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Diagnosi Evidenze Fattori di rischio Ictus Incidenza Malattia Pazienti Popolazione Prevenzione Rischio Stroke Studi
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Attivazione

18.7.3 Selezione delle tecniche riabilitative

  • Attivazione
  • Autonomia
  • Braccio
  • Canali ionici
  • Capo
  • Casistica
  • Comportamento
  • Corteccia motoria
  • Deficit
  • Dipendenza
  • Disabilità
  • Esercizio
  • Evidenze
  • Ictus
  • Immaginazione
  • Inibizione
  • Intensiva
  • Mano
  • Menomazione
  • Neurofisiologia
  • Neuroni
  • Occhiali
  • Osservazione
  • Parametri
  • Paresi
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Ricaduta
  • Ricerca
  • Rievocazione mentale
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Scuole
  • Spostamento
  • Stimolazione magnetica transcranica
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Per lungo tempo la riabilitazione è rimasta scollegata dalle scienze di base e nel migliore dei casi le metodiche riabilitative prendevano spunto dall’esperienza clinica dell’evoluzione del recupero unitamente all’osservazione delle acquisizioni funzionali in termini ontogenetici nell’uomo. I tecnici della riabilitazione si ispiravano a scuole diverse e proponevano interventi grossolanamente eterogenei tra loro e tra i quali era difficile identificare il più efficace.

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18.5 Le procedure assistenziali (non terapeutiche)

  • Antiossidanti
  • Attivazione
  • Calze elastiche a compressione graduata
  • Catena di sopravvivenza
  • Costi
  • Disabilità
  • Discipline
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Emergenza
  • Ginocchio
  • Ictus
  • Letti
  • Linee guida
  • Malattia
  • Mortalità
  • Parametri
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Stress
  • Stress ossidativo
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi multicentrici
  • Studio Randomizzato Controllato
  • Vitamine
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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L'argomento è assai ampio e include l’attivazione di strutture preospedaliere e ospedaliere e di procedure assistenziali per il paziente con ictus.  Vi è ormai consenso diffuso che una efficiente catena di sopravvivenza dell’ictus (stroke chain of survival), che comprenda i servizi di urgenza emergenza medica (SUEM), i dipartimenti di emergenza (PS) e le strutture ospedaliere di accoglimento, operanti in stretta collaborazione e con compiti diversi a seconda dei livelli diagnostico-terapeutici disponibili, migliorano sensibilmente l’esito dei sogg

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18.4.5.1 Effetto dei farmaci dell’insulino-resistenza e antiiperglicemizzanti sui fattori di rischio per ictus

  • Attivazione
  • Colesterolo
  • Colesterolo HDL
  • Geni
  • Ictus
  • Incidenza
  • Incretine
  • Iperglicemia
  • Ipertensione
  • Metabolismo
  • Microglia
  • Pazienti
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sistema cardiovascolare
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Numerosi studi dimostrano che gli effetti benefici delle diverse terapie insulino-sensibilizzanti  e antiiperglicemizzanti possono andare oltre il controllo della iperglicemia.

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18.4.4 Terapie ipocolesterolemizzanti

  • Apoptosi
  • Arteria Cerebrale Media
  • Attivazione
  • Colesterolo
  • Colesterolo LDL
  • Demenza
  • Donne
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Inibizione
  • Linee guida
  • Lipidi
  • Macrofagi
  • Malattie
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Piastrine
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Rischio
  • Simvastatina
  • Studi
  • Studi trasversali
  • Uomini
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Non esiste chiara dimostrazione che farmaci ipolipemizzanti diversi dalle statine riducano il rischio di ictus in pazienti non affetti da cardiopatia ischemica.[394, 395] In accordo ai dati disponibili la terapia con statine è sicura ed è associata ad una significativa riduzione del rischio di un primo ictus.

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18.4.3.9 Nuovi farmaci antipiastrinici

  • ADP
  • Aggregazione piastrinica
  • Anticoagulanti
  • Attivazione
  • Famiglia
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Inibizione
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sindrome
  • Sindrome coronarica acuta
  • Stent
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Diversamente da quanto accade per il settore degli anticoagulanti, in cui è in atto lo sviluppo di nuovi farmaci volti a sostituire i dicumarolici nella prevenzione dell’ictus nei pazienti con fibrillazione atriale, l’attenzione della ricerca farmacologica verso nuovi farmaci antipiastrinici è tutta rivolta al settore della cardiopatia ischemica.

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18.4.3.7 Persistente reattività piastrinica in corso di terapie antiaggreganti

  • Acido arachidonico
  • ADP
  • Aggregazione piastrinica
  • Aspirina
  • Attivazione
  • Attivazione piastrinica
  • Comportamento
  • Evidenze
  • Ictus
  • Inibizione
  • Malattie
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sindrome
  • Sindrome coronarica acuta
  • Stent
  • Studi
  • Studi clinici
  • Test
  • Ticlopidina
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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E’ ormai ampiamente dimostrato che esiste una variabilità individuale nella entità di di inibizione piastrinica determinata dalla terapia antiaggregante con aspirina e/o clopidogrel. La percentuale di aggregazione piastrinica indotta da ADP (target di azione delle tienopiridine) e/o da acido arachidonico (influenzata dall’acido acetilsalicilico) risulta, in una percentuale non trascurabile di pazienti, sovrapponibile a quella dei soggetti non in terapia. Questo fenomeno è stato descritto come ‘resistenza’ alla terapia antiaggregante.

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18.4.3.5 Complicanze delle terapie anticoagulanti

  • Acenocumarolo
  • Adulto
  • Aggregazione piastrinica
  • Attivazione
  • Attivazione piastrinica
  • Conta piastrinica
  • Creatinina
  • Diagnosi
  • ELISA
  • Emorragia
  • Eparina
  • Eparina a basso peso molecolare
  • Epistassi
  • Evidenze
  • Fattore VII
  • Fattore VIIa
  • Fattore Xa
  • Ictus
  • Incidenza
  • Insufficienza renale
  • Metabolismo
  • Morte
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Placebo
  • Plasma
  • Popolazione
  • Rischio
  • Serotonina
  • Sindrome
  • Studi
  • Studi clinici
  • Tempo di tromboplastina parziale
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Test
  • Trombocitopenia
  • Tromboplastina
  • Trombosi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La trombocitopenia eparina-indotta (vedi § 10.1.3.3) è una grave complicanza della terapia sia con eparina non frazionata che con eparina a basso peso molecolare, associata ad un elevato rischio di trombosi e di morte. L’incidenza di questa sindrome varia, essendo maggiore in pazienti trattati con eparina non frazionata, maggiore quando vengono utilizzati dosaggi terapeutici e maggiore nei pazienti chirurgici che nei pazienti internistici.

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18.4.1.3 Ricerche cliniche in corso e strategie future

  • Adipe
  • Adulto
  • Attivazione
  • Bias
  • Caffeina
  • Cellule
  • Cellule staminali
  • Cellule stromali
  • Cervello
  • Colesterolo
  • Colesterolo LDL
  • Cordone ombelicale
  • Crescita
  • Diagnosi
  • Endotelio
  • Etanolo
  • Fronte
  • Ictus
  • Infarto miocardico
  • Infiammazione
  • Ipotermia
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Laboratori
  • Linea cellulare
  • Lovastatina
  • Midollo osseo
  • Modelli animali
  • Morte
  • Muscolo scheletrico
  • Necrosi
  • Neuroni
  • Neuroprotettori
  • Osservazione
  • Ossigeno
  • Pazienti
  • Pensare
  • Perossidazione lipidica
  • Probabilità
  • Radicali liberi
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Salute
  • Sangue
  • Sistema nervoso
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Teratocarcinoma
  • Tessuti
  • Tessuto nervoso
  • Trapianto
  • Trapianto di cellule staminali
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Prima di abbandonare definitivamente la strada della terapia neuroprotettiva dell'ictus, che ha dato risultati così clamorosi negli studi preclinici, occorre rivalutare questi problemi ed intraprendere alcuni passi necessari.[280] Ad esempio, sarebbe auspicabile poter utilizzare tecniche di neuroimmagine, quali quelle basate sulla RM, per determinare lo stadio evolutivo dell'infarto e l'estensione della penombra ma anche per misurare a tempi più brevi l'efficacia del farmaco.

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18.4.1.1 Aspetti fisiopatologici

  • Antiossidanti
  • Apoptosi
  • Arresto cardiaco
  • Attacchi
  • Attivazione
  • Calcio
  • Cellule
  • Concentrazione
  • Evidenze
  • Glucosio
  • Ictus
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Modelli animali
  • Morte
  • Necrosi
  • Neuroni
  • Ossigeno
  • Pazienti
  • Pensare
  • Perfusione
  • Potassio
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sangue
  • Sistema nervoso
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Fino a poco tempo fa, l'unico approccio terapeutico possibile per l'ictus ischemico era quello di ripristinare al più presto il flusso cerebrale. Negli ultimi anni, la ricerca su culture neuronali e su modelli animali di ischemia cerebrale ha profondamente modificato le nostre conoscenze sulla patogenesi del danno neuronale post-ischemico ed ha aperto la via al possibile utilizzo di interventi farmacologici più mirati ed efficaci.

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18.3.3 Prospettive nella ricerca in campo neuroradiologico

  • Attivazione
  • Braccio
  • Capsula interna
  • Comprensione
  • Degenerazione walleriana
  • Disinibizione
  • Farmacologia
  • Fibrinolisi
  • Fibrinolitici
  • Ictus
  • Incidenza
  • Influenza
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Linee guida
  • Minor
  • Neuroprotettori
  • Occlusione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Processo decisionale
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Riperfusione
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sperimentazioni cliniche
  • Stimolazione magnetica transcranica
  • Stroke
  • Studi
  • Terapia trombolitica
  • Tomografia
  • Trombectomia
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Attualmente i campi di più elevato interesse  riguardanti la patologia cerebrovascolare ischemica riguardano la finestra terapeutica allargata ad oltre le  3-4.5 ore dopo l’evento acuto  e il recupero funzionale-riabilitazione delle funzioni sensitivo-motorie cerebrali, associate alle tecniche avanzate RM (DWI-PWI, fMRI). Altri concetti innovativi in rapida e continua evoluzione riguardano tutte quelle procedure atte al ripristino e mantenimento del flusso cerebrale.

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18.3.2. Sviluppo e prospettive di ricerca della Neurosonologia

  • Artefatto
  • Arterie
  • Attivazione
  • Avambraccio
  • Diagnosi
  • Diagnostica per immagini
  • Dissezione
  • Disturbi del movimento
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Endotelio
  • Ferro
  • Fibrina
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Malattia di Parkinson
  • Membrane
  • Mezzi di contrasto
  • Microbolle
  • Occlusione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Popolazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Segnali
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Terapia trombolitica
  • Vasodilatazione
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La neurosonologia, metodica strumentale non invasiva, precisa ed affidabile ha assunto negli anni più recenti un ruolo importante nella diagnostica della patologia cerebrovascolare ischemica, soprattutto nella fase acuta, in quanto permette non solo un’accurata valutazione morfologica e funzionale delle lesioni degli assi vascolari extra e intracranici ma consente anche un monitoraggio costante dell’evoluzione del danno arterioso.

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18.2.1.6 Il problema infettivo e la malattia aterosclerotica

  • Anticorpi
  • Aorta
  • Arterie
  • Attivazione
  • Batteri
  • Beta-lattamasi
  • Cellule
  • Cellule endoteliali
  • Cellule muscolari
  • Chlamydia
  • Colesterolo
  • Cytomegalovirus
  • Diagnosi
  • Dieta
  • DNA
  • E-Selectina
  • Enterovirus
  • Epatite
  • Epatite C
  • Fattori di rischio
  • Fenotipo
  • Genoma
  • Genoma virale
  • Helicobacter
  • Helicobacter pylori
  • Ibridazione in situ
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Immunoistochimica
  • Incidenza
  • Infezione
  • Infiammazione
  • Linfociti
  • Linfociti T
  • Macrolidi
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Medici
  • Medicina
  • Microrganismi
  • Miocardio
  • Modelli animali
  • Monociti
  • Mortalità
  • Osservazione
  • Parametri
  • Pazienti
  • Persone
  • Plasminogeno
  • Popolazione
  • Predittori
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Progressione della malattia
  • Proteina C
  • Ricerca
  • Rischio
  • Roxitromicina
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Siero
  • Sintesi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi di intervento
  • Studi epidemiologici
  • Vaccinazione
  • Virus
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
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La prima documentazione di una associazione significativa fra infezioni e malattia aterosclerotica deriva da uno studio condotto su un modello animale (pollo) in cui l’infezione da herpes virus risultava essere in grado di indurre lesioni aterosclerotiche nelle grandi arterie con un andamento simile a quello che si osservava quando gli animali erano infetti e supplementati con una dieta ricca di colesterolo.[Minick,1979] Studi successivi sempre in modelli animali hanno indicato che non solo l’i

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18.2.1.5 Marker infiammatori

  • Attivazione
  • Attivazione linfocitaria
  • Attivazione piastrinica
  • Citochine
  • Colesterolo
  • Elastasi leucocitaria
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fegato
  • Fibrinogeno
  • Fosfolipasi
  • Fosfolipasi A2
  • Ictus
  • Infarto miocardico
  • Infiammazione
  • Lipoproteine
  • Malattia
  • Malattie
  • Miocardio
  • Mortalità
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Predittori
  • Proteina C
  • Proteine
  • Proteine della fase acuta
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi caso-controllo
  • Studi clinici
  • Studi epidemiologici
  • Studi prospettici
  • Trombosi
  • Uomini
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La flogosi può essere considerata come uno dei più importanti fra i nuovi fattori di rischio candidati per l’aterosclerosi. Diversi fattori infiammatori sono stati presi in considerazione negli ultimi anni. Alcuni di questi hanno meccanismi che si sovrappongono, importanti azioni sinergiche con il processo aterosclerotico o azioni complementari nello sviluppo della trombosi arteriosa.

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18.1.2.3 Fattori di rischio genetico per ictus e loro associazione con fenotipi “intermedi” bioumorali

  • 6a-2011
  • Alleli
  • Amiloide
  • Angiotensina I
  • Angiotensina II
  • Angiotensinogeno
  • Apoptosi
  • Asintomatica
  • Attivazione
  • Attivazione piastrinica
  • Biodisponibilità
  • CADASIL
  • Cellule
  • Cellule endoteliali
  • Cisteina
  • Costi
  • Deficit
  • Dislipidemie
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Emostasi
  • Endotelio
  • Enzimi
  • Epidemiologia
  • Eterozigoti
  • Evidenze
  • Fattore V
  • Fattore XIII
  • Fattori di rischio
  • Fenotipo
  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrinogeno
  • Fosfodiesterasi
  • Gemelli
  • Genetica
  • Geni
  • Genoma
  • Genotipo
  • Glicoproteine
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infiammazione
  • Ipercolesterolemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Leucoaraiosi
  • Malattia
  • Malattia di Fabry
  • Malattie
  • Marker genetici
  • Metabolismo
  • Miocardio
  • Modelli animali
  • Mortalità
  • Omeostasi
  • Omocisteina
  • Omocistinuria
  • Omozigote
  • Osservazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Peptidi
  • Plasminogeno
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Proteina C
  • Proteina S
  • Proteine
  • Protrombina
  • Registri
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Single
  • Sistema renina-angiotensina
  • Stress
  • Stress ossidativo
  • Stroke
  • Studi
  • Tessuti
  • Trombina
  • Trombosi
  • Valori di riferimento
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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I fattori genetici che sono associati con un incrementato rischio di ictus ischemico sono una storia familiare positiva per ictus e una serie polimorfismi genetici in geni implicati nella malattia.

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Sintesi 18-41

  • Attivazione
  • Pazienti
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • Stent
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.4 Prospettive nella profilassi e nel trattamento

Negli ultimi anni la diffusione della terapia anticoagulante orale e l’aumento delle procedure coronariche con posizionamento di stent che rendono necessaria la doppia antiaggregazione hanno fatto sì che un numero sempre maggiore di pazienti venga trattato per diversi mesi con triplice terapia antitrombotica. Tale pratica si accompagna a un elevato rischio emorragico che rende necessaria l’attivazione di misure individualizzate volte a ridurre la durata e l’intensità dell’esposizione a tale rischio.

Sintesi 18-26

  • 6a-2011
  • Aldosterone
  • Angiotensina II
  • Attivazione
  • Comprensione
  • Fibrillazione Atriale
  • Infiammazione
  • Ipertensione
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • Sistema renina-angiotensina
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.4.2.1 ACE-inibitori (ACE-I) e antagonisti recettoriali dell’angiotensina II (ARA)

Il trattamento della fibrillazione atriale e soprattutto la sua prevenzione si sta di recente orientando verso trattamenti farmacologici che possano contrastare il processo di rimodellamento elettrofisiologico e contrattile che facilita l'instaurarsi dell'aritmia e la sua cronicizzazione. Le acquisizioni in questo campo vanno di pari passo con la comprensione dei processi responsabili delle modificazioni morfo-funzionali dell'atrio, e dei fattori umorali ed endocrini che ne sono protagonisti quali angiotensina II e mediatori dell'infiammazione.

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Sintesi 14-22

  • Affetto
  • Attivazione
  • Deglutizione
  • Digiuno
  • Ictus
  • Malnutrizione
  • Nutrizionale
  • Prevenzione
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Sintesi
  • Stato nutrizionale
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.5.1 Fabbisogni di energia e nutrienti

Gli obiettivi nutrizionali durante il periodo di riabilitazione del paziente affetto da ictus sono finalizzati alla prevenzione e alla correzione di un eventuale stato di malnutrizione per eccesso o per difetto.

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Sintesi 14-15

  • Attivazione
  • Ictus
  • Sintesi
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.2.1.2 Neuroimmagini funzionali ed indicatori di recupero

Le tecniche di Risonanza Magnetica Funzionale consentono di valutare l’attivazione di alcune aree cerebrali nella riorganizzazione funzionale che si realizza dopo l’ictus e di registrare le variazioni indotte dagli approcci riabilitativi.

Sintesi 18-16

  • Attivazione
  • Emostasi
  • Pazienti
  • Ricerca
  • Sintesi
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.2.1.3 Infiammazione e ictus

Deve essere sviluppata la ricerca integrata sui meccanismi locali di formazione ed evoluzione della placca e su alcuni indici sistemici (di flogosi, di attivazione dell'emostasi) misurabili in circolo utilizzando gli stessi pazienti per ambedue i tipi di valutazione.

18.7.1 Selezione degli obiettivi

  • Attivazione
  • Corteccia motoria
  • Coscienza
  • Fronte
  • Ictus
  • Incontinenza urinaria
  • Magnetoencefalografia
  • Metabolismo
  • Neuroni
  • Paralisi
  • Paresi
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Potenziali evocati
  • Predittori
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Sensibilità e specificità
  • Sesso
  • Stimolazione magnetica transcranica
  • Studi
  • Tomografia
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Nell’accezione più vasta del termine la riabilitazione del soggetto con esiti di ictus può essere mirata al contenimento delle complicanze, alla promozione del recupero Intrinseco e adattativo, al bilancio e contenimento delle ripercussioni emotive, all’individuazione degli elementi che facilitano o ostacolano il recupero del ruolo e la partecipazione dell’individuo alla vita familiare e sociale, nonché alla sensibilizzazione della rete di servizi destinata a fornire supporto al paziente.

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18.4.11.2 Il timing

  • Attivazione
  • Circolo di Willis
  • Collo
  • Emergenza
  • Emodinamica
  • Ictus
  • Incidenza
  • Occlusione
  • Orientamento
  • Quadro clinico
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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È dato ormai consolidato che le recidive di ictus occorrono con incidenza nettamente maggiore entro il primo mese e particolarmente entro 7 giorni dall’esordio dei sintomi. Si è quindi adottato un timing sempre più precoce per l’esecuzione di una endoarteriectomia; andrà però verificato se tale orientamento, portando ad intervenire su placche eventualmente ancora in fase di instabilità, possa causare una maggiore incidenza di eventi embolici peri-operatori.

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18.4.2.1 ACE-inibitori (ACE-I) e antagonisti recettoriali dell’angiotensina II (ARA)

  • Aldosterone
  • Amiodarone
  • Angiotensina II
  • Attivazione
  • Comprensione
  • Digossina
  • Disfunzione ventricolare
  • Diuretici
  • Ecocardiografia
  • Ecocardiografia Transesofagea
  • Enalapril
  • Evidenze
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Inibizione
  • Ipertensione
  • Ipertrofia
  • Losartan
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Rischio
  • Sistema renina-angiotensina
  • Studi
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Evidenze cliniche e sperimentali suggeriscono che l’inibizione del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) previene l’insorgenza e/o il ripetersi di episodi di fibrillazione atriale.

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18.2.2.3 Demenza vascolare e fibrillazione atriale

  • Arterie
  • Attivazione
  • Crescita
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Emostatici
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Occlusione
  • Parametri
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Rischio
  • Studi
  • Studi epidemiologici
  • Trombina
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Esistono dati preliminari [226] sul danno cerebrale da embolizzazione silente nella fibrillazione atriale cronica. È possibile che il legame fra la fibrillazione atriale e la demenza vascolare sia mediato, almeno in parte, da uno stato di ipercoagulabilità. In un recente studio [227] una serie di parametri emostatici sono stati misurati in una coorte osservazionale di pazienti fibrillanti.

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18.2.2.2 Basi genetiche

  • Attivazione
  • Canali del potassio
  • Famiglia
  • Fibrillazione Atriale
  • Genetica
  • Geni
  • Iperomocisteinemia
  • Malattia
  • Pazienti
  • Potassio
  • Rischio
  • Sodio
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Vitamina B6
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Le basi molecolari della fibrillazione atriale devono ancora essere definite.

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18.2.1.3 Infiammazione e ictus

  • Attivazione
  • Cellule
  • Fattori di rischio
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Pazienti
  • Riarrangiamento genico
  • Ricerca
  • Rischio
  • Studi
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Una corrente di ricerca europea, o meglio italiana, ha da tempo cominciato a investigare, a livello sistemico, non più e non solo l'evidenza di condizioni di attivazione protrombotiche, ma anche indici di flogosi e di attivazione delle cellule infiammatorie periferiche nella malattia coronarica instabile.[165, 166, 167] Si è aperto il grande capitolo della

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17.4.1.2 Omocistinuria

  • 6a-2011
  • Acido folico
  • Aminoacidi
  • Attivazione
  • Betaina
  • Cistationina
  • Cisteina
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Dieta
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Fibroblasti
  • Genetica
  • Ictus
  • Incidenza
  • Iperomocisteinemia
  • Malattia
  • Metabolismo
  • Metionina
  • Occhio
  • Omocisteina
  • Omocistina
  • Omocistinuria
  • Osteoporosi
  • Patologia
  • Pazienti
  • Piastrine
  • Piridossina
  • Popolazione
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Ritardo mentale
  • Sangue
  • Scheletro
  • Scoliosi
  • Sistema nervoso
  • Somministrazione orale
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Vitamina B12
  • Vitamina B6
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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L’omocistinuria consiste nell’accumulo di omocistina (dimero dell’omocisteina) nei pazienti affetti. L’omocistinuria classica, dovuta al deficit della cistationina-b-sintetasi, è la più comune malattia metabolica ereditaria del metabolismo della metionina. L’enzima cistationina-b-sintetasi (CBS) è un enzima piridossina (vitamina B6) dipendente.

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17.4.1.1 Malattia di Fabry

  • 6a-2011
  • Anca
  • Anticoagulanti
  • Attacchi
  • Attivazione
  • Ausili
  • Barriera ematoencefalica
  • Biochimica
  • Cornea
  • Cromosoma X
  • Cuore
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Diarrea
  • Dispepsia
  • Dolore
  • Donne
  • Endotelio
  • Endotelio vascolare
  • Epitelio
  • Eterozigoti
  • Farmacologia
  • Genetica
  • Glicosfingolipidi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Insufficienza renale
  • Ipoacusia neurosensoriale
  • Ipoidrosi
  • Malattia
  • Malattia di Fabry
  • Occhio
  • Pazienti
  • Quadro clinico
  • Rene
  • Ricerca
  • Segni
  • Sesso
  • Sintomi
  • Sistema nervoso
  • Studi
  • Tessuti
  • Test
  • Tinnito
  • Tratto gastrointestinale
  • Udito
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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La malattia di Fabry, è una malattia lisosomiale dovuta al deficit dell’enzima a-galattosidasi A (a-Gal A), il cui gene è localizzato sul cromosoma Xq22. Il deficit enzimatico comporta un accumulo di glicosfingolipidi, in particolare del globotriosilceramide (Gb3), in molti tessuti, tra i quali il sistema nervoso, l’endotelio vascolare, il cuore, il rene, l’occhio ed il tratto gastrointestinale.

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16.4.3 Doppler transcranico

  • Acetazolamide
  • Apnea
  • Arterie
  • Attivazione
  • By-Pass
  • CADASIL
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Malattia
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Protesi
  • Rischio
  • Sensibilità e specificità
  • Shunt
  • Studi
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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È stata descritta la presenza di elevati indici di pulsatilità delle arterie intracraniche in soggetti con demenza vascolare, significativamente correlati con il livello di deterioramento cognitivo e con il punteggio vascolare alla scala di Hachinski.[311] In particolare, Kidwell et al hanno dimostrato che l'indice di pulsatilità è un predittore indipendente di malattia della sostanza bianca evidenziata all'esame RM, con valori di sensibilità e specificità rispettivamente del

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15.2.4.1.4 Integrazione sensitivo-motoria e sensoriale

  • Abilità motorie
  • Affetto
  • Agopuntura
  • Apprendimento
  • Attivazione
  • Autonomia
  • Bocca
  • Contrazione muscolare
  • Corteccia motoria
  • Disinibizione
  • Dolore
  • Esercizio
  • Fronte
  • Ictus
  • Immaginazione
  • Intensiva
  • Occhiali
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Psicologia
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rievocazione mentale
  • Rischio
  • Risorse umane
  • Robotica
  • Sindrome
  • Sistema nervoso
  • Spalla
  • Spostamento
  • Stimolazione elettrica
  • Studi
  • Studi di coorte
  • Trattamenti terapeutici
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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L'interesse nei confronti di tecniche di integrazione sensitivo-motoria corrisponde alla necessità di sperimentare approcci che riconoscano una plausibilità biologica. Alcuni studi hanno associato il potenziamento della stimolazione afferente con ampliamento della rappresentazione corticale dell'arto paretico correlabile a fenomeni di neuroplasticità.

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15.2.3.6 Prevenzione del danno secondario e terziario nella fase precoce dell'ictus

  • Attivazione
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Contrazione muscolare
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Diagnosi
  • Difficoltà di comunicazione
  • Dolore
  • Drenaggio
  • Educazione
  • Emianopsia
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Igiene
  • Immobilizzazione
  • Infermieri
  • Infezione
  • Iperventilazione
  • Isolamento del paziente
  • Letti
  • Linee guida
  • Muscoli
  • Muscoli respiratori
  • Orientamento
  • Ossigeno
  • Parametri
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Polmonite
  • Postura
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Riflesso
  • Rischio
  • Sangue
  • Servizi igienici
  • Sindrome
  • Sonno
  • Stimolazione elettrica
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Tosse
  • Trasferimenti
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La valutazione delle attività compromesse dal danno cerebrovascolare fin dai primi giorni dell'esordio della sintomatologia rappresenta un obiettivo assistenziale importante quanto una corretta diagnosi clinica. Questo infatti consente di organizzare più correttamente il percorso assistenziale, prevenire le complicanze e contenere i fattori che possono ostacolare il recupero intrinseco o compensatorio.

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15.2.3.3 Tipologia 

  • Abilità motorie
  • Agopuntura
  • Allineamento Posturale
  • Attivazione
  • Autosufficienza
  • Caviglia
  • Chinesiterapia
  • Comprensione
  • Coniugi
  • Dipendenza
  • Disabili
  • Disabilità
  • Discriminazione
  • Edema
  • Edema cerebrale
  • Elettroencefalogramma
  • Emodinamica
  • Esercizio
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Forza muscolare
  • Ictus
  • Igiene
  • Immaginazione
  • Linee guida
  • Logoterapia
  • Malattia
  • Manipolazione
  • Menomazione
  • Pazienti
  • Pensare
  • Personale sanitario
  • Potenziali evocati
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Sistema nervoso
  • Spalla
  • Stimolazione elettrica
  • Studi
  • Trattamenti riabilitativi
  • Volume
  • Grado A
  • 15 Riabilitazione

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I miglioramenti funzionali che si realizzano dopo l'ictus derivano dall'attivazione di meccanismi intrinseci, come il recupero dell'attività neuronale entro la penombra ischemica e di risoluzione dell'edema cerebrale. L'evidenza a sostegno dell'efficacia dei programmi di riabilitazione è basata sulla valutazione di un approccio multidisciplinare o sull'effetto di un particolare approccio (p.e. logoterapia), piuttosto che su componenti individuali di trattamento.[127]

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15.1.2.5.3 Coinvolgimento del paziente nella stesura del progetto

  • Accettazione
  • Attivazione
  • Ausili
  • Autonomia
  • Capo
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Consulenti
  • Costi
  • Emergenza
  • Famiglia
  • Ictus
  • Igiene
  • Malattia
  • Medici
  • Medicina
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Progetto riabilitativo
  • Qualità della vita
  • Riabilitazione
  • Spostamenti
  • Spostamento
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Molti lavori hanno sottolineato l'importanza di ottenere non solo la collaborazione del paziente, bensì di raggiungere un ruolo attivo del paziente e dei suoi familiari nel processo di recupero.

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15.1.2.5.1 Valutazione delle risorse assistenziali necessarie e sviluppo del programma settimanale di trattamento intensivo

  • Apprendimento
  • Attivazione
  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Autonomia
  • Comunicazione
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Ictus
  • Medicina
  • Ortesi
  • Ospedali
  • Progetto riabilitativo
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Stimolazione elettrica
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Con il paziente e la famiglia occorre concordare un progetto individualizzato che definisca la prognosi, le aspettative e le priorità del paziente e dei suoi familiari.

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14.6.4 Rientro presso il domicilio

  • Ansia
  • Attivazione
  • Caregiver
  • Comportamento
  • Comunicazione
  • Depressione
  • Famiglia
  • Ictus
  • Incidenza
  • Minor
  • Parlare
  • Patologia
  • Pazienti
  • Percezione
  • Personale sanitario
  • Reinserimento
  • Sensazione
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Dal focus group realizzato in Umbria emerge che il ritorno a casa è caratterizzato da una sensazione di scarso supporto del familiare e del paziente da parte delle istituzioni.

Nella fase del reinserimento familiare maturano altri problemi, che potranno essere risolti o resi più sopportabili da un migliore rapporto medico-paziente o medico-familiare. Primo tra tutti è la gestione della nuova disabilità, se presente, presso un domicilio che potrebbe essere non adatto alle condizioni del momento.

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14.2.1.2 Neuroimmagini funzionali ed indicatori di recupero

  • Attivazione
  • Causa di morte
  • Deficit
  • Disinibizione
  • Ictus
  • Incidenza
  • Inibizione
  • Mano
  • Morte
  • Neuropsicologico
  • Organizzazione Mondiale della Sanità
  • Osservazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Plasticità neuronale
  • Stimolazione magnetica transcranica
  • Studi
  • Tecniche diagnostiche
  • Tomografia
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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La patologia cerebrovascolare acuta, oltre a mantenere, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il terzo posto come causa di morte, con un’incidenza che aumenta progressivamente con l’età, rappresenta la principale causa di disabilità. È stato calcolato che in più del 50% dei pazienti residuano deficit motori dopo un evento ischemico, soprattutto a carico della funzionalità della mano.[163]

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14.1.4 I protagonisti dell'attività assistenziale: ruolo degli operatori sanitari, dell'utenza e delle associazioni

  • Apprendimento
  • Assistenza al paziente
  • Attivazione
  • Attività della vita quotidiana
  • Comportamento
  • Consapevolezza
  • Ictus
  • Indicatori
  • Infermieri
  • Linee guida
  • Medici
  • Medicina
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Ricerca
  • Ruoli
  • Sopravvissuti
  • Stroke
  • Stroke Team
  • Stroke Unit
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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I soggetti sopravvissuti ad un ictus richiedono, in oltre la metà dei casi, un'efficiente risposta sanitaria per tutta la durata della propria vita residua, con coinvolgimento di diversi operatori e molteplici competenze mediche.

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11.10 Prevenzione precoce delle disabilità conseguenti all'ictus

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Anticonvulsivi
  • Attivazione
  • Attività motoria
  • Autonomia
  • Benzodiazepine
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Contrazione muscolare
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Disabili
  • Disabilità
  • Dolore
  • Drenaggio
  • Educazione
  • Emergenza
  • Emianopsia
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Fenobarbital
  • Fenotiazine
  • Ictus
  • Igiene
  • Immobilizzazione
  • Indicatori
  • Infermieri
  • Infezione
  • Intensiva
  • Iperventilazione
  • Isolamento del paziente
  • Letti
  • Malattia
  • Malattie
  • Menomazione
  • Muscoli
  • Muscoli respiratori
  • Organizzazione Mondiale della Sanità
  • Orientamento
  • Ossigeno
  • Parametri
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Polmonite
  • Postura
  • Potenziamento a lungo termine
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Riflesso
  • Rischio
  • Sangue
  • Servizi igienici
  • Sindrome
  • Sonno
  • Spalla
  • Stimolazione elettrica
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Tosse
  • Trasferimenti
  • Trattamenti riabilitativi
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume

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È ormai opinione diffusa che l'assistenza finalizzata alla prevenzione della disabilità (riabilitazione precoce) dovrebbe integrarsi con le attività mirate alla diagnosi ed al trattamento di emergenza nella fase acuta della cura dei pazienti con ictus.[303]

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11.4 Temperatura corporea

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Anioni
  • Attivazione
  • Calcio
  • Causa di morte
  • Cellule
  • Cervello
  • Disidratazione
  • Evidenze
  • Febbre
  • Glicina
  • Ictus
  • Infezione
  • Inibizione
  • Insufficienza epatica
  • Insufficienza renale
  • Ipotermia
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Mortalità
  • Morte
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Sepsi
  • Studi
  • Studi clinici
  • Temperatura corporea
  • Volume

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Circa il 50% dei pazienti con ictus cerebrale sviluppa ipertermia nell'arco di due giorni dall'insorgenza dell'evento acuto.[57] Le cause più comuni di febbre nei pazienti con ictus sono: infezioni intercorrenti, disidratazione, alterazione dei meccanismi di regolazione cerebrale della temperatura e reazione di fase acuta.

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10.1.3.3 La trombocitopenia da eparina [168]

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Amputazione
  • Anticoagulanti
  • Anticorpi
  • Attivazione
  • Cellule
  • Cellule endoteliali
  • Coagulazione del sangue
  • Cola
  • Comportamento
  • Conta piastrinica
  • Diagnosi
  • ELISA
  • Eparina
  • Eparinoidi
  • Fosfolipidi
  • Fronte
  • Gangrena
  • Immunizzazione
  • Immunoglobuline
  • Incidenza
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Piastrine
  • Proteina C
  • Reazioni crociate
  • Rischio
  • Sangue
  • Segni
  • Serotonina
  • Siero
  • Sindrome
  • Studi
  • Test
  • Trombosi
  • Volume
  • Warfarina

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La piastrinopenia da eparina (Heparin-Induced Thrombocytopenia, HIT) è un evento avverso potenzialmente grave legato alla somministrazione di questo farmaco. Si tratta di una piastrinopenia immunologica, che compare durante o subito dopo il trattamento eparinico, in genere dal 5° al 15° giorno dopo l'inizio della terapia, ma che può insorgere anche in 2ª giornata se il paziente è stato già trattato con eparina negli ultimi 3 mesi, ed è causata da immunoglobuline IgG che attivano le piastrine attraverso i loro recettori Fc(RII).

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9.1.1.3 Diagnosi di sede dell'ictus ischemico

  • 9 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Diagnosi)
  • Ansia
  • Arteria Cerebrale Anteriore
  • Arteria Cerebrale Media
  • Arteria cerebrale posteriore
  • Arterie
  • Attivazione
  • Bias
  • Capsula interna
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • Diagnosi
  • Disartria
  • Discriminazione
  • Emergenza
  • Faccia
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Ipertensione
  • Linguaggio
  • Mano
  • Occlusione
  • Osservazione
  • Oxfordshire Community Stroke Project
  • Paresi
  • Patologia
  • Pazienti
  • Ponte
  • Quadro clinico
  • Ricerca
  • Rischio
  • Segni
  • Sindrome
  • Sindromi Lacunari
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stroke
  • Volume

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L'identificazione clinica della sede dell'infarto e quindi del relativo territorio vascolare è indicata perché ha risvolti pratici importanti per quanto riguarda l'iter degli esami strumentali, la correlazione con le informazioni fornite dalle neuroimmagini, l'identificazione dei fattori patogenetici e prognostici (pazienti a maggior rischio di deterioramento neurologico precoce, di recidive e di complicanze mediche, previsione dei vantaggi offerti dal trattamento riabilitativo)[21,

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7.2.3 Trattamento dell'ipercolesterolemia

  • 7 Prevenzione primaria
  • Attivazione
  • Braccio
  • Clofibrato
  • Colesterolo
  • Colesterolo LDL
  • Dieta
  • Digiuno
  • Fattori di rischio
  • Gemfibrozil
  • Ictus
  • Infarto miocardico
  • Ipercolesterolemia
  • Miocardio
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Piastrine
  • Placebo
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Rischio
  • Simvastatina
  • Studi
  • Trigliceridi
  • Volume

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Alcuni recenti studi di metanalisi hanno valutato, in pazienti coronaropatici, l'effetto della terapia con statine sul rischio di ictus.[270, 271, 272] La riduzione della colesterolemia in questi pazienti è risultata efficace nel ridurre mediamente il rischio relativo di ictus del 29%.[

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7.1.4.2 Nutrienti associati a una riduzione del rischio

  • 7 Prevenzione primaria
  • Acidi grassi
  • Acidi grassi polinsaturi
  • Acido folico
  • Acido linoleico
  • Acido oleico
  • Aggregazione piastrinica
  • Alimenti
  • Antiossidanti
  • Assorbimento intestinale
  • Attivazione
  • Calcio
  • Carotenoidi
  • Cellule
  • Cellule muscolari
  • Cisteina
  • Colesterolo
  • Colesterolo LDL
  • Dieta
  • Dietetica
  • Emodinamica
  • Fattori di rischio
  • Fibra alimentare
  • Flavonoidi
  • Grassi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Influenza
  • Inibizione
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Legumi
  • Lipoproteine
  • Lipoproteine LDL
  • Magnesio
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Membrane
  • Minor
  • Obesità
  • Omocisteina
  • Ossigeno
  • Pazienti
  • Pesce
  • Popolazione
  • Potassio
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Radicali liberi
  • Rischio
  • Salmone
  • Sindrome
  • Sodio
  • Sodio alimentare
  • Studi
  • Studi di coorte
  • Studi di intervento
  • Tonno
  • Trigliceridi
  • Vitamina B12
  • Vitamina B6
  • Vitamina D
  • Vitamina E
  • Vitamine
  • Volume

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Grassi monoinsaturi e polinsaturi

L'interesse per grassi monoinsaturi e polinsaturi è giustificato innanzitutto dalla positiva e ampiamente riconosciuta influenza che tali sostanze esercitano sul rischio di malattia coronarica. I dati sulla relazione fra grassi monoinsaturi (essenzialmente acido oleico) e rischio di ictus non sono esaustivi.

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6.4.2 Cardiopatie

  • 6 Fattori di rischio
  • Agitazione psicomotoria
  • Alcolismo
  • Amiodarone
  • Anestesia
  • Aneurisma
  • Aneurisma Del Setto Interatriale
  • Anticoagulanti
  • Aorta
  • Attivazione
  • Chirurgia
  • Circolazione extracorporea
  • Coma
  • Cuore
  • Deficit
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Dilatazione
  • Disfunzione ventricolare
  • Disfunzione ventricolare sinistra
  • Doppler
  • Embolia
  • Endocardite
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrina
  • Forame ovale
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Malattia
  • Manifestazioni neurologiche
  • Manipolazione
  • Manovra di Valsalva
  • Mixoma
  • Neoplasie
  • Ospedali
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Piastrine
  • Predittori
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prognosi
  • Protesi
  • Rischio
  • Sangue
  • Sensibilità e specificità
  • Stenosi
  • Stenosi mitralica
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi prospettici
  • Stupore
  • Tecniche diagnostiche
  • Tomografia
  • Tomografia Computerizzata
  • Trombosi
  • Valutazione del rischio
  • Volume

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Una quota non trascurabile, fra il 15% e 20%, degli ictus ischemici clinicamente manifesti ha origine cardioembolica.[70] L'incidenza di eventi ischemici cerebrali è tuttavia probabilmente più elevata essendo non trascurabile il numero di episodi clinicamente silenti evidenziati mediante metodiche strumentali (TC, RM). [71]

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5.6.4.5.2 Semeiotica angiografica

  • 5 Diagnosi non in acuto
  • Angiografia
  • Arteria Cerebrale Anteriore
  • Arteria Cerebrale Media
  • Arteria oftalmica
  • Arteria vertebrale
  • Arterie
  • Arterie meningee
  • Arterite
  • Attivazione
  • Circolo di Willis
  • Diagnosi
  • Embolia
  • Emodinamica
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Emosiderina
  • Fibrosi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto cerebrale
  • Lupus eritematoso sistemico
  • Malattia
  • Neurofibromatosi
  • Occlusione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Poliarterite nodosa
  • Proteine
  • Rischio
  • Segni
  • Seno sagittale superiore
  • Sesso
  • Sindrome
  • Sindrome di Down
  • Stenosi
  • Talamo
  • Trombosi
  • Tunica media
  • Vene
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La stenosi vascolare

Il grado di stenosi vascolare ed il relativo significato emodinamico sono abitualmente valutati secondo il criterio NASCET, che stabilisce un rapporto tra le immagini ottenute all’angiografia ed il reale grado di stenosi con relativa funzionalità emodinamica dei circoli di compenso (Figura 5-9) sia per la singola lesione che per lesioni tandem (intra ed extracranica).

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5.6.4.5 Angiografia convenzionale

  • 5 Diagnosi non in acuto
  • Affetto
  • Arterite
  • Attivazione
  • Cateterismo
  • Dissezione
  • Doppler
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Rischio
  • Segni
  • Stenosi
  • Studi
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Le indicazioni all’esecuzione di uno studio angiografico in un soggetto affetto da ischemia cerebrale si sono modificate in questi ultimi anni in seguito allo sviluppo della TC, della RM e dell’ecocolor-Doppler carotideo.

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  • Basi epidemiologiche ed inquadramento diagnostico
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Economia e impegno delle risorse
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus acuto
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Nutrizione e ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Struttura e metodologia
  • Terapia chirurgica
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
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