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Diagnosi Evidenze Fattori di rischio Ictus Incidenza Malattia Pazienti Popolazione Prevenzione Rischio Stroke Studi
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Terapia Anticoagulante Orale

Sintesi 10-10

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • 6a-2011
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Sintesi
  • Terapia Anticoagulante Orale
Vai al volume: 10.1.2 Terapia antitrombotica come terapia di prevenzione secondaria

La terapia antitrombotica di prevenzione secondaria in pazienti con ictus acuto va scelta alla luce dell'inquadramento patogenetico del caso, che va fatto al più presto possibile (preferibilmente entro 48 ore al massimo), con l'eventuale ricorso, ove possibile, alle più appropriate indagini strumentali.
Comunque la scelta terapeutica deve tener conto della gravità clinica del paziente e della sua aderenza al trattamento, e della possibilità di effettuare un monitoraggio accurato, qualora necessario, come nel caso della terapia anticoagulante orale.

Sintesi 10-14

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • 6a-2011
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Patologia
  • Pazienti
  • Rischio
  • Sintesi
  • Terapia Anticoagulante Orale
Vai al volume: 10.1.2.2 Ictus da patologia aterosclerotica dei tronchi arteriosi extra-cranici

In pazienti con ictus conseguente a patologia aterotrombotica dei vasi arteriosi extracranici che malgrado adeguata terapia antiaggregante presentino ripetute recidive, la terapia anticoagulante orale è un'alternativa ragionevole unitamente all'adeguato controllo dei fattori di rischio.

Sintesi 10-12

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • 6a-2011
  • Emergenza
  • Forame ovale
  • Forame Ovale Pervio
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Sintesi
  • Terapia Anticoagulante Orale
Vai al volume: 10.1.2.1 Ictus cardioembolico

In pazienti con ictus e forame ovale pervio le scelte terapeutiche di prevenzione secondaria sono le stesse proposte in ambito non d'emergenza (vedi raccomandazioni 12.13 a, 12.13 b, 12.13 c), in caso sia indicata la terapia anticoagulante orale il timing è quello indicato nella raccomandazione 10.09.

Raccomandazione 10.11 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • 6a-2011
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Grado D
Vai al volume: 10.1.2.1 Ictus cardioembolico

In pazienti con FA che già assumevano terapia anticoagulante orale e che presentino un INR al di sotto del range terapeutico, è indicata la terapia anticoagulante, con la scelta del del timing definita come nella raccomandazione 10.09.

18.4.3.6 Aspetti organizzativi nella gestione delle terapie anticoagulanti

  • Anticoagulanti
  • Anziano
  • Autonomia
  • Calcio
  • Calibrazione
  • Economia
  • Educazione
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Linee guida
  • Livello di istruzione
  • Medici
  • Medicina
  • Ospedali
  • Parametri
  • Pazienti
  • Personale sanitario
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Rischio
  • Sangue
  • Strutture sanitarie
  • Studi
  • Studi clinici
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Test
  • Tromboplastina
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

Mostra le sintesi e raccomandazioni per questo paragrafo

La terapia anticoagulante orale ha assunto un ruolo fondamentale nella prevenzione dell'ictus cardioembolico, in specie nei pazienti con fibrillazione atriale. L'elevata frequenza della fibrillazione atriale nella popolazione anziana e l'aumento progressivo nei prossimi anni dei candidati a tale trattamento pone problemi organizzativi importanti nella gestione di terapie così delicate.

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18.4.3.5 Complicanze delle terapie anticoagulanti

  • Acenocumarolo
  • Adulto
  • Aggregazione piastrinica
  • Attivazione
  • Attivazione piastrinica
  • Conta piastrinica
  • Creatinina
  • Diagnosi
  • ELISA
  • Emorragia
  • Eparina
  • Eparina a basso peso molecolare
  • Epistassi
  • Evidenze
  • Fattore VII
  • Fattore VIIa
  • Fattore Xa
  • Ictus
  • Incidenza
  • Insufficienza renale
  • Metabolismo
  • Morte
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Placebo
  • Plasma
  • Popolazione
  • Rischio
  • Serotonina
  • Sindrome
  • Studi
  • Studi clinici
  • Tempo di tromboplastina parziale
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Test
  • Trombocitopenia
  • Tromboplastina
  • Trombosi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La trombocitopenia eparina-indotta (vedi § 10.1.3.3) è una grave complicanza della terapia sia con eparina non frazionata che con eparina a basso peso molecolare, associata ad un elevato rischio di trombosi e di morte. L’incidenza di questa sindrome varia, essendo maggiore in pazienti trattati con eparina non frazionata, maggiore quando vengono utilizzati dosaggi terapeutici e maggiore nei pazienti chirurgici che nei pazienti internistici.

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18.4.3.3 Prevenzione secondaria: ictus cardioembolico

  • Angioplastica
  • Anticoagulanti
  • Aspirina
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Emorragie intracraniche
  • Evidenze
  • Fattore Xa
  • Fibrillazione Atriale
  • Forame ovale
  • Fronte
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Intervalli di confidenza
  • Minor
  • Miocardio
  • Mortalità
  • Morte
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Protesi
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Stent
  • Studi
  • Studi clinici
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Trombofilia
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

Mostra le sintesi e raccomandazioni per questo paragrafo

La fibrillazione atriale è il più importante fattore di rischio indipendente di ictus ischemico. In base alla stratificazione del rischio individuale per il singolo paziente, anticoagulanti orali ed antiaggreganti piastrinici sono i farmaci di scelta per prevenire gli eventi embolici.

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18.1.2.5 Anticorpi antifosfolipidi

  • Anticorpi
  • Anziano
  • Donne
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Infarto cerebrale
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Malattia
  • Morte
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sindrome
  • Studi
  • Studi clinici
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Test
  • Trombofilia
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Vari studi hanno da anni dimostrato un'aumentata prevalenza di anticorpi antifosfolipidi in pazienti con ictus ischemico e la ricerca di questi fattori di rischio è entrata nella diagnostica dei pazienti con malattia cerebrovascolare (vedi § 6.5.9).

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Sintesi 18-41

  • Attivazione
  • Pazienti
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • Stent
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.4 Prospettive nella profilassi e nel trattamento

Negli ultimi anni la diffusione della terapia anticoagulante orale e l’aumento delle procedure coronariche con posizionamento di stent che rendono necessaria la doppia antiaggregazione hanno fatto sì che un numero sempre maggiore di pazienti venga trattato per diversi mesi con triplice terapia antitrombotica. Tale pratica si accompagna a un elevato rischio emorragico che rende necessaria l’attivazione di misure individualizzate volte a ridurre la durata e l’intensità dell’esposizione a tale rischio.

Sintesi 18-36

  • 6a-2011
  • Evidenze
  • Fibrillazione Atriale
  • Pazienti
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • Studi
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.4 Prospettive nella profilassi e nel trattamento

Nuovi studi dovrebbero meglio definire il rapporto rischio beneficio della terapia anticoagulante orale nei pazienti molto anziani (> 80 anni) con fibrillazione atriale, anche e soprattutto con i nuovi farmaci. Sebbene questo rapporto appaia comunque favorevole se la terapia dicumarolica è ben monitorata, scarse sono le evidenze derivate da studi randomizzati e controllati.

Sintesi 18-48

  • 6a-2011
  • Fattore VIIa
  • Pazienti
  • Plasma
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • Studi
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Vitamina K
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.4.3.5 Complicanze delle terapie anticoagulanti

La terapia delle emorragie maggiori in pazienti in terapia anticoagulante orale prevede, oltre all’immediata sospensione del farmaco, la somministrazione di vitamina K endovena e di plasma fresco congelato o concentrati protrombinici. Anche se non vi sono studi di confronto, i concentrati protrombinici potrebbero essere preferibili nelle emorragie potenzialmente fatali in virtù di una maggiore rapidità di azione.

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Sintesi 18-30

  • Ictus
  • Pazienti
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.4.3.1 Anticoagulanti nella fase acuta dell’ictus

In pazienti con ictus cardioembolico l'introduzione di una terapia anticoagulante nelle prime 48 ore non appare complessivamente vantaggiosa, ma il rischio-beneficio in sottogruppi di pazienti a rischio particolarmente elevato appare ancora incerto. La tempistica ottimale di inizio della terapia anticoagulante orale dopo le prime 48 ore rimane indeterminata.

Raccomandazione 17.26b 

  • 6a-2011
  • Endocardite
  • Endocardite batterica
  • Ictus
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Grado D
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.11 Abuso di droghe

Nei pazienti con endocardite batterica su valvola nativa che presentano un TIA o un ictus ischemico, la terapia anticoagulante orale in fase acuta non è indicata in quanto aumenta il rischio di complicanze emorragiche emorragiche cerebrali.

Raccomandazione 12.12 

  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrillazione Atriale Non Valvolare
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
  • Grado C
Vai al volume: 12.11.2 FOP ed embolia paradossa

Nei pazienti con ictus embolico o TIA che presentino cardiomiopatia dilatativa isolata o associata a fibrillazione atriale non valvolare o trombo ventricolare, è indicata la terapia anticoagulante orale mantenendo un INR 2-3.

Raccomandazione 12.11 

  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrillazione Atriale Non Valvolare
  • Ictus
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • Grado B
Vai al volume:

Nei pazienti con ictus o TIA embolico associato a fibrillazione atriale non valvolare che non possono essere sottoposti alla terapia anticoagulante orale è indicato il trattamento con indobufene 100-200 mg x 2 al giorno.

Raccomandazione 12.10 

  • 6a-2011
  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrillazione Atriale Non Valvolare
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • Grado B
Vai al volume: 12.11.2 FOP ed embolia paradossa

Nei pazienti con ictus o TIA embolico associato a fibrillazione atriale non valvolare che non possono essere sottoposti alla terapia anticoagulante orale è indicato il trattamento con ASA 325 mg/die.

Raccomandazione 12.9 

  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrillazione Atriale Non Valvolare
  • Ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • Grado A
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.11.2 FOP ed embolia paradossa

Nell'ictus o TIA embolico associato a fibrillazione atriale non valvolare, la terapia anticoagulante orale è indicata mantenendo un INR di 2-3.

Raccomandazione 12.5a 

  • 6a-2011
  • Ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Valvulopatie
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • Grado C
Vai al volume: 12.5 Ictus ischemico in corso di terapia anticoagulante

Nell'ictus o TIA cardioembolico associato a cardiopatie e valvulopatie emboligene è indicata la terapia anticoagulante orale mantenendo l'INR tra 2 e 3.

Raccomandazione 10.12 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Anticoagulanti
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Protesi
  • Raccomandazione
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • 5a-2008
  • Grado D
Vai al volume: 10.1.2.1 Ictus cardioembolico

In pazienti con protesi valvolari già in terapia anticoagulante orale ben condotta, è indicata l'associazione agli anticoagulanti orali di antiaggreganti piastrinici.

Raccomandazione 10.8 b 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • 6a-2011
  • Eparina
  • Eparina a basso peso molecolare
  • Ictus acuto
  • Pazienti
  • Protesi
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Valvulopatie
  • Grado D
Vai al volume: 10.1.2.1 Ictus cardioembolico

In pazienti con altra eziologia cardioembolica che hanno un elevato rischio di recidiva precoce, è indicata la terapia con eparina e.v. (PTT ratio 1,5-2,5) o eparina a basso peso molecolare a dosi terapeutiche, seguita da terapia anticoagulante orale da embricare con l'eparina, con l'obiettivo di mantenere i valori di INR fra 2 e 3 (valvulopatie con o senza FA), e fra 2,5 e 3,5 (protesi valvolari meccaniche).

Raccomandazione 10.8 a 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • 6a-2011
  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrillazione Atriale Non Valvolare
  • Ictus acuto
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Grado B
Vai al volume: 10.1.2.1 Ictus cardioembolico

In pazienti con fibrillazione atriale non valvolare è indicata la terapia anticoagulante orale (TAO), mantenendo i valori di INR tra 2 e 3.

Raccomandazione 7.7 d 

  • 7 Prevenzione primaria
  • 6a-2011
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrillazione Atriale Non Valvolare
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Grado A
Vai al volume: 7.2.2.3 Fibrillazione atriale non valvolare

Nel paziente con fibrillazione atriale non valvolare a rischio moderato di ictus è indicato scegliere tra la terapia antiaggregante orale con ASA (325 mg/die) e la terapia anticoagulante orale mantenendo l’INR tra 2 e 3 sulla base del possibile rischio emorragico, della possibilità di controllare l’INR per adeguare la terapia tenendo conto della compliance del paziente. 

Raccomandazione 7.7 c 

  • 7 Prevenzione primaria
  • 6a-2011
  • Anziano
  • Dilatazione
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrillazione Atriale Non Valvolare
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • Scompenso cardiaco
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Grado A
Vai al volume: 7.2.2.3 Fibrillazione atriale non valvolare

 

Nel paziente con fibrillazione atriale non valvolare ad elevato rischio di ictus è indicata la terapia anticoagulante orale mantenendo l’INR tra 2 e 3, purché il paziente non sia a rischio emorragico. 

17.4.15.5 Terapia

  • 6a-2011
  • Acetazolamide
  • Adulto
  • Anticoagulanti
  • Antitrombina III
  • Bambino
  • Braccio
  • Cateterismo
  • Contraccettivi orali
  • Craniotomia
  • Crescita
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • Diencefalo
  • Disabilità
  • Diuretici
  • Diuretici osmotici
  • Ematoma
  • Emorragia
  • Eparina
  • Eparina a basso peso molecolare
  • Eterozigoti
  • Evidenze
  • Fattore V
  • Fibrinolisi
  • Infezione
  • Ipertensione
  • Ipertensione endocranica
  • Iperventilazione
  • Ipotensione
  • Ipovolemia
  • Minor
  • Morte
  • Nadroparina
  • Neonato
  • Nervo ottico
  • Papilledema
  • Parametri
  • Pazienti
  • Placebo
  • Predittori
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Proteina C
  • Proteina S
  • Protrombina
  • Puntura lombare
  • Quadro clinico
  • Retto
  • Rischio
  • Segni
  • Seno cavernoso
  • Seno sagittale superiore
  • Shunt
  • Steroidi
  • Studi
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Trombofilia
  • Trombosi
  • Trombosi del seno cavernoso
  • Trombosi venosa
  • Vene
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Esistono ancora controversie riguardo al trattamento ottimale delle trombosi venose cerebrali (TVC),[EinhauplKM,2006, DentaliF,2010, MedelR,2009, FilippidisA,2009] il cui cardine è comunque rappresentato dalla terapia eparinica associata, in caso di trombosi settica, alla terapia antibiotica.

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17.4.2 Sindrome da anticorpi antifosfolipidi

  • 6a-2011
  • Anticoagulanti
  • Anticorpi
  • Arterie
  • Consensus
  • Contraccettivi orali
  • Diagnosi
  • ELISA
  • Endocardite
  • Evidenze
  • Fattore X
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Inibizione
  • Linee guida
  • Malattia
  • Malattie
  • Malattie autoimmuni
  • Morte
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Protrombina
  • Rischio
  • Sindrome
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Tempo di protrombina
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Test
  • Tromboplastina
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Vene
  • Vene cerebrali
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Generalità e diagnosi

La sindrome da anticorpi antifosfolipidi (Ab-aPS) è una coagulopatia acquisita caratterizzata da trombosi venose e arteriose ed aborti ricorrenti.[MiyakisS,2006] La sindrome può presentarsi isolatamente  o essere associata a malattie autoimmuni sistemiche (LES nella maggior parte dei casi).

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10.1.2.1 Ictus cardioembolico

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Anticoagulanti
  • Bias
  • Braccio
  • Dipiridamolo
  • Ecocardiografia
  • Ecocardiografia Transesofagea
  • Edema
  • Ematoma
  • Emergenza
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Eparina
  • Eparinoidi
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrillazione Atriale Non Valvolare
  • Forame ovale
  • Forame Ovale Pervio
  • Fronte
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipertensione
  • Mortalità
  • Nadroparina
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Protesi
  • Ricerca
  • Rischio
  • Sangue
  • Segni
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Trombosi
  • Valvulopatie
  • Volume

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Che la terapia anticoagulante sia quella più efficace nella prevenzione dell'ictus in pazienti con cardiopatie emboligene, è stato chiaramente dimostrato dagli studi di prevenzione primaria [93] (vedi § 7.2.2.2) e da quelli di prevenzione secondaria in pazienti colpiti da TIA o ictus minori (vedi § 12.6.2).[

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7.2.6 Trattamento delle placche dell'arco aortico

  • 7 Prevenzione primaria
  • Aorta
  • Chirurgia
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Rischio
  • Studi
  • Studi clinici
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Volume

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Mancano studi che dimostrino l'utilità di un trattamento antitrombotico o chirurgico in presenza di placche dell'arco aortico ai fini della prevenzione dell'ictus embolico.

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7.2.2.3 Fibrillazione atriale non valvolare

  • 7 Prevenzione primaria
  • Affetto
  • Antiaritmici
  • Anticoagulanti
  • Aorta
  • Cardiologia
  • Diabete mellito
  • Diagnosi
  • Disfunzione ventricolare
  • Disfunzione ventricolare sinistra
  • Donne
  • Ecocardiografia
  • Ecocardiografia Transesofagea
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Emodinamica
  • Emorragia
  • Enoxaparina
  • Eparina
  • Eparina a basso peso molecolare
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrillazione Atriale Non Valvolare
  • Frequenza cardiaca
  • Fronte
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Interazioni farmacologiche
  • Ipertensione
  • Ipertiroidismo
  • Ipotensione
  • Letti
  • Linee guida
  • Morte
  • Ospedali
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Placebo
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prognosi
  • Protesi
  • Ricerca
  • Rischio
  • Scompenso cardiaco
  • Sesso
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stenosi mitralica
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi prospettici
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Terapia farmacologica
  • Transaminasi
  • Trombina
  • Trombosi
  • Volume

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La fibrillazione atriale ha presentazione clinica assai eterogenea.

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7.2.2.2 Malattie valvolari cardiache

  • 7 Prevenzione primaria
  • Ecocardiografia
  • Ecocardiografia Transesofagea
  • Embolia
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Incidenza
  • Insufficienza mitralica
  • Linee guida
  • Malattia
  • Pazienti
  • Pensare
  • Popolazione
  • Prolasso
  • Rischio
  • Sesso
  • Stenosi
  • Stenosi aortica
  • Stenosi mitralica
  • Studi
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Trombosi
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La malattia reumatica ed in particolare la valvulopatia mitralica ha rappresentato per molto tempo la causa più frequente di fibrillazione atriale. In casistiche derivate da centri cardiochirurgici il 45% dei pazienti con stenosi mitralica ed il 75% di quelli con insufficienza mitralica avevano una fibrillazione atriale in confronto all'1% dei pazienti con stenosi aortica.

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5.6.3 Ecocardiogramma transtoracico e transesofageo

  • 5 Diagnosi non in acuto
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Quando si verifica un ictus ischemico, uno dei principali intenti della valutazione diagnostica cardiologica è quello di identificare i pazienti che presentano un'affezione cardioembolica e che richiedono un'anticoagulazione cronica per la prevenzione secondaria, e quelli che invece presentano un'affezione non cardioembolica. Il riscontro di una sorgente cardioembolica non è sufficiente da solo per porre diagnosi di ictus cardioembolico, diagnosi che è comunque di tipo probabilistico.

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  • Basi epidemiologiche ed inquadramento diagnostico
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Economia e impegno delle risorse
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus acuto
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  • Nutrizione e ictus
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  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
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