo emorragico.
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Il grado di stenosi vascolare ed il relativo significato emodinamico sono abitualmente valutati secondo il criterio NASCET, che stabilisce un rapporto tra le immagini ottenute all’angiografia ed il reale grado di stenosi con relativa funzionalità emodinamica dei circoli di compenso (Figura 5-9) sia per la singola lesione che per lesioni tandem (intra ed extracranica).
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Le indicazioni all’esecuzione di uno studio angiografico in un soggetto affetto da ischemia cerebrale si sono modificate in questi ultimi anni in seguito allo sviluppo della TC, della RM e dell’ecocolor-Doppler carotideo.