La rimozione dei coaguli basali durante l'intervento, la somministrazione di fibrinolitici cisternali o la somministrazione di agenti anti-infiammatori o antiossidanti sono di incerta efficacia nella prevenzione del vasospasmo dopo ESA.
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La rimozione dei coaguli basali durante l'intervento, la somministrazione di fibrinolitici cisternali o la somministrazione di agenti anti-infiammatori o antiossidanti sono di incerta efficacia nella prevenzione del vasospasmo dopo ESA.
In base alle evidenze disponibili, un modello alimentare a basso contenuto di sale ed ispirato alla dieta mediterranea, che includa in particolare un elevato consumo di frutta, verdura, cereali e cereali integrali ed un consumo regolare di pesce, è consigliabile ai fini della prevenzione primaria dell’ictus.
Tra i nutrienti associati ad un aumento del rischio di ictus ischemico si annoverano in particolare l’eccesso di sodio, alcol e di grassi saturi.
Viceversa, per alcuni nutrienti è stata messa in luce un’azione protettiva:
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L'argomento è assai ampio e include l’attivazione di strutture preospedaliere e ospedaliere e di procedure assistenziali per il paziente con ictus. Vi è ormai consenso diffuso che una efficiente catena di sopravvivenza dell’ictus (stroke chain of survival), che comprenda i servizi di urgenza emergenza medica (SUEM), i dipartimenti di emergenza (PS) e le strutture ospedaliere di accoglimento, operanti in stretta collaborazione e con compiti diversi a seconda dei livelli diagnostico-terapeutici disponibili, migliorano sensibilmente l’esito dei sogg
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Due studi randomizzati controllati hanno evidenziato che la somministrazione di vitamine antiossidanti e di vitamine del gruppo B entro 12 ore dall’evento acuto si associa ad un miglioramento della capacità antiossidante plasmatica, ad una riduzione dello stress ossidativo, nonché ad un possibile effetto antinfiammatorio mediato dalla riduzione di PCR.[454, 455] Ulteriori e più ampi studi sono però neces
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Un aspetto importante che resta da valutare è quello dell’efficacia dell'implementazione nella pratica clinica dei protocolli nutrizionali sulla performance riabilitativa.[Foley,2009] La ricerca va inoltre indirizzata per indicare il reale beneficio sulla performance riabilitativa della supplementazione proteico – energetica e di micronutrienti, in particolare antiossidanti ed omega 3.
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Fino a poco tempo fa, l'unico approccio terapeutico possibile per l'ictus ischemico era quello di ripristinare al più presto il flusso cerebrale. Negli ultimi anni, la ricerca su culture neuronali e su modelli animali di ischemia cerebrale ha profondamente modificato le nostre conoscenze sulla patogenesi del danno neuronale post-ischemico ed ha aperto la via al possibile utilizzo di interventi farmacologici più mirati ed efficaci.
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Nonostante la complessità ed i possibili bias insiti negli studi di epidemiologia nutrizionale, l'evidenza complessivamente disponibile suggerisce l’effetto diretto di alcuni nutrienti ed alimenti sull’ictus, prevalentemente ischemico, nonché sui diversi meccanismi patogenetici implicati.
è indicato consumare con regolarità cereali, cereali integrali e legumi quali fonti di fibra alimentare, vitamina B6, folati, antiossidanti non vitaminici e minerali (potassio, magnesio).
Obiettivi del supporto nutrizionale in fase acuta sono la prevenzione o il trattamento della malnutrizione proteico-energetica, di squilibri idro-elettrolitici o di carenze selettive (minerali, vitamine, antiossidanti, ecc.).
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Sulla base delle evidenze al momento disponibili, si ritiene che i fabbisogni nutrizionali del soggetto post-ictus normonutrito siano comparabili a quelli della popolazione generale di età, sesso e peso corporeo similari, con specifici adeguamenti da apportare in presenza di malnutrizione proteico-energetica e/o patologie associate (specie se associate a ipercatabolismo) secondo quanto indicato nelle linee guida e nei testi di riferimento dedicati a tali condizioni.[288, <
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Gli effetti degli alimenti sul rischio di ictus sono secondari alla combinazione dei diversi nutrienti e, in alcuni casi, alla presenza di molecole bioattive.
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L'interesse per grassi monoinsaturi e polinsaturi è giustificato innanzitutto dalla positiva e ampiamente riconosciuta influenza che tali sostanze esercitano sul rischio di malattia coronarica. I dati sulla relazione fra grassi monoinsaturi (essenzialmente acido oleico) e rischio di ictus non sono esaustivi.