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Diagnosi Evidenze Fattori di rischio Ictus Incidenza Malattia Pazienti Popolazione Prevenzione Rischio Stroke Studi
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Diagnosi

Raccomandazione 10.21 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Cranio
  • Diagnosi
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Ictus acuto
  • Raccomandazione
  • 5a-2008
  • Grado D
Vai al volume: 10.2.1.3 Diagnostica

La TC cranio è indicata come esame di prima scelta per la diagnosi in acuto di emorragia cerebrale.

13.4.3 Diagnostica pre-operatoria della stenosi carotidea

  • Angiografia
  • Arterie
  • Asintomatica
  • Bias
  • Chirurgia
  • Diagnosi
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Fronte
  • Ictus
  • Laboratori
  • Mezzi di contrasto
  • Occlusione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Piede
  • Popolazione
  • Rischio
  • Sensibilità e specificità
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Terapia chirurgica
  • Test
  • Volume
  • 6a-2011
  • 13 Terapia chirurgica

Mostra le sintesi e raccomandazioni per questo paragrafo

La TC può fornire anche utili informazioni sulla struttura e composizione della placca carotidea, soprattutto nella sua variante a ricostruzione tridimensionale (TC-3D),[98] essendo molto sensibile alla componente calcifica ma poco a quella non calcifica.

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13.2 Indicazioni chirurgiche - Stenosi carotidea sintomatica

  • Asintomatica
  • Braccio
  • Chirurgia
  • Consensus
  • Diagnosi
  • Donne
  • Educazione
  • Evidenze
  • Gruppi di controllo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Leucoaraiosi
  • Malattia
  • Mano
  • Morte
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Rischio
  • Sesso
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Terapia chirurgica
  • Uomini
  • Volume
  • 6a-2011
  • 13 Terapia chirurgica

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Senza dubbio possiamo affermare che i pazienti con stenosi carotidea sintomatica sono maggiormente a rischio di ictus rispetto a quelli con stenosi carotidea asintomatica di pari grado.

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13.5.4 Stenting carotideo

  • Analisi multivariata
  • Anestesia
  • Anestesia generale
  • Angioplastica
  • Angioplastica Percutanea Transluminale
  • Apprendimento
  • Asintomatica
  • Aspettativa di vita
  • Bias
  • Cardiologia
  • Casistica
  • Chirurgia
  • Collo
  • Consenso informato
  • Consensus
  • Controllo di qualità
  • Costi
  • Cuore
  • Diabete mellito
  • Diagnosi
  • Disabili
  • Disfunzione ventricolare
  • Disfunzione ventricolare sinistra
  • Doppler
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fiducia
  • Fumo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Inversione
  • Ischemia
  • Ischemia miocardica
  • Linee guida
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Minor
  • Morte
  • Nervi cranici
  • Neurologia
  • Occlusione
  • Ospedali
  • Ospedalizzazione
  • Paralisi
  • Parametri
  • Partecipazione
  • Patologia
  • Patologia clinica
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Predittori
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Radiologia
  • Radioterapia
  • Registri
  • Rischio
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stent
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi prospettici
  • Terapia chirurgica
  • Tracheostomia
  • Volume
  • 6a-2011
  • 13 Terapia chirurgica

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L'angioplastica percutanea transluminale (PTA) con stenting di prima intenzione della carotide extracranica è una metodica alternativa alla tradizionale EC, essenzialmente per i vantaggi conseguenti al fatto che si evitano i rischi connessi all'intervento chirurgico e quindi all'anestesia generale (caso in cui l'EC si conduce in anestesia generale), all’accesso chirurgico al collo e al possibile danno di nervi cranici, al tempo di clampaggio più prolungato, etc.

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13.5.2 Protezione e monitoraggio cerebrale

  • Anestesia
  • Anestesia generale
  • Anestesia locale
  • Arteria Cerebrale Media
  • Bias
  • Complicanze intraoperatorie
  • Controllo di qualità
  • Diagnosi
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Embolia
  • Embolia gassosa
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Malattia
  • Morte
  • Nervi cranici
  • Occlusione
  • Occlusione Carotidea
  • Paralisi
  • Patch
  • Pazienti
  • Potenziali evocati
  • Rischio
  • Segnali
  • Segni
  • Sensibilità e specificità
  • Shunt
  • Stroke
  • Studi
  • Terapia chirurgica
  • Volume
  • 6a-2011
  • 13 Terapia chirurgica

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Il problema della scelta e conduzione dell'anestesia nell'EC è strettamente correlato a quello della protezione e del monitoraggio cerebrale, per ridurre al minimo il rischio dell'ischemia cerebrale e dell'ictus intraoperatorio da clampaggio.

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13.5.1 Tipo di anestesia

  • Anestesia
  • Anestesia generale
  • Anestesia locale
  • Anestetici
  • Anestetici generali
  • Bias
  • Cervello
  • Chirurgia
  • Coscienza
  • Diagnosi
  • Dolore
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Embolia
  • Emodinamica
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Infarto miocardico
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Ischemia miocardica
  • Monitoraggio intraoperatorio
  • Morte
  • Neuroni
  • Ospedali
  • Ospedalizzazione
  • Ossigeno
  • Patch
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Potenziali evocati
  • Prognosi
  • Rifiuto
  • Rischio
  • Segni
  • Shunt
  • Soddisfazione del paziente
  • Stress
  • Stroke
  • Studi
  • Terapia chirurgica
  • Volume
  • 6a-2011
  • 13 Terapia chirurgica

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In tutti gli studi chirurgici randomizzati e controllati, sia nei sintomatici sia negli asintomatici, i benefici dell'EC sono strettamente correlati al rischio di complicanze gravi (ictus o morte) perioperatorie (entro 30 giorni dall'intervento), che deve essere il minimo possibile e ben al di sotto del 3% negli asintomatici.

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20 Processi Gestionali Basati sull'Evidenza

  • Consapevolezza
  • Diagnosi
  • Emergenza
  • Ictus
  • Linee guida
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Riabilitazione
  • Società
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Trasferimenti
  • Volume
  • 6a-2011
  • 20 Processi Gestionali Basati sull'Evidenza

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L’organizzazione assistenziale per processi consiste nell’applicazione di un sistema per processi in ambito organizzativo, che presuppone  una esplicita identificazione del processo stesso e delle sue componenti, delle interazioni tra di essi, nonché delle loro modalità di gestione. Il maggiore vantaggio è quello di garantire il governo della continuità assistenziale controllandone la qualità, l’efficacia e l’efficienza.

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6.6.3 Genetica e ictus

  • 6 Fattori di rischio
  • Alleli
  • Aneurisma
  • CADASIL
  • Comprensione
  • Diagnosi
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Emostasi
  • Epidemiologia
  • Etica
  • Fattore V
  • Fattori di rischio
  • Fenotipo
  • Gemelli
  • Genetica
  • Geni
  • Genotipo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto cerebrale
  • Malattia
  • Malattie
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Protrombina
  • Ricerca
  • Rischio
  • Screening genetico
  • Stroke
  • Struttura e metodologia
  • Studi
  • Studi caso-controllo
  • Studi di coorte
  • Tessuto connettivo
  • Test
  • Trombina
  • Volume
  • 6a-2010

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Fra i fattori di rischio emergenti un ruolo importante è giocato dalla genetica. Una storia familiare positiva per malattia cerebrovascolare è spesso considerata un fattore di rischio per ictus. Esistono tre tipi di studi di epidemiologia genetica volti a valutare l'associazione fra storia familiare e insorgenza di ictus: studi di popolazione, studi familiari e studi su gemelli.

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6.4.5 Attacchi ischemici transitori

  • 6 Fattori di rischio
  • American Heart Association
  • Anamnesi
  • Anticoagulanti
  • Attacco ischemico transitorio
  • Deficit
  • Diabete mellito
  • Diagnosi
  • Disabilità
  • Donne
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus
  • Iperglicemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ischemia
  • Linguaggio
  • Menopausa
  • Minor
  • Miocardio
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Prognosi
  • Rischio
  • Sesso
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stroke
  • Volume
  • 6a-2010

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L'ictus ischemico è frequentemente preceduto da un attacco ischemico transitorio (TIA), che, pur non comportando disabilità, rappresenta un campanello d'allarme di rischio vascolare.[102, 103].

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18.6.3 Disturbi neuropsichiatrici post-ictali

  • Allucinazioni
  • Antidepressivi
  • Atteggiamento
  • Consensus
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Disturbi cognitivi
  • Ictus
  • Pazienti
  • Pressione
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sindrome
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La depressione costituisce il principale disturbo affettivo post-ictale (PSD – post-stroke depression), interessando in media un terzo dei pazienti, ed essa è stata oggetto di intensa ricerca nel corso degli ultimi 25 anni, a partire dal modello neurobiologico di Robinson, basato su una stretta correlazione con la sede lesionale.[479] Tale modello è stato però posto in discussione, dato che la sua evidenza empirica rimane tuttora contraddittoria.

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18.6.1 Sequele cognitive dell’ictus

  • Aprassie
  • Autonomia
  • Crescita
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Demenza
  • Diagnosi
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Istituzionalizzazione
  • Neglect
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Società
  • Studi
  • Terapia farmacologica
  • Test
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Nell'ambito delle sequele cognitive dell'ictus possono essere compresi sia  il deterioramento cognitivo globale che i deficit cognitivi focali post-ictali. La forma conclamata di deterioramento cognitivo globale, cioè la demenza post-ictus, è stata oggetto di intensa attività di ricerca nel corso degli ultimi anni.

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18.4.3.5 Complicanze delle terapie anticoagulanti

  • Acenocumarolo
  • Adulto
  • Aggregazione piastrinica
  • Attivazione
  • Attivazione piastrinica
  • Conta piastrinica
  • Creatinina
  • Diagnosi
  • ELISA
  • Emorragia
  • Eparina
  • Eparina a basso peso molecolare
  • Epistassi
  • Evidenze
  • Fattore VII
  • Fattore VIIa
  • Fattore Xa
  • Ictus
  • Incidenza
  • Insufficienza renale
  • Metabolismo
  • Morte
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Placebo
  • Plasma
  • Popolazione
  • Rischio
  • Serotonina
  • Sindrome
  • Studi
  • Studi clinici
  • Tempo di tromboplastina parziale
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Test
  • Trombocitopenia
  • Tromboplastina
  • Trombosi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La trombocitopenia eparina-indotta (vedi § 10.1.3.3) è una grave complicanza della terapia sia con eparina non frazionata che con eparina a basso peso molecolare, associata ad un elevato rischio di trombosi e di morte. L’incidenza di questa sindrome varia, essendo maggiore in pazienti trattati con eparina non frazionata, maggiore quando vengono utilizzati dosaggi terapeutici e maggiore nei pazienti chirurgici che nei pazienti internistici.

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18.4.1.3 Ricerche cliniche in corso e strategie future

  • Adipe
  • Adulto
  • Attivazione
  • Bias
  • Caffeina
  • Cellule
  • Cellule staminali
  • Cellule stromali
  • Cervello
  • Colesterolo
  • Colesterolo LDL
  • Cordone ombelicale
  • Crescita
  • Diagnosi
  • Endotelio
  • Etanolo
  • Fronte
  • Ictus
  • Infarto miocardico
  • Infiammazione
  • Ipotermia
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Laboratori
  • Linea cellulare
  • Lovastatina
  • Midollo osseo
  • Modelli animali
  • Morte
  • Muscolo scheletrico
  • Necrosi
  • Neuroni
  • Neuroprotettori
  • Osservazione
  • Ossigeno
  • Pazienti
  • Pensare
  • Perossidazione lipidica
  • Probabilità
  • Radicali liberi
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Salute
  • Sangue
  • Sistema nervoso
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Teratocarcinoma
  • Tessuti
  • Tessuto nervoso
  • Trapianto
  • Trapianto di cellule staminali
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Prima di abbandonare definitivamente la strada della terapia neuroprotettiva dell'ictus, che ha dato risultati così clamorosi negli studi preclinici, occorre rivalutare questi problemi ed intraprendere alcuni passi necessari.[280] Ad esempio, sarebbe auspicabile poter utilizzare tecniche di neuroimmagine, quali quelle basate sulla RM, per determinare lo stadio evolutivo dell'infarto e l'estensione della penombra ma anche per misurare a tempi più brevi l'efficacia del farmaco.

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18.3.2. Sviluppo e prospettive di ricerca della Neurosonologia

  • Artefatto
  • Arterie
  • Attivazione
  • Avambraccio
  • Diagnosi
  • Diagnostica per immagini
  • Dissezione
  • Disturbi del movimento
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Endotelio
  • Ferro
  • Fibrina
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Malattia di Parkinson
  • Membrane
  • Mezzi di contrasto
  • Microbolle
  • Occlusione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Popolazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Segnali
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Terapia trombolitica
  • Vasodilatazione
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La neurosonologia, metodica strumentale non invasiva, precisa ed affidabile ha assunto negli anni più recenti un ruolo importante nella diagnostica della patologia cerebrovascolare ischemica, soprattutto nella fase acuta, in quanto permette non solo un’accurata valutazione morfologica e funzionale delle lesioni degli assi vascolari extra e intracranici ma consente anche un monitoraggio costante dell’evoluzione del danno arterioso.

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18.2.1.6 Il problema infettivo e la malattia aterosclerotica

  • Anticorpi
  • Aorta
  • Arterie
  • Attivazione
  • Batteri
  • Beta-lattamasi
  • Cellule
  • Cellule endoteliali
  • Cellule muscolari
  • Chlamydia
  • Colesterolo
  • Cytomegalovirus
  • Diagnosi
  • Dieta
  • DNA
  • E-Selectina
  • Enterovirus
  • Epatite
  • Epatite C
  • Fattori di rischio
  • Fenotipo
  • Genoma
  • Genoma virale
  • Helicobacter
  • Helicobacter pylori
  • Ibridazione in situ
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Immunoistochimica
  • Incidenza
  • Infezione
  • Infiammazione
  • Linfociti
  • Linfociti T
  • Macrolidi
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Medici
  • Medicina
  • Microrganismi
  • Miocardio
  • Modelli animali
  • Monociti
  • Mortalità
  • Osservazione
  • Parametri
  • Pazienti
  • Persone
  • Plasminogeno
  • Popolazione
  • Predittori
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Progressione della malattia
  • Proteina C
  • Ricerca
  • Rischio
  • Roxitromicina
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Siero
  • Sintesi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi di intervento
  • Studi epidemiologici
  • Vaccinazione
  • Virus
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
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La prima documentazione di una associazione significativa fra infezioni e malattia aterosclerotica deriva da uno studio condotto su un modello animale (pollo) in cui l’infezione da herpes virus risultava essere in grado di indurre lesioni aterosclerotiche nelle grandi arterie con un andamento simile a quello che si osservava quando gli animali erano infetti e supplementati con una dieta ricca di colesterolo.[Minick,1979] Studi successivi sempre in modelli animali hanno indicato che non solo l’i

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18.1.4 L'ictus dell'anziano

  • Anamnesi
  • Anziano
  • Attacchi
  • Atteggiamento
  • Casistica
  • Colesterolo
  • Colesterolo LDL
  • Demenza
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Donne
  • Emostasi
  • Evidenze
  • Fattore V
  • Fattori di rischio
  • Fumo
  • Genotipo
  • Geriatria
  • Ictus
  • Incidenza
  • Invecchiamento
  • Ipercolesterolemia
  • Linee guida
  • Lipidi
  • Malattie
  • Mortalità
  • Morte
  • Occlusione
  • Omocisteina
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Probabilità
  • Proteina C
  • Proteina C-reattiva
  • Protrombina
  • Resistenza alla proteina C attivata
  • Ricerca
  • Rischio
  • Segni
  • Sintomi
  • Studi
  • Studi clinici
  • Trombomodulina
  • Uomini
  • Visione
  • Vitamina B6
  • Vitamine
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Il rischio di ictus cresce in maniera sostanziale con l'aumentare dell'età, come confermato anche dall'analisi dei dati del Framingham Study,[133] ma rimangono ancora da chiarire molti aspetti patogenetici legati al suo sviluppo. Nell'anziano l'elevata incidenza di ictus non è spiegabile solo con i classici fattori di rischio, alcuni dei quali, come il fumo, tendono infatti a ridursi con l'età.[134]

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18.1.2.11 Miscellanea

  • Adipociti
  • Adiponectina
  • Affetto
  • Apnea
  • Arteriosclerosi
  • Arterite
  • Arterite a cellule giganti
  • Attacchi
  • Atteggiamento
  • Cellule
  • Concentrazione
  • Contraccettivi orali
  • Diagnosi
  • Donne
  • Emicrania
  • Endotelio
  • Fibrillazione Atriale
  • Forame ovale
  • Forame Ovale Pervio
  • Fumare
  • Geni
  • Glottide
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto cerebrale
  • Infarto miocardico
  • Infiammazione
  • Insulina
  • Intensiva
  • Iperglicemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertiroidismo
  • Ipotensione
  • Ipotensione ortostatica
  • Ipotiroidismo
  • Ischemia
  • Ischemia miocardica
  • Linee guida
  • Malattia
  • Mezza età
  • Mortalità
  • Morte
  • Patologia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Proteinuria
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sangue
  • Sesso
  • Shunt
  • Sindrome
  • Sonno
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Terapia intensiva
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Viscosità del sangue
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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L’associazione tra emicrania e rischio di ictus è controversa  (vedi § 6.5.13 e § 17.3.13) e l’argomento resta oggetto di studio.

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18.1.1.2 Complicanze dell’ictus cerebrale

  • Anziano
  • Atrofia
  • Attacchi
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Dipendenza
  • Disabilità
  • Disturbo depressivo
  • Epilessia
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linee guida
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Mortalità
  • Pazienti
  • Pazienti ambulatoriali
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prognosi
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sesso
  • Sopravvissuti
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Volume
  • 6a-2011
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Ictus ed epilessia

La riduzione della mortalità a breve termine in un paziente con ictus cerebrale espone il soggetto ad un maggior rischio di complicanze. Un settore ancora poco esplorato riguarda la comparsa di crisi epilettiche e di epilessia. Occorre ricordare che la causa principale di epilessia nel paziente anziano è di origine cerebrovascolare.

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Sintesi 20-6

  • Diagnosi
  • Emergenza
  • Ictus
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Riabilitazione
  • Sintesi
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Trasferimenti
  • 6a-2010
  • 20 Processi Gestionali Basati sull'Evidenza
Vai al volume:


I vari processi nei quali è articolata la filiera dell’assistenza all’ictus cerebrale comprendono la prevenzione, il primo contatto, la  diagnosi, l’ avvio in emergenza in ospedale, gli  interventi della fase acuta, la gestione in  Stroke Unit, i trasferimenti dopo la fase acuta, la riabilitazione, la prevenzione secondaria, il supporto sociale e sanitario.

 

Sintesi 16-49

  • Atrofia
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Idrocefalo
  • Neoplasie
  • Pazienti
  • Sintesi
  • Studi
  • Studi clinici
  • 6a-2011
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.5 Diagnosi per neuroimmagini

Nella diagnosi di demenza vascolare le tecniche di neuroimmagine possono risultare di particolare aiuto in quanto consentono di:

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Raccomandazione 16.28 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado C
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.5.1 Immagini neuroradiologiche a supporto della diagnosi di demenza vascolare

L'assenza di lesioni cerebrovascolari alla TC o RM è evidenza significativa contro una possibile diagnosi di demenza vascolare.

Raccomandazione 16.27 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado A
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.5.1 Immagini neuroradiologiche a supporto della diagnosi di demenza vascolare

Per la diagnosi di demenza vascolare è sempre indicato il ricorso  ad una valutazione neuroradiologica con risonanza magnetica (sequenze standard, T1, T2 FLAIR o, qualora questa non sia effettuabile, almeno con TC encefalo. Di norma l'uso di mezzo di contrasto non appare necessario per nessuna delle due tecniche.

Raccomandazione 16.26 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Raccomandazione
  • Studi
  • Studi clinici
  • 6a-2011
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
  • GPP
Vai al volume: 16.4.4 SPECT e PET

Non vi è indicazione a SPECT o PET, ad esami elettrofisiologici o all'esame del liquido cerebrospinale nella diagnosi di demenza vascolare, se non limitatamente a scopi scientifici o per la stratificazione dei soggetti nel contesto di studi clinici.

Sintesi 16-46

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Sintesi
  • 6a-2011
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.5.5 Il Vascular Cognitive Impairment

Il concetto di deterioramento cognitivo vascolare (VCI: Vascular Cognitive Impairment) è stato introdotto per definire i casi con deficit cognitivi che si ritengano espressione di danno vascolare pur non raggiungendo i criteri clinici necessari per la diagnosi di demenza vascolare.

Raccomandazione 16.14 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
  • GPP
Vai al volume: 16.2.5.4 Criteri diagnostici correntemente usati per la demenza vascolare

Lo Hachinski Ischemic Score non è indicato come strumento unico per la diagnosi di demenza vascolare.

Sintesi 16-36

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Sintesi
  • Stroke
  • 6a-2011
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.5 Inquadramento diagnostico

I criteri Alzheimer's Disease Diagnostic and Treatment Centers (ADDTC) insieme allo Hachinski Ischemic Score (HIS) risultano essere i più sensibili per la diagnosi di demenza vascolare. I criteri National Institute of Neurological Disorders and Stroke - Association Internationale pour la Recherche et l'Enseignement en Neurosciences (NINDS-AIREN), associati allo Hachinski Ischemic Score (HIS), i più specifici.

Sintesi 16-44

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Sintesi
  • Stroke
  • 6a-2011
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.5.4 Criteri diagnostici correntemente usati per la demenza vascolare

I criteri per la diagnosi di demenza vascolare non sono intercambiabili: la frequenza più elevata di diagnosi di demenza vascolare è raggiunta adoperando i criteri DSM-IV-TR, che risultano essere i più inclusivi; la frequenza più bassa si ottiene adoperando i criteri National Institute of Neurological Disorders and Stroke - Association Internationale pour la Recherche et l'Enseignement en Neurosciences (NINDS-AIREN), i più restrittivi.

Raccomandazione 16.22 

  • CADASIL
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Diagnosi
  • Raccomandazione
  • Ricerca
  • 6a-2011
  • Grado A
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.5.3 La CADASIL

La ricerca di una mutazione del gene NOTCH 3 è indicata per la diagnosi di CADASIL.

Raccomandazione 16.2 

  • Depressione
  • Diagnosi
  • Ictus
  • Raccomandazione
  • Test
  • Grado C
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.2 Diagnosi

Per la diagnosi clinica di depressione post-ictus è indicato, oltre al DSM-IV-TR, abitualmente utilizzato per la classificazione dei disturbi dell'umore, un approccio clinico multidimensionale (colloquio con il paziente, con i familiari, personale non medico, test e scale specifici).

Sintesi 16-2

  • Depressione
  • Diagnosi
  • Ictus
  • Rischio
  • Sintesi
  • Sintomi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.2 Diagnosi

Formulare una diagnosi di depressione post-ictus richiede attenzione, in quanto esiste un elevato rischio di sovrastima e di sottostima diagnostica, in parte attribuibile alla presenza di sintomi somatici ed in parte alle differenti modalità di approccio degli esaminatori.

Sintesi 17-45

  • Angiografia
  • Cranio
  • Diagnosi
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Pazienti
  • Sintesi
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.15.4 Diagnosi

La RM del cranio (T1, T2, FLAIR e T2-star) combinata con l’angio RM per lo studio dei seni venosi cerebrali rappresentano le metodiche ottimali per la diagnosi e per il follow up dei pazienti con trombosi venosa cerebrale. Se persistono incertezze o nei casi dubbi può essere giustificato il ricorso all’angiografia con catetere

Raccomandazione 17.25 

  • Ciclofosfamide
  • Diagnosi
  • Ictus
  • Pazienti
  • Quadro clinico
  • Raccomandazione
  • Steroidi
  • Vasculite
  • 6a-2011
  • Grado D
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.9 Vasculiti

Nei pazienti con TIA o ictus in cui il quadro clinico e gli accertamenti diagnostici orientano per una eziologia vasculitica è indicata la tempestiva somministrazione di steroidi da soli o in associazione a ciclofosfamide. La risposta a tale trattamento rappresenta un ulteriore elemento di supporto per la diagnosi di vasculite.

Sintesi 17-28

  • Diagnosi
  • Ictus
  • Pazienti
  • Sintesi
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.9 Vasculiti

Nei pazienti con ictus o TIA in età pediatrica e giovanile, qualora vi sia il sospetto clinico una eziologia vasculitica, è indicato procedere ad accertamenti immunologici in quanto utili per il corretto inquadramento nosografico. La diagnosi di certezza si basa sull’esame bioptico su un campione di tessuto prelevato da un organo interessato evidenziante il tipico reperto infiammatorio.

Sintesi 17-24

  • Angiografia
  • Collo
  • Diagnosi
  • Doppler
  • Sintesi
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.6 Dissecazione dei vasi epiaortici

Nella dissecazione dei vasi epiaortici l’eco Doppler dei tronchi sovraortici può rilevare un restringimento del lume o un flusso frenato distale alla biforcazione carotidea e, raramente, il patognomonico “doppio lume”. Con l’eco Doppler può risultare invece difficoltosa la diagnosi di dissecazione vertebrale.

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Sintesi 17-20

  • Biopsia
  • Diagnosi
  • Genetica
  • Ictus
  • Pazienti
  • Sintesi
  • Tessuto elastico
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.4.4 Pseudoxantoma Elasticum

Lo Pseudoxantoma Elasticum è un disordine multisistemico del tessuto elastico con coinvolgimento cutaneo, oculare, cardiaco e vascolare. La presenza dello Pxeudoxantoma Elaticum deve essere sospettata nei pazienti giovani con ictus/TIA di tipo lacunare, dissecazione o dolicoectasia dei vasi epiaortici che presentino strie neoangiodi retiniche o papule di color giallo-arancione nelle aree flessorie. La diagnosi si ottiene con la biopsia cutanea e l’analisi genetica

Sintesi 17-19

  • Arterie
  • Diagnosi
  • Intestino
  • Pazienti
  • Sindrome
  • Sindrome di Ehlers-Danlos
  • Sintesi
  • Utero
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.4.3 Sindrome di Ehlers-Danlos

La sindrome di Ehlers-Danlos comprende un gruppo di disordini ereditari del collageno caratterizzati da iperelasticità della cute, ipermobilità articolare e alterazioni vascolari. Il tipo IV è il più predisposto a complicanze vascolari causate da rottura di vasi arteriosi di grosso e medio calibro. La diagnosi va sospettata nei pazienti con aneurismi della carotide interna, fistole carotido-cavernose o dissecazione dei vasi epiaortici.

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Sintesi 17-14

  • Anticorpi
  • Diagnosi
  • Ictus
  • Pazienti
  • Segni
  • Sindrome
  • Sintesi
  • Sintomi
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.2 Sindrome da anticorpi antifosfolipidi

Nei pazienti con ictus giovanile criptogenetico o trombosi venosa cerebrale, soprattutto se vi sono sintomi e segni di una collagenopatia autoimmune o se gli esami di laboratorio evidenziano un inspiegato allungamento dell’aPTT, deve essere considerata la possibilità di una sindrome da anticorpi antifosfolipidi.

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Sintesi 17-12

  • Atrofia
  • Cefalea
  • Cervello
  • Debolezza muscolare
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Diagnosi
  • Emicrania
  • Esercizio
  • Oftalmoplegia
  • Pazienti
  • Segni
  • Sintesi
  • Sintomi
  • Stroke
  • Vomito
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.1.5 Malattie mitocondriali

Nei pazienti giovani con episodi ischemici cerebrali, soprattutto se associati a cefalea simil-emicranica, crisi epilettiche e riscontro di lesioni corticali nei distretti posteriori del cervello alle neuroimmagini, dovrebbe essere considerata la diagnosi di MELAS (mitochondrial encephalomyopathy, lactic acidosis, and stroke-like episodes).
Il sospetto clinico è avvalorato dalla presenza di uno o più dei seguenti sintomi o segni obiettivi:

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Sintesi 17-9

  • Cornea
  • Diagnosi
  • Genetica
  • Ictus
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Ipoacusia neurosensoriale
  • Malattia
  • Malattia di Fabry
  • Proteinuria
  • Segni
  • Sintesi
  • Sintomi
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.1.1 Malattia di Fabry
  1. La malattia di Fabry va considerata in ogni paziente con TIA o ictus giovanile criptogenetico. Il sospetto clinico viene avvalorato se è coinvolto il circolo posteriore, se vi è dolicoectasia dell’asse vertebrobasilare e se sono presenti i segni clinici descritti più sopra, isolatamente od associati.
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Sintesi 11-20

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Diagnosi
  • Ictus acuto
  • Prognosi
  • Sintesi
  • Studi
  • 6a-2011
Vai al volume: 11.9.2 Gestione dell'epilessia vascolare in fase acuta

L'esame EEG ha poco valore diagnostico, e per la prognosi gli studi sono insufficienti. È invece utile per la diagnosi differenziale tra eventi focali non vascolari ed eventi critici.

Sintesi 11-14

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Diagnosi
  • Iperglicemia
  • Ipoglicemia
  • Metabolismo
  • Mortalità
  • Sintesi
  • 5a-2008
Vai al volume: 11.6 Glicemia

L'iperglicemia è associata ad una maggiore gravità della lesione ischemica cerebrale e ad una aumentata morbosità e mortalità sia in condizioni sperimentali che nell'uomo, indipendentemente dalla diagnosi precedente di diabete. Nel paziente diabetico lo scompenso del metabolismo glucidico rappresenta una grave complicanza. L'ipoglicemia può essere un fattore aggravante del danno ischemico cerebrale.

Raccomandazione 10.48 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Diagnosi
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Ictus acuto
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado D
Vai al volume: 10.2.2.8 Vasospasmo

Per la diagnosi ed il monitoraggio del vasospasmo è indicato l’uso del Doppler transcranico.

Raccomandazione 10.38 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Cranio
  • Diagnosi
  • Emergenza
  • Ictus acuto
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado D
Vai al volume: 10.2.2.4 Diagnosi

La TC cranio senza mezzo di contrasto è indicata per la diagnosi in emergenza di ESA.

Raccomandazione 10.18 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Anticoagulanti
  • Diagnosi
  • Eparina
  • Ictus acuto
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado D
Vai al volume: 10.1.3.3 La trombocitopenia da eparina [168]

La sospensione immediata del trattamento eparinico è indicata se viene posta diagnosi (o fondato sospetto) di piastrinopenia da eparina.
In caso di piastrinopenia da eparina gli anticoagulanti orali non sono indicati come terapia sostitutiva.

Raccomandazione 9.7 

  • 9 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Diagnosi)
  • Diagnosi
  • Ictus
  • Pronto soccorso
  • Raccomandazione
  • Segni
  • Grado D
Vai al volume: 9.3.1 Tomografia computerizzata

La TC cerebrale senza contrasto è indicata il più presto possibile dopo l'arrivo in Pronto Soccorso per:

la diagnosi differen
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9. Acuto-Diagnosi

  • Diagnosi
  • Ictus acuto

Acuto-Diagnosi

Sintesi 8-10

  • 8 Ictus acuto: Fase preospedaliera e ricovero
  • Diagnosi
  • Ospedali
  • Sintesi
  • 5a-2008
Vai al volume: 8.7.1 Modelli organizzativi

Gli ospedali non organizzati per effettuare la trombolisi devono comunque provvedere alla diagnosi ed alla migliore gestione del paziente, anche ricorrendo alla consulenza per via telematica da parte di un Centro esperto.
È auspicabile che, nei casi in cui vi sia indicazione clinica alla trombolisi e sufficiente margine di tempo per effettuarla, vengano adottate procedure per il trasporto rapido in Centri organizzati per la sua esecuzione.

Raccomandazione 8.4 

  • 8 Ictus acuto: Fase preospedaliera e ricovero
  • Diagnosi
  • Fattori di rischio
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • Sintomi
  • Grado D
Vai al volume: 8.1.3 Medici del 118

È indicato che il personale dei mezzi di soccorso raccolga dal paziente o dai familiari le informazioni utili ad una precoce diagnosi differenziale, alla definizione dei fattori di rischio e alla precisa determinazione dell'ora di inizio dei sintomi.

1. PREVENZIONE PRIMARIA E MEDICINA GENERALE

  • Assistenza medica
  • Carattere
  • Comunicazione
  • Consensus
  • Diagnosi
  • Diagnosi precoce
  • Educazione
  • Educazione sanitaria
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Giudizio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Influenza
  • Malattia
  • Malattie
  • Medici
  • Medicina
  • Minor
  • Motivazione
  • Pazienti
  • Persone
  • Politica sanitaria
  • Polso
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Processo decisionale
  • Raccolta dati
  • Ricerca
  • Riconoscimento
  • Rischio
  • Salute
  • Sesso
  • Sforzo
  • Specializzazione
  • Stile di vita
  • Valutazione del rischio
  • Volume

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La Medicina Generale costituisce il punto chiave della prevenzione primaria; essa è infatti “la specialità medica che fornisce un’assistenza continuativa e completa all’individuo e alla famiglia” (American Academy of Family Physicians), “una forma di assistenza medica in cui assumono particolare importanza il contatto primario e la responsabilità continuativa nei confronti del paziente, sia nella prevenzione che nella terapia” (American Board of Family Practice), “un servizio medico primario, continuo e completo, o

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Considerazioni finali

  • Bioetica
  • Comunicazione
  • Consapevolezza
  • Crescita
  • Diagnosi
  • Economia
  • Economia sanitaria
  • Emergenza
  • Empatia
  • Etica
  • Evidenze
  • Giudizio
  • Ictus
  • Linee guida
  • Malattie
  • Medici
  • Medicina
  • Organismi
  • Patologia
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Ruoli
  • Salute
  • Stroke
  • Studi
  • Tutela del paziente
  • Visione

Siamo giunti alla V edizione delle Linee Guida Italiane per la Prevenzione, la Diagnosi e il Trattamento dell’Ictus Cerebrale.

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18.6.2 Deterioramento cognitivo vascolare

  • CADASIL
  • Deficit
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Genetica
  • Ictus
  • Leucoaraiosi
  • Neurologia
  • Patologia
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Segni
  • Segni e sintomi
  • Sintomi
  • Spostamento
  • Studi
  • Test
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Il deterioramento cognitivo vascolare (“vascular cognitive impairment/disorder”; VCI/VCD) costituisce un ampio spettro di disfunzione cognitiva che va dalla compromissione cognitiva lieve (MCI vascolare, vMCI o VCI-ND) alla demenza conclamata (vascular dementia o VaD) grave.[494] La recente pubblicazione di nuovi  standard diagnostici per la VaD, clinici e di ricerca, modificati in modo da armonizzare la descrizione e lo studio di queste condizioni,[

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18.3.4 Valutazione dell'effetto di terapie sulla regressione della placca

  • Diagnosi
  • Infiammazione
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Malattie
  • Pazienti
  • Rischio
  • Studi
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La regressione di placca è un concetto piuttosto nuovo rispetto alla concezione di malattia degenerativa e progressiva dell’aterosclerosi. Esso si è sviluppato con la scoperta dell’importanza dell’infiammazione e dell’alterata funzione endoteliale nella sua genesi. Le metodiche invasive per testare le malattie intravascolari sono generalmente accettabili solo per la malattia coronarica in cui i pazienti vanno spesso e ripetutamente incontro a procedure endovascolari.

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17.4.15.7 Caratteristiche della trombosi venosa cerebrale nel neonato e nel bambino

  • Acidosi
  • Adulto
  • Apnea
  • Diagnosi
  • Disidratazione
  • Donne
  • Eclampsia
  • Emorragia
  • Fattori di rischio
  • Ipertensione
  • Letargia
  • Meningite
  • Patologia
  • Pazienti
  • Pre-eclampsia
  • Prevalenza
  • Prognosi
  • Retto
  • Rischio
  • Sepsi
  • Sesso
  • Sintomi
  • Studi
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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La trombosi venosa cerebrale (TVC) nei bambini è stata oggetto recentemente di alcune casistiche.[deVeberG,2001, CarvalhoKS,2001, FitzgeraldKC,2006]

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17.4.15.4 Diagnosi

  • Angiografia
  • Cefalea
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Dilatazione
  • Edema
  • Ematocrito
  • Fattori di rischio
  • Inversione
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Segni
  • Seno sagittale superiore
  • Studi
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Vene
  • Vene cerebrali
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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La diagnosi di trombosi dei seni e delle vene cerebrali si avvale essenzialmente delle tecniche di neuroimmagine che possono mostrare una o più lesioni ischemiche. La conferma diagnostica si ottiene con l’angio-RM, l’angio-TC o, in casi dubbi, con l’angiografia convenzionale che evidenziano la trombosi di uno o più seni venosi cerebrali.

Con la TC si possono evidenziare:[FordK,1981]

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17.4.14.2 Aura emicranica ed ictus emicranico

  • Analisi multivariata
  • Bias
  • CADASIL
  • Casistica
  • Cefalea
  • Coma
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Emicrania
  • Emicrania con aura
  • Emicrania senza aura
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linguaggio
  • Matrice extracellulare
  • Oxfordshire Community Stroke Project
  • Pazienti
  • Persone
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi retrospettivi
  • Tronco cerebrale
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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L’aura emicranica è definita come “episodi ricorrenti di sintomi neurologici focali reversibili che si sviluppano gradualmente nell’arco di 5-20 minuti, fino ad un massimo di 60 minuti. [Headache,2004] L’aura tipica consiste in sintomi visivi, spesso di tipo positivo, associati o meno a deficit della sensibilità e/o deficit del linguaggio.

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17.4.13 Sindrome di Susac

  • Amiloide
  • Angiografia
  • Angiografia cerebrale
  • Arteria retinica
  • Arterie
  • Atassia
  • Atrofia
  • Cefalea
  • Ciclofosfamide
  • Corpo calloso
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Diagnosi
  • Encefalomielite
  • Endotelio
  • Evidenze
  • Fascia
  • Fondo oculare
  • Immunoglobuline
  • Incidenza
  • Malattia
  • Nausea
  • Necrosi
  • Nervi cranici
  • Occlusione
  • Orecchio
  • Orecchio interno
  • Pazienti
  • Quadro clinico
  • Retina
  • Sclerosi
  • Sclerosi multipla
  • Sesso
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Steroidi
  • Udito
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La triade clinica encefalopatia, sordità ed occlusione delle arterie retiniche fu descritta per la prima volta dal neurologo Susac nel 1979.[SusacJO,1979; SusacJO,2007] da allora furono descritti diversi quadri clinici oggi considerati varianti della stressa entità patologica quali la sindrome RED-M (Retinopathy, encephalopaty, Deafness associated microangiopathy)[

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17.4.12 Sindrome di Sneddon

  • Angiografia
  • Angiografia cerebrale
  • Anticoagulanti
  • Anticorpi
  • Arterie
  • Atrofia
  • Biopsia
  • Cefalea
  • Deficit
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Doppler
  • Fibrosi
  • Gravidanza
  • Incidenza
  • Iperplasia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Malattia
  • Manifestazioni cutanee
  • Minor
  • Natiche
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Sesso
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi di intervento
  • Trombofilia
  • Trombosi
  • Valvola mitrale
  • Valvole cardiache
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La sindrome di Sneddon è una arteriopatia non infiammatoria caratterizzata dalla presenza di lesioni cutanee sotto forma di livedo racemosa ed episodi cerebrovascolari recidivanti con possibile evoluzione verso una demenza vascolare.[KraemerM,2005, AladdinY,2008]

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17.4.9.1 Arterite di Horton

  • Anemia
  • Aorta
  • Arteria carotide esterna
  • Arteria oftalmica
  • Arterie
  • Arterie ciliari
  • Arterite
  • Arterite a cellule giganti
  • Biopsia
  • Capillari
  • Cefalea
  • Cellule
  • Cuoio capelluto
  • Diagnosi
  • Dolore
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipocinesia
  • Necrosi
  • Nervo ottico
  • Pazienti
  • Piastrine
  • Polimialgia reumatica
  • Popolazione
  • Prednisone
  • Proteina C
  • Quadro clinico
  • Retina
  • Sesso
  • Sintomi
  • Tromboembolia
  • Vene
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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L’arterite a cellule giganti (arterite temporale o arterite di Horton) è probabilmente la più frequente tra le cause “vasculitiche “ di ictus cerebrale.

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17.4.9 Vasculiti

  • Angiografia
  • Angiografia cerebrale
  • Anoressia
  • Anticorpi
  • Arterie
  • Arterite
  • Arterite di Takayasu
  • Astenia
  • Autoanticorpi
  • Azatioprina
  • Batteri
  • Biopsia
  • Cefalea
  • Cellule
  • Cervello
  • Cheratite
  • Ciclofosfamide
  • Confusione
  • Crioglobulinemia
  • Cuore
  • Diagnosi
  • Donne
  • Encefalite
  • Endocardite
  • Endotelio
  • Eritema
  • Eritema nodoso
  • Estremità
  • Etica
  • Febbre
  • Feocromocitoma
  • Ictus
  • Infiammazione
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Linfoma
  • Lupus eritematoso sistemico
  • Malattia
  • Malattie
  • Meningi
  • Midollo spinale
  • Minor
  • Mixoma
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Proteina C
  • Proteina C-reattiva
  • Proteine
  • Quadro clinico
  • Rene
  • Sarcoidosi
  • Sclerite
  • Segni
  • Seni paranasali
  • Sifilide
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Sistema nervoso
  • Steroidi
  • Stroke
  • Studi
  • Test
  • Tubercolosi
  • Uvea
  • Varicella
  • Vasculite
  • Vasi sanguigni
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Generalità

Le vasculiti sono caratterizzate da un processo infiammatorio della parete dei vasi sanguigni in grado di determinare processi steno/occlusivi del vaso o la formazione di aneurismi.[SalehA,2005, FriesJF,1990, JennetteJC,1994] Le vasculiti possano essere pertanto responsabili sia di eventi ischemici sia, più raramente e nelle fasi tardive, di tipo emorragico.

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17.4.8 Displasia fibromuscolare

  • Angiografia
  • Arterie
  • Asintomatica
  • Diagnosi
  • Displasia fibromuscolare
  • Doppler
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipertensione
  • Malattia
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Sesso
  • Stenosi
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La displasia fibromuscolare (DFM) è una rara angiopatia segmentale delle arterie di grosso e medio calibro, ad eziologia sconosciuta che colpisce prevalentemente giovani di sesso femminile. In base agli studi agiografici l’incidenza della DFM è compresa fra lo 0,6% e l’1%. Le alterazioni della DFM coinvolgono la carotide interna nel segmento extracranico, 3-4 cm dopo la biforcazione e, meno frequentemente, la vertebrale a livello C2.

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17.4.7 Malattia moyamoya

  • Anemia
  • Angiografia
  • Anossia
  • Arteria Cerebrale Media
  • Bambino
  • By-Pass
  • Cefalea
  • Cellule
  • Chirurgia
  • Circolo di Willis
  • Cromosomi
  • Diagnosi
  • Displasia fibromuscolare
  • Distonia
  • Disturbi del linguaggio
  • Disturbi del movimento
  • Ematoma
  • Emianopsia
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Evidenze
  • Fumo
  • Gangli
  • Gruppi etnici
  • Ictus
  • Incidenza
  • Iperventilazione
  • Ipoestesia
  • Leptospirosi
  • Letti
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Meningite
  • Neurofibromatosi
  • Poliarterite nodosa
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Ritardo mentale
  • Sclerosi
  • Sclerosi tuberosa
  • Sesso
  • Sindrome
  • Sindrome di Marfan
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Steroidi
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La malattia moyamoya è una malattia rara caratterizzata dalla presenza di steno-occlusioni coinvolgenti la carotide interna intracranica bilateralmente e dalla presenza di un circolo arterioso anomalo alla base dell’encefalo (definito "moyamoya" in giapponese ossia “nuvola di fumo”). Il circolo posteriore è raramente coinvolto.

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17.4.6 Dissecazione dei vasi epiaortici

  • Angiografia
  • Anticoagulanti
  • Arteria carotide comune
  • Arteria Carotide Interna
  • Arteria Cerebrale Media
  • Arteria vertebrale
  • Arterie
  • Asintomatica
  • Capo
  • Cefalea
  • Collo
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Dilatazione
  • Displasia fibromuscolare
  • Dolore
  • Donne
  • Doppler
  • Ematoma
  • Emicrania
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Eparina
  • Fattori di rischio
  • Genotipo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Malattie
  • Manipolazione
  • Miosi
  • Necrosi
  • Nervi cranici
  • Occlusione
  • Omocisteina
  • Osservazione
  • Osteogenesi
  • Osteogenesi imperfetta
  • Paresi
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Quadro clinico
  • Rene
  • Rischio
  • Segni
  • Sindrome
  • Sindrome di Horner
  • Sindrome di Marfan
  • Sindrome di Wallenberg
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Sopravvissuti
  • Stenosi
  • Studi
  • Studi caso-controllo
  • Studi clinici
  • Tinnito
  • Tunica media
  • Vasa nervorum
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La dissecazione dei vasi epiaortici (DAC) è responsabile del 20%-25% degli ictus ischemici giovanili.

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17.4.4.6 Ostegenesis imperfecta

  • Aorta
  • Arterie
  • Callo osseo
  • Capillari
  • Diagnosi
  • Difosfonati
  • Fibroblasti
  • Geni
  • Matrice extracellulare
  • Mortalità perinatale
  • Pazienti
  • Penetranza
  • Ricerca
  • Scoliosi
  • Stenosi
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

L’ostegenesis imperfecta (OI) è un disordine genetico a trasmissione autosomica dominante a penetranza variabile. È caratterizzata da ridotta massa ossea e fragilità ossea con conseguente facilità alle fratture e deformità scheletriche quali bassa statura, scoliosi e callo osseo ipertrofico. La gravità è variabile con forme severe caratterizzate da fratture intrauterine ed elevata mortalità perinatale e forme lievi senza fratture.

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17.4.4.3 Sindrome di Ehlers-Danlos

  • Aneurisma
  • Chirurgia
  • Contusioni
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Fistola
  • Genetica
  • Incidenza
  • Intestino
  • Iperpigmentazione
  • Malattia
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Procollagene
  • Rischio
  • Segni
  • Seno cavernoso
  • Sindrome
  • Sindrome di Ehlers-Danlos
  • Suture
  • Tessuto sottocutaneo
  • Utero
  • Vasi sanguigni
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La sindrome di Ehlers-Danlos (SED) comprende un gruppo di disordini ereditari del collageno caratterizzati da iperelasticità della cute, ipermobilità articolare e lesioni vascolari.[PepinMG,2000]

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17.4.4.2 Sindrome di Marfan

  • Aneurisma
  • Aneurisma aortico
  • Aracnodattilia
  • Asintomatica
  • Atteggiamento
  • Braccio
  • Diagnosi
  • Dilatazione
  • Dita
  • Elastina
  • Fenotipo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Microfibrille
  • Miopia
  • Omocistinuria
  • Palato
  • Pazienti
  • Piede
  • Prevalenza
  • Prognatismo
  • Prolasso
  • Retina
  • Rischio
  • Sindrome
  • Sindrome di Marfan
  • Studi
  • Tessuti
  • Tessuto elastico
  • Valvulopatie
  • Vasi sanguigni
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

I criteri diagnostici della sindrome di Marfan sono stati recentemente revisionati [JudgeDP,2005] alla luce degli studi genetici.[DePaepeA,1996, RobinsonPN,2006] È caratterizzata dalla presenza di:

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17.4.2 Sindrome da anticorpi antifosfolipidi

  • Anticoagulanti
  • Anticorpi
  • Arterie
  • Consensus
  • Contraccettivi orali
  • Diagnosi
  • ELISA
  • Endocardite
  • Evidenze
  • Fattore X
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Inibizione
  • Linee guida
  • Malattia
  • Malattie
  • Malattie autoimmuni
  • Morte
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Protrombina
  • Rischio
  • Sindrome
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Tempo di protrombina
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Test
  • Tromboplastina
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Vene
  • Vene cerebrali
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Generalità e diagnosi

La sindrome da anticorpi antifosfolipidi (Ab-aPS) è una coagulopatia acquisita caratterizzata da trombosi venose e arteriose ed aborti ricorrenti.[MiyakisS,2006] La sindrome può presentarsi isolatamente  o essere associata a malattie autoimmuni sistemiche (LES nella maggior parte dei casi).

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17.4.1.5 Malattie mitocondriali

  • Acido lattico
  • Afasia
  • Astenia
  • Atassia
  • Atrofia
  • Atrofia muscolare
  • Atrofia ottica
  • Biopsia
  • Cataratta
  • Cecità corticale
  • Cefalea
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Diagnosi
  • DNA
  • DNA mitocondriale
  • Donne
  • Elettromiografia
  • Emianopsia
  • Emicrania
  • Esercizio
  • Ictus
  • Ipogonadismo
  • Ipotiroidismo
  • Leucina
  • Malattia
  • Malattie
  • Mutazione puntiforme
  • Oftalmoplegia
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Retinite
  • Retinite pigmentosa
  • Sangue
  • Stroke
  • Volume
  • Vomito
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La prevalenza delle malattie mitocondriali nei pazienti con ictus non è nota, con percentuali variabili tra lo 0,8% in donne giovani di età compresa fra 15-45 anni,[HendersonGV,1997] e il 7,2% in pazienti con età inferiore a 19 anni.

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17.4.1.2 Omocistinuria

  • Acido folico
  • Aminoacidi
  • Attivazione
  • Betaina
  • Cistationina
  • Cisteina
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Dieta
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Fibroblasti
  • Genetica
  • Ictus
  • Incidenza
  • Iperomocisteinemia
  • Malattia
  • Metabolismo
  • Metionina
  • Occhio
  • Omocisteina
  • Omocistina
  • Omocistinuria
  • Osteoporosi
  • Patologia
  • Pazienti
  • Piastrine
  • Piridossina
  • Popolazione
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Ritardo mentale
  • Sangue
  • Scheletro
  • Scoliosi
  • Sistema nervoso
  • Somministrazione orale
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Vitamina B12
  • Vitamina B6
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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L’omocistinuria consiste nell’accumulo di omocistina (dimero dell’omocisteina) nei pazienti affetti. L’omocistinuria classica, dovuta al deficit della cistationina-b-sintetasi, è la più comune malattia metabolica ereditaria del metabolismo della metionina. L’enzima cistationina-b-sintetasi (CBS) è un enzima piridossina (vitamina B6) dipendente.

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17.4.1.1 Malattia di Fabry

  • Anca
  • Anticoagulanti
  • Attacchi
  • Attivazione
  • Ausili
  • Barriera ematoencefalica
  • Biochimica
  • Cornea
  • Cromosoma X
  • Cuore
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Diarrea
  • Dispepsia
  • Dolore
  • Donne
  • Endotelio
  • Endotelio vascolare
  • Epitelio
  • Eterozigoti
  • Farmacologia
  • Genetica
  • Glicosfingolipidi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Insufficienza renale
  • Ipoacusia neurosensoriale
  • Ipoidrosi
  • Malattia
  • Malattia di Fabry
  • Occhio
  • Pazienti
  • Quadro clinico
  • Rene
  • Ricerca
  • Segni
  • Sesso
  • Sintomi
  • Sistema nervoso
  • Studi
  • Tessuti
  • Test
  • Tinnito
  • Tratto gastrointestinale
  • Udito
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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La malattia di Fabry, è una malattia lisosomiale dovuta al deficit dell’enzima a-galattosidasi A (a-Gal A), il cui gene è localizzato sul cromosoma Xq22. Il deficit enzimatico comporta un accumulo di glicosfingolipidi, in particolare del globotriosilceramide (Gb3), in molti tessuti, tra i quali il sistema nervoso, l’endotelio vascolare, il cuore, il rene, l’occhio ed il tratto gastrointestinale.

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17.3.1.2 Ictus cardioembolico in età giovanile

  • Adulto
  • Aneurisma
  • Aneurisma Del Setto Interatriale
  • Aspettativa di vita
  • Cardiopatia reumatica
  • Casistica
  • Diagnosi
  • Ecocardiografia
  • Ecocardiografia Transesofagea
  • Evidenze
  • Fibrillazione Atriale
  • Forame ovale
  • Forame Ovale Pervio
  • Ictus
  • Massa tumorale
  • Mixoma
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prolasso
  • Prolasso della valvola mitrale
  • Rabdomioma
  • Rischio
  • Shunt
  • Stenosi
  • Stenosi aortica
  • Stenosi mitralica
  • Studi
  • Valvola mitrale
  • Valvulopatie
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Anche nel giovane adulto l’ictus cardioembolico costituisce il 15%-20% di tutti gli ictus. In età giovanile le cardiopatie emboligene differiscono, per frequenza e ruolo patogenetico, rispetto all’età più avanzata: fibrillazione atriale, cardiopatia dilatativa, trombi ventricolari post-IMA, hanno scarso rilievo mentre altre (forame ovale pervio, aneurisma del setto interatriale, mixoma) hanno un ruolo patogenetico definito o di rilievo proprio in questo ambito.

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17.3.1.1 Ictus cardioembolico in età pediatrica

  • Anemia
  • Bambino
  • Cateterismo
  • Cateterismo cardiaco
  • Diagnosi
  • Distrofie muscolari
  • Fattori di rischio
  • Forame ovale
  • Forame Ovale Pervio
  • Ictus
  • Pazienti
  • Policitemia
  • Prevalenza
  • Protesi
  • Rischio
  • Setto atriale
  • Shunt
  • Studi
  • Valvulopatie
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Le patologie cardiache sono la più comune causa di ictus nell’infanzia costituendo fino al 50% dei casi in alcune serie.[LanskaMJ,1991] Generalmente la sottostante cardiopatia è evidente e nota al momento dell’ictus permettendo di indirizzare correttamente la diagnosi eziopatogenetica. Peraltro, nel bambino senza cardiopatia nota, l’indagine ecocardiografica fornisce un numero relativamente modesto di risultati positivi.

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17.2.4 Diagnosi

  • Adulto
  • Anamnesi
  • Anemia
  • Angiografia
  • Anziano
  • Capo
  • Cataratta
  • Cellule
  • Deficit
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Emicrania
  • Esofago
  • Febbre
  • Febbre di origine sconosciuta
  • Ictus
  • Insufficienza renale
  • Intestino
  • Ipogonadismo
  • Ipotiroidismo
  • Ischemia
  • Linee guida
  • Malattie
  • Occhio
  • Paresi
  • Pazienti
  • Proteinuria
  • Retinite
  • Retinite pigmentosa
  • Ricerca
  • Rischio
  • Segni
  • Sforzo
  • Sintomi
  • Sistema endocrino
  • Stomaco
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Utero
  • Uveite
  • Vasculite
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Non sono presenti in letteratura linee guida per quanto riguarda la diagnosi dell’ictus in età pediatrica e giovanile, ma sono stati proposti approcci sistematici che comprendono una approfondita batteria di accertamenti di laboratorio e strumentali.[KirkhamFJ,1999, RielaAR,1993] Trattandosi spesso di cause rare, l’anamnesi e l’esame obiettivo generale devono essere particolarmente accurati.

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16.7.1.1 Indennità di accompagnamento

  • Ausili
  • Diagnosi
  • Fiducia
  • Menomazione
  • Protesi
  • Reddito
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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L'indennità di accompagnamento consiste in un contributo forfettario per il rimborso delle spese riconosciuto dallo Stato (legge nr. 18; 11/2/80) a favore dei cittadini la cui situazione di invalidità sia tale da richiedere un'assistenza continua (impossibilità nel deambulare o nello svolgere atti della vita quotidiana senza assistenza). È dovuta per il solo titolo della minorazione, indipendentemente dal reddito del beneficiario. L'importo viene aggiornato annualmente con apposito decreto del Ministero dell'Interno (attualmente ammonta a circa € 400,00).

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16.5.2 Alterazioni della sostanza bianca cerebrale (leucoaraiosi) e demenza vascolare

  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Leucoaraiosi
  • Lobo frontale
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Quando riscontrate, le alterazioni della sostanza bianca (chiamate anche con il termine di leucoaraiosi)[347] non possono essere immediatamente considerate come un correlato di demenza vascolare essendo descritte anche in altre patologie (p.e.

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16.5.1 Immagini neuroradiologiche a supporto della diagnosi di demenza vascolare

  • Anamnesi
  • Atrofia
  • CADASIL
  • Capsula interna
  • Cervelletto
  • Consensus
  • Corteccia cerebrale
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disturbi cognitivi
  • Gangli
  • Ictus
  • Malattia
  • Ruoli
  • Segni
  • Studi
  • Talamo
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Uno dei principali ruoli delle indagini neuroradiologiche nella diagnosi di demenza vascolare è quello di dimostrare la presenza di lesioni vascolari. Fra le lesioni individuabili dalle tecniche di neuroimmagine definibili come vascolari si possono elencare:

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16.5 Diagnosi per neuroimmagini

  • Demenza
  • Diagnosi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Le tecniche neuroradiologiche quali la TC e la RM possono oggi svolgere un ruolo fondamentale nella definizione della causa del decadimento cognitivo, mentre esse non devono avere nessun ruolo nel processo diagnostico del disturbo cognitivo. La diagnosi di demenza o di deterioramento cognitivo moderato è e rimane essenzialmente clinica in quanto nessuna alterazione neuroradiologica può essere considerata patognomica di decadimento cognitivo. È pertanto scorretto fare diagnosi cliniche sulla base dei soli aspetti neuroradiologici.

16.4 Indagini diagnostiche funzionali

  • Bias
  • Bias di selezione
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Marker biologici
  • Sensibilità e specificità
  • Studi
  • Studi clinici
  • Tecniche diagnostiche
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Gran parte della letteratura sulle indagini funzionali della demenza vascolare riguarda il gruppo di soggetti con lesioni sottocorticali, e si pone l'obiettivo di rilevare marker biologici che consentano una diagnosi differenziale tra vascolare riguarda e malattia di Alzheimer.

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16.3.2.1 Protocollo di valutazione in fase acuta

  • Afasia
  • Afasia di Broca
  • Allucinazioni
  • Ansia
  • Apprendimento
  • Articolazione
  • Attività di vita quotidiana
  • Attività motoria
  • Autonomia
  • Batteri
  • Carattere
  • Caregiver
  • Comportamento
  • Comprensione
  • Deficit
  • Depersonalizzazione
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Dipendenza
  • Disinibizione
  • Disturbi del sonno
  • Emianopsia
  • Euforia
  • Ictus
  • Indicatori
  • Inibizione
  • Ipocondria
  • Linguaggio
  • Memoria
  • Neglect
  • Orientamento
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Riconoscimento
  • Riproduzione
  • Segni
  • Senso di colpa
  • Servizi igienici
  • Sesso
  • Sintomi
  • Sonno
  • Spesa
  • Spostamenti
  • Stress
  • Suicidio
  • Terapia farmacologica
  • Test
  • Test neuropsicologici
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La valutazione neuropsicologica della fase acuta deve essere eseguita con test diversificati in rapporto al lato emisferico e alla sede lesionale, considerando l'alta frequenza di disturbi linguistici in seguito a lesione emisferica sinistra e di neglect in caso di lesione emisferica destra. Va tuttavia enfatizzato che in tale fase il grado di collaborazione del paziente è molto ridotto e variabile anche nell'arco di breve tempo, pertanto può rivelarsi più utile il semplice monitoraggio clinico eseguito comunque dal neuropsicologo.

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16.2.5.6 1 Il delirium

  • Allucinazioni
  • Comportamento
  • Coscienza
  • Deficit
  • Demenza
  • Diagnosi
  • Disturbi del linguaggio
  • Disturbi della percezione
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linguaggio
  • Pazienti
  • Percezione
  • Rischio
  • Sintomi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Nella diagnosi differenziale deve essere preso anche in considerazione il delirium. Il delirium, o stato confusionale acuto, è un disturbo dello stato di coscienza al quale si accompagna una ridotta capacità di focalizzare, spostare o mantenere l'attenzione su una qualsiasi attività. Sono anche presenti alterazioni delle funzioni cognitive, quali deficit mnesici, disorientamento, principalmente temporo-spaziale, disturbi del linguaggio e disturbi della percezione, ad esempio allucinazioni o false interpretazioni di stimoli sensoriali reali.

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16.2.5.6 Percorso diagnostico e diagnosi differenziale

  • Acido folico
  • Anamnesi
  • Andatura
  • Corpi di Lewy
  • Deficit
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Equilibrio
  • Esame neurologico
  • Evidenze
  • Idrocefalo
  • Idrocefalo normoteso
  • Incontinenza urinaria
  • Insufficienza epatica
  • Ipertiroidismo
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Malattia di Parkinson
  • Malattie
  • Memoria
  • Neoplasie
  • Patologia
  • Pazienti
  • Postura
  • Segni
  • Sintomi
  • Test
  • Vitamina B12
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Il primo passo nella diagnosi di demenza consiste nella formulazione del sospetto e nell'individuazione delle probabili cause alla base del deficit cognitivo in questione.

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16.2.5.5 Il Vascular Cognitive Impairment

  • Afasia
  • Consensus
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disturbi cognitivi
  • Donne
  • Ictus
  • Istituzionalizzazione
  • Linee guida
  • Memoria
  • Morte
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Rischio
  • Stroke
  • Uomini
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Dal punto di vista cognitivo, nella demenza vascolare le funzioni esecutive, sottocorticali e frontali, possono essere compromesse in maniera precoce rispetto alla memoria. Tuttavia le definizioni correnti di demenza richiedono una compromissione "evidente" delle funzioni cognitive ed in particolare della memoria. Tutto ciò comporta che il paziente venga identificato come demente solo dopo che si sia verificato un danno sostanziale.

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16.2.5.4 Criteri diagnostici correntemente usati per la demenza vascolare

  • Affetto
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disturbi cognitivi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipertensione
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Memoria
  • Patologia
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Riconoscimento
  • Segni
  • Segni e sintomi
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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I segni che possono rendere incerta o improbabile la diagnosi di demenza vascolare sono un esordio precoce ed un andamento progressivamente degenerativo dei deficit di memoria o di altri deficit cognitivi corticali, in assenza di lesioni focali corrispondenti alle neuroimmagini.[210] Tuttavia la presenza di una malattia cerebrovascolare non implica necessariamente che l'ictus sia la causa ultima della demenza, o che abbia contribuito alla sua genesi, in particolare quando essa sia concomitante con una malattia di Alz

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16.2.5.3 La CADASIL

  • Biopsia
  • CADASIL
  • Cisteina
  • Coscienza
  • Costi
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disturbi cerebrovascolari
  • Disturbi cognitivi
  • Emicrania
  • Epilessia
  • Esoni
  • Famiglia
  • Fenotipo
  • Gangli
  • Genetica
  • Genotipo
  • Ictus
  • Lobo temporale
  • Malattia
  • Membrana basale
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Screening genetico
  • Sintomi
  • Sistema nervoso
  • Studi
  • Suicidio
  • Tessuti
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La CADASIL (Cerebral Autosomal Dominant Arteriopathy with Subcortical Infarcts and Leukencephalopathy) è una condizione patologica in cui il deterioramento cognitivo può raggiungere il livello di demenza.

La malattia si caratterizza però clinicamente per una varia associazione dei seguenti disturbi:

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16.2.5.2 La demenza vascolare sottocorticale

  • Attività della vita quotidiana
  • Deficit
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Malattia
  • Memoria
  • Patologia
  • Sindrome
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Dopo che con la pubblicazione dei criteri NINDS-AIREN e di altri per la demenza vascolare si era esplicitamente riconosciuto l'esistenza di tipi diversi di deterioramento cognitivo da causa vascolare, numerosi ricercatori si sono posti l'obiettivo di definire dei criteri ad hoc per ciascuno dei sottotipi. A livello internazionale l'attenzione si è soprattutto rivolta al sottotipo definito come sottocorticale, in quanto reputato il più frequente e quello più omogeneo dal punto di vista fisiopatologico.

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16.2.5.1 Sindrome clinica

  • Amiloide
  • Amiloidosi
  • Anca
  • Arresto cardiaco
  • By-Pass
  • CADASIL
  • Capsula interna
  • Carattere
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disturbi cognitivi
  • Disturbi dell'equilibrio
  • Disturbi della memoria
  • Equilibrio
  • Esame neurologico
  • Fonazione
  • Gangli
  • Genetica
  • Ginocchio
  • Ictus
  • Incontinenza urinaria
  • Ipotensione
  • Ipotensione ortostatica
  • Ippocampo
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Linguaggio
  • Lobo temporale
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Memoria
  • Nucleo caudato
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Protesi
  • Protesi articolari
  • Quadro clinico
  • Riconoscimento
  • Rischio
  • Scompenso cardiaco
  • Segni
  • Segni e sintomi
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Talamo
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La diagnosi di demenza vascolare si basa principalmente su quattro punti:

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16.2.3 Incidenza e prognosi

  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Diagnostica per immagini
  • Ictus
  • Incidenza
  • Malattia
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prognosi
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Il numero di nuovi casi che vanno incontro a demenza ogni anno è funzione della struttura anagrafica della popolazione.

I tassi di incidenza di demenza nei soggetti di età superiore a 60 anni sono pari a circa l'1%, anche se i diversi studi non danno risultati molto omogenei.[136]

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16.1.7 Depressione e demenza vascolare

  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Disturbo depressivo
  • Fattori di rischio
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Pazienti
  • Rischio
  • Segni
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Il concetto di depressione vascolare è stato recentemente proposto per classificare i disturbi depressivi in pazienti anziani che presentino segni di compromissione cerebrale vascolare, anche in assenza di un vero evento ictale.[112] I criteri necessari per tale diagnosi sono la presenza di un disturbo depressivo maggiore e segni di compromissione cerebrovascolare alle neuroimmagini.[113] Si stima che tale depressione possa interessare

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16.1.3 Sintomatologia

  • Appetito
  • Astenia
  • Carattere
  • Concentrazione
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Disturbi del sonno
  • Disturbo depressivo
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Segni
  • Sintomi
  • Sonno
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Clinicamente, un disturbo depressivo può provocare alterazioni del tono dell'umore (umore depresso, ridotta volitività), della psicomotricità (astenia, irrequietezza o rallentamento), della sfera cognitiva (riduzione prestazioni, autodevalutazione, sensi di colpa, ideazione suicidaria) e somatica (disturbi del sonno, dell'appetito, di concentrazione, astenia…).

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16.1.2 Diagnosi

  • Afasia
  • Anamnesi
  • Anziano
  • Astenia
  • Caregiver
  • Comportamento
  • Comprensione
  • Comunicazione
  • Concentrazione
  • Costi
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Disturbi del sonno
  • Disturbo depressivo
  • Ictus
  • Ipocondria
  • Malattia
  • Malattie
  • Metodi di valutazione
  • Organizzazione Mondiale della Sanità
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Rischio
  • Segni
  • Senso di colpa
  • Sintomi
  • Sonno
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Anche per la depressione post-ictale è necessaria una diagnosi non solo precoce, ma anche corretta.

Infatti, definire gli aspetti clinico-diagnostici della depressione post-ictus è un compito di difficile esecuzione, sia per le problematiche legate alle oggettive difficoltà diagnostiche del disturbo nei pazienti con ictus, sia per le peculiarità della popolazione oggetto di studio.

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15.2.4.1.7 Le funzioni sfinteriche

  • Afasia
  • Capsula interna
  • Cateterismo
  • Comunicazione
  • Deficit
  • Demenza
  • Diagnosi
  • Diuretici
  • Fattori di rischio
  • Ginocchio
  • Ictus
  • Incontinenza urinaria
  • Intensiva
  • Linee guida
  • Lobo frontale
  • Occhio
  • Percezione
  • Pressione
  • Progetto riabilitativo
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Rischio
  • Stress
  • Studi
  • Urina
  • Urodinamica
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La persistenza di alterazioni del controllo sfinterico dopo ictus si associa ad una ridotta prospettiva di recupero funzionale, una maggiore latenza prima del trasferimento dalla degenza per acuti alla riabilitazione intensiva, una minore efficienza dell'intervento riabilitativo.[457, 458]

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15.2.4.1.6 Disfagia

  • Ansia
  • Apnea
  • Appetito
  • Caregiver
  • Comprensione
  • Costi
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Diagnosi
  • Educazione
  • Esercizi di respirazione
  • Espirazione
  • Evidenze
  • Gastrostomia
  • Gastrostomia Percutanea Endoscopica
  • Ictus
  • Influenza
  • Istituzionalizzazione
  • Linee guida
  • Malnutrizione
  • Morte
  • Nutrizionale
  • Ossigeno
  • Pazienti
  • Peristalsi
  • Respirazione
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Sensazione
  • Stato nutrizionale
  • Stress
  • Studi
  • Svezzamento
  • Test
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La disfagia post-ictus incide in misura variabile compresa tra il 13% e il 71%. Dati così variabili sono da mettere in relazione alla sede dell'ictus (lesioni unilaterali vs lesioni bilaterali), agli strumenti di diagnosi, nonché al tempo intercorso fra l'evento acuto e la valutazione del paziente.

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15.2.4.1.3 Comunicazione verbale ed altre abilità cognitive

  • Afasia
  • Apprendimento
  • Aprassia ideomotoria
  • Articolazione
  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Autonomia
  • Capacità di comunicazione
  • Comunicazione
  • Consapevolezza
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Deglutizione
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disabilità
  • Disartria
  • Disturbi della memoria
  • Disturbi della parola
  • Educazione
  • Emiplegia
  • Espirazione
  • Evidenze
  • Fonazione
  • Fronte
  • Gesti
  • Ictus
  • Immaginazione
  • Influenza
  • Linee guida
  • Linguaggio
  • Logoterapia
  • Memoria
  • Menomazione
  • Motivazione
  • Neglect
  • Neurologia
  • Neuropsicologia
  • Osservazione
  • Paresi
  • Partecipazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prognosi
  • Respirazione
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Rifiuto
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Afasia

L'afasia è rilevabile in circa il 30% dei pazienti colpiti da ictus.[298] La prognosi dipende in modo marcato dalla gravità iniziale: nelle forme lievi si osserva un recupero spontaneo nelle prime due settimane dopo l'ictus, mentre il deficit di linguaggio è persistente negli altri casi (15%-20% dei pazienti sono ancora afasici a sei mesi).

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15.2.3.6 Prevenzione del danno secondario e terziario nella fase precoce dell'ictus

  • Attivazione
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Contrazione muscolare
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Diagnosi
  • Difficoltà di comunicazione
  • Dolore
  • Drenaggio
  • Educazione
  • Emianopsia
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Igiene
  • Immobilizzazione
  • Infermieri
  • Infezione
  • Iperventilazione
  • Isolamento del paziente
  • Letti
  • Linee guida
  • Muscoli
  • Muscoli respiratori
  • Orientamento
  • Ossigeno
  • Parametri
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Polmonite
  • Postura
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Riflesso
  • Rischio
  • Sangue
  • Servizi igienici
  • Sindrome
  • Sonno
  • Stimolazione elettrica
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Tosse
  • Trasferimenti
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La valutazione delle attività compromesse dal danno cerebrovascolare fin dai primi giorni dell'esordio della sintomatologia rappresenta un obiettivo assistenziale importante quanto una corretta diagnosi clinica. Questo infatti consente di organizzare più correttamente il percorso assistenziale, prevenire le complicanze e contenere i fattori che possono ostacolare il recupero intrinseco o compensatorio.

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14.6.1 Considerazioni generali

  • Autonomia
  • Comunicazione
  • Diagnosi
  • Educazione
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Malattia
  • Motivazione
  • Qualità della vita
  • Rischio
  • Tessuti
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Recentemente nelle strutture per la gestione della fase acuta, oltre ad una pronta diagnosi e terapia, viene fornito un programma di cura e di assistenza riabilitativa, che pone il malato e la sua famiglia al centro del lavoro di un gruppo multidisciplinare.[12] In questa direzione si pongono l'informazione e l'educazione fornite sin dalla fase acuta della malattia, poiché è possibile ritenere che queste migliorino l'aderenza al trattamento medico, il processo di adattamento, la motivazione del paziente

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14.3.8 Criteri di trasferimento fra le strutture

  • Comunicazione
  • Diagnosi
  • Linee guida
  • Medicina
  • Partecipazione
  • Programmi riabilitativi
  • Quadro clinico
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Strutture sanitarie
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Perché la rete riabilitativa funzioni occorre definire bene i criteri di trasferibilità tra le strutture e gli strumenti di comunicazione che occorre applicare.

Per la trasferibilità occorre fare riferimento ai criteri di appropriatezza precedentemente citati.

Per quanto riguarda gli strumenti di comunicazione occorre sviluppare strumenti adeguati per facilitare il passaggio all'interno del percorso. Fin dal momento del ricovero occorre sviluppare un piano di dimissione che prepari la persona disabile alla tappa successiva del percorso.

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14.1.2 Caratteristiche dell'assistenza a fini riabilitativi correlate all'epoca dell'intervento

  • Abitudini
  • Apprendimento
  • Autonomia
  • Comportamento
  • Diagnosi
  • Emergenza
  • Esercizio
  • Estensiva
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Infermieristica
  • Intensiva
  • Invecchiamento
  • Malattia
  • Malattie
  • Motivazione
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Personale infermieristico
  • Prevenzione
  • Progetto riabilitativo
  • Prognosi
  • Quadro clinico
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Trasferimenti
  • Trombosi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Il percorso assistenziale a fini riabilitativi è caratterizzato da obiettivi diversi a seconda delle esigenze correlate alla fase clinica.[28] In linea generale, le finalità degli interventi che si realizzano in tempi diversi rispetto all'evento ictale, possono essere distinte come segue:

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  </div>
</div>

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    <div class=
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13.6.4.1 La restenosi

  • Angioplastica
  • Chirurgia
  • Diagnosi
  • Doppler
  • Ictus
  • Incidenza
  • Iperplasia
  • Morte
  • Parametri
  • Patch
  • Pazienti
  • Stenosi
  • Stent
  • Studi
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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Incidenza e diagnosi di restenosi

L'incidenza ed il significato della restenosi dopo EC o stenting sono tuttora oggetto di discussione. Secondo lo studio di Frericks,[206] che ha compiuto una revisione di oltre 500 lavori presenti in letteratura, l'incidenza generale di restenosi dopo EC risulterebbe così distribuita: 10% nel primo anno, 3% nel secondo anno, 2% nel terzo anno, 1% gli anni successivi.

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13.4.1 Indagine cardiologica e inquadramento sistemico

  • American Heart Association
  • Angina instabile
  • Asintomatica
  • By-Pass
  • Chirurgia
  • Diagnosi
  • Dipiridamolo
  • Disfunzione ventricolare
  • Disfunzione ventricolare sinistra
  • Dobutamina
  • Ecocardiografia
  • Esercizio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Insufficienza renale
  • Ischemia
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Minor
  • Morte
  • Parametri
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Popolazione
  • Prognosi
  • Rischio
  • Scompenso cardiaco
  • Sforzo
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stent
  • Stress
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Test
  • Trombosi
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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Deve essere eseguita un'attenta indagine cardiologica, in particolare per la diagnosi di malattia coronarica spesso coesistente [52, 53, 54] e silente.

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13.3 Indicazioni chirurgiche - Stenosi carotidea asintomatica

  • American Heart Association
  • Angiografia
  • Asintomatica
  • Chirurgia
  • Circolo di Willis
  • Consensus
  • Costi
  • Diabete mellito
  • Diagnosi
  • Diagnosi precoce
  • Disabili
  • Donne
  • Doppler
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Ipercolesterolemia
  • Ischemia
  • Ischemia miocardica
  • Linee guida
  • Morte
  • Occlusione
  • Occlusione Carotidea
  • Ospedalizzazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Predittori
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prognosi
  • Rischio
  • Sclerosi
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stroke
  • Studi
  • Studi epidemiologici
  • Terapia chirurgica
  • Uomini
  • Volume
  • 6a-2011
  • 13 Terapia chirurgica

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L'indicazione chirurgica nei soggetti con stenosi carotidea asintomatica resta ancora oggi senz'altro più discussa che nei pazienti con stenosi carotidea sintomatica, anche se notevole chiarezza è stata fatta con i dati dello studio ACAS. Tali dati hanno mostrato infatti un beneficio dell'EC in soggetti con stenosi carotidea uguale o superiore al 60% (valutata con il metodo NASCET) "asintomatici".

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11.10 Prevenzione precoce delle disabilità conseguenti all'ictus

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Anticonvulsivi
  • Attivazione
  • Attività motoria
  • Autonomia
  • Benzodiazepine
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Contrazione muscolare
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Disabili
  • Disabilità
  • Dolore
  • Drenaggio
  • Educazione
  • Emergenza
  • Emianopsia
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Fenobarbital
  • Fenotiazine
  • Ictus
  • Igiene
  • Immobilizzazione
  • Indicatori
  • Infermieri
  • Infezione
  • Intensiva
  • Iperventilazione
  • Isolamento del paziente
  • Letti
  • Malattia
  • Malattie
  • Menomazione
  • Muscoli
  • Muscoli respiratori
  • Organizzazione Mondiale della Sanità
  • Orientamento
  • Ossigeno
  • Parametri
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Polmonite
  • Postura
  • Potenziamento a lungo termine
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Riflesso
  • Rischio
  • Sangue
  • Servizi igienici
  • Sindrome
  • Sonno
  • Spalla
  • Stimolazione elettrica
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Tosse
  • Trasferimenti
  • Trattamenti riabilitativi
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume

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È ormai opinione diffusa che l'assistenza finalizzata alla prevenzione della disabilità (riabilitazione precoce) dovrebbe integrarsi con le attività mirate alla diagnosi ed al trattamento di emergenza nella fase acuta della cura dei pazienti con ictus.[303]

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  • Basi epidemiologiche ed inquadramento diagnostico
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Economia e impegno delle risorse
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  • Ictus acuto
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