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Deficit

Trombofilia ed ictus pediatrico

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  • Deficit di proteina C
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  • Ictus
  • Notizia
  • Pazienti
  • Sindrome
  • Studi
  • Trombofilia
  • Trombosi

E’ stata pubblicata su Circulation (2010;121:1838 –1847) una metanalisi concernente il ruolo dei fattori trombofilici nell’insorgenza dell’ictus cerebrale in età pediatrica (dalla nascita ai 18 anni di età). Per la rarità della condizione, ottenere dati affidabili da singoli studi è molto difficoltoso per cui le metanalisi possono offrire evidenze più robuste. Nello studio sono stati analizzati i dati di 1.764 pazienti (1.526 con ictus ischemico arterioso e 238 con trombosi dei seni venosi cerebrali) e 2.799 soggetti di controllo.

Fattori trombofilici ed ictus ischemico arterioso (AIS) e trombosi dei seni venosi cerebrali (CSVT)
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6.4.5 Attacchi ischemici transitori

  • 6 Fattori di rischio
  • American Heart Association
  • Anamnesi
  • Anticoagulanti
  • Attacco ischemico transitorio
  • Deficit
  • Diabete mellito
  • Diagnosi
  • Disabilità
  • Donne
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus
  • Iperglicemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ischemia
  • Linguaggio
  • Menopausa
  • Minor
  • Miocardio
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  • Pazienti
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  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Prognosi
  • Rischio
  • Sesso
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stroke
  • Volume
  • 6a-2010

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L'ictus ischemico è frequentemente preceduto da un attacco ischemico transitorio (TIA), che, pur non comportando disabilità, rappresenta un campanello d'allarme di rischio vascolare.[102, 103].

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18.7.3 Selezione delle tecniche riabilitative

  • Attivazione
  • Autonomia
  • Braccio
  • Canali ionici
  • Capo
  • Casistica
  • Comportamento
  • Corteccia motoria
  • Deficit
  • Dipendenza
  • Disabilità
  • Esercizio
  • Evidenze
  • Ictus
  • Immaginazione
  • Inibizione
  • Intensiva
  • Mano
  • Menomazione
  • Neurofisiologia
  • Neuroni
  • Occhiali
  • Osservazione
  • Parametri
  • Paresi
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Ricaduta
  • Ricerca
  • Rievocazione mentale
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Scuole
  • Spostamento
  • Stimolazione magnetica transcranica
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Per lungo tempo la riabilitazione è rimasta scollegata dalle scienze di base e nel migliore dei casi le metodiche riabilitative prendevano spunto dall’esperienza clinica dell’evoluzione del recupero unitamente all’osservazione delle acquisizioni funzionali in termini ontogenetici nell’uomo. I tecnici della riabilitazione si ispiravano a scuole diverse e proponevano interventi grossolanamente eterogenei tra loro e tra i quali era difficile identificare il più efficace.

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18.6.1 Sequele cognitive dell’ictus

  • Aprassie
  • Autonomia
  • Crescita
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Demenza
  • Diagnosi
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Istituzionalizzazione
  • Neglect
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Società
  • Studi
  • Terapia farmacologica
  • Test
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Nell'ambito delle sequele cognitive dell'ictus possono essere compresi sia  il deterioramento cognitivo globale che i deficit cognitivi focali post-ictali. La forma conclamata di deterioramento cognitivo globale, cioè la demenza post-ictus, è stata oggetto di intensa attività di ricerca nel corso degli ultimi anni.

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18.1.2.10 Nutrienti e Alimenti

  • Acidi grassi
  • Aggregazione piastrinica
  • Alimenti
  • Antiossidanti
  • Bevande
  • Bias
  • Calcio
  • Carotenoidi
  • Cola
  • Deficit
  • Dieta
  • Dietetica
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Enzimi
  • Epidemiologia
  • Fattori di rischio
  • Fibra alimentare
  • Flavonoidi
  • Grassi
  • Ictus
  • Influenza
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Legumi
  • Magnesio
  • Malattia
  • Nutrizionale
  • Omocisteina
  • Ormoni
  • Pazienti
  • Perossidazione lipidica
  • Pesce
  • Potassio
  • Pressione
  • Quercetina
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sodio
  • Studi
  • Studi di coorte
  • Studi epidemiologici
  • Studi prospettici
  • Tè
  • Vitamina B12
  • Vitamina B6
  • Vitamina E
  • Vitamine
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Nonostante la complessità ed i possibili bias insiti negli studi di epidemiologia nutrizionale, l'evidenza complessivamente disponibile suggerisce l’effetto diretto di alcuni nutrienti ed alimenti sull’ictus, prevalentemente ischemico, nonché sui diversi meccanismi patogenetici implicati.

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18.1.2.3 Fattori di rischio genetico per ictus e loro associazione con fenotipi “intermedi” bioumorali

  • Alleli
  • Amiloide
  • Angiotensina I
  • Angiotensina II
  • Angiotensinogeno
  • Apoptosi
  • Asintomatica
  • Attivazione
  • Attivazione piastrinica
  • Biodisponibilità
  • CADASIL
  • Cellule
  • Cellule endoteliali
  • Cisteina
  • Costi
  • Deficit
  • Dislipidemie
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Emostasi
  • Endotelio
  • Enzimi
  • Epidemiologia
  • Eterozigoti
  • Evidenze
  • Fattore V
  • Fattore XIII
  • Fattori di rischio
  • Fenotipo
  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrinogeno
  • Fosfodiesterasi
  • Gemelli
  • Genetica
  • Geni
  • Genoma
  • Genotipo
  • Glicoproteine
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infiammazione
  • Ipercolesterolemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Leucoaraiosi
  • Malattia
  • Malattia di Fabry
  • Malattie
  • Marker genetici
  • Metabolismo
  • Miocardio
  • Modelli animali
  • Mortalità
  • Omeostasi
  • Omocisteina
  • Omocistinuria
  • Omozigote
  • Osservazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Peptidi
  • Plasminogeno
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Proteina C
  • Proteina S
  • Proteine
  • Protrombina
  • Registri
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Single
  • Sistema renina-angiotensina
  • Stress
  • Stress ossidativo
  • Stroke
  • Studi
  • Tessuti
  • Trombina
  • Trombosi
  • Valori di riferimento
  • Volume
  • 6a-2011
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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I fattori genetici che sono associati con un incrementato rischio di ictus ischemico sono una storia familiare positiva per ictus e una serie polimorfismi genetici in geni implicati nella malattia.

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18.1.2.2 Fattori di rischio metabolici

  • Acido folico
  • Apolipoproteine
  • Arginina
  • Caffè
  • Cellule
  • Cellule endoteliali
  • Ciclosporina
  • Cistationina
  • Colesterolo
  • Colesterolo HDL
  • Colesterolo LDL
  • Concentrazione
  • Deficit
  • Diabete mellito
  • Endotelio
  • Enzimi
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fibrinolisi
  • Geni
  • Glicemia
  • Gravidanza
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Insufficienza renale
  • Insulina
  • Ipercolesterolemia
  • Iperglicemia
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertensione
  • Ipotiroidismo
  • Ischemia
  • Lipidi
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Malattie
  • Metabolismo
  • Metionina
  • Mezza età
  • Minor
  • Mortalità
  • Neoplasie
  • Obesità
  • Omocisteina
  • Omocistinuria
  • Omozigote
  • Osservazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Persone
  • Piastrine
  • Popolazione
  • Pravastatina
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Proteine
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sangue
  • Sindrome
  • Steroidi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi di coorte
  • Studi di intervento
  • Studi epidemiologici
  • Trigliceridi
  • Trombosi
  • Vitamina B12
  • Vitamine
  • Volume
  • 6a-2011
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Fattori lipidici

Il rapporto fra livelli di colesterolo e ictus è meno stretto e definito rispetto a quello che la colesterolemia ha con la cardiopatia ischemica. Diversi studi osservazionali negli ultimi anni hanno suggerito il ruolo del colesterolo come fattore di rischio per ictus. Inoltre, importanti studi di intervento hanno dimostrato che il decremento dei livelli di LDL colesterolo ottenuto con statine riduce il rischio di ictus.

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Sintesi 18-57

  • Aprassie
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Evidenze
  • Neglect
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • Studi
  • Terapia farmacologica
  • 6a-2011
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.6.1 Sequele cognitive dell’ictus

Nell'ambito del deterioramento cognitivo globale post-ictale, mancano tuttora studi di follow-up a medio-lungo termine. Per le sequele neuropsicologiche plurisettoriali lievi e/o minori, estremamente frequenti, mancano studi che ne valutino l’impatto prognostico sui principali esiti funzionali.

L’applicazione delle più moderne metodiche di neuroimmagine permetterà di meglio precisare le basi fisiopatogenetiche e i meccanismi di riorganizzazione funzionale e strutturale sottostanti le molteplici varianti dei deficit cognitivi focali post-ictali (afasie, agnosie, aprassie, neglect).

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Raccomandazione 15.53 

  • Caregiver
  • Deficit
  • Evidenze
  • Ictus
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • 15 Riabilitazione
  • GPP
Vai al volume: 15.3.5 Deterioramento cognitivo e demenze

Benché non esistano evidenze a supporto dell'efficacia di un approccio riabilitativo atto a migliorare i deficit attentivi e mnesici, considerato il grave impatto funzionale del deterioramento cognitivo, nei pazienti con ictus è indicato il ricorso ad approcci basati sullo sfruttamento delle abilità residue e sull'adeguato addestramento del caregiver.

Sintesi 15-9

  • Deficit
  • Ictus
  • Orientamento
  • Sintesi
  • Spazio personale
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.4.1.3 Comunicazione verbale ed altre abilità cognitive

Il deficit dell'orientamento spaziale e dell'attenzione comporta un peggioramento degli esiti funzionali di un soggetto colpito da ictus.
Il trattamento dell'emi-inattenzione è mirato a migliorare le capacità di esplorazione sensoriale sia per lo spazio personale che peri-personale.
Le modalità utilizzate per il trattamento dell'emi-inattenzione sono basate su addestramenti specifici ed approcci mirati ad incrementare il livello attentivo generale.

Raccomandazione 16.18 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Osservazione
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
  • GPP
Vai al volume: 16.3.2.1 Protocollo di valutazione in fase acuta

La valutazione neuropsicologica più approfondita è comunque indicata se l'osservazione clinica suggerisce la presenza di più deficit cognitivi. Tuttavia la possibilità di effettuare l’approfondimento dipende dal grado di collaborazione del paziente.

Sintesi 16-46

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Sintesi
  • 6a-2011
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.5.5 Il Vascular Cognitive Impairment

Il concetto di deterioramento cognitivo vascolare (VCI: Vascular Cognitive Impairment) è stato introdotto per definire i casi con deficit cognitivi che si ritengano espressione di danno vascolare pur non raggiungendo i criteri clinici necessari per la diagnosi di demenza vascolare.

Sintesi 16-40

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Deficit
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Malattia
  • Memoria
  • Patologia
  • Segni
  • Sindrome
  • Sintesi
  • 6a-2011
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.5.2 La demenza vascolare sottocorticale

La demenza vascolare sottocorticale è definita da:

1. presenza di una sindrome cognitiva, caratterizzata da sindrome disesecutiva e deficit della memoria

2.presenza di malattia cerebrovascolare evidente alle neuro immagini

3. presenza di segni neurologici di patologia cerebrovascolare pregressa (inclusi i disturbi della marcia)

Sintesi 16-38

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Malattia
  • Memoria
  • Quadro clinico
  • Sintesi
  • 6a-2011
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.5.1 Sindrome clinica

I criteri diagnostici per definire una sindrome cognitiva associata con una patologia vascolare devono essere basati sui due fattori seguenti:

1.dimostrazione della presenza di un disturbo cognitivo ai test neuropsicologici.

2.storia clinica di stroke o presenza di patologia cerebrovascolare alle neuro immagini, tale da suggerire una correlazione tra disturbo cognitivo e patologia vascolare

Raccomandazione 14.4 

  • Afasia
  • Autonomia
  • Coma
  • Deficit
  • Ictus
  • Quadro clinico
  • Raccomandazione
  • Tono muscolare
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.2.1.1.7 Gravità e complessità dell'espressione clinica

Nella valutazione dell'approccio riabilitativo è indicato considerare la gravità del quadro clinico dell'ictus (coma all'esordio, incontinenza sfinterica, persistenza di grave deficit) e la presenza di condizioni in grado di influenzare negativamente il recupero dell'autonomia (alterazioni gravi del tono muscolare, disfagia, emi-inattenzione, afasia globale).

Sintesi 17-44

  • Cefalea
  • Deficit
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Ipertensione
  • Ipertensione endocranica
  • Malattia
  • Segni
  • Sintesi
  • Trombosi
  • Vene
  • Vene cerebrali
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.15.3 Quadro clinico

La presentazione clinica della trombosi dei seni e delle vene cerebrali è polimorfa e ingannevole. La cefalea rappresenta il sintomo principale sia all’esordio sia durante il decorso della malattia. Essa non presenta caratteristiche specifiche; può essere ad esordio acuto, subacuto o cronico,può essere l’unica manifestazione di esordio, o associarsi a segni di ipertensione endocranica, deficit neurologici focali e crisi comiziali.

Sintesi 17-40

  • Afasia
  • Attacchi
  • Cefalea
  • Coma
  • Deficit
  • Emicrania
  • Emicrania senza aura
  • Sintesi
  • Sintomi
  • Tronco cerebrale
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.14 Ictus ed emicrania

L’aura emicranica deve essere attentamente differenziata dagli attacchi ischemici transitori tenuto conto che può essere complessa (includendo deficit di sensibilità, deficit di forza, afasia, fino a condizioni di coma e sintomi simulanti una lesione del tronco cerebrale), persistere per più di 60 minuti, può non essere seguita da cefalea oppure essere seguita da una cefalea senza le caratteristiche dell’emicrania senza aura

Sintesi 17-37

  • Arterie
  • Audiometria
  • Deficit
  • Pazienti
  • Sesso
  • Sindrome
  • Sintesi
  • Sordità
  • 5a-2008
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.13 Sindrome di Susac

La sindrome di Susac deve essere sospettata in pazienti di età giovanile, soprattutto se di sesso femminile, con presenza di episodi di encefalopatia con o senza deficit focali, sordità e retinopatia. Il sospetto clinico viene avvalorato dalla presenza di multiple lesioni sottocorticali simil-lacunari alla RMN, ipoacusia per le frequenze mediobasse all’audiometria e da alterazioni bilaterali delle arterie retiniche alla fluoroangiografia.

Sintesi 17-12

  • Atrofia
  • Cefalea
  • Cervello
  • Debolezza muscolare
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Diagnosi
  • Emicrania
  • Esercizio
  • Oftalmoplegia
  • Pazienti
  • Segni
  • Sintesi
  • Sintomi
  • Stroke
  • Vomito
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.1.5 Malattie mitocondriali

Nei pazienti giovani con episodi ischemici cerebrali, soprattutto se associati a cefalea simil-emicranica, crisi epilettiche e riscontro di lesioni corticali nei distretti posteriori del cervello alle neuroimmagini, dovrebbe essere considerata la diagnosi di MELAS (mitochondrial encephalomyopathy, lactic acidosis, and stroke-like episodes).
Il sospetto clinico è avvalorato dalla presenza di uno o più dei seguenti sintomi o segni obiettivi:

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Sintesi 17-11

  • Acidosi
  • Deficit
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Iperammoniemia
  • Ornitina
  • Pazienti
  • Sintesi
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.1.3 Aciduria metilmalonica

La metilmalonico aciduria (MMA) ed il deficit di ornitina transcarbamilasi (OCT) sono le patologie più frequenti ad esordio in età adulta nel gruppo delle acidurie organiche e dei disturbi del ciclo dell’urea. MMA e OTC devono essere considerati in pazienti con encefalopatia e/o episodi ictali che presentino acidosi metabolica ed iperammoniemia.

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Sintesi 9.2

  • 9 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Diagnosi)
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • National Institutes Of Health Stroke Scale
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Scale neurologiche
  • Sintesi
  • Sintomi
  • Stroke
  • 5a-2008
Vai al volume: 9.1.1 Inquadramento diagnostico clinico

Gli obiettivi dell'inquadramento clinico precoce sono:

definire il più accuratamente possibile (approssimazione ±30 min) l'ora di esordio dei sintomi;

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2. Problemi etici relativi allo screening

  • Bioetica
  • Comunicazione
  • Consapevolezza
  • Consenso informato
  • Costi
  • Deficit
  • Deficit di proteina C
  • Diabete mellito
  • Dieta
  • Doppler
  • Educazione
  • Educazione sanitaria
  • Emostasi
  • Etica
  • Fattore V
  • Fattori di rischio
  • Fumo
  • Ictus
  • Iperlipemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Linee guida
  • Medicina
  • Patologia
  • Persone
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Proteina C
  • Ricerca
  • Rischio
  • Salute
  • Trombosi
  • Volume

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A proposito degli screening di popolazione, implicitamente indicati come strumento di prevenzione primaria nella sezione precedente, si pone il problema bioetico generale di questo tipo di intervento di sanità pubblica. Sintetizzando le indicazioni etiche cui giunge un interessante documento elaborato dalla Consulta di Bioetica,[14] uno screening è eticamente accettabile quando:

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18.6.2 Deterioramento cognitivo vascolare

  • CADASIL
  • Deficit
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Genetica
  • Ictus
  • Leucoaraiosi
  • Neurologia
  • Patologia
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Segni
  • Segni e sintomi
  • Sintomi
  • Spostamento
  • Studi
  • Test
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Il deterioramento cognitivo vascolare (“vascular cognitive impairment/disorder”; VCI/VCD) costituisce un ampio spettro di disfunzione cognitiva che va dalla compromissione cognitiva lieve (MCI vascolare, vMCI o VCI-ND) alla demenza conclamata (vascular dementia o VaD) grave.[494] La recente pubblicazione di nuovi  standard diagnostici per la VaD, clinici e di ricerca, modificati in modo da armonizzare la descrizione e lo studio di queste condizioni,[

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18.1.3 L’ictus in gravidanza

  • Deficit
  • Eclampsia
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fumo
  • Gravidanza
  • Ictus
  • Ipertensione
  • Prognosi
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Studi
  • Taglio cesareo
  • Volume
  • 6a-2011
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Dopo che a lungo l’esistenza di un maggior rischio di ictus in gravidanza e puerperio non è stata basata su evidenze valide, solo recentemente è stato possibile quantificare tale il rischio. In uno studio retrospettivo Kittner e coll.[127] hanno dimostrato che il rischio di ictus ischemico ed emorragico sono aumentati nelle 6 settimane successive al parto (RR 8,7 e 28,3 rispettivamente) ma non durante la gravidanza.

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17.4.15.5 Terapia

  • Acetazolamide
  • Adulto
  • Anticoagulanti
  • Antitrombina III
  • Bambino
  • Braccio
  • Cateterismo
  • Contraccettivi orali
  • Craniotomia
  • Crescita
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • Diencefalo
  • Disabilità
  • Diuretici
  • Diuretici osmotici
  • Ematoma
  • Emorragia
  • Eparina
  • Eparina a basso peso molecolare
  • Eterozigoti
  • Evidenze
  • Fattore V
  • Fibrinolisi
  • Infezione
  • Ipertensione
  • Ipertensione endocranica
  • Iperventilazione
  • Ipotensione
  • Ipovolemia
  • Minor
  • Morte
  • Nadroparina
  • Neonato
  • Nervo ottico
  • Papilledema
  • Parametri
  • Pazienti
  • Placebo
  • Predittori
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Proteina C
  • Proteina S
  • Protrombina
  • Puntura lombare
  • Quadro clinico
  • Retto
  • Rischio
  • Segni
  • Seno cavernoso
  • Seno sagittale superiore
  • Shunt
  • Steroidi
  • Studi
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Trombofilia
  • Trombosi
  • Trombosi del seno cavernoso
  • Trombosi venosa
  • Vene
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Esistono ancora controversie riguardo al trattamento ottimale delle trombosi venose cerebrali (TVC),[EinhauplKM,2006, DentaliF,2010, MedelR,2009, FilippidisA,2009] il cui cardine è comunque rappresentato dalla terapia eparinica associata, in caso di trombosi settica, alla terapia antibiotica.

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17.4.15.4 Diagnosi

  • Angiografia
  • Cefalea
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Dilatazione
  • Edema
  • Ematocrito
  • Fattori di rischio
  • Inversione
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Segni
  • Seno sagittale superiore
  • Studi
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Vene
  • Vene cerebrali
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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La diagnosi di trombosi dei seni e delle vene cerebrali si avvale essenzialmente delle tecniche di neuroimmagine che possono mostrare una o più lesioni ischemiche. La conferma diagnostica si ottiene con l’angio-RM, l’angio-TC o, in casi dubbi, con l’angiografia convenzionale che evidenziano la trombosi di uno o più seni venosi cerebrali.

Con la TC si possono evidenziare:[FordK,1981]

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17.4.15.3 Quadro clinico

  • Ascesso
  • Cefalea
  • Coscienza
  • Deficit
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Ictus
  • Ipertensione
  • Ipertensione endocranica
  • Occlusione
  • Papilledema
  • Quadro clinico
  • Segni
  • Seno cavernoso
  • Sindrome
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Volume
  • Vomito
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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La sintomatologia di esordio della trombosi venosa cerebrale (TVC) può essere polimorfa e ingannevole.[BousserMG,2007] Nella maggior parte delle casistiche la cefalea è il sintomo più frequente, ed è il sintomo di esordio nei 2/3 dei casi. La cefalea non presenta caratteristiche distintive e può presentarsi isolatamente o associarsi a una sindrome da ipertensione endocranica, a alterazioni dello stato di coscienza, deficit focali e crisi epilettiche.

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17.4.15.2 Eziologia

  • Capo
  • Collo
  • Contraccettivi orali
  • Deficit
  • Fattori di rischio
  • Infezione
  • Malattia
  • Malattie
  • Membrane
  • Pazienti
  • Rischio
  • Seno cavernoso
  • Sesso
  • Trombofilia
  • Trombosi
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Dal punto di vista eziopatogenetico si possono distinguere (Tabella 17:XIX) trombosi venose cerebrali primarie (o asettiche) e secondarie (o settiche). I fattori di rischio sono numerosi e differiscono e seconda di età, sesso, contesto etnico e socio-economico.[FerroJM,2004] Le forme secondarie ad un processo infettivo locale (sinusiti, otomastoiditi) si sono ridotte in era antibiotica e coinvolgono prevalentemente il seno cavernoso e il seno trasverso.

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17.4.14.2 Aura emicranica ed ictus emicranico

  • Analisi multivariata
  • Bias
  • CADASIL
  • Casistica
  • Cefalea
  • Coma
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Emicrania
  • Emicrania con aura
  • Emicrania senza aura
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linguaggio
  • Matrice extracellulare
  • Oxfordshire Community Stroke Project
  • Pazienti
  • Persone
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi retrospettivi
  • Tronco cerebrale
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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L’aura emicranica è definita come “episodi ricorrenti di sintomi neurologici focali reversibili che si sviluppano gradualmente nell’arco di 5-20 minuti, fino ad un massimo di 60 minuti. [Headache,2004] L’aura tipica consiste in sintomi visivi, spesso di tipo positivo, associati o meno a deficit della sensibilità e/o deficit del linguaggio.

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17.4.13 Sindrome di Susac

  • Amiloide
  • Angiografia
  • Angiografia cerebrale
  • Arteria retinica
  • Arterie
  • Atassia
  • Atrofia
  • Cefalea
  • Ciclofosfamide
  • Corpo calloso
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Diagnosi
  • Encefalomielite
  • Endotelio
  • Evidenze
  • Fascia
  • Fondo oculare
  • Immunoglobuline
  • Incidenza
  • Malattia
  • Nausea
  • Necrosi
  • Nervi cranici
  • Occlusione
  • Orecchio
  • Orecchio interno
  • Pazienti
  • Quadro clinico
  • Retina
  • Sclerosi
  • Sclerosi multipla
  • Sesso
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Steroidi
  • Udito
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La triade clinica encefalopatia, sordità ed occlusione delle arterie retiniche fu descritta per la prima volta dal neurologo Susac nel 1979.[SusacJO,1979; SusacJO,2007] da allora furono descritti diversi quadri clinici oggi considerati varianti della stressa entità patologica quali la sindrome RED-M (Retinopathy, encephalopaty, Deafness associated microangiopathy)[

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17.4.12 Sindrome di Sneddon

  • Angiografia
  • Angiografia cerebrale
  • Anticoagulanti
  • Anticorpi
  • Arterie
  • Atrofia
  • Biopsia
  • Cefalea
  • Deficit
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Doppler
  • Fibrosi
  • Gravidanza
  • Incidenza
  • Iperplasia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Malattia
  • Manifestazioni cutanee
  • Minor
  • Natiche
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Sesso
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi di intervento
  • Trombofilia
  • Trombosi
  • Valvola mitrale
  • Valvole cardiache
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La sindrome di Sneddon è una arteriopatia non infiammatoria caratterizzata dalla presenza di lesioni cutanee sotto forma di livedo racemosa ed episodi cerebrovascolari recidivanti con possibile evoluzione verso una demenza vascolare.[KraemerM,2005, AladdinY,2008]

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17.4.11 Abuso di droghe

  • Angiografia
  • Angiografia cerebrale
  • Candida
  • Cefalea
  • Cocaina
  • Deficit
  • Dipendenza
  • Efedrina
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Emostasi
  • Endocardite
  • Eroina
  • Fenciclidina
  • Fenilpropanolamina
  • Ictus
  • Ipertensione
  • Ipotensione
  • Ipoventilazione
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Metilfenidato
  • Minor
  • Morte
  • Occlusione
  • Overdose
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pseudoefedrina
  • Rischio
  • Segni
  • Segni e sintomi
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Staphylococcus
  • Staphylococcus aureus
  • Stroke
  • Vasculite
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Generalità

Tra le droghe d’abuso, quelle più importanti per diffusione nella popolazione, sono gli oppiacei, le amfetamine, la cocaina e i loro derivati. Queste sostanze, oltre ai noti effetti di dipendenza fisica e psichica, determinano danni diretti ed indiretti sul sistema vascolare. Sono descritti casi di complicanze cerebrovascolari associati anche all’utilizzo di LSD, marijuana e fenciclidina.[BrustJCM,2001]

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17.4.9.2 Vasculite cerebrale da virus varicella-zoster

  • Anticorpi
  • Antivirali
  • Arteria Cerebrale Media
  • Arterie
  • Arterie cerebrali
  • Arterite
  • Atassia
  • Atassia cerebellare
  • Collo
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • DNA
  • Eritema
  • Etica
  • Herpes Zoster
  • Ictus
  • Infezione
  • Lingua
  • Pazienti
  • Prednisone
  • Ricerca
  • Siero
  • Sintomi
  • Sistema nervoso
  • Steroidi
  • Studi
  • Varicella
  • Vasculite
  • Virus
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Il virus varicella-zoster (VZV) può determinare una vasculite necrotizzante del sistema nervoso centrale. La vasculite correlata al VZV si può manifestare dopo il primo contagio, ossia in corso di varicella, oppure in seguito a riacutizzazione dell’infezione erpetica (herpes zoster).[GildenDH,1996]

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17.4.6 Dissecazione dei vasi epiaortici

  • Angiografia
  • Anticoagulanti
  • Arteria carotide comune
  • Arteria Carotide Interna
  • Arteria Cerebrale Media
  • Arteria vertebrale
  • Arterie
  • Asintomatica
  • Capo
  • Cefalea
  • Collo
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Dilatazione
  • Displasia fibromuscolare
  • Dolore
  • Donne
  • Doppler
  • Ematoma
  • Emicrania
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Eparina
  • Fattori di rischio
  • Genotipo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Malattie
  • Manipolazione
  • Miosi
  • Necrosi
  • Nervi cranici
  • Occlusione
  • Omocisteina
  • Osservazione
  • Osteogenesi
  • Osteogenesi imperfetta
  • Paresi
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Quadro clinico
  • Rene
  • Rischio
  • Segni
  • Sindrome
  • Sindrome di Horner
  • Sindrome di Marfan
  • Sindrome di Wallenberg
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Sopravvissuti
  • Stenosi
  • Studi
  • Studi caso-controllo
  • Studi clinici
  • Tinnito
  • Tunica media
  • Vasa nervorum
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La dissecazione dei vasi epiaortici (DAC) è responsabile del 20%-25% degli ictus ischemici giovanili.

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17.4.4.4 Pseudoxantoma Elasticum

  • Angiografia
  • Biopsia
  • Deficit
  • Degenerazione maculare
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Fistola
  • Gastrite
  • Genetica
  • Gomito
  • Iperpigmentazione
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Malattia
  • Mutazione puntiforme
  • Nervi cranici
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Prolasso
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Tessuto elastico
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

Lo Pseudoxantoma Elasticum (PXE), o malattia di Gronblad-Stranberg, è un disordine multisistemico del tessuto elastico con coinvolgimento cutaneo, oculare, cardiaco e cerebrovascolare, dovuto ad una mutazione puntiforme del gene ATP-binding cassette transporter (ABCC6); il disordine è autosomico recessivo, ma ci sono rari casi ad ereditarietà autosomica dominante con quadro clinico analogo.[StrukB,1997]

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17.4.4.3 Sindrome di Ehlers-Danlos

  • Aneurisma
  • Chirurgia
  • Contusioni
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Fistola
  • Genetica
  • Incidenza
  • Intestino
  • Iperpigmentazione
  • Malattia
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Procollagene
  • Rischio
  • Segni
  • Seno cavernoso
  • Sindrome
  • Sindrome di Ehlers-Danlos
  • Suture
  • Tessuto sottocutaneo
  • Utero
  • Vasi sanguigni
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La sindrome di Ehlers-Danlos (SED) comprende un gruppo di disordini ereditari del collageno caratterizzati da iperelasticità della cute, ipermobilità articolare e lesioni vascolari.[PepinMG,2000]

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17.4.1.5 Malattie mitocondriali

  • Acido lattico
  • Afasia
  • Astenia
  • Atassia
  • Atrofia
  • Atrofia muscolare
  • Atrofia ottica
  • Biopsia
  • Cataratta
  • Cecità corticale
  • Cefalea
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Diagnosi
  • DNA
  • DNA mitocondriale
  • Donne
  • Elettromiografia
  • Emianopsia
  • Emicrania
  • Esercizio
  • Ictus
  • Ipogonadismo
  • Ipotiroidismo
  • Leucina
  • Malattia
  • Malattie
  • Mutazione puntiforme
  • Oftalmoplegia
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Retinite
  • Retinite pigmentosa
  • Sangue
  • Stroke
  • Volume
  • Vomito
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La prevalenza delle malattie mitocondriali nei pazienti con ictus non è nota, con percentuali variabili tra lo 0,8% in donne giovani di età compresa fra 15-45 anni,[HendersonGV,1997] e il 7,2% in pazienti con età inferiore a 19 anni.

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17.4.1.4 Deficit di ornitina transcarbamilasi

  • Coma
  • Cromosoma X
  • Deficit
  • Donne
  • Enzimi
  • Infarto cerebrale
  • Iperammoniemia
  • Ornitina
  • Pazienti
  • Urea
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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È il più comune difetto enzimatico del ciclo dell’urea ed è l’unico legato al cromosoma X (a trasmissione recessiva). Dovuta al deficit di ornitina transcarbamilasi (OTC), enzima presente nel ciclo dell’urea, si presenta nella donna in età adulta ma anche nell'uomo può avere un esordio tardivo (terza-quarta decade). Può svilupparsi improvvisamente, come un’encefalopatia iperammoniemica, in pazienti sottoposti ad importanti interventi chirurgici od essere associata ad infezioni intercorrenti.

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17.4.1.3 Aciduria metilmalonica

  • Acidosi
  • Deficit
  • Gangli
  • Iperammoniemia
  • Metabolismo
  • Prevenzione
  • Sindrome
  • Stroke
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Nota anche con il nome di metilmalonico acidemia, è tra i più comuni difetti del metabolismo degli acidi organici. Si tratta di gruppo eterogeneo di patologie caratterizzato dall’accumulo di metilmalonato nelle urine ed in altri fluidi biologici. Tra queste va segnalato il deficit completo della metilmalonico-CoA mutasi con conseguente accumulo di metilmalonato.

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17.4.1.2 Omocistinuria

  • Acido folico
  • Aminoacidi
  • Attivazione
  • Betaina
  • Cistationina
  • Cisteina
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Dieta
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Fibroblasti
  • Genetica
  • Ictus
  • Incidenza
  • Iperomocisteinemia
  • Malattia
  • Metabolismo
  • Metionina
  • Occhio
  • Omocisteina
  • Omocistina
  • Omocistinuria
  • Osteoporosi
  • Patologia
  • Pazienti
  • Piastrine
  • Piridossina
  • Popolazione
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Ritardo mentale
  • Sangue
  • Scheletro
  • Scoliosi
  • Sistema nervoso
  • Somministrazione orale
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Vitamina B12
  • Vitamina B6
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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L’omocistinuria consiste nell’accumulo di omocistina (dimero dell’omocisteina) nei pazienti affetti. L’omocistinuria classica, dovuta al deficit della cistationina-b-sintetasi, è la più comune malattia metabolica ereditaria del metabolismo della metionina. L’enzima cistationina-b-sintetasi (CBS) è un enzima piridossina (vitamina B6) dipendente.

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17.4.1.1 Malattia di Fabry

  • Anca
  • Anticoagulanti
  • Attacchi
  • Attivazione
  • Ausili
  • Barriera ematoencefalica
  • Biochimica
  • Cornea
  • Cromosoma X
  • Cuore
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Diarrea
  • Dispepsia
  • Dolore
  • Donne
  • Endotelio
  • Endotelio vascolare
  • Epitelio
  • Eterozigoti
  • Farmacologia
  • Genetica
  • Glicosfingolipidi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Insufficienza renale
  • Ipoacusia neurosensoriale
  • Ipoidrosi
  • Malattia
  • Malattia di Fabry
  • Occhio
  • Pazienti
  • Quadro clinico
  • Rene
  • Ricerca
  • Segni
  • Sesso
  • Sintomi
  • Sistema nervoso
  • Studi
  • Tessuti
  • Test
  • Tinnito
  • Tratto gastrointestinale
  • Udito
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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La malattia di Fabry, è una malattia lisosomiale dovuta al deficit dell’enzima a-galattosidasi A (a-Gal A), il cui gene è localizzato sul cromosoma Xq22. Il deficit enzimatico comporta un accumulo di glicosfingolipidi, in particolare del globotriosilceramide (Gb3), in molti tessuti, tra i quali il sistema nervoso, l’endotelio vascolare, il cuore, il rene, l’occhio ed il tratto gastrointestinale.

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17.2.4 Diagnosi

  • Adulto
  • Anamnesi
  • Anemia
  • Angiografia
  • Anziano
  • Capo
  • Cataratta
  • Cellule
  • Deficit
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Emicrania
  • Esofago
  • Febbre
  • Febbre di origine sconosciuta
  • Ictus
  • Insufficienza renale
  • Intestino
  • Ipogonadismo
  • Ipotiroidismo
  • Ischemia
  • Linee guida
  • Malattie
  • Occhio
  • Paresi
  • Pazienti
  • Proteinuria
  • Retinite
  • Retinite pigmentosa
  • Ricerca
  • Rischio
  • Segni
  • Sforzo
  • Sintomi
  • Sistema endocrino
  • Stomaco
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Utero
  • Uveite
  • Vasculite
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Non sono presenti in letteratura linee guida per quanto riguarda la diagnosi dell’ictus in età pediatrica e giovanile, ma sono stati proposti approcci sistematici che comprendono una approfondita batteria di accertamenti di laboratorio e strumentali.[KirkhamFJ,1999, RielaAR,1993] Trattandosi spesso di cause rare, l’anamnesi e l’esame obiettivo generale devono essere particolarmente accurati.

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17.2.2.1 Ictus pediatrico

  • Bambino
  • Deficit
  • Ictus
  • Parametri
  • Popolazione
  • Riconoscimento
  • Segni
  • Studi
  • Trombosi
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Il riconoscimento clinico dell’ictus nel bambino è talvolta difficile, specie nei più piccoli, in cui i segni neurologici sono spesso sfumati e l’unica manifestazione clinica può consistere in crisi comiziali. La presentazione clinica più frequente è comunque una emiparesi acuta.

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17.2.1.1 Ictus pediatrico e neonatale

  • Deficit
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ischemia
  • Morte
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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L’ictus ischemico in età pediatrica (30 giorni-18 anni) è caratterizzato da un deficit focale acuto, persistente almeno 24 ore, con evidenza di ischemia in un territorio arterioso alle neuroimmagini. [LynchJK,2005] L’ictus che avviene tra la 28a settimana di gestazione e il primo mese di vita viene definito ictus neonatale e, per le caratteristiche peculiari è stato descritto nel capitolo precedente.

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16.8 Riabilitazione dei disturbi cognitivi dopo ictus

  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Comprensione
  • Comunicazione
  • Concentrazione
  • Crescita
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Deficit neurologico
  • Demenza
  • Evidenze
  • Funzioni corticali superiori
  • Ictus
  • Istituzionalizzazione
  • Memoria
  • Pazienti
  • Percezione
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Come si è visto, i disturbi dello stato cognitivo ed affettivo dopo un ictus sono frequenti e sembrano contribuire in modo rilevante alla disabilità, limitando inoltre le possibilità di recupero funzionale. Nella pratica corrente, la rieducazione motoria è spesso associata ad interventi riabilitativi volti a migliorare la performance cognitiva dei pazienti con ictus, la così detta riabilitazione cognitiva.

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16.3.2.2 Protocollo di valutazione in fase post-acuta

  • Afasia
  • Consapevolezza
  • Deficit
  • Fronte
  • Malattia
  • Memoria
  • Neglect
  • Neuropsicologico
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Nella fase post-acuta si può procedere a un approfondimento neuropsicologico che dia indicazioni sull'evoluzione dei sintomi cognitivi. Ogni valutazione cognitiva deve essere preceduta da un'intervista semistrutturata ai parenti e al paziente. Il colloquio si pone come obiettivo principale la raccolta dei dati anamnestici clinico-neuropsicologici più rilevanti e la verifica del livello di consapevolezza dello stato di malattia.

L'inquadramento neuropsicologico ha un triplice scopo:

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16.3.2.1 Protocollo di valutazione in fase acuta

  • Afasia
  • Afasia di Broca
  • Allucinazioni
  • Ansia
  • Apprendimento
  • Articolazione
  • Attività di vita quotidiana
  • Attività motoria
  • Autonomia
  • Batteri
  • Carattere
  • Caregiver
  • Comportamento
  • Comprensione
  • Deficit
  • Depersonalizzazione
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Dipendenza
  • Disinibizione
  • Disturbi del sonno
  • Emianopsia
  • Euforia
  • Ictus
  • Indicatori
  • Inibizione
  • Ipocondria
  • Linguaggio
  • Memoria
  • Neglect
  • Orientamento
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Riconoscimento
  • Riproduzione
  • Segni
  • Senso di colpa
  • Servizi igienici
  • Sesso
  • Sintomi
  • Sonno
  • Spesa
  • Spostamenti
  • Stress
  • Suicidio
  • Terapia farmacologica
  • Test
  • Test neuropsicologici
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La valutazione neuropsicologica della fase acuta deve essere eseguita con test diversificati in rapporto al lato emisferico e alla sede lesionale, considerando l'alta frequenza di disturbi linguistici in seguito a lesione emisferica sinistra e di neglect in caso di lesione emisferica destra. Va tuttavia enfatizzato che in tale fase il grado di collaborazione del paziente è molto ridotto e variabile anche nell'arco di breve tempo, pertanto può rivelarsi più utile il semplice monitoraggio clinico eseguito comunque dal neuropsicologo.

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16.3.1 Fase acuta

  • Carattere
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Memoria
  • Pazienti
  • Sintomi
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La compromissione delle funzioni cognitive rappresenta una frequente complicanza dell'ictus in fase acuta e talora ne costituisce il sintomo clinico più grave e rilevante.[274] I disturbi neuropsicologici più frequenti si verificano a carico delle seguenti funzioni: verbali, attentive, visuo-percettive, gnosiche, di pianificazione-rappresentazione motoria, memoria.[275] Numerosi studi, a carattere sia prospettico sia retrospettiv

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16.3 Valutazione delle funzioni cognitive nel post-ictus

  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Deficit neurologico
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Ictus
  • Pazienti
  • Programma di riabilitazione
  • Riabilitazione
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Gli scopi della valutazione neuropsicologica nei pazienti con ictus sono:

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16.2.5.6 1 Il delirium

  • Allucinazioni
  • Comportamento
  • Coscienza
  • Deficit
  • Demenza
  • Diagnosi
  • Disturbi del linguaggio
  • Disturbi della percezione
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linguaggio
  • Pazienti
  • Percezione
  • Rischio
  • Sintomi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Nella diagnosi differenziale deve essere preso anche in considerazione il delirium. Il delirium, o stato confusionale acuto, è un disturbo dello stato di coscienza al quale si accompagna una ridotta capacità di focalizzare, spostare o mantenere l'attenzione su una qualsiasi attività. Sono anche presenti alterazioni delle funzioni cognitive, quali deficit mnesici, disorientamento, principalmente temporo-spaziale, disturbi del linguaggio e disturbi della percezione, ad esempio allucinazioni o false interpretazioni di stimoli sensoriali reali.

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16.2.5.6 Percorso diagnostico e diagnosi differenziale

  • Acido folico
  • Anamnesi
  • Andatura
  • Corpi di Lewy
  • Deficit
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Equilibrio
  • Esame neurologico
  • Evidenze
  • Idrocefalo
  • Idrocefalo normoteso
  • Incontinenza urinaria
  • Insufficienza epatica
  • Ipertiroidismo
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Malattia di Parkinson
  • Malattie
  • Memoria
  • Neoplasie
  • Patologia
  • Pazienti
  • Postura
  • Segni
  • Sintomi
  • Test
  • Vitamina B12
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Il primo passo nella diagnosi di demenza consiste nella formulazione del sospetto e nell'individuazione delle probabili cause alla base del deficit cognitivo in questione.

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16.2.5.4 Criteri diagnostici correntemente usati per la demenza vascolare

  • Affetto
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disturbi cognitivi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipertensione
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Memoria
  • Patologia
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Riconoscimento
  • Segni
  • Segni e sintomi
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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I segni che possono rendere incerta o improbabile la diagnosi di demenza vascolare sono un esordio precoce ed un andamento progressivamente degenerativo dei deficit di memoria o di altri deficit cognitivi corticali, in assenza di lesioni focali corrispondenti alle neuroimmagini.[210] Tuttavia la presenza di una malattia cerebrovascolare non implica necessariamente che l'ictus sia la causa ultima della demenza, o che abbia contribuito alla sua genesi, in particolare quando essa sia concomitante con una malattia di Alz

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16.2.5.2 La demenza vascolare sottocorticale

  • Attività della vita quotidiana
  • Deficit
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Malattia
  • Memoria
  • Patologia
  • Sindrome
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Dopo che con la pubblicazione dei criteri NINDS-AIREN e di altri per la demenza vascolare si era esplicitamente riconosciuto l'esistenza di tipi diversi di deterioramento cognitivo da causa vascolare, numerosi ricercatori si sono posti l'obiettivo di definire dei criteri ad hoc per ciascuno dei sottotipi. A livello internazionale l'attenzione si è soprattutto rivolta al sottotipo definito come sottocorticale, in quanto reputato il più frequente e quello più omogeneo dal punto di vista fisiopatologico.

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16.2.5.1 Sindrome clinica

  • Amiloide
  • Amiloidosi
  • Anca
  • Arresto cardiaco
  • By-Pass
  • CADASIL
  • Capsula interna
  • Carattere
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disturbi cognitivi
  • Disturbi dell'equilibrio
  • Disturbi della memoria
  • Equilibrio
  • Esame neurologico
  • Fonazione
  • Gangli
  • Genetica
  • Ginocchio
  • Ictus
  • Incontinenza urinaria
  • Ipotensione
  • Ipotensione ortostatica
  • Ippocampo
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Linguaggio
  • Lobo temporale
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Memoria
  • Nucleo caudato
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Protesi
  • Protesi articolari
  • Quadro clinico
  • Riconoscimento
  • Rischio
  • Scompenso cardiaco
  • Segni
  • Segni e sintomi
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Talamo
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La diagnosi di demenza vascolare si basa principalmente su quattro punti:

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15.3.5 Deterioramento cognitivo e demenze

  • Attività di vita quotidiana
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Deficit
  • Dipendenza
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Ictus
  • Memoria
  • Orientamento
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Tempi di degenza
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La compromissione cognitiva caratterizzata da problemi di memoria, di orientamento e di attenzione è frequente nei pazienti con ictus e interferisce con il recupero funzionale, in particolare con le capacità del paziente di apprendere, ovvero di partecipare e trarre beneficio dal trattamento riabilitativo.[511] La persistenza di questi disturbi ha un particolare impatto sui caregiver dopo il rientro in famiglia; infatti una compromissione cognitiva è stata associata, non solo con un rallen

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15.3.4 Cadute

  • Autonomia
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Incontinenza urinaria
  • Programma di rinforzo
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Le cadute rappresentano un evento di rilevanza anche grave che può realizzarsi nel corso del recupero, e si verificano con una frequenza variabile (20%-50% nelle varie casistiche),[505, 506, 507] ma fortunatamente con una percentuale non elevata di eventi fratturativi.[508] Sono stati indi

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15.2.4.3.2 Pianificazione e comunicazione con le strutture di intervento socio-sanitario

  • Amici
  • Anziano
  • Assistenza domiciliare
  • Assistenza Domiciliare Integrata
  • Assistenza tecnica
  • Ausili
  • Autonomia
  • Comunicazione
  • Costi
  • Deficit
  • Depressione
  • Disabili
  • Economia
  • Economia e impegno delle risorse
  • Economia sanitaria
  • Educazione
  • Famiglia
  • Handicap
  • Ictus
  • Igiene
  • Infermieri
  • Malattia
  • Medici
  • Medici di famiglia
  • Medicina
  • Menomazione
  • Neuromotorio
  • Ortesi
  • Ospedali
  • Ospedalizzazione
  • Pazienti
  • Percezione
  • Persone
  • Prevenzione
  • Progetto riabilitativo
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Ruolo del medico
  • Salute
  • Socializzazione
  • Spesa
  • Stroke
  • Stroke Service
  • Studi
  • Unità Di Valutazione Geriatrica
  • Uova
  • Valutazione geriatrica
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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I pazienti con esiti di ictus sono svantaggiati in diversi ambiti.

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15.2.4.1.7 Le funzioni sfinteriche

  • Afasia
  • Capsula interna
  • Cateterismo
  • Comunicazione
  • Deficit
  • Demenza
  • Diagnosi
  • Diuretici
  • Fattori di rischio
  • Ginocchio
  • Ictus
  • Incontinenza urinaria
  • Intensiva
  • Linee guida
  • Lobo frontale
  • Occhio
  • Percezione
  • Pressione
  • Progetto riabilitativo
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Rischio
  • Stress
  • Studi
  • Urina
  • Urodinamica
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La persistenza di alterazioni del controllo sfinterico dopo ictus si associa ad una ridotta prospettiva di recupero funzionale, una maggiore latenza prima del trasferimento dalla degenza per acuti alla riabilitazione intensiva, una minore efficienza dell'intervento riabilitativo.[457, 458]

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15.2.4.1.6 Disfagia

  • Ansia
  • Apnea
  • Appetito
  • Caregiver
  • Comprensione
  • Costi
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Diagnosi
  • Educazione
  • Esercizi di respirazione
  • Espirazione
  • Evidenze
  • Gastrostomia
  • Gastrostomia Percutanea Endoscopica
  • Ictus
  • Influenza
  • Istituzionalizzazione
  • Linee guida
  • Malnutrizione
  • Morte
  • Nutrizionale
  • Ossigeno
  • Pazienti
  • Peristalsi
  • Respirazione
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Sensazione
  • Stato nutrizionale
  • Stress
  • Studi
  • Svezzamento
  • Test
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La disfagia post-ictus incide in misura variabile compresa tra il 13% e il 71%. Dati così variabili sono da mettere in relazione alla sede dell'ictus (lesioni unilaterali vs lesioni bilaterali), agli strumenti di diagnosi, nonché al tempo intercorso fra l'evento acuto e la valutazione del paziente.

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15.2.4.1.3 Comunicazione verbale ed altre abilità cognitive

  • Afasia
  • Apprendimento
  • Aprassia ideomotoria
  • Articolazione
  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Autonomia
  • Capacità di comunicazione
  • Comunicazione
  • Consapevolezza
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Deglutizione
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disabilità
  • Disartria
  • Disturbi della memoria
  • Disturbi della parola
  • Educazione
  • Emiplegia
  • Espirazione
  • Evidenze
  • Fonazione
  • Fronte
  • Gesti
  • Ictus
  • Immaginazione
  • Influenza
  • Linee guida
  • Linguaggio
  • Logoterapia
  • Memoria
  • Menomazione
  • Motivazione
  • Neglect
  • Neurologia
  • Neuropsicologia
  • Osservazione
  • Paresi
  • Partecipazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prognosi
  • Respirazione
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Rifiuto
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Afasia

L'afasia è rilevabile in circa il 30% dei pazienti colpiti da ictus.[298] La prognosi dipende in modo marcato dalla gravità iniziale: nelle forme lievi si osserva un recupero spontaneo nelle prime due settimane dopo l'ictus, mentre il deficit di linguaggio è persistente negli altri casi (15%-20% dei pazienti sono ancora afasici a sei mesi).

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15.2.4.1.1 Stazione eretta e deambulazione

  • Apprendimento
  • Biofeedback
  • Deficit
  • Depressione
  • Dipendenza
  • Equilibrio
  • Esercizio
  • Evidenze
  • Frustrazione
  • Ictus
  • Linee guida
  • Neuromotorio
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Piede
  • Placebo
  • Pressione
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Stimolazione elettrica
  • Studi
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Una revisione sistematica [257] di studi randomizzati controllati sostiene l'efficacia degli approcci task-oriented nella riabilitazione dell'equilibrio, del cammino e nel recupero della forza all'arto inferiore dopo ictus.

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15.2.4.1 Promozione del recupero motorio intrinseco

  • Adulto
  • Apprendimento
  • Cervello
  • Coniugi
  • Deficit
  • Evidenze
  • Fronte
  • Gesti
  • Ictus
  • Modelli animali
  • Osservazione
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Rievocazione mentale
  • Studi
  • Trattamenti riabilitativi
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Esiste un'ampia documentazione sulla finestra temporale utile a promuovere il recupero funzionale intrinseco dopo ictus, che documenta come il deficit motorio selettivo subisca un'evoluzione favorevole che raggiunge un plateau, in media, entro i primi 3 mesi dall'evento.[214] Alcune menomazioni, come la disfagia, hanno storia più breve, andando incontro, in media, a risoluzione spontanea, generalmente, entro le prime 2-3 settimane dall'esordio.[

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15.2.4 Programmi di recupero

  • Apprendimento
  • Caregiver
  • Deficit
  • Disabili
  • Educazione
  • Menomazione
  • Pazienti
  • Percezione
  • Reinserimento
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Scopo dell'intervento riabilitativo è quello di promuovere da parte del paziente un apprendimento di competenze, sfruttando tutti i sistemi funzionali rimasti integri, sviluppando nuove abilità al fine, in ultima analisi, di garantire il raggiungimento del miglior controllo possibile della propria persona e dell'ambiente circostante riducendo la percezione di malessere derivante dalle limitazioni imposte dal danno biologico.

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15.2.3.6 Prevenzione del danno secondario e terziario nella fase precoce dell'ictus

  • Attivazione
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Contrazione muscolare
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Diagnosi
  • Difficoltà di comunicazione
  • Dolore
  • Drenaggio
  • Educazione
  • Emianopsia
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Igiene
  • Immobilizzazione
  • Infermieri
  • Infezione
  • Iperventilazione
  • Isolamento del paziente
  • Letti
  • Linee guida
  • Muscoli
  • Muscoli respiratori
  • Orientamento
  • Ossigeno
  • Parametri
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Polmonite
  • Postura
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Riflesso
  • Rischio
  • Sangue
  • Servizi igienici
  • Sindrome
  • Sonno
  • Stimolazione elettrica
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Tosse
  • Trasferimenti
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La valutazione delle attività compromesse dal danno cerebrovascolare fin dai primi giorni dell'esordio della sintomatologia rappresenta un obiettivo assistenziale importante quanto una corretta diagnosi clinica. Questo infatti consente di organizzare più correttamente il percorso assistenziale, prevenire le complicanze e contenere i fattori che possono ostacolare il recupero intrinseco o compensatorio.

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15.1.2.5.4 Contenuti delle comunicazioni indirizzate alle altre strutture sanitarie coinvolte e preparazione della relazione di

  • Attività motoria
  • Autonomia
  • Comunicazione
  • Coscienza
  • Deficit
  • Dislipidemie
  • Ictus
  • Influenza
  • Ipertensione
  • Mano
  • Patologia
  • Pressione
  • Prognosi
  • Sindrome
  • Spalla
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Mentre la realizzazione di una prognosi riguardante la sopravvivenza e la sua comunicazione al paziente ed ai familiari è il compito proprio dello specialista clinico, le prime previsioni sull'autonomia nella deambulazione e la ripresa motoria degli arti basata sulla perdita di coscienza all'esordio dell'ictus, sulla rapidità di aggravamento del deficit e sul recupero dell'attività motoria, talora già al termine della prima settimana,[61] possono essere fornite dal team riabilitativ

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15.1.2.2 Valutazione cognitivo-comportamentale

  • Afasia
  • Comprensione
  • Comunicazione
  • Consapevolezza
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Ictus
  • Linguaggio
  • Memoria
  • Menomazione
  • Orientamento
  • Pressione
  • Sindrome
  • Test
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Le conseguenze dell'ictus nelle prestazioni cognitive possono essere espresse sia da un rallentamento generale della elaborazione delle informazioni che da una compromissione di specifiche funzioni, quali l'orientamento spaziale, l'attenzione, la memoria, le abilità prassiche, la capacità di adattamento mentale e di pianificazione, il linguaggio. Sebbene le conseguenze del danno cerebrovascolare possono essere molteplici, deve essere riconosciuta la presenza di menomazioni cognitive preesistenti.

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15.1.2 Valutazione di menomazione, attività e partecipazione nei domini motorio-cognitivo e psico-comportamentale

  • Anestesia
  • Apprendimento
  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Capo
  • Comunicazione
  • Consapevolezza
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Depressione
  • Disturbi del linguaggio
  • Famiglia
  • Forza muscolare
  • Handicap
  • Ictus
  • Ipoestesia
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Manipolazione
  • Menomazione
  • Nutrizionale
  • Orientamento
  • Parametri
  • Relazioni interpersonali
  • Resistenza fisica
  • Riconoscimento
  • Rischio
  • Sindrome
  • Sonno
  • Stato nutrizionale
  • Stroke
  • Trasferimenti
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Il bilancio del paziente candidato all'assistenza riabilitativa richiede una valutazione standardizzata delle seguenti condizioni: stato generale, fattori sociali ed ambientali, condizioni motorie, sensibilità, stato cognitivo, condizioni psichiche, comunicazione, caratteristiche del supporto esterno, autonomia nelle attività della vita quotidiana.

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14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

  • Anziano
  • Assistenza medica
  • Atteggiamento
  • Autonomia
  • Causa di morte
  • Costi
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Disabili
  • Discipline
  • Educazione
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Fronte
  • Geriatria
  • Ictus
  • Incidenza
  • Incontinenza urinaria
  • Indicatori
  • Influenza
  • Intensiva
  • Ipertensione
  • Istituzionalizzazione
  • Letti
  • Linee guida
  • Malattia
  • Minor
  • Mortalità
  • Morte
  • Neuromotorio
  • Patologia
  • Pazienti
  • Persone
  • Pressione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Riconoscimento
  • Rieducazione
  • Rischio
  • Sopravvissuti
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi clinici
  • Unità Di Valutazione Geriatrica
  • Valutazione geriatrica
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Lo scenario epidemiologico, di per sé, giustifica pienamente un interesse specifico per gli aspetti che l'ictus ha in età avanzata: come descritto nel Capitolo 4, l'incidenza dell'ictus cresce con l'età, tanto che oltre il 75% dei casi si osservano in persone ultrasessantacinquenni.

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14.3.7.2.2 Pazienti con grave cerebrolesione acquisita

  • Coma
  • Cranio
  • Deficit
  • Edema
  • Edema cerebrale
  • Ictus
  • Linee guida
  • Pazienti
  • Specializzazione
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Per grave cerebrolesione acquisita si intende quella condizione in cui in fase acuta c'è stato un coma grave (Glasgow Coma Score [GCS] <8), in genere dovuto alla sofferenza cerebrale diffusa, conseguente a grave edema cerebrale o a complicanze anossico-ipossiche o metaboliche.

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14.3.7 Criteri di appropriatezza della sede di assistenza e riabilitazione

  • Accettazione
  • Apprendimento
  • Deficit
  • Ictus
  • Linee guida
  • Lingua
  • Motivazione
  • Parametri
  • Persone
  • Progetto riabilitativo
  • Programmi riabilitativi
  • Qualità della vita
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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La definizione di uno specifico progetto riabilitativo deve basarsi su criteri quanto più possibile oggettivi che definiscono le priorità idonee a selezionare le persone che possono trarre il maggior beneficio dagli specifici programmi riabilitativi.

È opinione diffusa, esplicitata anche dalle linee guida AHCPR (1995),[11] che i parametri di valutazione, che condizionano la scelta della sede di assistenza riabilitativa, dovrebbero essere i seguenti:

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14.2.1.3.4 Organizzazione dell'assistenza all'ictus in fase acuta

  • Assistenza al paziente
  • Caregiver
  • Competenze professionali
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Educazione
  • Estensiva
  • Evidenze
  • Handicap
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linguaggio
  • Medicina
  • Neurologia
  • Pazienti
  • Percezione
  • Progetto riabilitativo
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Sesso
  • Sopravvissuti
  • Stress
  • Strutture sanitarie
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Setting

I risultati di numerose revisioni di studi randomizzati controllati sono concordi nel sostenere la superiorità della gestione di pazienti ammessi ad unità di terapia dedicate all'ictus, rispetto a Reparti di Medicina Generale.[184, 185, 186] I vantaggi si misurano in termini di riduzione della mortalità, dell'incidenza di complican

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14.2.1.3.3 Organizzazione del sistema sanitario

  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • Ictus
  • Pazienti
  • Politica sanitaria
  • Tempi di degenza
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Esistono segnalazioni in merito all'impatto che l'organizzazione sanitaria determina sull'esito funzionale dopo ictus.[181] Uno studio prospettico multicentrico realizzato in 7 nazioni su circa 4·500 casi ha documentato la diversa distribuzione nazionale dei rischi di mortalità e disabilità nelle fasce di pazienti con deficit neurologico iniziale moderato-grave, non spiegabile in base ad altri fattori prognostici.[182] La

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14.2.1.3.2 Presenza di conviventi autonomi

  • Caregiver
  • Deficit
  • Ictus
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

L'assenza di una figura in ambito familiare disposta ad assumere il ruolo di caregiver del paziente con ictus ritarda la dimissione dal reparto per acuti [79] e riduce significativamente la probabilità di rientro a domicilio anche dopo intervento riabilitativo strutturato.[46, 60, 179<

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14.2.1.2 Neuroimmagini funzionali ed indicatori di recupero

  • Attivazione
  • Causa di morte
  • Deficit
  • Disinibizione
  • Ictus
  • Incidenza
  • Inibizione
  • Mano
  • Morte
  • Neuropsicologico
  • Organizzazione Mondiale della Sanità
  • Osservazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Plasticità neuronale
  • Stimolazione magnetica transcranica
  • Studi
  • Tecniche diagnostiche
  • Tomografia
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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La patologia cerebrovascolare acuta, oltre a mantenere, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il terzo posto come causa di morte, con un’incidenza che aumenta progressivamente con l’età, rappresenta la principale causa di disabilità. È stato calcolato che in più del 50% dei pazienti residuano deficit motori dopo un evento ischemico, soprattutto a carico della funzionalità della mano.[163]

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14.2.1.1.8 Gravità della compromissione funzionale

  • Autonomia
  • Casistica
  • Comprensione
  • Deficit
  • Fascia
  • Ictus
  • Medicina
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Ricerca
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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a. autonomia nella vita quotidiana: la gravità della disabilità emergente valutata in fase acuta tramite misure globali di autonomia, (scala di Barthel, scala FIM-Functional Independence Measure), rappresenta una delle variabili predittive più potenti ai fini dell'esito funzionale.[
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14.2.1.1.7 Gravità e complessità dell'espressione clinica

  • Afasia
  • Agnosia
  • Attività di vita quotidiana
  • Autonomia
  • Coma
  • Comprensione
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • Disturbi del linguaggio
  • Emiplegia
  • Evidenze
  • Fronte
  • Gastrostomia
  • Ictus
  • Incidenza
  • Indicatori
  • Infezione
  • Istituzionalizzazione
  • Linee guida
  • Linguaggio
  • Malnutrizione
  • Menomazione
  • Minor
  • National Institutes Of Health Stroke Scale
  • Neglect
  • Ospedali
  • Ospedalizzazione
  • Paralisi
  • Paresi
  • Pazienti
  • Polmonite
  • Popolazione
  • Potenziali evocati
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Qualità della vita
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Rischio
  • Scandinavian Stroke Scale
  • Sindrome
  • Stroke
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Tempi di degenza
  • Tono muscolare
  • Tosse
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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La tipologia dell'espressione clinica è, tra i fattori emergenti dopo ictus, quello gravato dal maggior significato prognostico ai fini della probabilità di sopravvivenza, di complicanze in fase acuta e di recupero funzionale.[78, 79, 80] La gravità della compromissione neurologica globale è misurabile con scale cliniche quali la Scandinav

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14.2.1.1.6 Sede ed entità della lesione

  • Autonomia
  • Braccio
  • Capsula interna
  • Consapevolezza
  • Deficit
  • Ictus
  • Pazienti
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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La sede della lesione encefalica gioca un ruolo cruciale nel determinare l'espressione clinica e, di conseguenza, l'esito funzionale.

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14.2.1.1.4 Ictus preesistenti

  • Deficit
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Precedenti lesioni del parenchima cerebrale, indipendentemente dall'impatto clinico determinato, limitano la realizzazione dei meccanismi di neuroplasticità destinati a compensare il deficit funzionale emergente.[37]

14.2.1.1.3 Livello di autonomia premorboso

  • Autonomia
  • Deficit
  • Emergenza
  • Handicap
  • Istituzionalizzazione
  • Pensare
  • Rischio
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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È ragionevole pensare che il livello funzionale mostrato dal paziente prima dell'evento ictale individui la condizione basale di riferimento cui è mirato il processo riabilitativo indicando il presumibile plateau del recupero atteso. Inoltre, la preesistenza di disabilità incrementa il rischio di complicanze correlate all'emergenza di deficit motorio e può limitare le risorse residue disponibili per l'acquisizione di un'autonomia modificata.

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14.2.1.1.1 Età

  • Analisi multivariata
  • Case di riposo
  • Centri di riabilitazione
  • Coscienza
  • Deficit
  • Ictus
  • Invecchiamento
  • Parametri
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Esistono numerose segnalazioni sul ruolo sfavorevole dell'età sulla prognosi funzionale dei pazienti con postumi di ictus,[46, 49, 50, 51, 52, 53

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13.6.1 Complicanze perioperatorie

  • Casistica
  • Deficit
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Intensiva
  • Medici
  • Morte
  • Ospedali
  • Pazienti
  • Rischio
  • Studi
  • Terapia intensiva
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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È opportuno che ogni centro valuti la propria incidenza di complicanze gravi (morte, ictus) perioperatorie.

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13.4.2 Diagnostica cerebrale pre-operatoria

  • Acetazolamide
  • Atrofia
  • Cervello
  • Chirurgia
  • Coscienza
  • Cranio
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Edema
  • Endoarteriectomia Carotidea
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipercapnia
  • Leucoaraiosi
  • Parametri
  • Patologia
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Rischio
  • Segni
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Test
  • Tomografia
  • Tomografia Computerizzata
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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La tomografia computerizzata (TC) del cranio, standardizzata negli ultimi decenni, è il test diagnostico ritenuto oggi fondamentale per il suo valore diagnostico e prognostico nella valutazione pre-operatoria dello stato anatomico del cervello.[75, 76, 77] In particolare essa è in grado di rilevare lesioni come l'atrofia e altri segni di involuzione, l'ede

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11.10 Prevenzione precoce delle disabilità conseguenti all'ictus

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Anticonvulsivi
  • Attivazione
  • Attività motoria
  • Autonomia
  • Benzodiazepine
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Contrazione muscolare
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Disabili
  • Disabilità
  • Dolore
  • Drenaggio
  • Educazione
  • Emergenza
  • Emianopsia
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Fenobarbital
  • Fenotiazine
  • Ictus
  • Igiene
  • Immobilizzazione
  • Indicatori
  • Infermieri
  • Infezione
  • Intensiva
  • Iperventilazione
  • Isolamento del paziente
  • Letti
  • Malattia
  • Malattie
  • Menomazione
  • Muscoli
  • Muscoli respiratori
  • Organizzazione Mondiale della Sanità
  • Orientamento
  • Ossigeno
  • Parametri
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Polmonite
  • Postura
  • Potenziamento a lungo termine
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Riflesso
  • Rischio
  • Sangue
  • Servizi igienici
  • Sindrome
  • Sonno
  • Spalla
  • Stimolazione elettrica
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Tosse
  • Trasferimenti
  • Trattamenti riabilitativi
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume

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È ormai opinione diffusa che l'assistenza finalizzata alla prevenzione della disabilità (riabilitazione precoce) dovrebbe integrarsi con le attività mirate alla diagnosi ed al trattamento di emergenza nella fase acuta della cura dei pazienti con ictus.[303]

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11.9.2 Gestione dell'epilessia vascolare in fase acuta

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Acido valproico
  • Anamnesi
  • Anticonvulsivi
  • Anziano
  • Carbamazepina
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Epilessia
  • Farmacoresistenza
  • Fenitoina
  • Fenobarbital
  • Ferro
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto cerebrale
  • Interazioni farmacologiche
  • Iponatriemia
  • Ipotensione
  • Minor
  • Popolazione
  • Prognosi
  • Rischio
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume

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Le crisi epilettiche rappresentano un evento non raro nell'ictus sia nella fase acuta che nella fase tardiva.[264]

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11.7 Disfunzioni vescicali nell'ictus acuto

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Ictus
  • Incontinenza urinaria
  • Ipotalamo
  • Istituzionalizzazione
  • Linguaggio
  • Mesencefalo
  • Midollo spinale
  • Morte
  • Pavimento pelvico
  • Pazienti
  • Ponte
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Ritenzione
  • Ritenzione urinaria
  • Sistema nervoso
  • Sudorazione
  • Temperatura corporea
  • Volume

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L'ictus cerebrale si accompagna frequentemente a disfunzioni vescicali, l'entità e la natura delle quali sono conseguenza della sede e dell'entità del danno cerebrale. I disturbi più frequentemente riscontrati sono: incontinenza urinaria, ritenzione urinaria, urgenza minzionale. Con opportuni accorgimenti tali disfunzioni possono essere controllate.[234]

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11.5.3 Disfagia

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Alimenti
  • Asintomatica
  • Bario
  • Bocca
  • Capo
  • Collo
  • Corde vocali
  • Corteccia motoria
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Dieta
  • Dietetica
  • Disartria
  • Disturbi del linguaggio
  • Dominanza emisferica
  • Esofago
  • Faringe
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linee guida
  • Lingua
  • Linguaggio
  • Malnutrizione
  • Manipolazione
  • Morte
  • Muscoli
  • Ospedalizzazione
  • Osservazione
  • Parametri
  • Pazienti
  • Polmonite
  • Polmonite da aspirazione
  • Postura
  • Prognosi
  • Riflesso
  • Rischio
  • Segni
  • Sesso
  • Sfintere esofageo superiore
  • Sonno
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Talamo
  • Tecnezio
  • Tempi di degenza
  • Test
  • Tosse
  • Volume

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La disfagia è una possibile conseguenza dell'ictus con ricadute negative sia sulla gestione della fase acuta, sia sui tempi di degenza che sull'esito (morbosità e mortalità).[171]

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11.5.2 Il trattamento nutrizionale nella fase acuta

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Deficit
  • Ictus
  • Malnutrizione
  • Malnutrizione proteico-energetica
  • Micronutrienti
  • Nutrizionale
  • Prevenzione
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Stato nutrizionale
  • Volume

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Il supporto nutrizionale è parte integrante del trattamento dell'ictus cerebrale. La mancanza di un adeguato supporto nutrizionale determina il rapido instaurarsi di un deficit calorico-proteico che ha conseguenze drammatiche sull'evoluzione del quadro clinico.[138]

Obiettivi del supporto nutrizionale sono la prevenzione o il trattamento della malnutrizione proteico-energetica, di squilibri idro-elettrolitici o di micronutrienti.

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11.4.1.2 Polmoniti

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Acinetobacter
  • Amikacina
  • Anaerobiosi
  • Bacteroides
  • Bacteroides fragilis
  • Batteri
  • Batteri anaerobi
  • Beta-lattamasi
  • Biopsia
  • Broncoscopia
  • Cefalosporine
  • Ceftriaxone
  • Clindamicina
  • Coscienza
  • Costi
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Enterobacter
  • Enterobacteriaceae
  • Fattori di rischio
  • Fronte
  • Fusobacterium
  • Haemophilus
  • Haemophilus influenzae
  • Ictus
  • Imipenem
  • Immunosoppressione
  • Infezione
  • Metronidazolo
  • Microrganismi
  • Organismi
  • Ospedali
  • Pazienti
  • Polmonite
  • Polmonite da aspirazione
  • Prevotella
  • Rischio
  • Sforzo
  • Sondino Nasogastrico
  • Streptococcus
  • Streptococcus intermedius
  • Streptococcus pneumoniae
  • Teicoplanina
  • Tobramicina
  • Tosse
  • Vancomicina
  • Volume

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La polmonite è una delle principali cause d'infezione ospedaliera e la seconda più frequente complicanza infettiva nel paziente con ictus acuto.[72, 74] La sua importanza epidemiologica è testimoniata dagli elevati tassi di letalità (20%-50%) e dai notevoli costi economici (prolungamento del ricovero di 4-9 giorni con un costo aggiuntivo, negli Stati Uniti, di 1,2 miliardi di dollari l'anno) che essa comporta.

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10.3 La chirurgia carotidea in urgenza

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Angiografia
  • Arteria Carotide Interna
  • Chirurgia
  • Congressi
  • Crescendo Tia
  • Deficit
  • Edema
  • Emergenza
  • Endoarteriectomia Carotidea
  • Evidenze
  • Ictus
  • Pazienti
  • Stenosi
  • Stent
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi clinici
  • Tromboendoarteriectomia
  • Trombosi
  • Volume

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Le evidenze sull'efficacia della chirurgia carotidea nel paziente con ictus acuto sono al momento limitate e non sempre concordanti.

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10.2.2.8 Vasospasmo

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Aneurisma
  • Angiografia
  • Angioplastica
  • Arterie
  • Arterie cerebrali
  • Arteriole
  • Calcio
  • Deficit
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Dilatazione
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Elettroliti
  • Emodiluizione
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Evidenze
  • Incidenza
  • Intensiva
  • Ischemia
  • Magnesio
  • Nicardipina
  • Nifedipina
  • Nimodipina
  • Papaverina
  • Pazienti
  • Placebo
  • Pravastatina
  • Pressione
  • Pressione endocranica
  • Rischio
  • Sangue
  • Scompenso cardiaco
  • Simvastatina
  • Sintomatica
  • Stenosi
  • Studi
  • Terapia intensiva
  • Volume

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Il vasospasmo si manifesta con stenosi delle arterie cerebrali e riduzione del flusso, documentata mediante esami angiografici o Doppler transcranico. Il fenomeno ha un esordio dopo 3-5 giorni dal sanguinamento, raggiunge il massimo fra il 5°-14° giorno ed ha una risoluzione graduale in 2-4 settimane. Nella metà dei casi si rende manifesto con la comparsa di deficit neurologici focali, che possono risolversi od esitare in ischemie cerebrali.

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10.2.2.5 Trattamento endovascolare e chirurgico

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Aneurisma
  • Angiografia
  • Cefalea
  • Chirurgia
  • Craniotomia
  • Deficit
  • Dipendenza
  • Drenaggio
  • Ematoma
  • Emergenza
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Epilessia
  • Fattori di rischio
  • Idrocefalo
  • Incidenza
  • Ipertensione
  • Ipertensione endocranica
  • Minor
  • Morte
  • Occlusione
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Pronto soccorso
  • Qualità della vita
  • Rischio
  • Studi
  • Volume

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Dopo rottura di un aneurisma cerebrale, se non vi è un trattamento (endovascolare o chirurgico) con esclusione dell'aneurisma, la probabilità di un nuovo sanguinamento è estremamente elevata: 20% entro 14 giorni, 30% entro 30 giorni, 40% entro 180 giorni ed in seguito la probabilità di recidiva di rottura è del 3% per anno. L'incidenza di recidiva di rottura è nettamente più elevata nei primi 2 giorni ed in particolare nelle prime 24 ore.

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10.2.2.3 Presentazione clinica

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Cefalea
  • Coma
  • Coscienza
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Patologia
  • Segni
  • Terapia chirurgica
  • Volume
  • Vomito
  • 6a-2011

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La presentazione tipica dell'ESA consiste in una cefalea ad esordio improvviso, solo a volte vi può essere un disturbo della coscienza e/o segni neurologici focali e/o vomito. Le emorragie più importanti determinano uno stato di sopore o coma. In alcuni casi si ha il deficit di un nervo cranico (più spesso del 3° nervo cranico) per sanguinamento in prossimità dello stesso o per compressione da parte della sacca aneurismatica. Il rigor nucale è incostante e quando presente compare dopo alcune ore.

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10.2.2.2 Fattori di rischio

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Aneurisma
  • Arteria Cerebrale Media
  • Caffeina
  • Contraccettivi orali
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Donne
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Fattori di rischio
  • Fossa cranica posteriore
  • Fumare
  • Fumo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Indice Di Massa Corporea
  • Influenza
  • Ipertensione
  • Malattia
  • Minor
  • Nicotina
  • Osservazione
  • Parametri
  • Patologia
  • Pazienti
  • Persone
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Rischio
  • Sintomi
  • Storia naturale
  • Studi
  • Studi caso-controllo
  • Studi di coorte
  • Volume

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Vi sono dati ottenuti da buoni studi di coorte.

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10.2.1.6 Trattamento chirurgico

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Coma
  • Coscienza
  • Craniotomia
  • Deficit
  • Dipendenza
  • Ematoma
  • Emorragia
  • Idrocefalo
  • Mortalità
  • Morte
  • Pazienti
  • Studi
  • Volume

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Il razionale per proporre questo trattamento risiede nel concetto generale che la rimozione chirurgica dell'ematoma possa ridurre il danno sul parenchima cerebrale in quanto diminuisce l'effetto massa, blocca la cascata dei prodotti tossici derivanti dall'emorragia, previene il possibile ingrandimento dell'ematoma che può avvenire nelle prime ore dell'emorragia.

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10.2.1.1 Presentazione clinica

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Cefalea
  • Coma
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • Ematoma
  • Emorragia
  • Ictus
  • Nausea
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prognosi
  • Rischio
  • Sintomi
  • Studi
  • Volume
  • Vomito

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La classica presentazione consiste in un deficit neurologico focale, che progredisce in minuti od ore e si accompagna a cefalea, nausea, vomito, elevazione della pressione arteriosa e crisi epilettiche. Una riduzione più o meno grave dello stato di coscienza è in rapporto alle dimensioni ed alla localizzazione dell'ematoma. Circa il 51%-63% dei pazienti ha una lieve progressione dei deficit, mentre il 34%-38% ha un massimo di sintomi all'esordio, e solo il 5%-20% degli ictus ischemici hanno sintomi progressivi.

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10.1.1.3 Il consenso alla terapia trombolitica

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Bioetica
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Consenso informato
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • Dichiarazione di Helsinki
  • Disabili
  • Disabilità
  • Emergenza
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Etica
  • Fronte
  • Ictus
  • Linee guida
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Morte
  • Neurologia
  • Orientamento
  • Pazienti
  • Placebo
  • Processo decisionale
  • Registri
  • Ricerca
  • Rifiuto
  • Rischio
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Sperimentazioni cliniche
  • Stress
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Terapia trombolitica
  • Volume

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L'acquisizione del consenso informato è un momento cruciale del processo decisionale terapeutico poiché attraverso di esso il paziente viene informato sul rapporto rischio-beneficio della terapia che viene proposta e viene messo in luce il valore che il paziente attribuisce all'effetto della terapia e ai diversi esiti della malattia.

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10.1.1.1.2 Trombolisi con rt-PA

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Arteria Cerebrale Media
  • Casistica
  • Coma
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Dipendenza
  • Emorragia
  • Ictus
  • Incidenza
  • Influenza
  • Letti
  • Linee guida
  • Medici
  • Mortalità
  • Morte
  • Parametri
  • Pazienti
  • Placebo
  • Pressione
  • Rischio
  • Salute
  • Segni
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi multicentrici
  • Studio Randomizzato Controllato
  • Terapia trombolitica
  • Tomografia
  • Tomografia Computerizzata
  • Volume

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I principali studi con r-tPA [6, 7, 8, 9] hanno invece conseguito risultati più interessanti.

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9.3.3.4 Studi sull'uomo

  • 9 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Diagnosi)
  • Arteria Cerebrale Media
  • Arterie
  • Cellule
  • Deficit
  • Emorragia
  • Ictus
  • Ischemia
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Pressione
  • Riperfusione
  • Rischio
  • Studi
  • Volume

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Gli studi finora effettuati in vivo mostrano come le tecniche di RM funzionale possano essere in grado di identificare pazienti con ictus acuto, determinare se il tessuto cerebrale ischemico può essere salvato dalla riperfusione e/o dalla terapia neuroprotettiva, predire quali pazienti hanno un tessuto così compromesso da essere ad alto rischio di emorragia se trattati con r-tPA, ed infine stabilire se il flusso ematico cerebrale si è ripristinato.[98,

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9.3.3 Risonanza magnetica di diffusione, di perfusione, RM-spettroscopia

  • 9 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Diagnosi)
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Ictus
  • Tecniche diagnostiche
  • Volume

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Nella diagnosi dell'ictus ischemico TC e RM sono tecniche ormai standardizzate ed indispensabili per valutare la presenza o l'estensione di un infarto nelle prime 12-24 ore. Tuttavia si delinea sempre più chiaramente la necessità di ottenere immagini specifiche delle prime 3-12 ore, anche alla luce delle terapie trombolitiche e di nuovi trattamenti con farmaci neuroprotettivi.

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9.1.2.4 Scale di valutazione neurologica in fase acuta

  • 9 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Diagnosi)
  • Afasia
  • Atassia
  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • Dipendenza
  • Edema
  • Edema cerebrale
  • Ictus
  • Infarto cerebrale
  • Istituzionalizzazione
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Morte
  • National Institutes Of Health Stroke Scale
  • Occlusione
  • Orientamento
  • Osservazione
  • Paralisi
  • Paresi
  • Parlare
  • Patologia
  • Pazienti
  • Personale infermieristico
  • Prognosi
  • Rischio
  • Salute
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Visione
  • Volume

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Tra i fattori clinici, la gravità dell'ictus rappresenta un importante fattore predittivo dell'esito funzionale.[59] Molte scale sono state sviluppate in questi anni con lo scopo di misurare tale gravità e di monitorarne l'evoluzione nel tempo anche ai fini della definizione prognostica.

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  • Basi epidemiologiche ed inquadramento diagnostico
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Economia e impegno delle risorse
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus acuto
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Nutrizione e ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Struttura e metodologia
  • Terapia chirurgica
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
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