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Attività della vita quotidiana

Sintesi 16-54

  • 6a-2011
  • Attività della vita quotidiana
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Galantamina
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Nimodipina
  • Pazienti
  • Sintesi
  • Studi
  • Studi clinici
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.6.1 Linee preventive e terapeutiche da seguire nel campo della demenza vascolare

I dati tratti dagli studi clinici su farmaci suggeriscono che:

  1. la nimodipina migliora alcune funzioni cognitive e l'impressione clinica globale;
  2. gli inibitori dell'acetilcolinesterasi (donepezil, galantamina, rivastigmina) hanno mostrato qualche efficacia nel trattamento di popolazioni eterogenee di pazienti con demenza vascolare, pura e associata a malattia di Alzheimer;
  3. nessuno di questi farmaci modifica significativamente le prestazioni nelle attività della vita quotidiana.
     

Sintesi 15-7

  • Attività della vita quotidiana
  • Evidenze
  • Forza muscolare
  • Riabilitazione
  • Sintesi
  • Studi
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.4.1.2 Funzionalità dell'arto superiore

L’integrazione di strumenti robotici nelle tecniche della riabilitazione motoria dell’arto superiore determina un miglioramento della funzione e della forza muscolare. Ad oggi non è dimostrato un impatto sulle attività della vita quotidiana.

 

Raccomandazione 15.36 

  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Disturbi della memoria
  • Evidenze
  • Ictus
  • Memoria
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 15 Riabilitazione
  • Grado D
Vai al volume: 15.2.4.1.3 Comunicazione verbale ed altre abilità cognitive

In presenza di disturbi di memoria insorti dopo l’ictus è indicato il ricorso ad ausili (agende, orologi) che facilitino le attività della vita quotidiana. Le evidenze a sostegno di programmi strutturati di riabilitazione cognitiva sono limitate.

 

Raccomandazione 15.10 

  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Raccomandazione
  • 5a-2008
  • 15 Riabilitazione
  • Grado D
Vai al volume: 15.1.2.5.2 Programmazione dei tempi di verifica e revisione del progetto

È indicato programmare controlli longitudinali per verificare il raggiungimento degli obiettivi sulla base della previsione del tempo necessario all'ottenimento dei risultati attesi e valutare l'autonomia raggiunta dal paziente nelle attività della vita quotidiana utilizzando il Barthel Index o la Functional Independence Measure (FIM)

Raccomandazione 14.17 

  • Attività della vita quotidiana
  • Raccomandazione
  • Grado A
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.3.7.4 Tipo di trattamento

È indicato attivare programmi di terapia occupazionale a livello territoriale al fine di limitare la progressione della disabilità e migliorare le attività della vita quotidiana.

16.8 Riabilitazione dei disturbi cognitivi dopo ictus

  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Comprensione
  • Comunicazione
  • Concentrazione
  • Crescita
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Deficit neurologico
  • Demenza
  • Evidenze
  • Funzioni corticali superiori
  • Ictus
  • Istituzionalizzazione
  • Memoria
  • Pazienti
  • Percezione
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

Mostra le sintesi e raccomandazioni per questo paragrafo

Come si è visto, i disturbi dello stato cognitivo ed affettivo dopo un ictus sono frequenti e sembrano contribuire in modo rilevante alla disabilità, limitando inoltre le possibilità di recupero funzionale. Nella pratica corrente, la rieducazione motoria è spesso associata ad interventi riabilitativi volti a migliorare la performance cognitiva dei pazienti con ictus, la così detta riabilitazione cognitiva.

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16.6.1 Linee preventive e terapeutiche da seguire nel campo della demenza vascolare

  • Affetto
  • Anticoagulanti
  • Attività della vita quotidiana
  • By-Pass
  • Calcio
  • Comportamento
  • Demenza
  • Demenza multi-infartuale
  • Demenza vascolare
  • Enalapril
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fronte
  • Fumo
  • Galantamina
  • Giudizio
  • Ictus
  • Idroclorotiazide
  • Incidenza
  • Indapamide
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipotensione
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Malattie
  • Memantina
  • Nausea
  • Nicergolina
  • Nimodipina
  • Nitrendipina
  • Osservazione
  • Parametri
  • Patologia
  • Pazienti
  • Pentossifillina
  • Perindopril
  • Placebo
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione Terziaria
  • Qualità della vita
  • Rischio
  • Stroke
  • Studi
  • Studio Randomizzato Controllato
  • Test
  • Volume
  • Vomito
  • Xantine
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Gli interventi con fini terapeutici possibili nel campo della demenza vascolare potrebbero essere distinti in:

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16.2.5.2 La demenza vascolare sottocorticale

  • Attività della vita quotidiana
  • Deficit
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Malattia
  • Memoria
  • Patologia
  • Sindrome
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Dopo che con la pubblicazione dei criteri NINDS-AIREN e di altri per la demenza vascolare si era esplicitamente riconosciuto l'esistenza di tipi diversi di deterioramento cognitivo da causa vascolare, numerosi ricercatori si sono posti l'obiettivo di definire dei criteri ad hoc per ciascuno dei sottotipi. A livello internazionale l'attenzione si è soprattutto rivolta al sottotipo definito come sottocorticale, in quanto reputato il più frequente e quello più omogeneo dal punto di vista fisiopatologico.

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15.3 Approccio alla comorbosità ed alle complicanze che influenzano il recupero dell'autonomia

  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Estensiva
  • Ictus
  • Influenza
  • Patologia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Questa sezione illustra l'influenza delle condizioni cliniche che coesistono con gli esiti dell'ictus, sul recupero dell'autonomia. Sebbene gran parte di tali condizioni assumano anche il ruolo di fattori predittivi, può essere clinicamente rilevante trattare selettivamente i quadri clinici che compromettono l'autonomia nelle attività della vita quotidiana.

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15.2.4.2.2 Ortesi e ausili

  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Autonomia
  • Autonomia della persona
  • Caviglia
  • Linee guida
  • Ortesi
  • Pazienti
  • Protesi
  • Spostamenti
  • Studi
  • Supinazione
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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L'ausilio è un mezzo esterno che facilita le attività della vita quotidiana (p.e. la carrozzina negli spostamenti). L'ortesi è sempre un apparato esterno ma che agisce direttamente migliorando la funzione (p.e. ortesi di caviglia per limitare la flessione dorsale e/o la supinazione). Sia gli ausili che le ortesi, introducendo cambiamenti anche piccoli, possono modificare sostanzialmente l'autonomia della persona disabile.

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15.2.4.2.1 La terapia occupazionale

  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Autonomia
  • Disabili
  • Disabilità
  • Intensiva
  • Partecipazione
  • Riabilitazione
  • Sindrome
  • Studi
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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L'obiettivo dell'attività professionale del terapista occupazionale consiste nel minimizzare la disabilità. A tale scopo vengono impiegate strategie per esaltare la funzionalità residua, rieducare il paziente alla gestione della propria persona e alle attività della vita quotidiana (ADL). La terapia occupazionale ha come primo ruolo quello di migliorare l'autonomia nell'operatività e l'abituale partecipazione sociale.

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15.2.4.2 Recupero delle abilità nelle attività della vita quotidiana: interventi sulla persona

  • Attività della vita quotidiana
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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15.2.4.2 Recupero delle abilità nelle attività della vita quotidiana: interventi sulla persona

15.2.4.1.3 Comunicazione verbale ed altre abilità cognitive

  • Afasia
  • Apprendimento
  • Aprassia ideomotoria
  • Articolazione
  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Autonomia
  • Capacità di comunicazione
  • Comunicazione
  • Consapevolezza
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Deglutizione
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disabilità
  • Disartria
  • Disturbi della memoria
  • Disturbi della parola
  • Educazione
  • Emiplegia
  • Espirazione
  • Evidenze
  • Fonazione
  • Fronte
  • Gesti
  • Ictus
  • Immaginazione
  • Influenza
  • Linee guida
  • Linguaggio
  • Logoterapia
  • Memoria
  • Menomazione
  • Motivazione
  • Neglect
  • Neurologia
  • Neuropsicologia
  • Osservazione
  • Paresi
  • Partecipazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prognosi
  • Respirazione
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Rifiuto
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Afasia

L'afasia è rilevabile in circa il 30% dei pazienti colpiti da ictus.[298] La prognosi dipende in modo marcato dalla gravità iniziale: nelle forme lievi si osserva un recupero spontaneo nelle prime due settimane dopo l'ictus, mentre il deficit di linguaggio è persistente negli altri casi (15%-20% dei pazienti sono ancora afasici a sei mesi).

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15.2.2 Obiettivi a breve e lungo termine

  • Apprendimento
  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Famiglia
  • Influenza
  • Motivazione
  • Partecipazione
  • Reinserimento
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La definizione degli obiettivi è basata sui dati raccolti con la valutazione, sull'aspettativa in termini prognostici, ossia sulla previsione di modificabilità, sulle caratteristiche operative della struttura assistenziale e sulle esigenze pratiche del paziente, della famiglia e dell'ambiente.

In generale gli obiettivi di base puntano ad una soddisfacente autonomia nelle attività principali della vita quotidiana e successivamente, se possibile, al recupero di abilità che permettano di contenere o superare lo svantaggio sociale ed economico.

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15.1.2.5.1 Valutazione delle risorse assistenziali necessarie e sviluppo del programma settimanale di trattamento intensivo

  • Apprendimento
  • Attivazione
  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Autonomia
  • Comunicazione
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Ictus
  • Medicina
  • Ortesi
  • Ospedali
  • Progetto riabilitativo
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Stimolazione elettrica
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Con il paziente e la famiglia occorre concordare un progetto individualizzato che definisca la prognosi, le aspettative e le priorità del paziente e dei suoi familiari.

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15.1.2.4 Identificazione delle priorità (logiche e temporali) nel piano di assistenza

  • Abilità di comunicazione
  • Apprendimento
  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Disabilità
  • Ictus
  • Infermieri
  • Linguaggio
  • Motivazione
  • Partecipazione
  • Ruoli
  • Spostamenti
  • Volume
  • 5a-2008
  • 15 Riabilitazione

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Gli obiettivi dell'assistenza nella fase acuta dell'ictus comprendono elementi in grado di influenzare direttamente l'esito clinico, in termini di disabilità residua, senza incidere sulla lesione cerebrale o sulle condizioni generali (intese come comorbosità e complicanze).

L'identificazione delle priorità del trattamento riabilitativo è condizionata dalle caratteristiche del bilancio e dalla gerarchia funzionale delle prestazioni che caratterizzano un recupero anche parziale dell'autonomia.

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15.1.2.3 Criteri e definizione degli obiettivi a breve e lungo termine

  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Famiglia
  • Ictus
  • Linee guida
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La gestione per obiettivi in riabilitazione è pratica comune e riguarda diverse problematiche,[21, 22, 23, 24, 25] comprendenti anche l'ictus.[26

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15.1.2 Valutazione di menomazione, attività e partecipazione nei domini motorio-cognitivo e psico-comportamentale

  • Anestesia
  • Apprendimento
  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Capo
  • Comunicazione
  • Consapevolezza
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Depressione
  • Disturbi del linguaggio
  • Famiglia
  • Forza muscolare
  • Handicap
  • Ictus
  • Ipoestesia
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Manipolazione
  • Menomazione
  • Nutrizionale
  • Orientamento
  • Parametri
  • Relazioni interpersonali
  • Resistenza fisica
  • Riconoscimento
  • Rischio
  • Sindrome
  • Sonno
  • Stato nutrizionale
  • Stroke
  • Trasferimenti
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Il bilancio del paziente candidato all'assistenza riabilitativa richiede una valutazione standardizzata delle seguenti condizioni: stato generale, fattori sociali ed ambientali, condizioni motorie, sensibilità, stato cognitivo, condizioni psichiche, comunicazione, caratteristiche del supporto esterno, autonomia nelle attività della vita quotidiana.

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14.6.3 Informazione sulla prognosi e sui parametri che possono influenzare la cura

  • Accettazione
  • Ansia
  • Attività della vita quotidiana
  • Caregiver
  • Comprensione
  • Comunicazione
  • Depressione
  • Famiglia
  • Fronte
  • Handicap
  • Ictus
  • Infermieri
  • Influenza
  • Malattia
  • Malattia cronica
  • Medici
  • Parlare
  • Pazienti
  • Pensare
  • Personale sanitario
  • Persone
  • Qualità della vita
  • Risoluzione di problemi
  • Salute
  • Sensazione
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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L'informazione sta diventando sempre più un elemento importante sia all'interno del rapporto medico-paziente sia nell'ambito dei mass-media che propongono una vasta serie di informazioni. A fronte di questa rilevazione non ci sono certezze rispetto all'efficacia di questo intervento rispetto al miglioramento dei vari tipi di esito per i pazienti e i familiari.

Una recente metanalisi ha preso in considerazione i diversi studi pubblicati sull'argomento.[342]

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14.2 Prognosi funzionale dopo l'ictus

  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Ictus
  • Medici
  • Minor
  • Parametri
  • Progetto riabilitativo
  • Rischio
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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In questa sezione si intendono identificare i parametri che consentono di predire l'evoluzione funzionale dopo un evento ictale, in termini di recupero dell'autonomia nelle attività della vita quotidiana e delle singole attività maggiormente compromesse dal danno cerebrale.

Alla luce delle informazioni riportate nella sezione potrà essere data una risposta attendibile ai quesiti relativi all'aspettativa di recupero, formulati sia nella fase precoce dell'ictus che a distanza da esso.

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14.1.4 I protagonisti dell'attività assistenziale: ruolo degli operatori sanitari, dell'utenza e delle associazioni

  • Apprendimento
  • Assistenza al paziente
  • Attivazione
  • Attività della vita quotidiana
  • Comportamento
  • Consapevolezza
  • Ictus
  • Indicatori
  • Infermieri
  • Linee guida
  • Medici
  • Medicina
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Ricerca
  • Ruoli
  • Sopravvissuti
  • Stroke
  • Stroke Team
  • Stroke Unit
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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I soggetti sopravvissuti ad un ictus richiedono, in oltre la metà dei casi, un'efficiente risposta sanitaria per tutta la durata della propria vita residua, con coinvolgimento di diversi operatori e molteplici competenze mediche.

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9.1.2.4 Scale di valutazione neurologica in fase acuta

  • 9 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Diagnosi)
  • Afasia
  • Atassia
  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • Dipendenza
  • Edema
  • Edema cerebrale
  • Ictus
  • Infarto cerebrale
  • Istituzionalizzazione
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Morte
  • National Institutes Of Health Stroke Scale
  • Occlusione
  • Orientamento
  • Osservazione
  • Paralisi
  • Paresi
  • Parlare
  • Patologia
  • Pazienti
  • Personale infermieristico
  • Prognosi
  • Rischio
  • Salute
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Visione
  • Volume

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Tra i fattori clinici, la gravità dell'ictus rappresenta un importante fattore predittivo dell'esito funzionale.[59] Molte scale sono state sviluppate in questi anni con lo scopo di misurare tale gravità e di monitorarne l'evoluzione nel tempo anche ai fini della definizione prognostica.

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9.1.2.1 Fattori demografici

  • 9 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Diagnosi)
  • Anziano
  • Atrofia
  • Attività della vita quotidiana
  • Carattere
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • Edema
  • Estrogeni
  • Ictus
  • Incidenza
  • Pazienti
  • Scandinavian Stroke Scale
  • Sesso
  • Stroke
  • Studi
  • Volume

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L'età è risultata in vari studi come fattore prognostico indipendente,[56] sebbene non vi sia una completa concordanza sul suo effettivo peso.[47, 57] In alcuni studi, infatti, l'età si è dimostrata un fattore prognostico negativo,[42,

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8.7.2 Problemi etici relativi all'accesso alla stroke unit

  • 8 Ictus acuto: Fase preospedaliera e ricovero
  • Afasia
  • American Medical Association
  • Arresto cardiaco
  • Assistenza medica
  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Bioetica
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Comportamento
  • Conflitto
  • Coscienza
  • Costi
  • Deficit
  • Dipendenza
  • Disabili
  • Disabilità
  • Do Not Resuscitate
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Etica
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Giudizio
  • Ictus
  • Infarto miocardico
  • Linee guida
  • Medici
  • Medicina
  • Morale
  • Neurologia
  • Obblighi morali
  • Osmosi
  • Ospedali
  • Parametri
  • Pazienti
  • Polmonite
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Rianimazione
  • Rianimazione cardiopolmonare
  • Ricerca
  • Rischio
  • Sepsi
  • Stato vegetativo persistente
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi retrospettivi
  • Trombosi
  • Volume

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A questo proposito si pone però un problema bioetico difficile: quello della priorità nell'accesso alla stroke unit. Infatti, malgrado le stroke unit si stiano diffondendo abbastanza rapidamente nel nostro paese, tuttora molti ospedali ne sono sprovvisti e in molti di quelli che le hanno attivate esse non sono dimensionate in modo da accettare tutti i pazienti con ictus che giungono in ospedale.

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4.2.7 Disabilità residua dopo ictus

  • 4 Epidemiologia
  • Attività della vita quotidiana
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Disabilità
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Volume
  • 5a-2008

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Nel 35% dei pazienti colpiti da ictus, globalmente considerati, residua una grave invalidità e una marcata limitazione nelle attività della vita quotidiana.[9]

  • Read more
  • Basi epidemiologiche ed inquadramento diagnostico
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Economia e impegno delle risorse
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus acuto
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Nutrizione e ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Struttura e metodologia
  • Terapia chirurgica
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
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