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Diagnosi Evidenze Fattori di rischio Ictus Incidenza Malattia Pazienti Popolazione Prevenzione Rischio Stroke Studi
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Comportamento

18.7.3 Selezione delle tecniche riabilitative

  • Attivazione
  • Autonomia
  • Braccio
  • Canali ionici
  • Capo
  • Casistica
  • Comportamento
  • Corteccia motoria
  • Deficit
  • Dipendenza
  • Disabilità
  • Esercizio
  • Evidenze
  • Ictus
  • Immaginazione
  • Inibizione
  • Intensiva
  • Mano
  • Menomazione
  • Neurofisiologia
  • Neuroni
  • Occhiali
  • Osservazione
  • Parametri
  • Paresi
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Ricaduta
  • Ricerca
  • Rievocazione mentale
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Scuole
  • Spostamento
  • Stimolazione magnetica transcranica
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Per lungo tempo la riabilitazione è rimasta scollegata dalle scienze di base e nel migliore dei casi le metodiche riabilitative prendevano spunto dall’esperienza clinica dell’evoluzione del recupero unitamente all’osservazione delle acquisizioni funzionali in termini ontogenetici nell’uomo. I tecnici della riabilitazione si ispiravano a scuole diverse e proponevano interventi grossolanamente eterogenei tra loro e tra i quali era difficile identificare il più efficace.

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18.4.3.7 Persistente reattività piastrinica in corso di terapie antiaggreganti

  • Acido arachidonico
  • ADP
  • Aggregazione piastrinica
  • Aspirina
  • Attivazione
  • Attivazione piastrinica
  • Comportamento
  • Evidenze
  • Ictus
  • Inibizione
  • Malattie
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sindrome
  • Sindrome coronarica acuta
  • Stent
  • Studi
  • Studi clinici
  • Test
  • Ticlopidina
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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E’ ormai ampiamente dimostrato che esiste una variabilità individuale nella entità di di inibizione piastrinica determinata dalla terapia antiaggregante con aspirina e/o clopidogrel. La percentuale di aggregazione piastrinica indotta da ADP (target di azione delle tienopiridine) e/o da acido arachidonico (influenzata dall’acido acetilsalicilico) risulta, in una percentuale non trascurabile di pazienti, sovrapponibile a quella dei soggetti non in terapia. Questo fenomeno è stato descritto come ‘resistenza’ alla terapia antiaggregante.

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Sintesi 18-50

  • 6a-2011
  • Comportamento
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • Studi
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.4.3.7 Persistente reattività piastrinica in corso di terapie antiaggreganti

 

In campo cardiologico, nell’ambito delle sindromi coronariche acute sottoposte a rivascolarizzazione percutanea con stenting, numerose evidenze hanno documentato l’associazione dell’iperreattività piastrinica da ADP con l’aumento del rischio di eventi ischemici avversi (trombosi intrastent, morte cardiovascolare, infarto miocardico). Molto minori sono le evidenze nel campo degli eventi ischemici cerebrali dove sono necessari ulteriori studi per valutare:

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A-III Etica e risorse

  • Alcolismo
  • American Medical Association
  • Anziano
  • Aspettativa di vita
  • Bioetica
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Carattere
  • Comportamento
  • Comunicazione
  • Consenso informato
  • Costi
  • Disabilità
  • Discriminazione
  • Emiplegia
  • Etica
  • Etica medica
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fumo
  • Giudizio
  • Ictus
  • Indicatori
  • Intensiva
  • Linee guida
  • Lingua
  • Medici
  • Morale
  • Morte
  • Neurologia
  • Obblighi morali
  • Ospedali
  • Parametri
  • Patologia
  • Pazienti
  • Pensare
  • Persone
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Problemi di comunicazione
  • Prognosi
  • Qualità della vita
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Sforzo
  • Sindromi Del Circolo Posteriore
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi clinici
  • Terapia intensiva
  • Trapianto
  • Unità di terapia intensiva
  • Volume

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Le risorse mediche sono limitate ogniqualvolta si configura una situazione – a livello locale o generale – in cui i servizi di cura e assistenza sono quantitativamente inferiori alle necessità massime prevedibili. Potrebbe essere introdotto anche il problema della qualità del servizio medico offerto, ma ciò esula dal contesto di questa discussione.

Sostanzialmente, quindi, le risorse mediche sono per definizione sempre limitate.

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16.6.1 Linee preventive e terapeutiche da seguire nel campo della demenza vascolare

  • Affetto
  • Anticoagulanti
  • Attività della vita quotidiana
  • By-Pass
  • Calcio
  • Comportamento
  • Demenza
  • Demenza multi-infartuale
  • Demenza vascolare
  • Enalapril
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fronte
  • Fumo
  • Galantamina
  • Giudizio
  • Ictus
  • Idroclorotiazide
  • Incidenza
  • Indapamide
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipotensione
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Malattie
  • Memantina
  • Nausea
  • Nicergolina
  • Nimodipina
  • Nitrendipina
  • Osservazione
  • Parametri
  • Patologia
  • Pazienti
  • Pentossifillina
  • Perindopril
  • Placebo
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione Terziaria
  • Qualità della vita
  • Rischio
  • Stroke
  • Studi
  • Studio Randomizzato Controllato
  • Test
  • Volume
  • Vomito
  • Xantine
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Gli interventi con fini terapeutici possibili nel campo della demenza vascolare potrebbero essere distinti in:

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16.3.2.1 Protocollo di valutazione in fase acuta

  • Afasia
  • Afasia di Broca
  • Allucinazioni
  • Ansia
  • Apprendimento
  • Articolazione
  • Attività di vita quotidiana
  • Attività motoria
  • Autonomia
  • Batteri
  • Carattere
  • Caregiver
  • Comportamento
  • Comprensione
  • Deficit
  • Depersonalizzazione
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Dipendenza
  • Disinibizione
  • Disturbi del sonno
  • Emianopsia
  • Euforia
  • Ictus
  • Indicatori
  • Inibizione
  • Ipocondria
  • Linguaggio
  • Memoria
  • Neglect
  • Orientamento
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Riconoscimento
  • Riproduzione
  • Segni
  • Senso di colpa
  • Servizi igienici
  • Sesso
  • Sintomi
  • Sonno
  • Spesa
  • Spostamenti
  • Stress
  • Suicidio
  • Terapia farmacologica
  • Test
  • Test neuropsicologici
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La valutazione neuropsicologica della fase acuta deve essere eseguita con test diversificati in rapporto al lato emisferico e alla sede lesionale, considerando l'alta frequenza di disturbi linguistici in seguito a lesione emisferica sinistra e di neglect in caso di lesione emisferica destra. Va tuttavia enfatizzato che in tale fase il grado di collaborazione del paziente è molto ridotto e variabile anche nell'arco di breve tempo, pertanto può rivelarsi più utile il semplice monitoraggio clinico eseguito comunque dal neuropsicologo.

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16.2.5.6 1 Il delirium

  • Allucinazioni
  • Comportamento
  • Coscienza
  • Deficit
  • Demenza
  • Diagnosi
  • Disturbi del linguaggio
  • Disturbi della percezione
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linguaggio
  • Pazienti
  • Percezione
  • Rischio
  • Sintomi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Nella diagnosi differenziale deve essere preso anche in considerazione il delirium. Il delirium, o stato confusionale acuto, è un disturbo dello stato di coscienza al quale si accompagna una ridotta capacità di focalizzare, spostare o mantenere l'attenzione su una qualsiasi attività. Sono anche presenti alterazioni delle funzioni cognitive, quali deficit mnesici, disorientamento, principalmente temporo-spaziale, disturbi del linguaggio e disturbi della percezione, ad esempio allucinazioni o false interpretazioni di stimoli sensoriali reali.

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16.2 Demenza vascolare

  • Afasia
  • Comportamento
  • Confusione
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Disturbi della memoria
  • Epidemiologia
  • Ictus
  • Memoria
  • Quadro clinico
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Una definizione operativa condivisa di Demenza Vascolare è assolutamente necessaria per affrontare in maniera non fuorviante il capitolo della sua epidemiologia.

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16.1.10 Altri sintomi

  • Ansia
  • Comportamento
  • Comportamento alimentare
  • Depressione
  • Disturbi cognitivi
  • Ictus
  • Malattia
  • Pazienti
  • Percezione
  • Sintomi
  • Stress
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Irritabilità e disturbi del comportamento alimentare sono stati descritti in un discreto numero di casi, ma ulteriori studi sembrano necessari per verificare le relazioni esistenti fra questi sintomi e il decorso della malattia cerebrovascolare.[2]

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16.1.2 Diagnosi

  • Afasia
  • Anamnesi
  • Anziano
  • Astenia
  • Caregiver
  • Comportamento
  • Comprensione
  • Comunicazione
  • Concentrazione
  • Costi
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Disturbi del sonno
  • Disturbo depressivo
  • Ictus
  • Ipocondria
  • Malattia
  • Malattie
  • Metodi di valutazione
  • Organizzazione Mondiale della Sanità
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Rischio
  • Segni
  • Senso di colpa
  • Sintomi
  • Sonno
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Anche per la depressione post-ictale è necessaria una diagnosi non solo precoce, ma anche corretta.

Infatti, definire gli aspetti clinico-diagnostici della depressione post-ictus è un compito di difficile esecuzione, sia per le problematiche legate alle oggettive difficoltà diagnostiche del disturbo nei pazienti con ictus, sia per le peculiarità della popolazione oggetto di studio.

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15.2.1 Caratteristiche generali degli interventi riabilitativi

  • Adulto
  • Apprendimento
  • Comportamento
  • Esercizio
  • Famiglia
  • Glicemia
  • Ictus
  • Influenza
  • Linee guida
  • Pazienti
  • Potenziali evocati
  • Pressione
  • Riabilitazione
  • Riconoscimento
  • Sistema nervoso
  • Specializzazione
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Secondo le esperienze acquisite dalle unità assistenziali dedicate all'ictus, la presa in carico del paziente in fase acuta è oggi efficace se offerta da un team interprofessionale competente e dedicato, che operi secondo protocolli condivisi, combinando nella stessa struttura il trattamento di ordine internistico e quello riabilitativo, curando nel frattempo il coinvolgimento del paziente e della famiglia e la propria continua formazione.[5,

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15.1.2.1 Scale per l'autonomia nelle attività di vita quotidiana

  • Attività di vita quotidiana
  • Autonomia
  • Comportamento
  • Controllo del comportamento
  • FAD
  • Handicap
  • Ictus
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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In riabilitazione è fondamentale valutare la disabilità del paziente prima e dopo il trattamento riabilitativo.

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14.6.4 Rientro presso il domicilio

  • Ansia
  • Attivazione
  • Caregiver
  • Comportamento
  • Comunicazione
  • Depressione
  • Famiglia
  • Ictus
  • Incidenza
  • Minor
  • Parlare
  • Patologia
  • Pazienti
  • Percezione
  • Personale sanitario
  • Reinserimento
  • Sensazione
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Dal focus group realizzato in Umbria emerge che il ritorno a casa è caratterizzato da una sensazione di scarso supporto del familiare e del paziente da parte delle istituzioni.

Nella fase del reinserimento familiare maturano altri problemi, che potranno essere risolti o resi più sopportabili da un migliore rapporto medico-paziente o medico-familiare. Primo tra tutti è la gestione della nuova disabilità, se presente, presso un domicilio che potrebbe essere non adatto alle condizioni del momento.

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14.1.4 I protagonisti dell'attività assistenziale: ruolo degli operatori sanitari, dell'utenza e delle associazioni

  • Apprendimento
  • Assistenza al paziente
  • Attivazione
  • Attività della vita quotidiana
  • Comportamento
  • Consapevolezza
  • Ictus
  • Indicatori
  • Infermieri
  • Linee guida
  • Medici
  • Medicina
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Ricerca
  • Ruoli
  • Sopravvissuti
  • Stroke
  • Stroke Team
  • Stroke Unit
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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I soggetti sopravvissuti ad un ictus richiedono, in oltre la metà dei casi, un'efficiente risposta sanitaria per tutta la durata della propria vita residua, con coinvolgimento di diversi operatori e molteplici competenze mediche.

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14.1.2 Caratteristiche dell'assistenza a fini riabilitativi correlate all'epoca dell'intervento

  • Abitudini
  • Apprendimento
  • Autonomia
  • Comportamento
  • Diagnosi
  • Emergenza
  • Esercizio
  • Estensiva
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Infermieristica
  • Intensiva
  • Invecchiamento
  • Malattia
  • Malattie
  • Motivazione
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Personale infermieristico
  • Prevenzione
  • Progetto riabilitativo
  • Prognosi
  • Quadro clinico
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Trasferimenti
  • Trombosi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Il percorso assistenziale a fini riabilitativi è caratterizzato da obiettivi diversi a seconda delle esigenze correlate alla fase clinica.[28] In linea generale, le finalità degli interventi che si realizzano in tempi diversi rispetto all'evento ictale, possono essere distinte come segue:

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10.2.1.4 Trattamento medico

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Acidosi
  • Alcalosi
  • American Heart Association
  • Anticoagulanti
  • Benzodiazepine
  • Calcio
  • Coma
  • Comportamento
  • Compresse
  • Coscienza
  • Doppler
  • Edema
  • Edema cerebrale
  • Elettroliti
  • Ematoma
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Emogasanalisi
  • Emolisi
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Eparina
  • Epilessia
  • Equilibrio
  • Evidenze
  • Fattore VII
  • Febbre
  • Fenitoina
  • Furosemide
  • Glicemia
  • Glicerolo
  • Glucosio
  • Ictus
  • Infezione
  • Insufficienza renale
  • Insulina
  • Iperglicemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione endocranica
  • Iperventilazione
  • Ipotensione
  • Linee guida
  • Magnesio
  • Mannitolo
  • Medici
  • Medicina
  • Morfina
  • Mortalità
  • Morte
  • Patologia
  • Pazienti
  • Pensare
  • Perfusione
  • Placebo
  • Potassio
  • Pressione
  • Pressione endocranica
  • Pressione sanguigna
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Propofol
  • Rischio
  • Sangue
  • Scompenso cardiaco
  • Sodio
  • Stress
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi prospettici
  • Tiopental
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume

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Trattamento antipertensivo

La pressione sanguigna è inizialmente sempre elevata, sia perché solitamente si tratta di pazienti ipertesi, sia perché l'aumento della pressione intracranica comporta un incremento della pressione sistemica.

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10.1.3.3 La trombocitopenia da eparina [168]

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Amputazione
  • Anticoagulanti
  • Anticorpi
  • Attivazione
  • Cellule
  • Cellule endoteliali
  • Coagulazione del sangue
  • Cola
  • Comportamento
  • Conta piastrinica
  • Diagnosi
  • ELISA
  • Eparina
  • Eparinoidi
  • Fosfolipidi
  • Fronte
  • Gangrena
  • Immunizzazione
  • Immunoglobuline
  • Incidenza
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Piastrine
  • Proteina C
  • Reazioni crociate
  • Rischio
  • Sangue
  • Segni
  • Serotonina
  • Siero
  • Sindrome
  • Studi
  • Test
  • Trombosi
  • Volume
  • Warfarina

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La piastrinopenia da eparina (Heparin-Induced Thrombocytopenia, HIT) è un evento avverso potenzialmente grave legato alla somministrazione di questo farmaco. Si tratta di una piastrinopenia immunologica, che compare durante o subito dopo il trattamento eparinico, in genere dal 5° al 15° giorno dopo l'inizio della terapia, ma che può insorgere anche in 2ª giornata se il paziente è stato già trattato con eparina negli ultimi 3 mesi, ed è causata da immunoglobuline IgG che attivano le piastrine attraverso i loro recettori Fc(RII).

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8.7.2 Problemi etici relativi all'accesso alla stroke unit

  • 8 Ictus acuto: Fase preospedaliera e ricovero
  • Afasia
  • American Medical Association
  • Arresto cardiaco
  • Assistenza medica
  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Bioetica
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Comportamento
  • Conflitto
  • Coscienza
  • Costi
  • Deficit
  • Dipendenza
  • Disabili
  • Disabilità
  • Do Not Resuscitate
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Etica
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Giudizio
  • Ictus
  • Infarto miocardico
  • Linee guida
  • Medici
  • Medicina
  • Morale
  • Neurologia
  • Obblighi morali
  • Osmosi
  • Ospedali
  • Parametri
  • Pazienti
  • Polmonite
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Rianimazione
  • Rianimazione cardiopolmonare
  • Ricerca
  • Rischio
  • Sepsi
  • Stato vegetativo persistente
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi retrospettivi
  • Trombosi
  • Volume

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A questo proposito si pone però un problema bioetico difficile: quello della priorità nell'accesso alla stroke unit. Infatti, malgrado le stroke unit si stiano diffondendo abbastanza rapidamente nel nostro paese, tuttora molti ospedali ne sono sprovvisti e in molti di quelli che le hanno attivate esse non sono dimensionate in modo da accettare tutti i pazienti con ictus che giungono in ospedale.

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7.2.8 Trattamenti farmacologici di prevenzione primaria

  • 7 Prevenzione primaria
  • Comportamento
  • Diabete mellito
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Medici
  • Medicina
  • Morte
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Rischio
  • Studi
  • Vitamina E
  • Volume

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Uno studio recentemente pubblicato condotto in Italia con il coinvolgimento di medici di medicina generale ha valutato l'effetto dell'ASA e della vitamina E nella prevenzione primaria in soggetti con almeno un fattore di rischio cardiovascolare.

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7.1.1 Considerazioni bioetiche sul controllo non farmacologico dei fattori di rischio modificabili

  • 7 Prevenzione primaria
  • Abitudini
  • Abitudini alimentari
  • Autonomia
  • Comportamento
  • Educazione
  • Fattori di rischio
  • Fumo
  • Genetica
  • Malattie
  • Medicina
  • Popolazione
  • Pressione
  • Rischio
  • Salute
  • Strutture pubbliche
  • Volume

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Il controllo non farmacologico dei fattori di rischio modificabili viene generalmente proposto mediante campagne di informazione e di educazione dirette alla popolazione generale. Non vi è dubbio che queste campagne siano importanti e che abbiano dimostrato una notevole efficacia, specie negli Stati Uniti, relativamente alle abitudini alimentari, all'attività fisica e al fumo di sigaretta.

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2.6 Implicazioni medico-legali delle linee guida

  • 2 Metodi
  • Comportamento
  • Giudizio
  • Intelligenza
  • Linee guida
  • Medici
  • Popolazione
  • Responsabilità legale
  • Volume

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La disponibilità di linee guida di pratica clinica potrebbe porre problemi di natura medico-legale nel caso non si seguissero le raccomandazioni indicate.

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  • Basi epidemiologiche ed inquadramento diagnostico
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Economia e impegno delle risorse
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus acuto
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Nutrizione e ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Struttura e metodologia
  • Terapia chirurgica
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
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