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Malattia

Raccomandazione 13.22 

  • 6a-2011
  • Asintomatica
  • Diagnostica per immagini
  • Malattia
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Terapia chirurgica
  • 13 Terapia chirurgica
  • GPP
Vai al volume: 13.5.4 Stenting carotideo

Specie quando l’indicazione alla rivascolarizzazione carotidea e la scelta tra endoarteriectomia e stenting non sono nette è particolarmente indicato:

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13.2 Indicazioni chirurgiche - Stenosi carotidea sintomatica

  • 6a-2011
  • Asintomatica
  • Braccio
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  • Diagnosi
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  • Educazione
  • Evidenze
  • Gruppi di controllo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Leucoaraiosi
  • Malattia
  • Mano
  • Morte
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  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Rischio
  • Sesso
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Terapia chirurgica
  • Uomini
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

Mostra le sintesi e raccomandazioni per questo paragrafo

Senza dubbio possiamo affermare che i pazienti con stenosi carotidea sintomatica sono maggiormente a rischio di ictus rispetto a quelli con stenosi carotidea asintomatica di pari grado.

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13.5.4 Stenting carotideo

  • 6a-2011
  • Analisi multivariata
  • Anestesia
  • Anestesia generale
  • Angioplastica
  • Angioplastica Percutanea Transluminale
  • Apprendimento
  • Asintomatica
  • Aspettativa di vita
  • Bias
  • Cardiologia
  • Casistica
  • Chirurgia
  • Collo
  • Consenso informato
  • Consensus
  • Controllo di qualità
  • Costi
  • Cuore
  • Diabete mellito
  • Diagnosi
  • Disabili
  • Disfunzione ventricolare
  • Disfunzione ventricolare sinistra
  • Doppler
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fiducia
  • Fumo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Inversione
  • Ischemia
  • Ischemia miocardica
  • Linee guida
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Minor
  • Morte
  • Nervi cranici
  • Neurologia
  • Occlusione
  • Ospedali
  • Ospedalizzazione
  • Paralisi
  • Parametri
  • Partecipazione
  • Patologia
  • Patologia clinica
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Predittori
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Radiologia
  • Radioterapia
  • Registri
  • Rischio
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stent
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi prospettici
  • Terapia chirurgica
  • Tracheostomia
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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L'angioplastica percutanea transluminale (PTA) con stenting di prima intenzione della carotide extracranica è una metodica alternativa alla tradizionale EC, essenzialmente per i vantaggi conseguenti al fatto che si evitano i rischi connessi all'intervento chirurgico e quindi all'anestesia generale (caso in cui l'EC si conduce in anestesia generale), all’accesso chirurgico al collo e al possibile danno di nervi cranici, al tempo di clampaggio più prolungato, etc.

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13.5.2 Protezione e monitoraggio cerebrale

  • 6a-2011
  • Anestesia
  • Anestesia generale
  • Anestesia locale
  • Arteria Cerebrale Media
  • Bias
  • Complicanze intraoperatorie
  • Controllo di qualità
  • Diagnosi
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Embolia
  • Embolia gassosa
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Malattia
  • Morte
  • Nervi cranici
  • Occlusione
  • Occlusione Carotidea
  • Paralisi
  • Patch
  • Pazienti
  • Potenziali evocati
  • Rischio
  • Segnali
  • Segni
  • Sensibilità e specificità
  • Shunt
  • Stroke
  • Studi
  • Terapia chirurgica
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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Il problema della scelta e conduzione dell'anestesia nell'EC è strettamente correlato a quello della protezione e del monitoraggio cerebrale, per ridurre al minimo il rischio dell'ischemia cerebrale e dell'ictus intraoperatorio da clampaggio.

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6.9 Indice Caviglia-Braccio e Paziente Polivascolare

  • 6 Fattori di rischio
  • American Heart Association
  • Amputazione
  • Anamnesi
  • Aorta
  • Asintomatica
  • Attacco ischemico transitorio
  • Braccio
  • Causa di morte
  • Caviglia
  • Diabete mellito
  • Donne
  • Doppler
  • Fattori di rischio
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Fibrillazione Atriale
  • Fumo
  • Ictus
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertrofia
  • Ischemia
  • Ischemia miocardica
  • Malattia
  • Miocardio
  • Mortalità
  • Morte
  • Ospedalizzazione
  • Osservazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Prognosi
  • Ricerca
  • Rischio
  • Segni
  • Stenosi
  • Stroke
  • Studi
  • Test
  • Uomini
  • Volume
  • 6a-2010

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La misurazione dell’indice caviglia-braccio (ankle-brachial index [ABI]) rappresenta un metodo semplice e sensibile per individuare la presenza di un’arteriopatia ostruttiva periferica.

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6.6.3 Genetica e ictus

  • 6 Fattori di rischio
  • Alleli
  • Aneurisma
  • CADASIL
  • Comprensione
  • Diagnosi
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Emostasi
  • Epidemiologia
  • Etica
  • Fattore V
  • Fattori di rischio
  • Fenotipo
  • Gemelli
  • Genetica
  • Geni
  • Genotipo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto cerebrale
  • Malattia
  • Malattie
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Protrombina
  • Ricerca
  • Rischio
  • Screening genetico
  • Stroke
  • Struttura e metodologia
  • Studi
  • Studi caso-controllo
  • Studi di coorte
  • Tessuto connettivo
  • Test
  • Trombina
  • Volume
  • 6a-2010

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Fra i fattori di rischio emergenti un ruolo importante è giocato dalla genetica. Una storia familiare positiva per malattia cerebrovascolare è spesso considerata un fattore di rischio per ictus. Esistono tre tipi di studi di epidemiologia genetica volti a valutare l'associazione fra storia familiare e insorgenza di ictus: studi di popolazione, studi familiari e studi su gemelli.

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6.5.14 Sindrome delle apnee ostruttive del sonno

  • 6 Fattori di rischio
  • Apnea
  • Attacchi
  • Fattori di rischio
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Forame ovale
  • Forame Ovale Pervio
  • Frequenza cardiaca
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Malattia
  • Mortalità
  • Morte
  • Morte improvvisa
  • Ospedalizzazione
  • Ossigeno
  • Patologia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Sindrome
  • Sonno
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010

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La sindrome della apnee ostruttive del sonno (OSAS) è un disturbo presente in  circa il 4% della popolazione generale di media età, raggiungendo valori molto più elevati nella popolazione sopra i 60 anni (>20%).[294] L'OSAS è caratterizzata dalla presenza di  episodi ripetitivi e periodici  di ostruzione delle alte vie aeree in corso di sonno, che si accompagnano a desaturazioni di ossigeno e a variazioni continue della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca.

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6.5.5 Placche dell'arco aortico

  • 6 Fattori di rischio
  • Aorta
  • Aorta toracica
  • Arteria succlavia
  • Diagnostica per immagini
  • Ecocardiografia
  • Ecocardiografia Transesofagea
  • Embolia
  • Emorragia
  • Fattori di rischio
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Fumo
  • Ictus
  • Ipercolesterolemia
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Malattia
  • Patologia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Rischio
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010

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Una delle possibili localizzazioni della malattia aterosclerotica è rappresentata dall’arco dell’aorta. I fattori che si associano alla presenza di placche dell’arco aortico sono l’età avanzata, la presenza di ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia e fumo di sigaretta ma anche fattori di rischio vascolare emergenti quali iperomocisteinemia, aumento dei globuli bianchi e dei valori della proteina C reattiva  [Kronzon,2006].

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6.4.8 Iperomocisteinemia

  • 6 Fattori di rischio
  • Acido folico
  • Alimenti
  • American Heart Association
  • Analisi multivariata
  • Cistationina
  • Colesterolo
  • Concentrazione
  • Enzimi
  • Fattori di rischio
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Fenotipo
  • Fibrillazione Atriale
  • Fumo
  • Genetica
  • Genotipo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Insufficienza renale
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Linee guida
  • Malattia
  • Medici
  • Metabolismo
  • Metionina
  • Miocardio
  • Mortalità
  • Omocisteina
  • Patologia
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Sesso
  • Stroke
  • Studi
  • Studi caso-controllo
  • Studi di coorte
  • Studi prospettici
  • Studi retrospettivi
  • Test
  • Vitamina B12
  • Vitamina B6
  • Vitamine
  • Volume
  • 6a-2010

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I livelli plasmatici di omocisteina, che deriva dall'aminoacido essenziale metionina, sono influenzati da fattori genetici che regolano la sintesi di enzimi coinvolti nel suo metabolismo (cistationina b-sintetasi, 5-10 metilentetraidrofolato reduttasi) e dall'apporto dietetico di vitamina B6, B12 e acido folico.[129]

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6.4.1.1 Principi generali

  • 6 Fattori di rischio
  • Anziano
  • Donne
  • Farmacologia
  • Fattori di rischio
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Malattia
  • Mortalità
  • Pazienti
  • Persone
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Rischio
  • Studi
  • Uomini
  • Volume
  • 6a-2010

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L'ipertensione arteriosa è certamente tra i più importanti fattori di rischio modificabili [38 , 39, 40] oggi riconosciuto tale anche per le persone anziane, sia per la dimostrata correlazione tra valori pressori elevati e complicazioni cardiovascolari totali e cerebrovascolari in particolare,[

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12.4 Recidiva di ictus durante la terapia antiaggregante

  • 6a-2011
  • Angiotensina II
  • Anossia
  • Anziano
  • Arterie
  • Arterie cerebrali
  • Atenololo
  • Calcio
  • Casistica
  • Disabilità
  • Diuretici
  • Fattori di rischio
  • Giudizio
  • Ictus
  • Idroclorotiazide
  • Incidenza
  • Indapamide
  • Infarto miocardico
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertrofia
  • Ipotensione
  • Malattia
  • Mortalità
  • Morte
  • Nitrendipina
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perindopril
  • Placebo
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Proteinuria
  • Rischio
  • Salute
  • Sesso
  • Sintomi
  • Società
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi epidemiologici
  • Studio Randomizzato Controllato
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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18.5 Le procedure assistenziali (non terapeutiche)

  • Antiossidanti
  • Attivazione
  • Calze elastiche a compressione graduata
  • Catena di sopravvivenza
  • Costi
  • Disabilità
  • Discipline
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Emergenza
  • Ginocchio
  • Ictus
  • Letti
  • Linee guida
  • Malattia
  • Mortalità
  • Parametri
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Stress
  • Stress ossidativo
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi multicentrici
  • Studio Randomizzato Controllato
  • Vitamine
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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L'argomento è assai ampio e include l’attivazione di strutture preospedaliere e ospedaliere e di procedure assistenziali per il paziente con ictus.  Vi è ormai consenso diffuso che una efficiente catena di sopravvivenza dell’ictus (stroke chain of survival), che comprenda i servizi di urgenza emergenza medica (SUEM), i dipartimenti di emergenza (PS) e le strutture ospedaliere di accoglimento, operanti in stretta collaborazione e con compiti diversi a seconda dei livelli diagnostico-terapeutici disponibili, migliorano sensibilmente l’esito dei sogg

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18.4.11.7 Ematomi intracerebrali spontanei

  • Linee guida
  • Malattia
  • Mortalità
  • Ricerca
  • Ricerca clinica
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Negli ultimi 20 anni nessun progresso significativo è stato fatto nel trattamento di questa malattia, permane quindi un generale senso di impotenza ed estrema soggettività terapeutica.[Andaluz,2009] Le linee guida dell’AHA redatte nel 2007, ad esempio, sono state in grado di emettere solo una raccomandazione di grado A.

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18.4.3.8 Nuovi farmaci anticoagulanti

  • Anca
  • Anticoagulanti
  • Biodisponibilità
  • Chirurgia
  • Congressi
  • Eparina
  • Eparina a basso peso molecolare
  • Farmacocinetica
  • Fattore Xa
  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrillazione Atriale Non Valvolare
  • Fronte
  • Ginocchio
  • Ictus
  • Insufficienza renale
  • Malattia
  • Osteoporosi
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Ricerca
  • Ricerca clinica
  • Rischio
  • Somministrazione orale
  • Studi
  • Test
  • Trombina
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Tradizionalmente i farmaci anticoagulanti comunemente impiegati nella pratica quotidiana per la profilassi e la terapia del tromboembolismo venoso e arterioso comprendono l'eparina non frazionata, le eparine a basso peso molecolare e gli anticoagulanti orali antagonisti della vitamina k.  Tali trattamenti, pur se caratterizzati da una accettabile efficacia e sicurezza, non sono sempre di facile gestione.

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18.4.3.2 Prevenzione secondaria: ictus non cardioembolico

  • Anticoagulanti
  • Compliance del paziente
  • Evidenze
  • Fosfodiesterasi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Malattia
  • Minor
  • Patologia
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La terapia antiaggregante piastrinica rappresenta il trattamento di scelta nei pazienti con ictus ischemico, con l’eccezione di coloro nei quali si è documentata una fonte cardioembolica. L’ASA rimane il farmaco più utilizzato, altre molecole con meccanismi di azione differenti come il clopidogrel hanno dimostrato solo lievi potenziali vantaggi. L’associazione di due antiaggreganti piastrinici non ha mantenuto le attese, che erano motivate dai benefici riscontrati nel paziente con cardiopatia ischemica.

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18.4.2.3 Statine

  • Aritmie cardiache
  • By-Pass
  • Cellule
  • Chirurgia
  • Chirurgia toracica
  • Colesterolo
  • Dislipidemie
  • Fibrillazione Atriale
  • Incidenza
  • Inibizione
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Mortalità
  • Pazienti
  • Pericardite
  • Placebo
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Proteina C
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Simvastatina
  • Sintesi
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
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Le statine, o inibitori dell’enzima idrossi-metil-glutaril-Coenzima-A riduttasi, sono farmaci di prima scelta per la prevenzione primaria e secondaria di patologie associate alle dislipidemie.[317] È noto da tempo, però, che gli effetti benefici di questi farmaci sulla mortalità e morbosità di pazienti affetti da malattia coronarica (CAD) non sono attribuibili solo all’inibizione della sintesi del colesterolo, ma anche ad altri effetti sulla funzione delle cellule della parete

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18.3.2. Sviluppo e prospettive di ricerca della Neurosonologia

  • Artefatto
  • Arterie
  • Attivazione
  • Avambraccio
  • Diagnosi
  • Diagnostica per immagini
  • Dissezione
  • Disturbi del movimento
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Endotelio
  • Ferro
  • Fibrina
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Malattia di Parkinson
  • Membrane
  • Mezzi di contrasto
  • Microbolle
  • Occlusione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Popolazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Segnali
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Terapia trombolitica
  • Vasodilatazione
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La neurosonologia, metodica strumentale non invasiva, precisa ed affidabile ha assunto negli anni più recenti un ruolo importante nella diagnostica della patologia cerebrovascolare ischemica, soprattutto nella fase acuta, in quanto permette non solo un’accurata valutazione morfologica e funzionale delle lesioni degli assi vascolari extra e intracranici ma consente anche un monitoraggio costante dell’evoluzione del danno arterioso.

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18.2.2.1 Meccanismi elettrofisiologici e molecolari

  • Aldosterone
  • Angiotensina II
  • Antiaritmici
  • Anticorpi
  • Beta-lattamasi
  • Calcio
  • Canali del calcio
  • Canali del potassio
  • Canali ionici
  • Chlamydia
  • Comprensione
  • Dilatazione
  • Disfunzione ventricolare
  • Disfunzione ventricolare sinistra
  • Emodinamica
  • Fibrillazione Atriale
  • Fosforilazione
  • Funzione ventricolare
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Infezione
  • Ipertrofia
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Mortalità
  • Patologia
  • Pazienti
  • Placebo
  • Potassio
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Proteine
  • Ricaduta
  • Ricerca
  • Rischio
  • Roxitromicina
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sistema renina-angiotensina
  • Spostamenti
  • Stress
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Lo studio dei meccanismi in grado di indurre, mantenere ed interrompere la fibrillazione atriale è un aspetto rilevante della ricerca di base. A prescindere dalla fibrillazione atriale dovuta a preesistenti condizioni aritmogene determinate da patologie cardiache, l'aritmia di per sé determina una serie di alterazioni in grado di portare alla sua cronicizzazione.

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18.2.1.6 Il problema infettivo e la malattia aterosclerotica

  • Anticorpi
  • Aorta
  • Arterie
  • Attivazione
  • Batteri
  • Beta-lattamasi
  • Cellule
  • Cellule endoteliali
  • Cellule muscolari
  • Chlamydia
  • Colesterolo
  • Cytomegalovirus
  • Diagnosi
  • Dieta
  • DNA
  • E-Selectina
  • Enterovirus
  • Epatite
  • Epatite C
  • Fattori di rischio
  • Fenotipo
  • Genoma
  • Genoma virale
  • Helicobacter
  • Helicobacter pylori
  • Ibridazione in situ
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Immunoistochimica
  • Incidenza
  • Infezione
  • Infiammazione
  • Linfociti
  • Linfociti T
  • Macrolidi
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Medici
  • Medicina
  • Microrganismi
  • Miocardio
  • Modelli animali
  • Monociti
  • Mortalità
  • Osservazione
  • Parametri
  • Pazienti
  • Persone
  • Plasminogeno
  • Popolazione
  • Predittori
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Progressione della malattia
  • Proteina C
  • Ricerca
  • Rischio
  • Roxitromicina
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Siero
  • Sintesi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi di intervento
  • Studi epidemiologici
  • Vaccinazione
  • Virus
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
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La prima documentazione di una associazione significativa fra infezioni e malattia aterosclerotica deriva da uno studio condotto su un modello animale (pollo) in cui l’infezione da herpes virus risultava essere in grado di indurre lesioni aterosclerotiche nelle grandi arterie con un andamento simile a quello che si osservava quando gli animali erano infetti e supplementati con una dieta ricca di colesterolo.[Minick,1979] Studi successivi sempre in modelli animali hanno indicato che non solo l’i

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18.2.1.5 Marker infiammatori

  • Attivazione
  • Attivazione linfocitaria
  • Attivazione piastrinica
  • Citochine
  • Colesterolo
  • Elastasi leucocitaria
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fegato
  • Fibrinogeno
  • Fosfolipasi
  • Fosfolipasi A2
  • Ictus
  • Infarto miocardico
  • Infiammazione
  • Lipoproteine
  • Malattia
  • Malattie
  • Miocardio
  • Mortalità
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Predittori
  • Proteina C
  • Proteine
  • Proteine della fase acuta
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi caso-controllo
  • Studi clinici
  • Studi epidemiologici
  • Studi prospettici
  • Trombosi
  • Uomini
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La flogosi può essere considerata come uno dei più importanti fra i nuovi fattori di rischio candidati per l’aterosclerosi. Diversi fattori infiammatori sono stati presi in considerazione negli ultimi anni. Alcuni di questi hanno meccanismi che si sovrappongono, importanti azioni sinergiche con il processo aterosclerotico o azioni complementari nello sviluppo della trombosi arteriosa.

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18.1.2.11 Miscellanea

  • Adipociti
  • Adiponectina
  • Affetto
  • Apnea
  • Arteriosclerosi
  • Arterite
  • Arterite a cellule giganti
  • Attacchi
  • Atteggiamento
  • Cellule
  • Concentrazione
  • Contraccettivi orali
  • Diagnosi
  • Donne
  • Emicrania
  • Endotelio
  • Fibrillazione Atriale
  • Forame ovale
  • Forame Ovale Pervio
  • Fumare
  • Geni
  • Glottide
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto cerebrale
  • Infarto miocardico
  • Infiammazione
  • Insulina
  • Intensiva
  • Iperglicemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertiroidismo
  • Ipotensione
  • Ipotensione ortostatica
  • Ipotiroidismo
  • Ischemia
  • Ischemia miocardica
  • Linee guida
  • Malattia
  • Mezza età
  • Mortalità
  • Morte
  • Patologia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Proteinuria
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sangue
  • Sesso
  • Shunt
  • Sindrome
  • Sonno
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Terapia intensiva
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Viscosità del sangue
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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L’associazione tra emicrania e rischio di ictus è controversa  (vedi § 6.5.13 e § 17.3.13) e l’argomento resta oggetto di studio.

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18.1.2.10 Nutrienti e Alimenti

  • Acidi grassi
  • Aggregazione piastrinica
  • Alimenti
  • Antiossidanti
  • Bevande
  • Bias
  • Calcio
  • Carotenoidi
  • Cola
  • Deficit
  • Dieta
  • Dietetica
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Enzimi
  • Epidemiologia
  • Fattori di rischio
  • Fibra alimentare
  • Flavonoidi
  • Grassi
  • Ictus
  • Influenza
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Legumi
  • Magnesio
  • Malattia
  • Nutrizionale
  • Omocisteina
  • Ormoni
  • Pazienti
  • Perossidazione lipidica
  • Pesce
  • Potassio
  • Pressione
  • Quercetina
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sodio
  • Studi
  • Studi di coorte
  • Studi epidemiologici
  • Studi prospettici
  • Tè
  • Vitamina B12
  • Vitamina B6
  • Vitamina E
  • Vitamine
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Nonostante la complessità ed i possibili bias insiti negli studi di epidemiologia nutrizionale, l'evidenza complessivamente disponibile suggerisce l’effetto diretto di alcuni nutrienti ed alimenti sull’ictus, prevalentemente ischemico, nonché sui diversi meccanismi patogenetici implicati.

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18.1.2.8 Attività fisica

  • Donne
  • Esercizio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Malattia
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi prospettici
  • Uomini
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Dati riguardanti il possibile effetto benefico dell’attività fisica nei riguardi dell’ictus derivano principalmente da studi osservazionali di coorte e non da studi clinici randomizzati.

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18.1.2.5 Anticorpi antifosfolipidi

  • Anticorpi
  • Anziano
  • Donne
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Infarto cerebrale
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Malattia
  • Morte
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sindrome
  • Studi
  • Studi clinici
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Test
  • Trombofilia
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Vari studi hanno da anni dimostrato un'aumentata prevalenza di anticorpi antifosfolipidi in pazienti con ictus ischemico e la ricerca di questi fattori di rischio è entrata nella diagnostica dei pazienti con malattia cerebrovascolare (vedi § 6.5.9).

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18.1.2.4 La familiarità e la malattia cardiovascolare ischemica

  • AMP ciclico
  • Anemia
  • Anemia falciforme
  • CADASIL
  • Costi
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Fenotipo
  • Fosfodiesterasi
  • Genetica
  • Geni
  • Genotipo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipertensione
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Leucotrieni
  • Malattia
  • Malattia di Fabry
  • Malattie
  • Metabolismo
  • Miocardio
  • Patologia
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Probabilità
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sindrome
  • Sindrome di Marfan
  • Single
  • Sintesi
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
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Questo particolare aspetto delle malattie vascolari è di grande interesse e riguarda soprattutto (ma non solo) quelle famiglie in cui le malattie cardiovascolari si manifestano in età inferiore a 40 anni. L'interesse scientifico per questo tema è enorme: la familiarità è oggi universalmente riconosciuta come uno dei fattori di rischio più importanti per ictus.[54]

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18.1.2.3 Fattori di rischio genetico per ictus e loro associazione con fenotipi “intermedi” bioumorali

  • 6a-2011
  • Alleli
  • Amiloide
  • Angiotensina I
  • Angiotensina II
  • Angiotensinogeno
  • Apoptosi
  • Asintomatica
  • Attivazione
  • Attivazione piastrinica
  • Biodisponibilità
  • CADASIL
  • Cellule
  • Cellule endoteliali
  • Cisteina
  • Costi
  • Deficit
  • Dislipidemie
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Emostasi
  • Endotelio
  • Enzimi
  • Epidemiologia
  • Eterozigoti
  • Evidenze
  • Fattore V
  • Fattore XIII
  • Fattori di rischio
  • Fenotipo
  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrinogeno
  • Fosfodiesterasi
  • Gemelli
  • Genetica
  • Geni
  • Genoma
  • Genotipo
  • Glicoproteine
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infiammazione
  • Ipercolesterolemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Leucoaraiosi
  • Malattia
  • Malattia di Fabry
  • Malattie
  • Marker genetici
  • Metabolismo
  • Miocardio
  • Modelli animali
  • Mortalità
  • Omeostasi
  • Omocisteina
  • Omocistinuria
  • Omozigote
  • Osservazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Peptidi
  • Plasminogeno
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Proteina C
  • Proteina S
  • Proteine
  • Protrombina
  • Registri
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Single
  • Sistema renina-angiotensina
  • Stress
  • Stress ossidativo
  • Stroke
  • Studi
  • Tessuti
  • Trombina
  • Trombosi
  • Valori di riferimento
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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I fattori genetici che sono associati con un incrementato rischio di ictus ischemico sono una storia familiare positiva per ictus e una serie polimorfismi genetici in geni implicati nella malattia.

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18.1.2.2 Fattori di rischio metabolici

  • 6a-2011
  • Acido folico
  • Apolipoproteine
  • Arginina
  • Caffè
  • Cellule
  • Cellule endoteliali
  • Ciclosporina
  • Cistationina
  • Colesterolo
  • Colesterolo HDL
  • Colesterolo LDL
  • Concentrazione
  • Deficit
  • Diabete mellito
  • Endotelio
  • Enzimi
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fibrinolisi
  • Geni
  • Glicemia
  • Gravidanza
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Insufficienza renale
  • Insulina
  • Ipercolesterolemia
  • Iperglicemia
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertensione
  • Ipotiroidismo
  • Ischemia
  • Lipidi
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Malattie
  • Metabolismo
  • Metionina
  • Mezza età
  • Minor
  • Mortalità
  • Neoplasie
  • Obesità
  • Omocisteina
  • Omocistinuria
  • Omozigote
  • Osservazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Persone
  • Piastrine
  • Popolazione
  • Pravastatina
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Proteine
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sangue
  • Sindrome
  • Steroidi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi di coorte
  • Studi di intervento
  • Studi epidemiologici
  • Trigliceridi
  • Trombosi
  • Vitamina B12
  • Vitamine
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Fattori lipidici

Il rapporto fra livelli di colesterolo e ictus è meno stretto e definito rispetto a quello che la colesterolemia ha con la cardiopatia ischemica. Diversi studi osservazionali negli ultimi anni hanno suggerito il ruolo del colesterolo come fattore di rischio per ictus. Inoltre, importanti studi di intervento hanno dimostrato che il decremento dei livelli di LDL colesterolo ottenuto con statine riduce il rischio di ictus.

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18.1.1.2 Complicanze dell’ictus cerebrale

  • 6a-2011
  • Anziano
  • Atrofia
  • Attacchi
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Dipendenza
  • Disabilità
  • Disturbo depressivo
  • Epilessia
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linee guida
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Mortalità
  • Pazienti
  • Pazienti ambulatoriali
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prognosi
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sesso
  • Sopravvissuti
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Ictus ed epilessia

La riduzione della mortalità a breve termine in un paziente con ictus cerebrale espone il soggetto ad un maggior rischio di complicanze. Un settore ancora poco esplorato riguarda la comparsa di crisi epilettiche e di epilessia. Occorre ricordare che la causa principale di epilessia nel paziente anziano è di origine cerebrovascolare.

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Sintesi 18-6

  • 6a-2011
  • Enzimi
  • Genotipo
  • Ictus
  • Individualità
  • Malattia
  • Peptidi
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.1.2.3 Fattori di rischio genetico per ictus e loro associazione con fenotipi “intermedi” bioumorali

 

I principali obiettivi delle ricerche sui polimorfismi genetici sono:

a. identificazione di varianti genetiche associate alle varie forme di ictus cerebrale al fine di una migliore comprensione delle basi fisiopatologiche della malattia e di marcatori diagnostici e prognostici da utilizzare nella pratica clinica;

b. valutazione della forza dell’associazione come fattori indipendenti di suscettibilità genetica di tali polimorfismi genetici di per sé;

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Sintesi 16-44

  • Attività della vita quotidiana
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Galantamina
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Nimodipina
  • Pazienti
  • Sintesi
  • Studi
  • Studi clinici
  • 6a-2010
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.6.1 Linee preventive e terapeutiche da seguire nel campo della demenza vascolare

I dati tratti dagli studi clinici su farmaci suggeriscono che:

  1. la nimodipina migliora alcune funzioni cognitive e l'impressione clinica globale;
  2. gli inibitori dell'acetilcolinesterasi (donepezil, galantamina, rivastigmina) hanno mostrato qualche efficacia nel trattamento di popolazioni eterogenee di pazienti con demenza vascolare, pura e associata a malattia di Alzheimer;
  3. nessuno di questi farmaci modifica significativamente le prestazioni nelle attività della vita quotidiana.
     

Sintesi 14-25

  • Caregiver
  • Educazione
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Sintesi
  • Studi
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.6.2 La richiesta del soggetto malato e dei suoi familiari

L'informazione e l'educazione sulla malattia e sui giusti comportamenti da tenere, se fatte con un linguaggio e con strumenti adeguati, in luoghi strutturati e con tempi programmati, può essere utile in ogni fase della malattia.
Sono necessari nuovi studi per individuare quale tipo di informazione e con quali modalità è più corretto che sia effettuata.
Nella progettazione di questi studi è necessario coinvolgere i malati e i caregiver.

Raccomandazione 14.38 

  • Caregiver
  • Ictus
  • Malattia
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Grado A
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.6.3 Informazione sulla prognosi e sui parametri che possono influenzare la cura

L'intervento educativo ed informativo porta risultati positivi migliora la conoscenza della malattia ictus da parte dei pazienti e dei familiari. È indicato realizzare questo tipo di intervento nel tempo con sedute periodiche alle quali dovrebbe partecipare, oltre ai pazienti ed ai caregiver, il team interdisciplinare.

Sintesi 12-10

  • Colesterolo
  • Colesterolo LDL
  • Ictus
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Pazienti
  • Placebo
  • Prevenzione secondaria
  • Sintesi
  • Transaminasi
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.9 L’utilizzo di statine

Lo studio SPARCL ha incluso 4·731 pazienti con TIA o ictus, colesterolo LDL tra 100 e 190 ed esenti da malattia coronarica. Dopo 4,9 anni di trattamento con atorvastatina 80 mg vs placebo, la diminuzione assoluta di ictus e TIA è stata del 2,2% e quella di eventi cardiovascolari del 3,5%. Aumenti persistenti di transaminasi prevalgono nei pazienti trattati con atorvastatina.

Sintesi 16-37

  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Sintesi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.5.4 Criteri diagnostici correntemente usati per la demenza vascolare

Il termine di demenza mista indica i casi che presentano una sovrapposizione dei criteri per la demenza vascolare e di quelli per la malattia di Alzheimer. Secondo i criteri NINDS-AIREN, il termine di demenza mista dovrebbe essere sostituito da quello di malattia di Alzheimer con cerebrovasculopatia, indicando con questo termine i casi di malattia di Alzheimer possibile con evidenza clinica e strumentale di cerebrovasculopatia.

Sintesi 16-32

  • CADASIL
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Genetica
  • Malattia
  • Sintesi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.5.3 La CADASIL

La CADASIL è una malattia genetica che può evolvere verso una forma di demenza vascolare sottocorticale.

Sintesi 16-31

  • Deficit
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Malattia
  • Memoria
  • Patologia
  • Segni
  • Sindrome
  • Sintesi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.5.2 La demenza vascolare sottocorticale

La demenza vascolare sottocorticale è definita dalla presenza di una sindrome cognitiva, caratterizzata da sindrome disesecutiva e deficit della memoria, e dalla malattia cerebrovascolare evidente alle neuroimmagini e caratterizzata da relativi segni neurologici di patologia pregressa (inclusi i disturbi della marcia).

Sintesi 16-30

  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Genetica
  • Malattia
  • Sintesi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.5.1 Sindrome clinica

La demenza vascolare comprende i quadri:

  1. multinfartuale;
  2. da singoli infarti strategici;
  3. da malattia dei piccoli vasi cerebrali;
  4. da ipoperfusione;
  5. emorragica;
  6. su base genetica

Sintesi 16-29

  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Malattia
  • Memoria
  • Quadro clinico
  • Sintesi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.5.1 Sindrome clinica

Sulla base degli attuali criteri diagnostici la demenza vascolare è caratterizzata dalla presenza di deficit cognitivi (memoria, capacità strategiche, flessibilità mentale) associati ad un quadro clinico e neuroradiologico suggestivi di malattia cerebrovascolare, possibilmente temporalmente correlati.

Sintesi 16-21

  • Malattia
  • Rischio
  • Sintesi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.1 Epidemiologia

La malattia cerebrovascolare comporta un aumento del rischio di decadimento cognitivo.

Raccomandazione 16.5 

  • Caregiver
  • Costi
  • Depressione
  • Ictus
  • Malattia
  • Raccomandazione
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
  • GPP
Vai al volume: 16.1.2 Diagnosi

È indicato ricercare la possibile presenza di depressione post-ictus sia nella fase acuta che in quelle successive, allo scopo di ridurre la disabilità del soggetto, il carico sul caregiver ed i costi della malattia.

Sintesi 17-44

  • 6a-2011
  • Cefalea
  • Deficit
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Ipertensione
  • Ipertensione endocranica
  • Malattia
  • Segni
  • Sintesi
  • Trombosi
  • Vene
  • Vene cerebrali
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.15.3 Quadro clinico

La presentazione clinica della trombosi dei seni e delle vene cerebrali è polimorfa e ingannevole. La cefalea rappresenta il sintomo principale sia all’esordio sia durante il decorso della malattia. Essa non presenta caratteristiche specifiche; può essere ad esordio acuto, subacuto o cronico,può essere l’unica manifestazione di esordio, o associarsi a segni di ipertensione endocranica, deficit neurologici focali e crisi comiziali.

Sintesi 17-25

  • 6a-2011
  • Anemia
  • Angiografia
  • Anossia
  • Cellule
  • Displasia fibromuscolare
  • Leptospirosi
  • Malattia
  • Meningite
  • Neurofibromatosi
  • Occlusione
  • Poliarterite nodosa
  • Sclerosi
  • Sclerosi tuberosa
  • Sindrome
  • Sindrome di Marfan
  • Sintesi
  • Stenosi
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.7 Malattia moyamoya

La malattia moyamoya si manifesta prevalentemente con lesioni di tipo ischemico nei bambini e di tipo emorragico negli adulti. Il sospetto clinico viene supportato dalla evidenza di una stenosi marcata o di una occlusione bilaterale della carotide interna intracranica e dei vasi del poligono del Willis. La conferma diagnostica si ottiene con l’angiografia convenzionale che evidenzia il tipico circolo neoformativo alla base dell’encefalo.

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Sintesi 17-22

  • Malattia
  • Pazienti
  • Ricerca
  • Sintesi
  • Sordità
  • 5a-2008
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.4.6 Ostegenesis imperfecta

L’osteogenesis imperfecta è una malattia ad ereditarietà autosomica dominante caratterizzata da fragilità ossea, facilità alle fratture e deformità scheletriche; si associa a malformazioni dentarie, sclere blu, iperlassità del connettivo e sordità. Nei pazienti con osteogenesis imperfecta è consigliata la ricerca di lesioni vascolari quali fistole carotido-cavernose, arteriopatie tipo moyamoya ed aneurismi intracranici.

Sintesi 17-15

  • 6a-2011
  • Anemia
  • Arteria Cerebrale Media
  • Cellule
  • Ictus
  • Malattia
  • Omozigote
  • Rischio
  • Sintesi
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.3 Anemia a cellule falciformi

L’anemia a cellule falciformi in forma omozigote è una delle cause più comuni di ictus in età pediatrica ed è il più frequente fattore di rischio per ictus nei bambini di razza nera. I bambini con ACF hanno un rischio di sviluppare un ictus di 200-400 volte maggiore rispetto ai controlli. In tale malattia le lesioni steno-occlusive interessano prevalentemente il tratto prossimale dell’arteria cerebrale media e il tratto distale della carotide interna.

Raccomandazione 17.13 

  • 6a-2011
  • Malattia
  • Malattia di Fabry
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • Grado D
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.1.1 Malattia di Fabry

La terapia enzimatica sostitutiva è indicata nei pazienti con malattia di Fabry per ridurre le complicanze renali e cardiache, ma mancano dati sulla riduzione delle complicanze cerebrovascolari.

Sintesi 17-9

  • 6a-2011
  • Cornea
  • Diagnosi
  • Genetica
  • Ictus
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Ipoacusia neurosensoriale
  • Malattia
  • Malattia di Fabry
  • Proteinuria
  • Segni
  • Sintesi
  • Sintomi
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.1.1 Malattia di Fabry
  1. La malattia di Fabry va considerata in ogni paziente con TIA o ictus giovanile criptogenetico. Il sospetto clinico viene avvalorato se è coinvolto il circolo posteriore, se vi è dolicoectasia dell’asse vertebrobasilare e se sono presenti i segni clinici descritti più sopra, isolatamente od associati.
  • Read more

Raccomandazione 17.10

  • 6a-2011
  • Anemia
  • Cellule
  • Ictus
  • Malattia
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume:

Nei bambini con ictus ischemico è indicato proseguire il trattamento con ASA (1-3 mg/kg/die), dopo aver escluso una dissecazione dei vasi epiaortici, la malattia moyamoya, la presenza di cardiopatie ad alto rischio embolico e l’anemia a cellule falciformi.

Sintesi 11-9

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Malattia
  • Metabolismo
  • Metabolismo basale
  • Sintesi
Vai al volume: 11.5.2.1 Valutazione dei fabbisogni di energia e nutrienti

Il fabbisogno di energia si calcola applicando il metodo fattoriale, e cioè misurando o stimando il metabolismo basale e correggendo tale valore per il livello di attività fisica (LAF) o per i fattori di malattia, espressi in multipli del metabolismo basale: sono in genere indicati valori compresi tra 1,15 e 1,30 volte il metabolismo basale.

Sintesi 18-20

  • 6a-2011
  • Fibrillazione Atriale
  • Malattia
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.2.2.2 Basi genetiche

 

Devono ancora essere definite le basi molecolari della fibrillazione atriale. Un possibile approccio a questo problema è stato quello di identificare il/i gene/i responsabile/i delle forme familiari della malattia quali modelli in vivo per l’identificazione di fattori patogenetici delle forme multifattoriali. Inoltre, deve essere portata avanti l’applicazione di classici studi di associazione e la valutazione dei fattori di suscettibilità identificati per fibrillazione atriale.

Sintesi 18-7

  • Fattori di rischio
  • Geni
  • Incidenza
  • Malattia
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • 5a-2008
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.1.2.4 La familiarità e la malattia cardiovascolare ischemica

La familiarità è oggi universalmente riconosciuta come uno dei fattori di rischio più importanti per sindromi ischemiche acute. Si dovrebbero impostare ricerche dedicate per:

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Sintesi 18-3

  • 6a-2011
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Depressione
  • Epilessia
  • Ictus
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • Studi
  • Studi prospettici
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.1.1.2 Complicanze dell’ictus cerebrale

Occorrono nuovi studi prospettici su vaste coorti di pazienti con ictus cerebrale allo scopo di definire accuratamente il rischio di crisi epilettiche e di epilessia e di individuare sottogruppi di pazienti "ad alto rischio" per i quali porre l'indicazione ad interventi terapeutici immediati o di prevenzione primaria.

I dati supportano una correlazione bimodale fra depressione e ictus i cui meccanismi meritano di essere meglio conosciuti mediante esecuzione di studi ad-hoc.

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Sintesi 18-2

  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Malattia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Registri
  • Rischio
  • Sintesi
  • Studi
  • Studi epidemiologici
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.1.1.1 Incidenza, prevalenza e mortalità dell’ictus cerebrale e controllo dei fattori di rischio

Nuovi studi epidemiologici dovrebbero valutare l'incidenza dell'ictus cerebrale in aree geografiche diverse raccogliendo anche dati sui principali fattori di rischio e sulle modalità di gestione dell'assistenza sanitaria. L'istituzione di registri di malattia in aree geografiche definite permetterebbe di reclutare numeri elevati di pazienti e di confrontare realtà socio-sanitarie diverse. Il reclutamento di vasti campioni di popolazione renderebbe anche possibile lo studio (ed il controllo) di fattori di esposizione rari.

1 Introduzione

  • 1 Introduzione
  • Anticoagulanti
  • Antropologia
  • Autonomia
  • Bioetica
  • Carattere
  • Causa di morte
  • Confusione
  • Convalescenza
  • Costi
  • Crescita
  • Dipendenza
  • Disabilità
  • Donne
  • DRG
  • Economia
  • Economia sanitaria
  • Epidemiologia
  • Etica
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Fronte
  • Frustrazione
  • Ictus
  • Influenza
  • Linee guida
  • Malattia
  • Medici
  • Metodi di valutazione
  • Mortalità
  • Morte
  • Ospedali
  • Patologia
  • Pazienti
  • Persone
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Reddito
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Sforzo
  • Società
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Tariffa
  • Volume
  • 5a-2008

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3. PROBLEMI ECONOMICI RELATIVI ALLO SCREENING

  • Carattere
  • Colesterolo
  • Costi
  • Economia
  • Faccia
  • Fattori di rischio
  • Malattia
  • Malattie
  • Morte
  • Patologia
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Programmazione sanitaria
  • Rischio
  • Spesa
  • Spesa sanitaria
  • Studi
  • Volume

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Alle preoccupazioni di carattere etico precedentemente esposte, l'economia ne aggiunge altre i cui risvolti si intrecciano sia con quelle, sia con problemi di programmazione sanitaria e di scelte cliniche. L'obiettivo della prevenzione è la riduzione della spesa sanitaria, o un impiego più efficiente della stessa, anche mediante un suo aumento?

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1. PREVENZIONE PRIMARIA E MEDICINA GENERALE

  • Assistenza medica
  • Carattere
  • Comunicazione
  • Consensus
  • Diagnosi
  • Diagnosi precoce
  • Educazione
  • Educazione sanitaria
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Giudizio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Influenza
  • Malattia
  • Malattie
  • Medici
  • Medicina
  • Minor
  • Motivazione
  • Pazienti
  • Persone
  • Politica sanitaria
  • Polso
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Processo decisionale
  • Raccolta dati
  • Ricerca
  • Riconoscimento
  • Rischio
  • Salute
  • Sesso
  • Sforzo
  • Specializzazione
  • Stile di vita
  • Valutazione del rischio
  • Volume

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La Medicina Generale costituisce il punto chiave della prevenzione primaria; essa è infatti “la specialità medica che fornisce un’assistenza continuativa e completa all’individuo e alla famiglia” (American Academy of Family Physicians), “una forma di assistenza medica in cui assumono particolare importanza il contatto primario e la responsabilità continuativa nei confronti del paziente, sia nella prevenzione che nella terapia” (American Board of Family Practice), “un servizio medico primario, continuo e completo, o

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18.10 Le priorità per la futura ricerca sull’ictus: i punti di vista della comunità scientifica europea ed americana.

  • Arterie
  • Arterie cerebrali
  • Barriera ematoencefalica
  • Biologia
  • Cellule
  • Cellule staminali
  • Cervello
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Educazione
  • Etica
  • Fattori di rischio
  • Fronte
  • Genetica
  • Geni
  • Ictus
  • Leucociti
  • Malattia
  • Medici
  • Metodi di valutazione
  • Modelli animali
  • Neuroni
  • Occlusione
  • Prevenzione
  • Ricerca
  • Riperfusione
  • Rischio
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Telemedicina
  • Terapia genica
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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L’ictus è diventato la principale causa di invalidità in Europa e nel Nord America. Per far fronte all’enorme impatto sanitario, sociale ed economico, la Commissione Europea ed il National Institute of Neurological Disorders and Stroke di Bethesda hanno organizzato workshop e gruppi di lavoro con l’obiettivo di definire le priorità e gli obiettivi della futura ricerca sull’ictus.

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18.4.6 Terapie antipertensive

  • Ictus
  • Ipertensione
  • Malattia
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Ricerca
  • Rischio
  • Sistema renina-angiotensina
  • Storia naturale
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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È già noto che il trattamento dell'ipertensione previene l'insorgenza dell'ictus,[439] e che tutti i farmaci sono in grado di prevenire l'ictus purché riducano la pressione arteriosa con un beneficio proporzionale all'entità della riduzione.[440] Poiché i farmaci antipertensivi possono influire sulla storia naturale della malattia cerebrovascolare anche con meccanismi indipendenti dal controllo pressorio, un

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18.3.4 Valutazione dell'effetto di terapie sulla regressione della placca

  • Diagnosi
  • Infiammazione
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Malattie
  • Pazienti
  • Rischio
  • Studi
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La regressione di placca è un concetto piuttosto nuovo rispetto alla concezione di malattia degenerativa e progressiva dell’aterosclerosi. Esso si è sviluppato con la scoperta dell’importanza dell’infiammazione e dell’alterata funzione endoteliale nella sua genesi. Le metodiche invasive per testare le malattie intravascolari sono generalmente accettabili solo per la malattia coronarica in cui i pazienti vanno spesso e ripetutamente incontro a procedure endovascolari.

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18.2.2.2 Basi genetiche

  • Attivazione
  • Canali del potassio
  • Famiglia
  • Fibrillazione Atriale
  • Genetica
  • Geni
  • Iperomocisteinemia
  • Malattia
  • Pazienti
  • Potassio
  • Rischio
  • Sodio
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Vitamina B6
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Le basi molecolari della fibrillazione atriale devono ancora essere definite.

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18.2.2 La fibrillazione atriale

  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Malattia
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La fibrillazione atriale è un importante fattore di morbosità e mortalità.[209] La malattia tromboembolica e l'ictus sono le principali complicazioni della fibrillazione atriale.

18.2.1.4 Infiammazione, insulino-resistenza e disfunzione endoteliale

  • Adipociti
  • Adiponectina
  • Emostasi
  • Endotelio
  • Endotelio vascolare
  • Infiammazione
  • Insulina
  • Ischemia
  • Leptina
  • Malattia
  • Metabolismo
  • Omeostasi
  • Ormoni
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Resistina
  • Ricerca
  • Rischio
  • Segnali
  • Sindrome
  • Sistema cardiovascolare
  • Tessuto adiposo
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Il diabete tipo 2 e la sindrome metabolica sono il risultato della insorgenza di una resistenza periferica agli effetti metabolici dell'insulina. Questa tolleranza agli effetti dell'ormone costringe la cellula ad un ri-arrangiamento nelle scelte energetiche che condiziona il metabolismo. Secondo alcune ipotesi questo rimodellamento metabolico sarebbe la base di molte patologie cardiovascolari.

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18.2.1.3 Infiammazione e ictus

  • Attivazione
  • Cellule
  • Fattori di rischio
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Pazienti
  • Riarrangiamento genico
  • Ricerca
  • Rischio
  • Studi
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Una corrente di ricerca europea, o meglio italiana, ha da tempo cominciato a investigare, a livello sistemico, non più e non solo l'evidenza di condizioni di attivazione protrombotiche, ma anche indici di flogosi e di attivazione delle cellule infiammatorie periferiche nella malattia coronarica instabile.[165, 166, 167] Si è aperto il grande capitolo della

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18.1.5 L'ictus postoperatorio

  • 6a-2011
  • By-Pass
  • Chirurgia
  • Circolazione extracorporea
  • Cuore
  • Ictus
  • Malattia
  • Minor
  • Pazienti
  • Prostatectomia
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sesso
  • Studi
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Un ictus complica un intervento di chirurgia generale nello 0,08%-2,9% dei casi.

Dati recenti indicano che il rischio aumenta in presenza di storia di malattia cerebrovascolare, BPCO e arteriopatie periferiche mentre meno importante è il ruolo delle complicazioni dell'intervento.[152]

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18.1.2.12 Fattori di rischio emergenti

  • Arterie
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Infezione
  • Leptospirosi
  • Malattia
  • Malattia di Chagas
  • Meningoencefalite
  • Neurocisticercosi
  • Popolazione
  • Rischio
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Diventando l’Italia un Paese multietnico, non possiamo non considerare quali fattori di rischio per ictus le patologie che affliggono i Paesi sottosviluppati. Nell’America Latina la Malattia di Chagas è un fattore di rischio indipendente per tutti i sottotipi di ictus, essendo l’8% della popolazione sieropositivo per Tripanosoma Cruzi; la patogenesi è solitamente tromboembolica.

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18.1.1.1 Incidenza, prevalenza e mortalità dell’ictus cerebrale e controllo dei fattori di rischio

  • 6a-2011
  • Abitudini
  • Abitudini alimentari
  • Fasce di età
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipertensione
  • Malattia
  • Mortalità
  • Patologia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Raccolta dati
  • Registri
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Stile di vita
  • Studi
  • Studi epidemiologici
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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L’incremento della vita media, il controllo dei fattori di rischio ed il miglioramento dell’assistenza sanitaria hanno modificato incidenza, prevalenza e mortalità dell’ictus cerebrale.[Feigin,2003] L’ipertensione resta il principale fattore di rischio controllabile dell’ictus ed il suo trattamento è efficace nel ridurne l’insorgenza.[Bejot,2007] Tuttavia il prolungamen

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17.4.15.2 Eziologia

  • 6a-2011
  • Capo
  • Collo
  • Contraccettivi orali
  • Deficit
  • Fattori di rischio
  • Infezione
  • Malattia
  • Malattie
  • Membrane
  • Pazienti
  • Rischio
  • Seno cavernoso
  • Sesso
  • Trombofilia
  • Trombosi
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Dal punto di vista eziopatogenetico si possono distinguere (Tabella 17:XIX) trombosi venose cerebrali primarie (o asettiche) e secondarie (o settiche). I fattori di rischio sono numerosi e differiscono e seconda di età, sesso, contesto etnico e socio-economico.[FerroJM,2004] Le forme secondarie ad un processo infettivo locale (sinusiti, otomastoiditi) si sono ridotte in era antibiotica e coinvolgono prevalentemente il seno cavernoso e il seno trasverso.

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17.4.15.1 Generalità

  • 6a-2011
  • Contraccettivi orali
  • Donne
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Incidenza
  • Malattia
  • Occlusione
  • Prevalenza
  • Rischio
  • Studi
  • Studi epidemiologici
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Vene
  • Vene cerebrali
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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La trombosi delle vene cerebrali consegue normalmente all'occlusione trombotica del seno in cui confluisce ma sono descritti anche casi di trombosi isolata di vene corticali.[AmeriA,1992, FerroJM,2004, BousserMG,2007, BarnettHY,1953, Filippidis

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17.4.14.3 Farmaci antiemicranici ed ictus

  • 6a-2011
  • Anamnesi
  • Bias
  • Cervelletto
  • Donne
  • Emicrania
  • Emicrania con aura
  • Evidenze
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipertensione
  • Malattia
  • Malattie
  • Pazienti
  • Rischio
  • Shunt
  • Studi
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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I soggetti con emicrania assumono frequentemente farmaci a scopo profilattico e anlgesico, tra i quali una posizione di rilievo è quella dei triptani. L’azione vasocostrittiva dei triptani ha sollevato delle preoccupazione in merito al loro impiego in pazienti già caratterizzati da un’aumentata reattività vascolare ed un rischio di ictus lievemente aumentato, come gli emicranici con aura.

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17.4.13 Sindrome di Susac

  • 6a-2011
  • Amiloide
  • Angiografia
  • Angiografia cerebrale
  • Arteria retinica
  • Arterie
  • Atassia
  • Atrofia
  • Cefalea
  • Ciclofosfamide
  • Corpo calloso
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Diagnosi
  • Encefalomielite
  • Endotelio
  • Evidenze
  • Fascia
  • Fondo oculare
  • Immunoglobuline
  • Incidenza
  • Malattia
  • Nausea
  • Necrosi
  • Nervi cranici
  • Occlusione
  • Orecchio
  • Orecchio interno
  • Pazienti
  • Quadro clinico
  • Retina
  • Sclerosi
  • Sclerosi multipla
  • Sesso
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Steroidi
  • Udito
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La triade clinica encefalopatia, sordità ed occlusione delle arterie retiniche fu descritta per la prima volta dal neurologo Susac nel 1979.[SusacJO,1979; SusacJO,2007] da allora furono descritti diversi quadri clinici oggi considerati varianti della stressa entità patologica quali la sindrome RED-M (Retinopathy, encephalopaty, Deafness associated microangiopathy)[

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17.4.12 Sindrome di Sneddon

  • 6a-2011
  • Angiografia
  • Angiografia cerebrale
  • Anticoagulanti
  • Anticorpi
  • Arterie
  • Atrofia
  • Biopsia
  • Cefalea
  • Deficit
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Doppler
  • Fibrosi
  • Gravidanza
  • Incidenza
  • Iperplasia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Malattia
  • Manifestazioni cutanee
  • Minor
  • Natiche
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Sesso
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi di intervento
  • Trombofilia
  • Trombosi
  • Valvola mitrale
  • Valvole cardiache
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La sindrome di Sneddon è una arteriopatia non infiammatoria caratterizzata dalla presenza di lesioni cutanee sotto forma di livedo racemosa ed episodi cerebrovascolari recidivanti con possibile evoluzione verso una demenza vascolare.[KraemerM,2005, AladdinY,2008]

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17.4.9 Vasculiti

  • 6a-2011
  • Angiografia
  • Angiografia cerebrale
  • Anoressia
  • Anticorpi
  • Arterie
  • Arterite
  • Arterite di Takayasu
  • Astenia
  • Autoanticorpi
  • Azatioprina
  • Batteri
  • Biopsia
  • Cefalea
  • Cellule
  • Cervello
  • Cheratite
  • Ciclofosfamide
  • Confusione
  • Crioglobulinemia
  • Cuore
  • Diagnosi
  • Donne
  • Encefalite
  • Endocardite
  • Endotelio
  • Eritema
  • Eritema nodoso
  • Estremità
  • Etica
  • Febbre
  • Feocromocitoma
  • Ictus
  • Infiammazione
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Linfoma
  • Lupus eritematoso sistemico
  • Malattia
  • Malattie
  • Meningi
  • Midollo spinale
  • Minor
  • Mixoma
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Proteina C
  • Proteina C-reattiva
  • Proteine
  • Quadro clinico
  • Rene
  • Sarcoidosi
  • Sclerite
  • Segni
  • Seni paranasali
  • Sifilide
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Sistema nervoso
  • Steroidi
  • Stroke
  • Studi
  • Test
  • Tubercolosi
  • Uvea
  • Varicella
  • Vasculite
  • Vasi sanguigni
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Generalità

Le vasculiti sono caratterizzate da un processo infiammatorio della parete dei vasi sanguigni in grado di determinare processi steno/occlusivi del vaso o la formazione di aneurismi.[SalehA,2005, FriesJF,1990, JennetteJC,1994] Le vasculiti possano essere pertanto responsabili sia di eventi ischemici sia, più raramente e nelle fasi tardive, di tipo emorragico.

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17.4.8 Displasia fibromuscolare

  • 6a-2011
  • Angiografia
  • Arterie
  • Asintomatica
  • Diagnosi
  • Displasia fibromuscolare
  • Doppler
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipertensione
  • Malattia
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Sesso
  • Stenosi
  • Studi
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La displasia fibromuscolare (DFM) è una rara angiopatia segmentale delle arterie di grosso e medio calibro, ad eziologia sconosciuta che colpisce prevalentemente giovani di sesso femminile. In base agli studi agiografici l’incidenza della DFM è compresa fra lo 0,6% e l’1%. Le alterazioni della DFM coinvolgono la carotide interna nel segmento extracranico, 3-4 cm dopo la biforcazione e, meno frequentemente, la vertebrale a livello C2.

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17.4.7 Malattia moyamoya

  • 6a-2011
  • Anemia
  • Angiografia
  • Anossia
  • Arteria Cerebrale Media
  • Bambino
  • By-Pass
  • Cefalea
  • Cellule
  • Chirurgia
  • Circolo di Willis
  • Cromosomi
  • Diagnosi
  • Displasia fibromuscolare
  • Distonia
  • Disturbi del linguaggio
  • Disturbi del movimento
  • Ematoma
  • Emianopsia
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Evidenze
  • Fumo
  • Gangli
  • Gruppi etnici
  • Ictus
  • Incidenza
  • Iperventilazione
  • Ipoestesia
  • Leptospirosi
  • Letti
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Meningite
  • Neurofibromatosi
  • Poliarterite nodosa
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Ritardo mentale
  • Sclerosi
  • Sclerosi tuberosa
  • Sesso
  • Sindrome
  • Sindrome di Marfan
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Steroidi
  • Studi
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La malattia moyamoya è una malattia rara caratterizzata dalla presenza di steno-occlusioni coinvolgenti la carotide interna intracranica bilateralmente e dalla presenza di un circolo arterioso anomalo alla base dell’encefalo (definito "moyamoya" in giapponese ossia “nuvola di fumo”). Il circolo posteriore è raramente coinvolto.

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17.4.4.5 Neurofibromatosi tipo I

  • 6a-2011
  • Arterie
  • Arterie cerebrali
  • Casistica
  • Cervello
  • Collo
  • Crescita
  • Displasia fibromuscolare
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Genetica
  • Incidenza
  • Iride
  • Malattia
  • Microtubuli
  • Muscoli
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Scheletro
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Sistema nervoso
  • Stenosi
  • Tessuti
  • Vasi sanguigni
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La neufibromatosi tipo I (NF1) è una sindrome neurocutanea ereditaria autosomica dominante causata da una mutazione nel gene NF1 (cromosoma 17q11.2). Circa il 50% dei casi sono dovuti ad una mutazione sporadica nel qual caso la storia familiare è negativa.

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17.4.4.4 Pseudoxantoma Elasticum

  • 6a-2011
  • Angiografia
  • Biopsia
  • Deficit
  • Degenerazione maculare
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Fistola
  • Gastrite
  • Genetica
  • Gomito
  • Iperpigmentazione
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Malattia
  • Mutazione puntiforme
  • Nervi cranici
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Prolasso
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Tessuto elastico
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

Lo Pseudoxantoma Elasticum (PXE), o malattia di Gronblad-Stranberg, è un disordine multisistemico del tessuto elastico con coinvolgimento cutaneo, oculare, cardiaco e cerebrovascolare, dovuto ad una mutazione puntiforme del gene ATP-binding cassette transporter (ABCC6); il disordine è autosomico recessivo, ma ci sono rari casi ad ereditarietà autosomica dominante con quadro clinico analogo.[StrukB,1997]

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17.4.4.3 Sindrome di Ehlers-Danlos

  • 6a-2011
  • Aneurisma
  • Chirurgia
  • Contusioni
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Fistola
  • Genetica
  • Incidenza
  • Intestino
  • Iperpigmentazione
  • Malattia
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Procollagene
  • Rischio
  • Segni
  • Seno cavernoso
  • Sindrome
  • Sindrome di Ehlers-Danlos
  • Suture
  • Tessuto sottocutaneo
  • Utero
  • Vasi sanguigni
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La sindrome di Ehlers-Danlos (SED) comprende un gruppo di disordini ereditari del collageno caratterizzati da iperelasticità della cute, ipermobilità articolare e lesioni vascolari.[PepinMG,2000]

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17.4.3 Anemia a cellule falciformi

  • 6a-2011
  • Anemia
  • Arteria Cerebrale Media
  • By-Pass
  • Cellule
  • Concentrazione
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Emoglobina S
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ferro
  • Ictus
  • Idrossiurea
  • Leucocitosi
  • Malattia
  • Midollo osseo
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Rischio
  • Stroke
  • Studi
  • Trapianto
  • Trombosi
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Generalità

L’anemia a cellule falciformi (ACF) è una delle cause più comuni di ictus in età pediatrica ed è il più frequente fattore di rischio per ictus nei bambini di razza nera. I bambini con ACF hanno un rischio di sviluppare un ictus di 200-400 volte maggiore rispetto ai controlli. La maggior parte degli ictus si verificano nei soggetti omozigoti.

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17.4.2 Sindrome da anticorpi antifosfolipidi

  • 6a-2011
  • Anticoagulanti
  • Anticorpi
  • Arterie
  • Consensus
  • Contraccettivi orali
  • Diagnosi
  • ELISA
  • Endocardite
  • Evidenze
  • Fattore X
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Inibizione
  • Linee guida
  • Malattia
  • Malattie
  • Malattie autoimmuni
  • Morte
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Protrombina
  • Rischio
  • Sindrome
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Tempo di protrombina
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Test
  • Tromboplastina
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Vene
  • Vene cerebrali
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Generalità e diagnosi

La sindrome da anticorpi antifosfolipidi (Ab-aPS) è una coagulopatia acquisita caratterizzata da trombosi venose e arteriose ed aborti ricorrenti.[MiyakisS,2006] La sindrome può presentarsi isolatamente  o essere associata a malattie autoimmuni sistemiche (LES nella maggior parte dei casi).

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17.4.1.5 Malattie mitocondriali

  • 6a-2011
  • Acido lattico
  • Afasia
  • Astenia
  • Atassia
  • Atrofia
  • Atrofia muscolare
  • Atrofia ottica
  • Biopsia
  • Cataratta
  • Cecità corticale
  • Cefalea
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Diagnosi
  • DNA
  • DNA mitocondriale
  • Donne
  • Elettromiografia
  • Emianopsia
  • Emicrania
  • Esercizio
  • Ictus
  • Ipogonadismo
  • Ipotiroidismo
  • Leucina
  • Malattia
  • Malattie
  • Mutazione puntiforme
  • Oftalmoplegia
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Retinite
  • Retinite pigmentosa
  • Sangue
  • Stroke
  • Volume
  • Vomito
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La prevalenza delle malattie mitocondriali nei pazienti con ictus non è nota, con percentuali variabili tra lo 0,8% in donne giovani di età compresa fra 15-45 anni,[HendersonGV,1997] e il 7,2% in pazienti con età inferiore a 19 anni.

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17.4.1.2 Omocistinuria

  • 6a-2011
  • Acido folico
  • Aminoacidi
  • Attivazione
  • Betaina
  • Cistationina
  • Cisteina
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Dieta
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Fibroblasti
  • Genetica
  • Ictus
  • Incidenza
  • Iperomocisteinemia
  • Malattia
  • Metabolismo
  • Metionina
  • Occhio
  • Omocisteina
  • Omocistina
  • Omocistinuria
  • Osteoporosi
  • Patologia
  • Pazienti
  • Piastrine
  • Piridossina
  • Popolazione
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Ritardo mentale
  • Sangue
  • Scheletro
  • Scoliosi
  • Sistema nervoso
  • Somministrazione orale
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Vitamina B12
  • Vitamina B6
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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L’omocistinuria consiste nell’accumulo di omocistina (dimero dell’omocisteina) nei pazienti affetti. L’omocistinuria classica, dovuta al deficit della cistationina-b-sintetasi, è la più comune malattia metabolica ereditaria del metabolismo della metionina. L’enzima cistationina-b-sintetasi (CBS) è un enzima piridossina (vitamina B6) dipendente.

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17.4.1.1 Malattia di Fabry

  • 6a-2011
  • Anca
  • Anticoagulanti
  • Attacchi
  • Attivazione
  • Ausili
  • Barriera ematoencefalica
  • Biochimica
  • Cornea
  • Cromosoma X
  • Cuore
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Diarrea
  • Dispepsia
  • Dolore
  • Donne
  • Endotelio
  • Endotelio vascolare
  • Epitelio
  • Eterozigoti
  • Farmacologia
  • Genetica
  • Glicosfingolipidi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Insufficienza renale
  • Ipoacusia neurosensoriale
  • Ipoidrosi
  • Malattia
  • Malattia di Fabry
  • Occhio
  • Pazienti
  • Quadro clinico
  • Rene
  • Ricerca
  • Segni
  • Sesso
  • Sintomi
  • Sistema nervoso
  • Studi
  • Tessuti
  • Test
  • Tinnito
  • Tratto gastrointestinale
  • Udito
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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La malattia di Fabry, è una malattia lisosomiale dovuta al deficit dell’enzima a-galattosidasi A (a-Gal A), il cui gene è localizzato sul cromosoma Xq22. Il deficit enzimatico comporta un accumulo di glicosfingolipidi, in particolare del globotriosilceramide (Gb3), in molti tessuti, tra i quali il sistema nervoso, l’endotelio vascolare, il cuore, il rene, l’occhio ed il tratto gastrointestinale.

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17.4.1 Malattie metaboliche ereditarie

  • 6a-2011
  • Aminoacidi
  • Ictus
  • Malattia
  • Malattia di Fabry
  • Malattie
  • Malattie del metabolismo
  • Metabolismo
  • Omocistinuria
  • Urea
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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17.2.3 Classificazione

  • 6a-2011
  • Fasce di età
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infezione
  • Malattia
  • Occlusione
  • Patologia
  • Rischio
  • Stenosi
  • Studi
  • Varicella
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Nell’ictus giovanile, la classificazione è sostanzialmente assimilabile a quella delle fasce di età più avanzate, pur con significative differenze nell’incidenza dei diversi sottotipi. La malattia degenerativa arteriosclerotica (patologia dei grossi vasi e dei piccoli vasi) emerge a partire dal 35 anni di età ed in ictus ad essa conseguente non è frequente al di sotto dei 45 anni.

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16.7.1.3 Incapacità

  • Affetto
  • Caregiver
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Famiglia
  • Malattia
  • Persone
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Un soggetto affetto da demenza, e quindi anche da demenza vascolare, perde progressivamente le capacità necessarie allo svolgimento delle ordinarie attività quotidiane e di conseguenza anche le abilità necessarie alla gestione delle proprie finanze. Ad uno stadio avanzato di malattia il paziente potrà quindi trovarsi nella condizione di essere "incapace di intendere e di volere".

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16.6.1 Linee preventive e terapeutiche da seguire nel campo della demenza vascolare

  • Affetto
  • Anticoagulanti
  • Attività della vita quotidiana
  • By-Pass
  • Calcio
  • Comportamento
  • Demenza
  • Demenza multi-infartuale
  • Demenza vascolare
  • Enalapril
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fronte
  • Fumo
  • Galantamina
  • Giudizio
  • Ictus
  • Idroclorotiazide
  • Incidenza
  • Indapamide
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipotensione
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Malattie
  • Memantina
  • Nausea
  • Nicergolina
  • Nimodipina
  • Nitrendipina
  • Osservazione
  • Parametri
  • Patologia
  • Pazienti
  • Pentossifillina
  • Perindopril
  • Placebo
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione Terziaria
  • Qualità della vita
  • Rischio
  • Stroke
  • Studi
  • Studio Randomizzato Controllato
  • Test
  • Volume
  • Vomito
  • Xantine
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Gli interventi con fini terapeutici possibili nel campo della demenza vascolare potrebbero essere distinti in:

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16.5.2 Alterazioni della sostanza bianca cerebrale (leucoaraiosi) e demenza vascolare

  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Leucoaraiosi
  • Lobo frontale
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Quando riscontrate, le alterazioni della sostanza bianca (chiamate anche con il termine di leucoaraiosi)[347] non possono essere immediatamente considerate come un correlato di demenza vascolare essendo descritte anche in altre patologie (p.e.

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16.5.1 Immagini neuroradiologiche a supporto della diagnosi di demenza vascolare

  • Anamnesi
  • Atrofia
  • CADASIL
  • Capsula interna
  • Cervelletto
  • Consensus
  • Corteccia cerebrale
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disturbi cognitivi
  • Gangli
  • Ictus
  • Malattia
  • Ruoli
  • Segni
  • Studi
  • Talamo
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Uno dei principali ruoli delle indagini neuroradiologiche nella diagnosi di demenza vascolare è quello di dimostrare la presenza di lesioni vascolari. Fra le lesioni individuabili dalle tecniche di neuroimmagine definibili come vascolari si possono elencare:

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16.4.5 Esami sierici e liquorali

  • Amiloide
  • Citoscheletro
  • Crescita
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Fattori di rischio
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Omocisteina
  • Proteine
  • Proteine del citoscheletro
  • Rischio
  • Studi
  • Transglutaminasi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Recentemente, oltre ai fattori di rischio noti per malattia cerebrovascolare, valori elevati di omocisteina sierica sono stati riportati nella demenza vascolare, ma senza differenze significative con altre forme di demenza.[333] Tra i marcatori biologici studiati a livello liquorale, sono stati riportati elevati valori di piruvato e lattato,[334] di transglutaminasi,[335

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16.4.4 SPECT e PET

  • Acetazolamide
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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L'utilizzo di tecniche di immagine del flusso ematico cerebrale offre molte potenzialità per la differenziazione della demenza vascolare da altre forme di demenza.

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16.4.3 Doppler transcranico

  • Acetazolamide
  • Apnea
  • Arterie
  • Attivazione
  • By-Pass
  • CADASIL
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Malattia
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Protesi
  • Rischio
  • Sensibilità e specificità
  • Shunt
  • Studi
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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È stata descritta la presenza di elevati indici di pulsatilità delle arterie intracraniche in soggetti con demenza vascolare, significativamente correlati con il livello di deterioramento cognitivo e con il punteggio vascolare alla scala di Hachinski.[311] In particolare, Kidwell et al hanno dimostrato che l'indice di pulsatilità è un predittore indipendente di malattia della sostanza bianca evidenziata all'esame RM, con valori di sensibilità e specificità rispettivamente del

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16.4.2 Eco-Doppler dei vasi sopraaortici

  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ischemia
  • Malattia
  • Rischio
  • Stenosi
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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L'esame non invasivo dei tronchi sopraaortici è un test di fondamentale importanza nel soggetto con malattia cerebrovascolare, allo scopo di definire il profilo dei fattori di rischio, e pianificare il trattamento adeguato. Non vi sono comunque sicure evidenze di efficacia dell'endoarteriectomia in soggetti con demenza vascolare, nonostante alcuni autori abbiano riportato casi con miglioramento della performance psichica dopo trattamento di stenosi carotidee di grado elevato.

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16.4 Indagini diagnostiche funzionali

  • Bias
  • Bias di selezione
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Marker biologici
  • Sensibilità e specificità
  • Studi
  • Studi clinici
  • Tecniche diagnostiche
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Gran parte della letteratura sulle indagini funzionali della demenza vascolare riguarda il gruppo di soggetti con lesioni sottocorticali, e si pone l'obiettivo di rilevare marker biologici che consentano una diagnosi differenziale tra vascolare riguarda e malattia di Alzheimer.

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16.3.2.2 Protocollo di valutazione in fase post-acuta

  • Afasia
  • Consapevolezza
  • Deficit
  • Fronte
  • Malattia
  • Memoria
  • Neglect
  • Neuropsicologico
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Nella fase post-acuta si può procedere a un approfondimento neuropsicologico che dia indicazioni sull'evoluzione dei sintomi cognitivi. Ogni valutazione cognitiva deve essere preceduta da un'intervista semistrutturata ai parenti e al paziente. Il colloquio si pone come obiettivo principale la raccolta dei dati anamnestici clinico-neuropsicologici più rilevanti e la verifica del livello di consapevolezza dello stato di malattia.

L'inquadramento neuropsicologico ha un triplice scopo:

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16.3.2 Test neuropsicologici

  • Autonomia
  • Consapevolezza
  • Ictus
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Memoria
  • Orientamento
  • Percezione
  • Percezione visiva
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Al di là dell'inquadramento clinico, la valutazione neuropsicologica deve essere supportata da test specifici in tutte le fasi successive all'ictus al fine di indagare le seguenti funzioni:

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16.2.5.6 Percorso diagnostico e diagnosi differenziale

  • Acido folico
  • Anamnesi
  • Andatura
  • Corpi di Lewy
  • Deficit
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Equilibrio
  • Esame neurologico
  • Evidenze
  • Idrocefalo
  • Idrocefalo normoteso
  • Incontinenza urinaria
  • Insufficienza epatica
  • Ipertiroidismo
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Malattia di Parkinson
  • Malattie
  • Memoria
  • Neoplasie
  • Patologia
  • Pazienti
  • Postura
  • Segni
  • Sintomi
  • Test
  • Vitamina B12
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Il primo passo nella diagnosi di demenza consiste nella formulazione del sospetto e nell'individuazione delle probabili cause alla base del deficit cognitivo in questione.

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16.2.5.4 Criteri diagnostici correntemente usati per la demenza vascolare

  • Affetto
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disturbi cognitivi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipertensione
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Memoria
  • Patologia
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Riconoscimento
  • Segni
  • Segni e sintomi
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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I segni che possono rendere incerta o improbabile la diagnosi di demenza vascolare sono un esordio precoce ed un andamento progressivamente degenerativo dei deficit di memoria o di altri deficit cognitivi corticali, in assenza di lesioni focali corrispondenti alle neuroimmagini.[210] Tuttavia la presenza di una malattia cerebrovascolare non implica necessariamente che l'ictus sia la causa ultima della demenza, o che abbia contribuito alla sua genesi, in particolare quando essa sia concomitante con una malattia di Alz

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16.2.5.3 La CADASIL

  • Biopsia
  • CADASIL
  • Cisteina
  • Coscienza
  • Costi
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disturbi cerebrovascolari
  • Disturbi cognitivi
  • Emicrania
  • Epilessia
  • Esoni
  • Famiglia
  • Fenotipo
  • Gangli
  • Genetica
  • Genotipo
  • Ictus
  • Lobo temporale
  • Malattia
  • Membrana basale
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Screening genetico
  • Sintomi
  • Sistema nervoso
  • Studi
  • Suicidio
  • Tessuti
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La CADASIL (Cerebral Autosomal Dominant Arteriopathy with Subcortical Infarcts and Leukencephalopathy) è una condizione patologica in cui il deterioramento cognitivo può raggiungere il livello di demenza.

La malattia si caratterizza però clinicamente per una varia associazione dei seguenti disturbi:

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16.2.5.2 La demenza vascolare sottocorticale

  • Attività della vita quotidiana
  • Deficit
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Malattia
  • Memoria
  • Patologia
  • Sindrome
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Dopo che con la pubblicazione dei criteri NINDS-AIREN e di altri per la demenza vascolare si era esplicitamente riconosciuto l'esistenza di tipi diversi di deterioramento cognitivo da causa vascolare, numerosi ricercatori si sono posti l'obiettivo di definire dei criteri ad hoc per ciascuno dei sottotipi. A livello internazionale l'attenzione si è soprattutto rivolta al sottotipo definito come sottocorticale, in quanto reputato il più frequente e quello più omogeneo dal punto di vista fisiopatologico.

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16.2.5.1 Sindrome clinica

  • Amiloide
  • Amiloidosi
  • Anca
  • Arresto cardiaco
  • By-Pass
  • CADASIL
  • Capsula interna
  • Carattere
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disturbi cognitivi
  • Disturbi dell'equilibrio
  • Disturbi della memoria
  • Equilibrio
  • Esame neurologico
  • Fonazione
  • Gangli
  • Genetica
  • Ginocchio
  • Ictus
  • Incontinenza urinaria
  • Ipotensione
  • Ipotensione ortostatica
  • Ippocampo
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Linguaggio
  • Lobo temporale
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Memoria
  • Nucleo caudato
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Protesi
  • Protesi articolari
  • Quadro clinico
  • Riconoscimento
  • Rischio
  • Scompenso cardiaco
  • Segni
  • Segni e sintomi
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Talamo
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La diagnosi di demenza vascolare si basa principalmente su quattro punti:

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16.2.4.1 Fattori di rischio

  • Abitudini
  • Abitudini alimentari
  • Anestesia
  • Anestesia generale
  • Apolipoproteine
  • Casistica
  • Concentrazione
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Erbicidi
  • Evidenze
  • Fascia
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Fosfolipasi
  • Fosfolipasi A2
  • Fumo
  • Genetica
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Infiammazione
  • Interleuchine
  • Ipercolesterolemia
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipotensione
  • Ipotensione ortostatica
  • Letti
  • Lipoproteine
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Miocardio
  • Occupazione
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Pesticidi
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Radicali liberi
  • Ricaduta
  • Rischio
  • Scompenso cardiaco
  • Sesso
  • Stress
  • Stress ossidativo
  • Stress psicologico
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Le cause vascolari di disturbo cognitivo possono essere comuni ed evitabili.[159] Di certo vi è una significativa affinità nel determinismo del rischio dell'ictus e della demenza vascolare: i pazienti ad alto rischio di ictus lo sono anche per la demenza post-ictus;[160, 161, 162] d

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  • Basi epidemiologiche ed inquadramento diagnostico
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Economia e impegno delle risorse
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus acuto
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Nutrizione e ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Struttura e metodologia
  • Terapia chirurgica
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
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