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Depressione

18.6.4 Depressione vascolare

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  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Nel 1997 Alexopoulos propose che la patologia cerebrovascolare, soprattutto quella cronica, potesse predisporre, precipitare o perpetuare una specifica forma di depressione ad insorgenza nella terza e quarta età e ipotizzò che il meccanismo patogenetico principale consistesse nel suo impatto sui circuiti fronto-sottocorticali.[475]

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18.6.3 Disturbi neuropsichiatrici post-ictali

  • Allucinazioni
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  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La depressione costituisce il principale disturbo affettivo post-ictale (PSD – post-stroke depression), interessando in media un terzo dei pazienti, ed essa è stata oggetto di intensa ricerca nel corso degli ultimi 25 anni, a partire dal modello neurobiologico di Robinson, basato su una stretta correlazione con la sede lesionale.[479] Tale modello è stato però posto in discussione, dato che la sua evidenza empirica rimane tuttora contraddittoria.

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18.1.4 L'ictus dell'anziano

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  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Il rischio di ictus cresce in maniera sostanziale con l'aumentare dell'età, come confermato anche dall'analisi dei dati del Framingham Study,[133] ma rimangono ancora da chiarire molti aspetti patogenetici legati al suo sviluppo. Nell'anziano l'elevata incidenza di ictus non è spiegabile solo con i classici fattori di rischio, alcuni dei quali, come il fumo, tendono infatti a ridursi con l'età.[134]

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18.1.1.2 Complicanze dell’ictus cerebrale

  • 6a-2011
  • Anziano
  • Atrofia
  • Attacchi
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Depressione
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  • Disturbo depressivo
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  • Studi prospettici
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Ictus ed epilessia

La riduzione della mortalità a breve termine in un paziente con ictus cerebrale espone il soggetto ad un maggior rischio di complicanze. Un settore ancora poco esplorato riguarda la comparsa di crisi epilettiche e di epilessia. Occorre ricordare che la causa principale di epilessia nel paziente anziano è di origine cerebrovascolare.

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Sintesi 18-60

  • 6a-2011
  • Depressione
  • Ricerca
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.6.4 Depressione vascolare

L’individuazione di criteri diagnostici specifici costituisce la principale priorità di ricerca per il futuro utilizzo clinico routinario della categoria nosografica rappresentata dalla “depressione vascolare”.

Sintesi 18-59

  • 6a-2011
  • Depressione
  • Ictus
  • Pazienti
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sindrome
  • Sintesi
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.6.3 Disturbi neuropsichiatrici post-ictali

Fra i disturbi neuropsichici post-ictali, la “sindrome depressiva-disesecutiva” costituisce il quadro più frequente e con preminente base neurobiologica.
In ambito terapeutico, un obiettivo prioritario per la depressione post-ictus sarà quello di valutare l’utilità, in particolari tipologie di pazienti (afasici, aprosodici, anosognosici, dementi), di un intervento di tipo profilattico.

 

 

Sintesi 16-5

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Depressione
  • Ictus
  • Sintesi
  • Stroke
  • 6a-2010
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.2 Diagnosi

Recentemente è stata validata la Post-Stroke Depression Rating Scale (PDSR), specifica scala per la valutazione della depressione post-ictus.

Sintesi 15-15

  • Depressione
  • Ictus
  • Malnutrizione
  • Pazienti
  • Sintesi
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.4.3.2 Pianificazione e comunicazione con le strutture di intervento socio-sanitario

I pazienti possono presentare, oltre ai postumi dell'evento cerebrovascolare, altri disturbi, come comorbosità preesistenti o complicazioni dell'evento ictale (spasticità, depressione, malnutrizione, patologie articolari e/o dolorose, cadute…). Tali disturbi, nei pazienti con postumi di ictus, non devono essere considerati ineluttabili, ma devono essere adeguatamente valutati e trattati, in quanto altrimenti possono condizionare negativamente il processo riabilitativo.

Sintesi 16-20

  • 6a-2011
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Depressione
  • Sintesi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.8 Disturbi d'ansia

Un disturbo ansioso può aggravare il decorso della depressione e peggiorare lo stato funzionale.

Sintesi 16-17

  • Depressione
  • Pazienti
  • Segni
  • Sintesi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.7 Depressione e demenza vascolare

Il termine depressione vascolare denota i disturbi depressivi riscontrabili in pazienti anziani con segni di compromissione cerebrale vascolare.

Raccomandazione 16.8 

  • Depressione
  • Ictus
  • Raccomandazione
  • Grado A
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.6 Terapia

Allo stato attuale non è indicato un trattamento farmacologico o psicoterapico pre prevenire l'insorgenza della depressione post-ictus.

Raccomandazione 16.7 

  • Depressione
  • Ictus
  • Raccomandazione
  • Serotonina
  • Grado C
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.6 Terapia

Per il trattamento farmacologico della depressione post-ictus è indicato utilizzare gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) per il loro miglior profilo di tollerabilità.

*GPP
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Raccomandazione 16.6 

  • Depressione
  • Ictus
  • Raccomandazione
  • Grado C
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.6 Terapia

Qualora si evidenzi un quadro di depressione post-ictus, è indicato iniziare precocemente un trattamento antidepressivo, anche per ridurne l'impatto sfavorevole sull'attività riabilitativa.

Sintesi 16-15

  • Antidepressivi
  • Depressione
  • Evidenze
  • Ictus
  • Pazienti
  • Sintesi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.6 Terapia

La depressione post-ictus è tuttora un disturbo largamente non trattato, anche se ormai esistono evidenze che i farmaci antidepressivi possono essere utilizzati anche in pazienti con patologie organiche.

Sintesi 16-14

  • Depressione
  • Ictus
  • Rischio
  • Sintesi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.5.3 Impatto su sicurezza quotidiana e qualità della vita

La depressione post-ictus aumenta il rischio di cadute del paziente e ne peggiora la qualità di vita.

Sintesi 16-13

  • Antidepressivi
  • Depressione
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Sintesi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.5.2 Impatto "quoad valetudinem"

Un trattamento antidepressivo può influenzare positivamente il recupero funzionale, ma non annullare l’impatto sfavorevole della depressione post-ictus sullo stesso. I pazienti con depressione post-ictus non trattati con antidepressivi presentano una prognosi riabilitativa peggiore rispetto a quelli trattati.

Sintesi 16-12

  • Depressione
  • Ictus
  • Sintesi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.5.2 Impatto "quoad valetudinem"

La depressione post-ictus rappresenta un fattore prognostico sfavorevole sullo stato funzionale del paziente sia a breve che a lungo termine.

Sintesi 16-11

  • Depressione
  • Ictus
  • Rischio
  • Sintesi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.5.1 Impatto "quoad vitam"

La depressione post-ictus aumenta il rischio di mortalità sia a breve che a lungo termine dopo l'evento ictale.

Sintesi 16-9

  • Depressione
  • Evidenze
  • Ictus
  • Pazienti
  • Rischio
  • Sintesi
  • Studi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.4 Eziopatogenesi e correlati anatomici

Secondo recenti metanalisi, che pure risentono dell'estrema eterogeneità degli studi sull'argomento, il rischio di depressione post-ictus non è associato alla sede della lesione cerebrale, mentre l’inclusione o meno dei pazienti afasici in molti studi ha contribuito a fornire evidenze contrastanti.

Sintesi 16-8

  • Depressione
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Persone
  • Rischio
  • Sesso
  • Sintesi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.4 Eziopatogenesi e correlati anatomici

L'eziopatogenesi della depressione post-ictus è verosimilmente multifattoriale. Le persone di sesso femminile, con precedenti psichiatrici e/o cerebrovascolari, con scolarità elevata, con marcata disabilità e con problematiche familiari e sociali sono più esposte al rischio di depressione. La probabilità di sviluppare depressione cresce in maniera esponenziale con l’aumentare dei fattori di rischio.

Sintesi 16-7

  • Depressione
  • Ictus
  • Sintesi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.3 Sintomatologia

Nel caso della depressione post-ictus la distinzione tra depressione maggiore e minore non è universalmente accettata.

Sintesi 16-6

  • Appetito
  • Astenia
  • Concentrazione
  • Depressione
  • Disturbi del sonno
  • Ictus
  • Pazienti
  • Segni
  • Sintesi
  • Sintomi
  • Sonno
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.3 Sintomatologia

I pazienti con depressione post-ictus presentano, rispetto ai pazienti con depressione funzionale, una minore melanconia ma più segni fisici di depressione (astenia, disturbi del sonno, di concentrazione, dell'appetito, etc.). Inoltre essi lamentano generalmente molti più sintomi somatici rispetto ai pazienti con postumi di ictus ma non depressi.

Raccomandazione 16.5 

  • Caregiver
  • Costi
  • Depressione
  • Ictus
  • Malattia
  • Raccomandazione
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
  • GPP
Vai al volume: 16.1.2 Diagnosi

È indicato ricercare la possibile presenza di depressione post-ictus sia nella fase acuta che in quelle successive, allo scopo di ridurre la disabilità del soggetto, il carico sul caregiver ed i costi della malattia.

Raccomandazione 16.4 

  • Depressione
  • Ictus
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
  • Grado D
Vai al volume: 16.1.2 Diagnosi

È indicato ricercare la presenza di depressione post-ictus anche nei pazienti afasici, utilizzando criteri di valutazione clinica e strumenti non verbali.

Raccomandazione 16.3 

  • Depressione
  • Ictus
  • Raccomandazione
  • Sintomi
  • Grado C
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.2 Diagnosi

È indicato utilizzare le scale di valutazione di derivazione psichiatrica essenzialmente per la quantificazione ed il monitoraggio dei sintomi della depressione post-ictus.

Sintesi 16-4

  • Depressione
  • Ictus
  • Sintesi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.2 Diagnosi

Le comuni scale di derivazione psichiatrica si sono dimostrate equivalenti nel valutare la presenza di depressione post-ictus.

Raccomandazione 16.2 

  • Depressione
  • Diagnosi
  • Ictus
  • Raccomandazione
  • Test
  • Grado C
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.2 Diagnosi

Per la diagnosi clinica di depressione post-ictus è indicato, oltre al DSM-IV-TR, abitualmente utilizzato per la classificazione dei disturbi dell'umore, un approccio clinico multidimensionale (colloquio con il paziente, con i familiari, personale non medico, test e scale specifici).

Sintesi 16-3

  • Afasia
  • Comunicazione
  • Depressione
  • Ictus
  • Pazienti
  • Sintesi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.2 Diagnosi

Disturbi neuropsicologici quali afasia, anosognosia, emidisattenzione e deterioramento cognitivo possono influire sia sulla possibilità di comunicazione sia sull'attendibilità delle risposte dei pazienti con depressione post-ictus.

Sintesi 16-2

  • Depressione
  • Diagnosi
  • Ictus
  • Rischio
  • Sintesi
  • Sintomi
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.1.2 Diagnosi

Formulare una diagnosi di depressione post-ictus richiede attenzione, in quanto esiste un elevato rischio di sovrastima e di sottostima diagnostica, in parte attribuibile alla presenza di sintomi somatici ed in parte alle differenti modalità di approccio degli esaminatori.

Raccomandazione 14.6 

  • Depressione
  • Raccomandazione
  • Sintomi
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.2.1.1.9 Depressione post-ictale ed altri disturbi psichici

Nella valutazione del paziente da sottoporre a trattamento riabilitativo è indicato verificare precocemente l'eventuale esistenza di depressione del tono dell'umore, utilizzando sia la valutazione clinica multidimensionale che scale semiquantitative per la valutazione e il monitoraggio dei sintomi, anche per limitare le possibili interferenze sfavorevoli sulla potenzialità del recupero.

Sintesi 18-3

  • 6a-2011
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Depressione
  • Epilessia
  • Ictus
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • Studi
  • Studi prospettici
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.1.1.2 Complicanze dell’ictus cerebrale

Occorrono nuovi studi prospettici su vaste coorti di pazienti con ictus cerebrale allo scopo di definire accuratamente il rischio di crisi epilettiche e di epilessia e di individuare sottogruppi di pazienti "ad alto rischio" per i quali porre l'indicazione ad interventi terapeutici immediati o di prevenzione primaria.

I dati supportano una correlazione bimodale fra depressione e ictus i cui meccanismi meritano di essere meglio conosciuti mediante esecuzione di studi ad-hoc.

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16.3.2.1 Protocollo di valutazione in fase acuta

  • Afasia
  • Afasia di Broca
  • Allucinazioni
  • Ansia
  • Apprendimento
  • Articolazione
  • Attività di vita quotidiana
  • Attività motoria
  • Autonomia
  • Batteri
  • Carattere
  • Caregiver
  • Comportamento
  • Comprensione
  • Deficit
  • Depersonalizzazione
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Dipendenza
  • Disinibizione
  • Disturbi del sonno
  • Emianopsia
  • Euforia
  • Ictus
  • Indicatori
  • Inibizione
  • Ipocondria
  • Linguaggio
  • Memoria
  • Neglect
  • Orientamento
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Riconoscimento
  • Riproduzione
  • Segni
  • Senso di colpa
  • Servizi igienici
  • Sesso
  • Sintomi
  • Sonno
  • Spesa
  • Spostamenti
  • Stress
  • Suicidio
  • Terapia farmacologica
  • Test
  • Test neuropsicologici
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La valutazione neuropsicologica della fase acuta deve essere eseguita con test diversificati in rapporto al lato emisferico e alla sede lesionale, considerando l'alta frequenza di disturbi linguistici in seguito a lesione emisferica sinistra e di neglect in caso di lesione emisferica destra. Va tuttavia enfatizzato che in tale fase il grado di collaborazione del paziente è molto ridotto e variabile anche nell'arco di breve tempo, pertanto può rivelarsi più utile il semplice monitoraggio clinico eseguito comunque dal neuropsicologo.

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16.1.10 Altri sintomi

  • Ansia
  • Comportamento
  • Comportamento alimentare
  • Depressione
  • Disturbi cognitivi
  • Ictus
  • Malattia
  • Pazienti
  • Percezione
  • Sintomi
  • Stress
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Irritabilità e disturbi del comportamento alimentare sono stati descritti in un discreto numero di casi, ma ulteriori studi sembrano necessari per verificare le relazioni esistenti fra questi sintomi e il decorso della malattia cerebrovascolare.[2]

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16.1.9 Apatia

  • Depressione
  • Ictus
  • Incidenza
  • Pazienti
  • Sindrome
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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I pazienti apatici presentano una diminuzione delle attività, un calo di interessi ed una riduzione delle risposte emozionali. Il DSM non la riconosce come sindrome, ma include l'apatia nei sottotipi di alterazione di personalità prodotta da una condizione medica. Questa difficoltà di inquadramento ha fatto sì che, malgrado l'apatia sia stata frequentemente riscontrata in seguito a lesioni cerebrovascolari, siano rari gli studi che ne abbiano indagato l'incidenza ed i correlati anatomici.

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16.1.8 Disturbi d'ansia

  • Ansia
  • Depressione
  • Dipendenza
  • Evidenze
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Sintomi
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Disturbi ansiosi sono di frequente riscontro (prevalenza media intorno al 20%~28%) in pazienti con pregresso ictus ischemico.[2, 122, 123, 124]

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16.1.7 Depressione e demenza vascolare

  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Disturbo depressivo
  • Fattori di rischio
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Pazienti
  • Rischio
  • Segni
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Il concetto di depressione vascolare è stato recentemente proposto per classificare i disturbi depressivi in pazienti anziani che presentino segni di compromissione cerebrale vascolare, anche in assenza di un vero evento ictale.[112] I criteri necessari per tale diagnosi sono la presenza di un disturbo depressivo maggiore e segni di compromissione cerebrovascolare alle neuroimmagini.[113] Si stima che tale depressione possa interessare

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16.1.6 Terapia

  • Antidepressivi
  • Antidepressivi triciclici
  • Citalopram
  • Depressione
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Evidenze
  • Ictus
  • Inibizione
  • Interazioni farmacologiche
  • Nortriptilina
  • Paroxetina
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Rischio
  • Serotonina
  • Sertralina
  • Sintomi
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Malgrado la rilevanza del problema, la depressione post-ictus è tuttora largamente non trattata, specie per il timore, in una popolazione abitualmente di età avanzata, di effetti collaterali e di interazioni farmacologiche; il numero di pubblicazioni specifiche sull'argomento è di conseguenza alquanto limitato.

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16.1.5.3 Impatto su sicurezza quotidiana e qualità della vita

  • Depressione
  • Ictus
  • Pazienti
  • Qualità della vita
  • Rischio
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La depressione post-ictus può pesantemente condizionare la sicurezza quotidiana e la qualità della vita dei pazienti con postumi di ictus e dei loro familiari.

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16.1.5.2 Impatto "quoad valetudinem"

  • Antidepressivi
  • Depressione
  • Dipendenza
  • Ictus
  • Nortriptilina
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Rischio
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Anche se il ruolo prognostico sfavorevole della depressione post-ictus sullo stato funzionale del paziente sembra chiaro,[80] è però necessario valutare i dati disponibili con qualche cautela, in quanto nei vari studi i pazienti con depressione sono considerati omogenei, o differenziati solo per le caratteristiche cliniche della depressione, ed è generalmente trascurato il ruolo di un eventuale trattamento psicofarmacologico.

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16.1.5.1 Impatto "quoad vitam"

  • Depressione
  • Ictus
  • Morte
  • Nortriptilina
  • Pazienti
  • Rischio
  • Tasso di sopravvivenza
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La depressione post-ictus è associata con un significativo aumento di mortalità sia a breve (12-24 mesi) che a lunga distanza (10 anni) dall'evento acuto.[76, 77] È stato calcolato che i pazienti con depressione post-ictus hanno un rischio di morte a 10 anni 3,4 volte maggiore rispetto ai pazienti non depressi (OR 3,4; IC95 1,4-8,4).[77]

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16.1.5 Impatto clinico-funzionale

  • Depressione
  • Ictus
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La presenza di depressione post-ictus è in grado di influenzare negativamente la prognosi clinica, incrementa le complicanze, interferisce con la riabilitazione, si associa alla disabilità ed ad una peggiore qualità di vita.

16.1.4 Eziopatogenesi e correlati anatomici

  • Afasia
  • Comunicazione
  • Depressione
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Infarto miocardico
  • Pazienti
  • Personalità
  • Persone
  • Problemi di comunicazione
  • Rischio
  • Sesso
  • Sintomi
  • Sopravvissuti
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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In questi ultimi anni si è verificato un acceso dibattito sull'eziopatogenesi della depressione post-ictus ed in particolare sull'associazione o meno della depressione post-ictus con lesioni in specifiche aree cerebrali.

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16.1.3 Sintomatologia

  • Appetito
  • Astenia
  • Carattere
  • Concentrazione
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Disturbi del sonno
  • Disturbo depressivo
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Segni
  • Sintomi
  • Sonno
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Clinicamente, un disturbo depressivo può provocare alterazioni del tono dell'umore (umore depresso, ridotta volitività), della psicomotricità (astenia, irrequietezza o rallentamento), della sfera cognitiva (riduzione prestazioni, autodevalutazione, sensi di colpa, ideazione suicidaria) e somatica (disturbi del sonno, dell'appetito, di concentrazione, astenia…).

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16.1.2 Diagnosi

  • Afasia
  • Anamnesi
  • Anziano
  • Astenia
  • Caregiver
  • Comportamento
  • Comprensione
  • Comunicazione
  • Concentrazione
  • Costi
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Disturbi del sonno
  • Disturbo depressivo
  • Ictus
  • Ipocondria
  • Malattia
  • Malattie
  • Metodi di valutazione
  • Organizzazione Mondiale della Sanità
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Rischio
  • Segni
  • Senso di colpa
  • Sintomi
  • Sonno
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Anche per la depressione post-ictale è necessaria una diagnosi non solo precoce, ma anche corretta.

Infatti, definire gli aspetti clinico-diagnostici della depressione post-ictus è un compito di difficile esecuzione, sia per le problematiche legate alle oggettive difficoltà diagnostiche del disturbo nei pazienti con ictus, sia per le peculiarità della popolazione oggetto di studio.

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16.1.1 Epidemiologia

  • Depressione
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La prevalenza media della depressione post-ictus nei pazienti con postumi di ictus è stimata intorno al 30%-35%,[1, 9, 10] ma con limiti compresi tra il 20% ed il 60%.

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15.3.4 Cadute

  • Autonomia
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Incontinenza urinaria
  • Programma di rinforzo
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Le cadute rappresentano un evento di rilevanza anche grave che può realizzarsi nel corso del recupero, e si verificano con una frequenza variabile (20%-50% nelle varie casistiche),[505, 506, 507] ma fortunatamente con una percentuale non elevata di eventi fratturativi.[508] Sono stati indi

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15.3.3 Depressione post-ictale

  • Depressione
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Stroke
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La depressione post-ictale ("post-stroke depression" - PSD) è di frequente osservazione nei pazienti con postumi di lesione cerebrovascolare. I problemi tuttora aperti, ed affrontati in dettaglio nel Capitolo 16, includono la reale prevalenza, le modalità diagnostiche, e i relativi meriti delle diverse opzioni di trattamento.

15.2.4.3.2 Pianificazione e comunicazione con le strutture di intervento socio-sanitario

  • Amici
  • Anziano
  • Assistenza domiciliare
  • Assistenza Domiciliare Integrata
  • Assistenza tecnica
  • Ausili
  • Autonomia
  • Comunicazione
  • Costi
  • Deficit
  • Depressione
  • Disabili
  • Economia
  • Economia e impegno delle risorse
  • Economia sanitaria
  • Educazione
  • Famiglia
  • Handicap
  • Ictus
  • Igiene
  • Infermieri
  • Malattia
  • Medici
  • Medici di famiglia
  • Medicina
  • Menomazione
  • Neuromotorio
  • Ortesi
  • Ospedali
  • Ospedalizzazione
  • Pazienti
  • Percezione
  • Persone
  • Prevenzione
  • Progetto riabilitativo
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Ruolo del medico
  • Salute
  • Socializzazione
  • Spesa
  • Stroke
  • Stroke Service
  • Studi
  • Unità Di Valutazione Geriatrica
  • Uova
  • Valutazione geriatrica
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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I pazienti con esiti di ictus sono svantaggiati in diversi ambiti.

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15.2.4.1.1 Stazione eretta e deambulazione

  • Apprendimento
  • Biofeedback
  • Deficit
  • Depressione
  • Dipendenza
  • Equilibrio
  • Esercizio
  • Evidenze
  • Frustrazione
  • Ictus
  • Linee guida
  • Neuromotorio
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Piede
  • Placebo
  • Pressione
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Stimolazione elettrica
  • Studi
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Una revisione sistematica [257] di studi randomizzati controllati sostiene l'efficacia degli approcci task-oriented nella riabilitazione dell'equilibrio, del cammino e nel recupero della forza all'arto inferiore dopo ictus.

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15.2.3.4 Continuità

  • Ausili
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Costi
  • Depressione
  • Disabili
  • Disabilità
  • Disturbi cognitivi
  • Educazione
  • Esercizio
  • Estensiva
  • Famiglia
  • Fronte
  • Ictus
  • Intensiva
  • Linee guida
  • Malattia
  • Malattie
  • Medicina
  • Menomazione
  • Motivazione
  • Ospedali
  • Pazienti
  • Progetto riabilitativo
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Rischio
  • Stress
  • Studi
  • Trasferimento del paziente
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Il progetto riabilitativo può comportare un percorso assistenziale che si realizza in sedi diverse, in funzione degli obiettivi perseguiti e delle condizioni relazionali e sociali del soggetto malato.

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15.1.2.6 Ruolo dei farmaci

  • Afasia
  • Amfetamina
  • Benzodiazepine
  • Bromocriptina
  • Depressione
  • Fenobarbital
  • Fenotiazine
  • Fronte
  • Ictus
  • Logoterapia
  • Metilfenidato
  • Pazienti
  • Piracetam
  • Potenziamento a lungo termine
  • Studi
  • Trattamenti riabilitativi
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Nel corso degli ultimi anni si è cercato di discriminare l'azione dei farmaci potenzialmente coinvolti nel recupero funzionale post-ictale. Le indagini sono state rivolte sia alle sostanze teoricamente in grado di ostacolare la riorganizzazione funzionale post-lesionale sia ai farmaci potenzialmente capaci di incrementare il grado di recupero di singole prestazioni.

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15.1.2.2 Valutazione cognitivo-comportamentale

  • Afasia
  • Comprensione
  • Comunicazione
  • Consapevolezza
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Ictus
  • Linguaggio
  • Memoria
  • Menomazione
  • Orientamento
  • Pressione
  • Sindrome
  • Test
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Le conseguenze dell'ictus nelle prestazioni cognitive possono essere espresse sia da un rallentamento generale della elaborazione delle informazioni che da una compromissione di specifiche funzioni, quali l'orientamento spaziale, l'attenzione, la memoria, le abilità prassiche, la capacità di adattamento mentale e di pianificazione, il linguaggio. Sebbene le conseguenze del danno cerebrovascolare possono essere molteplici, deve essere riconosciuta la presenza di menomazioni cognitive preesistenti.

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15.1.2 Valutazione di menomazione, attività e partecipazione nei domini motorio-cognitivo e psico-comportamentale

  • Anestesia
  • Apprendimento
  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Capo
  • Comunicazione
  • Consapevolezza
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Depressione
  • Disturbi del linguaggio
  • Famiglia
  • Forza muscolare
  • Handicap
  • Ictus
  • Ipoestesia
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Manipolazione
  • Menomazione
  • Nutrizionale
  • Orientamento
  • Parametri
  • Relazioni interpersonali
  • Resistenza fisica
  • Riconoscimento
  • Rischio
  • Sindrome
  • Sonno
  • Stato nutrizionale
  • Stroke
  • Trasferimenti
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Il bilancio del paziente candidato all'assistenza riabilitativa richiede una valutazione standardizzata delle seguenti condizioni: stato generale, fattori sociali ed ambientali, condizioni motorie, sensibilità, stato cognitivo, condizioni psichiche, comunicazione, caratteristiche del supporto esterno, autonomia nelle attività della vita quotidiana.

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14.6.4 Rientro presso il domicilio

  • Ansia
  • Attivazione
  • Caregiver
  • Comportamento
  • Comunicazione
  • Depressione
  • Famiglia
  • Ictus
  • Incidenza
  • Minor
  • Parlare
  • Patologia
  • Pazienti
  • Percezione
  • Personale sanitario
  • Reinserimento
  • Sensazione
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Dal focus group realizzato in Umbria emerge che il ritorno a casa è caratterizzato da una sensazione di scarso supporto del familiare e del paziente da parte delle istituzioni.

Nella fase del reinserimento familiare maturano altri problemi, che potranno essere risolti o resi più sopportabili da un migliore rapporto medico-paziente o medico-familiare. Primo tra tutti è la gestione della nuova disabilità, se presente, presso un domicilio che potrebbe essere non adatto alle condizioni del momento.

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14.6.3 Informazione sulla prognosi e sui parametri che possono influenzare la cura

  • Accettazione
  • Ansia
  • Attività della vita quotidiana
  • Caregiver
  • Comprensione
  • Comunicazione
  • Depressione
  • Famiglia
  • Fronte
  • Handicap
  • Ictus
  • Infermieri
  • Influenza
  • Malattia
  • Malattia cronica
  • Medici
  • Parlare
  • Pazienti
  • Pensare
  • Personale sanitario
  • Persone
  • Qualità della vita
  • Risoluzione di problemi
  • Salute
  • Sensazione
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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L'informazione sta diventando sempre più un elemento importante sia all'interno del rapporto medico-paziente sia nell'ambito dei mass-media che propongono una vasta serie di informazioni. A fronte di questa rilevazione non ci sono certezze rispetto all'efficacia di questo intervento rispetto al miglioramento dei vari tipi di esito per i pazienti e i familiari.

Una recente metanalisi ha preso in considerazione i diversi studi pubblicati sull'argomento.[342]

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14.5.2.3 Soggetto disfagico

  • Alimenti
  • Alimenti arricchiti
  • Alimenti e bevande
  • Bevande
  • Deglutizione
  • Depressione
  • Dieta
  • Dietetica
  • Disturbi della deglutizione
  • Ictus
  • Infermieri
  • Malnutrizione
  • Malnutrizione proteico-energetica
  • Nutrizionale
  • Pazienti
  • Percezione
  • Postura
  • Pressione
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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La gestione del supporto nutrizionale nel malato disfagico necessita di un gruppo multidisciplinare (neurologi, nutrizionisti, dietisti, foniatri, logopedisti, infermieri).[322, 323] Il supporto nutrizionale richiede l'utilizzo di diete specificamente indirizzate al malato con disfagia o, laddove ciò non fosse sufficiente o indicato, oppure in presenza di malnutrizione proteico-energetica, la nutrizione enterale.[

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14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

  • Anziano
  • Assistenza medica
  • Atteggiamento
  • Autonomia
  • Causa di morte
  • Costi
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Disabili
  • Discipline
  • Educazione
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Fronte
  • Geriatria
  • Ictus
  • Incidenza
  • Incontinenza urinaria
  • Indicatori
  • Influenza
  • Intensiva
  • Ipertensione
  • Istituzionalizzazione
  • Letti
  • Linee guida
  • Malattia
  • Minor
  • Mortalità
  • Morte
  • Neuromotorio
  • Patologia
  • Pazienti
  • Persone
  • Pressione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Riconoscimento
  • Rieducazione
  • Rischio
  • Sopravvissuti
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi clinici
  • Unità Di Valutazione Geriatrica
  • Valutazione geriatrica
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Lo scenario epidemiologico, di per sé, giustifica pienamente un interesse specifico per gli aspetti che l'ictus ha in età avanzata: come descritto nel Capitolo 4, l'incidenza dell'ictus cresce con l'età, tanto che oltre il 75% dei casi si osservano in persone ultrasessantacinquenni.

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14.3.7.3.1 La dimissione precoce

  • Caregiver
  • Depressione
  • Dipendenza
  • Durata del ricovero
  • Fronte
  • Ictus
  • Istituzionalizzazione
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Come già espresso in precedenza, alcuni studi controllati dimostrano che la dimissione precoce non genera differenze rispetto all'esito,[224] in particolare per le condizioni medio-lievi,[20, 225, 226] con continuità di intervento riabilitativo a domicilio.[

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14.2.1.3.4 Organizzazione dell'assistenza all'ictus in fase acuta

  • Assistenza al paziente
  • Caregiver
  • Competenze professionali
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Educazione
  • Estensiva
  • Evidenze
  • Handicap
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linguaggio
  • Medicina
  • Neurologia
  • Pazienti
  • Percezione
  • Progetto riabilitativo
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Sesso
  • Sopravvissuti
  • Stress
  • Strutture sanitarie
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Setting

I risultati di numerose revisioni di studi randomizzati controllati sono concordi nel sostenere la superiorità della gestione di pazienti ammessi ad unità di terapia dedicate all'ictus, rispetto a Reparti di Medicina Generale.[184, 185, 186] I vantaggi si misurano in termini di riduzione della mortalità, dell'incidenza di complican

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14.2.1.1.9 Depressione post-ictale ed altri disturbi psichici

  • Antidepressivi
  • Apprendimento
  • Attività di vita quotidiana
  • Depressione
  • Dipendenza
  • Ictus
  • Nortriptilina
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Prognosi
  • Rischio
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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A seguito di un episodio ictale si osservano frequentemente complicazioni in forma di disturbi psichici. Comunemente si possono osservare disturbi dell'umore (nel 30% circa dei casi), disturbi ansiosi (nel 25% circa), labilità emotiva ed apatia.[141]

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11.10 Prevenzione precoce delle disabilità conseguenti all'ictus

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Anticonvulsivi
  • Attivazione
  • Attività motoria
  • Autonomia
  • Benzodiazepine
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Contrazione muscolare
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Disabili
  • Disabilità
  • Dolore
  • Drenaggio
  • Educazione
  • Emergenza
  • Emianopsia
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Fenobarbital
  • Fenotiazine
  • Ictus
  • Igiene
  • Immobilizzazione
  • Indicatori
  • Infermieri
  • Infezione
  • Intensiva
  • Iperventilazione
  • Isolamento del paziente
  • Letti
  • Malattia
  • Malattie
  • Menomazione
  • Muscoli
  • Muscoli respiratori
  • Organizzazione Mondiale della Sanità
  • Orientamento
  • Ossigeno
  • Parametri
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Polmonite
  • Postura
  • Potenziamento a lungo termine
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Riflesso
  • Rischio
  • Sangue
  • Servizi igienici
  • Sindrome
  • Sonno
  • Spalla
  • Stimolazione elettrica
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Tosse
  • Trasferimenti
  • Trattamenti riabilitativi
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume

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È ormai opinione diffusa che l'assistenza finalizzata alla prevenzione della disabilità (riabilitazione precoce) dovrebbe integrarsi con le attività mirate alla diagnosi ed al trattamento di emergenza nella fase acuta della cura dei pazienti con ictus.[303]

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11.5.1 Valutazione del rischio nutrizionale

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Costi
  • Depressione
  • Dietetica
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Incidenza
  • Indicatori
  • Malnutrizione
  • Malnutrizione proteico-energetica
  • Masticazione
  • Nutrizionale
  • Ospedali
  • Pazienti
  • Procedura assistenziale
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Stato nutrizionale
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Valutazione del rischio
  • Volume
  • 6a-2010

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Il malato colpito da ictus può presentare una condizione preesistente di malnutrizione per eccesso o per difetto ed è a rischio di malnutrizione proteico-energetica.[95, 96, 97, 98, 99]  L’obesità è presente nel 15%-3

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11.4.1 Trattamento delle complicanze infettive nel paziente con ictus

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Costi
  • Depressione
  • Febbre
  • Ictus
  • Infezione
  • Ischemia
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Spalla
  • Volume

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Tra le varie complicanze mediche dell'ictus acuto (neurologiche, psichiatriche, tromboemboliche, algiche, da immobilità), quelle infettive costituiscono una delle più frequenti cause di morbosità dopo la depressione, le cadute a terra e la sintomatologia dolorosa della spalla.

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10.2.2.8 Vasospasmo

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Aneurisma
  • Angiografia
  • Angioplastica
  • Arterie
  • Arterie cerebrali
  • Arteriole
  • Calcio
  • Deficit
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Dilatazione
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Elettroliti
  • Emodiluizione
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Evidenze
  • Incidenza
  • Intensiva
  • Ischemia
  • Magnesio
  • Nicardipina
  • Nifedipina
  • Nimodipina
  • Papaverina
  • Pazienti
  • Placebo
  • Pravastatina
  • Pressione
  • Pressione endocranica
  • Rischio
  • Sangue
  • Scompenso cardiaco
  • Simvastatina
  • Sintomatica
  • Stenosi
  • Studi
  • Terapia intensiva
  • Volume

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Il vasospasmo si manifesta con stenosi delle arterie cerebrali e riduzione del flusso, documentata mediante esami angiografici o Doppler transcranico. Il fenomeno ha un esordio dopo 3-5 giorni dal sanguinamento, raggiunge il massimo fra il 5°-14° giorno ed ha una risoluzione graduale in 2-4 settimane. Nella metà dei casi si rende manifesto con la comparsa di deficit neurologici focali, che possono risolversi od esitare in ischemie cerebrali.

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9.1.1.2 Definizione delle caratteristiche temporali e topografiche dei sintomi

  • 9 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Diagnosi)
  • Cefalea
  • Coma
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Ictus
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Laboratori
  • Nausea
  • Pazienti
  • Segni
  • Segni e sintomi
  • Sindromi Lacunari
  • Sintomi
  • Studi
  • Trombosi
  • Volume
  • Vomito

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Indispensabile per la scelta del trattamento terapeutico è definire con buona approssimazione (±30 min) l'ora di esordio dei sintomi. Se i sintomi si sono manifestati al risveglio deve essere considerato il tempo trascorso da quando il paziente o i familiari riferiscono completo benessere.

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6.4.2 Cardiopatie

  • 6 Fattori di rischio
  • Agitazione psicomotoria
  • Alcolismo
  • Amiodarone
  • Anestesia
  • Aneurisma
  • Aneurisma Del Setto Interatriale
  • Anticoagulanti
  • Aorta
  • Attivazione
  • Chirurgia
  • Circolazione extracorporea
  • Coma
  • Cuore
  • Deficit
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Dilatazione
  • Disfunzione ventricolare
  • Disfunzione ventricolare sinistra
  • Doppler
  • Embolia
  • Endocardite
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrina
  • Forame ovale
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Malattia
  • Manifestazioni neurologiche
  • Manipolazione
  • Manovra di Valsalva
  • Mixoma
  • Neoplasie
  • Ospedali
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Piastrine
  • Predittori
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prognosi
  • Protesi
  • Rischio
  • Sangue
  • Sensibilità e specificità
  • Stenosi
  • Stenosi mitralica
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi prospettici
  • Stupore
  • Tecniche diagnostiche
  • Tomografia
  • Tomografia Computerizzata
  • Trombosi
  • Valutazione del rischio
  • Volume

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Una quota non trascurabile, fra il 15% e 20%, degli ictus ischemici clinicamente manifesti ha origine cardioembolica.[70] L'incidenza di eventi ischemici cerebrali è tuttavia probabilmente più elevata essendo non trascurabile il numero di episodi clinicamente silenti evidenziati mediante metodiche strumentali (TC, RM). [71]

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5.6.5 Elettroencefalogramma

  • 5 Diagnosi non in acuto
  • Attacchi
  • Carattere
  • Depressione
  • Elettroencefalografia
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Epilessia
  • Handicap
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto cerebrale
  • Ischemia
  • Linee guida
  • Malattia
  • Mortalità
  • Orientamento
  • Patologia
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Rischio
  • Ritmo alfa
  • Segni
  • Volume

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L'elettroencefalografia rappresenta nella patologia cerebrovascolare un momento diagnostico che trova la sua indicazione in fasi diverse della malattia ed in considerazione di variabili di ordine fisiopatogenetico, clinico e prognostico. L'orientamento generale e più specificamente quello che è emerso finora dalle linee guida in letteratura indica lo studio EEG come indagine non di uso routinario, ma che diventa indispensabile in presenza di determinati elementi di carattere clinico.

  • Read more
  • Basi epidemiologiche ed inquadramento diagnostico
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Economia e impegno delle risorse
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus acuto
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Nutrizione e ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Struttura e metodologia
  • Terapia chirurgica
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
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