La misurazione dell’indice caviglia-braccio (ankle-brachial index [ABI]) rappresenta un metodo semplice e sensibile per individuare la presenza di un’arteriopatia ostruttiva periferica.
Pierrel Research Italy
Via Alberto Falck, 15
20099 Sesto San Giovanni (MI)
Tel: +39 02 24134.260
Fax: +39 02 24862994
e-mail: info@spread.it
Mostra le sintesi e raccomandazioni per questo paragrafo
La misurazione dell’indice caviglia-braccio (ankle-brachial index [ABI]) rappresenta un metodo semplice e sensibile per individuare la presenza di un’arteriopatia ostruttiva periferica.
Mostra le sintesi e raccomandazioni per questo paragrafo
Lo studio dei meccanismi in grado di indurre, mantenere ed interrompere la fibrillazione atriale è un aspetto rilevante della ricerca di base. A prescindere dalla fibrillazione atriale dovuta a preesistenti condizioni aritmogene determinate da patologie cardiache, l'aritmia di per sé determina una serie di alterazioni in grado di portare alla sua cronicizzazione.
In pazienti ipertesi con ipertrofia ventricolare sinistra, è indicata la prevenzione primaria mediante farmaci attivi sul sistema renina-angiotensina, come losartan a preferenza di atenololo.
Mostra le sintesi e raccomandazioni per questo paragrafo
Evidenze cliniche e sperimentali suggeriscono che l’inibizione del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) previene l’insorgenza e/o il ripetersi di episodi di fibrillazione atriale.
Mostra le sintesi e raccomandazioni per questo paragrafo
L'infezione delle vie urinarie (IVU) è la più comune complicanza infettiva nel paziente con ictus acuto oltre a rappresentare, fino a pochi anni fa, la più frequente infezione nosocomiale. Nel 1990, ad esempio, le IVU nosocomiali presentavano un'incidenza del 30%-40% ma più recentemente la loro prevalenza è diminuita, forse in relazione al miglioramento delle misure di prevenzione e sorveglianza e alla migliore gestione dei cateteri urinari, che sono responsabili di almeno l'80% delle IVU.
Mostra le sintesi e raccomandazioni per questo paragrafo
In 8 studi (INSIGHT, UKPDS, LIFE, ALLHAT, INVEST, CONVINCE. VALUE e ASCOT-BPLA) sono stati confrontati tra di loro gli effetti di farmaci antipertensivi in pazienti ipertesi ad alto rischio cardiovascolare.
Per l’ischemia cerebralei fattori di rischio sono:
ipertensione arteriosa;
alcune cardiopatie (in particolare, fibrillazione atriale);
diabete mellito;
iperomocisteinemia;
ipertrofia ventricolare sinistra;
stenosi carotidea;
fumo di sigaretta;
eccessivo consumo di alcool;