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Diagnosi Evidenze Fattori di rischio Ictus Incidenza Malattia Pazienti Popolazione Prevenzione Rischio Stroke Studi
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Educazione

13.2 Indicazioni chirurgiche - Stenosi carotidea sintomatica

  • 6a-2011
  • Asintomatica
  • Braccio
  • Chirurgia
  • Consensus
  • Diagnosi
  • Donne
  • Educazione
  • Evidenze
  • Gruppi di controllo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Leucoaraiosi
  • Malattia
  • Mano
  • Morte
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prognosi
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  • Sesso
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Terapia chirurgica
  • Uomini
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

Mostra le sintesi e raccomandazioni per questo paragrafo

Senza dubbio possiamo affermare che i pazienti con stenosi carotidea sintomatica sono maggiormente a rischio di ictus rispetto a quelli con stenosi carotidea asintomatica di pari grado.

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18.4.3.6 Aspetti organizzativi nella gestione delle terapie anticoagulanti

  • Anticoagulanti
  • Anziano
  • Autonomia
  • Calcio
  • Calibrazione
  • Economia
  • Educazione
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Linee guida
  • Livello di istruzione
  • Medici
  • Medicina
  • Ospedali
  • Parametri
  • Pazienti
  • Personale sanitario
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Rischio
  • Sangue
  • Strutture sanitarie
  • Studi
  • Studi clinici
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Test
  • Tromboplastina
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

Mostra le sintesi e raccomandazioni per questo paragrafo

La terapia anticoagulante orale ha assunto un ruolo fondamentale nella prevenzione dell'ictus cardioembolico, in specie nei pazienti con fibrillazione atriale. L'elevata frequenza della fibrillazione atriale nella popolazione anziana e l'aumento progressivo nei prossimi anni dei candidati a tale trattamento pone problemi organizzativi importanti nella gestione di terapie così delicate.

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Sintesi 14-25

  • Caregiver
  • Educazione
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Sintesi
  • Studi
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.6.2 La richiesta del soggetto malato e dei suoi familiari

L'informazione e l'educazione sulla malattia e sui giusti comportamenti da tenere, se fatte con un linguaggio e con strumenti adeguati, in luoghi strutturati e con tempi programmati, può essere utile in ogni fase della malattia.
Sono necessari nuovi studi per individuare quale tipo di informazione e con quali modalità è più corretto che sia effettuata.
Nella progettazione di questi studi è necessario coinvolgere i malati e i caregiver.

Raccomandazione 14.40 

  • Caregiver
  • Educazione
  • Ictus
  • Partecipazione
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.6.3 Informazione sulla prognosi e sui parametri che possono influenzare la cura

È indicato programmare azioni dirette a favorire l'educazione e la partecipazione del caregiver e del paziente alle attività di cura, al fine di migliorare il benessere psichico del soggetto colpito da ictus e facilitare il processo di riabilitazione.

Raccomandazione 8.1 

  • 8 Ictus acuto: Fase preospedaliera e ricovero
  • Comunicazione
  • Educazione
  • Ictus
  • Popolazione
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • Scuole
  • Grado D
Vai al volume: 8.1.1 Pazienti e familiari

Una campagna d’informazione sull’ictus cerebrale acuto rivolta alla popolazione generale ed in particolare ai gruppi di soggetti a maggior rischio è indicata mediante l’uso di mezzi di comunicazione di massa, riunioni con soggetti a rischio o gruppi di anziani, educazione di gruppi giovanili anche attraverso le scuole.

Raccomandazione 7.1 

  • 7 Prevenzione primaria
  • 6a-2011
  • Educazione
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus
  • Incidenza
  • Persone
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • Grado D
Vai al volume: 7.1 Controllo dei fattori di rischio

Sono indicate per tutti, ma specialmente per le persone a rischio, una opportuna informazione sull’ictus ed una educazione a stili di vita adeguati in quanto è dimostrato che possono produrre una diminuzione dell’incidenza dell’ictus e della mortalità per questa patologia.

2. Problemi etici relativi allo screening

  • Bioetica
  • Comunicazione
  • Consapevolezza
  • Consenso informato
  • Costi
  • Deficit
  • Deficit di proteina C
  • Diabete mellito
  • Dieta
  • Doppler
  • Educazione
  • Educazione sanitaria
  • Emostasi
  • Etica
  • Fattore V
  • Fattori di rischio
  • Fumo
  • Ictus
  • Iperlipemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Linee guida
  • Medicina
  • Patologia
  • Persone
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Proteina C
  • Ricerca
  • Rischio
  • Salute
  • Trombosi
  • Volume

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A proposito degli screening di popolazione, implicitamente indicati come strumento di prevenzione primaria nella sezione precedente, si pone il problema bioetico generale di questo tipo di intervento di sanità pubblica. Sintetizzando le indicazioni etiche cui giunge un interessante documento elaborato dalla Consulta di Bioetica,[14] uno screening è eticamente accettabile quando:

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1. PREVENZIONE PRIMARIA E MEDICINA GENERALE

  • Assistenza medica
  • Carattere
  • Comunicazione
  • Consensus
  • Diagnosi
  • Diagnosi precoce
  • Educazione
  • Educazione sanitaria
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Giudizio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Influenza
  • Malattia
  • Malattie
  • Medici
  • Medicina
  • Minor
  • Motivazione
  • Pazienti
  • Persone
  • Politica sanitaria
  • Polso
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Processo decisionale
  • Raccolta dati
  • Ricerca
  • Riconoscimento
  • Rischio
  • Salute
  • Sesso
  • Sforzo
  • Specializzazione
  • Stile di vita
  • Valutazione del rischio
  • Volume

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La Medicina Generale costituisce il punto chiave della prevenzione primaria; essa è infatti “la specialità medica che fornisce un’assistenza continuativa e completa all’individuo e alla famiglia” (American Academy of Family Physicians), “una forma di assistenza medica in cui assumono particolare importanza il contatto primario e la responsabilità continuativa nei confronti del paziente, sia nella prevenzione che nella terapia” (American Board of Family Practice), “un servizio medico primario, continuo e completo, o

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18.10 Le priorità per la futura ricerca sull’ictus: i punti di vista della comunità scientifica europea ed americana.

  • Arterie
  • Arterie cerebrali
  • Barriera ematoencefalica
  • Biologia
  • Cellule
  • Cellule staminali
  • Cervello
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Educazione
  • Etica
  • Fattori di rischio
  • Fronte
  • Genetica
  • Geni
  • Ictus
  • Leucociti
  • Malattia
  • Medici
  • Metodi di valutazione
  • Modelli animali
  • Neuroni
  • Occlusione
  • Prevenzione
  • Ricerca
  • Riperfusione
  • Rischio
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Telemedicina
  • Terapia genica
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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L’ictus è diventato la principale causa di invalidità in Europa e nel Nord America. Per far fronte all’enorme impatto sanitario, sociale ed economico, la Commissione Europea ed il National Institute of Neurological Disorders and Stroke di Bethesda hanno organizzato workshop e gruppi di lavoro con l’obiettivo di definire le priorità e gli obiettivi della futura ricerca sull’ictus.

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15.2.4.3.2 Pianificazione e comunicazione con le strutture di intervento socio-sanitario

  • Amici
  • Anziano
  • Assistenza domiciliare
  • Assistenza Domiciliare Integrata
  • Assistenza tecnica
  • Ausili
  • Autonomia
  • Comunicazione
  • Costi
  • Deficit
  • Depressione
  • Disabili
  • Economia
  • Economia e impegno delle risorse
  • Economia sanitaria
  • Educazione
  • Famiglia
  • Handicap
  • Ictus
  • Igiene
  • Infermieri
  • Malattia
  • Medici
  • Medici di famiglia
  • Medicina
  • Menomazione
  • Neuromotorio
  • Ortesi
  • Ospedali
  • Ospedalizzazione
  • Pazienti
  • Percezione
  • Persone
  • Prevenzione
  • Progetto riabilitativo
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Ruolo del medico
  • Salute
  • Socializzazione
  • Spesa
  • Stroke
  • Stroke Service
  • Studi
  • Unità Di Valutazione Geriatrica
  • Uova
  • Valutazione geriatrica
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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I pazienti con esiti di ictus sono svantaggiati in diversi ambiti.

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15.2.4.1.6 Disfagia

  • Ansia
  • Apnea
  • Appetito
  • Caregiver
  • Comprensione
  • Costi
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Diagnosi
  • Educazione
  • Esercizi di respirazione
  • Espirazione
  • Evidenze
  • Gastrostomia
  • Gastrostomia Percutanea Endoscopica
  • Ictus
  • Influenza
  • Istituzionalizzazione
  • Linee guida
  • Malnutrizione
  • Morte
  • Nutrizionale
  • Ossigeno
  • Pazienti
  • Peristalsi
  • Respirazione
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Sensazione
  • Stato nutrizionale
  • Stress
  • Studi
  • Svezzamento
  • Test
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La disfagia post-ictus incide in misura variabile compresa tra il 13% e il 71%. Dati così variabili sono da mettere in relazione alla sede dell'ictus (lesioni unilaterali vs lesioni bilaterali), agli strumenti di diagnosi, nonché al tempo intercorso fra l'evento acuto e la valutazione del paziente.

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15.2.4.1.3 Comunicazione verbale ed altre abilità cognitive

  • Afasia
  • Apprendimento
  • Aprassia ideomotoria
  • Articolazione
  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Autonomia
  • Capacità di comunicazione
  • Comunicazione
  • Consapevolezza
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Deglutizione
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disabilità
  • Disartria
  • Disturbi della memoria
  • Disturbi della parola
  • Educazione
  • Emiplegia
  • Espirazione
  • Evidenze
  • Fonazione
  • Fronte
  • Gesti
  • Ictus
  • Immaginazione
  • Influenza
  • Linee guida
  • Linguaggio
  • Logoterapia
  • Memoria
  • Menomazione
  • Motivazione
  • Neglect
  • Neurologia
  • Neuropsicologia
  • Osservazione
  • Paresi
  • Partecipazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prognosi
  • Respirazione
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Rifiuto
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Afasia

L'afasia è rilevabile in circa il 30% dei pazienti colpiti da ictus.[298] La prognosi dipende in modo marcato dalla gravità iniziale: nelle forme lievi si osserva un recupero spontaneo nelle prime due settimane dopo l'ictus, mentre il deficit di linguaggio è persistente negli altri casi (15%-20% dei pazienti sono ancora afasici a sei mesi).

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15.2.4.1.2 Funzionalità dell'arto superiore

  • Apprendimento
  • Autonomia
  • Educazione
  • Evidenze
  • Ictus
  • Indicatori
  • Intensiva
  • Neurofisiologia
  • Occlusione
  • Paresi
  • Percezione
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Stimolazione elettrica
  • Studi
  • Test
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La perdita di destrezza nell'uso dell'arto superiore rappresenta uno dei principali fattori di disabilità persistente post-ictus.

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15.2.4 Programmi di recupero

  • Apprendimento
  • Caregiver
  • Deficit
  • Disabili
  • Educazione
  • Menomazione
  • Pazienti
  • Percezione
  • Reinserimento
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Scopo dell'intervento riabilitativo è quello di promuovere da parte del paziente un apprendimento di competenze, sfruttando tutti i sistemi funzionali rimasti integri, sviluppando nuove abilità al fine, in ultima analisi, di garantire il raggiungimento del miglior controllo possibile della propria persona e dell'ambiente circostante riducendo la percezione di malessere derivante dalle limitazioni imposte dal danno biologico.

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15.2.3.6 Prevenzione del danno secondario e terziario nella fase precoce dell'ictus

  • Attivazione
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Contrazione muscolare
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Diagnosi
  • Difficoltà di comunicazione
  • Dolore
  • Drenaggio
  • Educazione
  • Emianopsia
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Igiene
  • Immobilizzazione
  • Infermieri
  • Infezione
  • Iperventilazione
  • Isolamento del paziente
  • Letti
  • Linee guida
  • Muscoli
  • Muscoli respiratori
  • Orientamento
  • Ossigeno
  • Parametri
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Polmonite
  • Postura
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Riflesso
  • Rischio
  • Sangue
  • Servizi igienici
  • Sindrome
  • Sonno
  • Stimolazione elettrica
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Tosse
  • Trasferimenti
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La valutazione delle attività compromesse dal danno cerebrovascolare fin dai primi giorni dell'esordio della sintomatologia rappresenta un obiettivo assistenziale importante quanto una corretta diagnosi clinica. Questo infatti consente di organizzare più correttamente il percorso assistenziale, prevenire le complicanze e contenere i fattori che possono ostacolare il recupero intrinseco o compensatorio.

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15.2.3.4 Continuità

  • Ausili
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Costi
  • Depressione
  • Disabili
  • Disabilità
  • Disturbi cognitivi
  • Educazione
  • Esercizio
  • Estensiva
  • Famiglia
  • Fronte
  • Ictus
  • Intensiva
  • Linee guida
  • Malattia
  • Malattie
  • Medicina
  • Menomazione
  • Motivazione
  • Ospedali
  • Pazienti
  • Progetto riabilitativo
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Rischio
  • Stress
  • Studi
  • Trasferimento del paziente
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Il progetto riabilitativo può comportare un percorso assistenziale che si realizza in sedi diverse, in funzione degli obiettivi perseguiti e delle condizioni relazionali e sociali del soggetto malato.

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15.2.3.2 Intensività

  • Autonomia
  • Educazione
  • Estensiva
  • Giudizio
  • Intensiva
  • Intervento precoce
  • Linee guida
  • Menomazione
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studio Randomizzato Controllato
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Le linee guida del Ministero della Sanità per le attività di riabilitazione (1998) [110] distinguono la degenza intensiva da quella estensiva anche in base al tempo complessivamente dedicato ad attività direttamente o indirettamente rivolte al recupero ed alla riabilitazione, nella convinzione che patologie disabilitanti più complesse richiedano maggiori risorse.

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15.1.2.5 Intervento del team interdisciplinare

  • Attività di vita quotidiana
  • Autonomia
  • Educazione
  • Famiglia
  • Ictus
  • Linee guida
  • Malattia
  • Medicina
  • Morte
  • Partecipazione
  • Progetto riabilitativo
  • Reinserimento
  • Rischio
  • Sostegno sociale
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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I diversi operatori coinvolti nel processo sanitario della fase acuta perseguono obiettivi specifici della fase precoce dell'assistenza e terminano il loro compito quando questi sono stati raggiunti. Ad esempio, quando sono superati i tempi che portano alla stabilizzazione della lesione cerebrale ed al contenimento del rischio di morte correlato alla condizione di acuzie dell'ictus, i programmi clinici sono rivolti ad altri obiettivi, quali la limitazione delle complicanze e il potenziamento dell'autonomia.

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14.6.6 Conclusioni su informazione-educazione

  • Comunicazione
  • Educazione
  • Famiglia
  • Ictus
  • Medicina
  • Prognosi
  • Ricerca
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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La metanalisi attualmente disponibile non ha dimostrato in maniera certa, con gli studi a disposizione sino ad ora, l'efficacia dell'intervento informazione-educazione sulla prognosi del paziente e della sua famiglia, né ha potuto raccomandare in maniera sicura l'efficacia di una strategia di comunicazione rispetto ad un'altra.

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14.6.2 La richiesta del soggetto malato e dei suoi familiari

  • Comprensione
  • Comunicazione
  • Educazione
  • Famiglia
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Pazienti
  • Personale sanitario
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Troppo spesso si verifica una mancata comprensione del messaggio proprio perché il codice usato non è condiviso. Ogni momento della comunicazione, sia per quanto riguarda l'informazione, sia per l'educazione, deve essere accompagnato da un linguaggio, del medico e del personale sanitario, immediato e comprensibile, che permetta ai non addetti ai lavori di capire la situazione.

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14.6.1 Considerazioni generali

  • Autonomia
  • Comunicazione
  • Diagnosi
  • Educazione
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Malattia
  • Motivazione
  • Qualità della vita
  • Rischio
  • Tessuti
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Recentemente nelle strutture per la gestione della fase acuta, oltre ad una pronta diagnosi e terapia, viene fornito un programma di cura e di assistenza riabilitativa, che pone il malato e la sua famiglia al centro del lavoro di un gruppo multidisciplinare.[12] In questa direzione si pongono l'informazione e l'educazione fornite sin dalla fase acuta della malattia, poiché è possibile ritenere che queste migliorino l'aderenza al trattamento medico, il processo di adattamento, la motivazione del paziente

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14.6 Informazione ed educazione rivolte al paziente ed alla famiglia dalla fase acuta all'assistenza territoriale

  • Caregiver
  • Educazione
  • Famiglia
  • Ictus
  • Malattie
  • Medici
  • Medicina
  • Popolazione
  • Qualità della vita
  • Rischio
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Questa sezione tratta le caratteristiche informative, di educazione ed addestramento richieste alla famiglia per ottimizzare il percorso riabilitativo del soggetto colpito da ictus e migliorare la qualità della vita residua.

Le informazioni contenute consentono di rispondere ai quesiti su cosa fare se un proprio familiare è colpito da ictus.

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14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

  • Anziano
  • Assistenza medica
  • Atteggiamento
  • Autonomia
  • Causa di morte
  • Costi
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Disabili
  • Discipline
  • Educazione
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Fronte
  • Geriatria
  • Ictus
  • Incidenza
  • Incontinenza urinaria
  • Indicatori
  • Influenza
  • Intensiva
  • Ipertensione
  • Istituzionalizzazione
  • Letti
  • Linee guida
  • Malattia
  • Minor
  • Mortalità
  • Morte
  • Neuromotorio
  • Patologia
  • Pazienti
  • Persone
  • Pressione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Riconoscimento
  • Rieducazione
  • Rischio
  • Sopravvissuti
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi clinici
  • Unità Di Valutazione Geriatrica
  • Valutazione geriatrica
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Lo scenario epidemiologico, di per sé, giustifica pienamente un interesse specifico per gli aspetti che l'ictus ha in età avanzata: come descritto nel Capitolo 4, l'incidenza dell'ictus cresce con l'età, tanto che oltre il 75% dei casi si osservano in persone ultrasessantacinquenni.

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14.3.1 Strutture e interventi disponibili

  • Centri di riabilitazione
  • Coma
  • Educazione
  • Estensiva
  • Fronte
  • Ictus
  • Intensiva
  • Linee guida
  • Pazienti
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Il percorso della persona disabile a causa di un ictus trae maggior beneficio da una rete integrata di interventi coordinati, che possono garantire la continuità del recupero, dall'evento acuto al reinserimento familiare e sociale.

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14.2.1.3.4 Organizzazione dell'assistenza all'ictus in fase acuta

  • Assistenza al paziente
  • Caregiver
  • Competenze professionali
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Educazione
  • Estensiva
  • Evidenze
  • Handicap
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linguaggio
  • Medicina
  • Neurologia
  • Pazienti
  • Percezione
  • Progetto riabilitativo
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Sesso
  • Sopravvissuti
  • Stress
  • Strutture sanitarie
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Setting

I risultati di numerose revisioni di studi randomizzati controllati sono concordi nel sostenere la superiorità della gestione di pazienti ammessi ad unità di terapia dedicate all'ictus, rispetto a Reparti di Medicina Generale.[184, 185, 186] I vantaggi si misurano in termini di riduzione della mortalità, dell'incidenza di complican

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14.1.1 Finalità e caratteristiche dell'assistenza destinata al soggetto che ha subito un ictus, dopo la fase di acuzie

  • Apprendimento
  • Assistenza medica
  • Autonomia
  • Dipendenza
  • Educazione
  • Handicap
  • Ictus
  • Immobilizzazione
  • Indicatori
  • Intensiva
  • Linee guida
  • Logoterapia
  • Malattia
  • Morte
  • Osservazione
  • Parametri
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prognosi
  • Quadro clinico
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Rieducazione
  • Rischio
  • Salute
  • Sopravvissuti
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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I punti di seguito espressi definiscono le esigenze globali del paziente che ha subito un ictus secondo le indicazioni fornite da autorevoli fonti di informazione:[1]

bullet
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11.10 Prevenzione precoce delle disabilità conseguenti all'ictus

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Anticonvulsivi
  • Attivazione
  • Attività motoria
  • Autonomia
  • Benzodiazepine
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Contrazione muscolare
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Disabili
  • Disabilità
  • Dolore
  • Drenaggio
  • Educazione
  • Emergenza
  • Emianopsia
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Fenobarbital
  • Fenotiazine
  • Ictus
  • Igiene
  • Immobilizzazione
  • Indicatori
  • Infermieri
  • Infezione
  • Intensiva
  • Iperventilazione
  • Isolamento del paziente
  • Letti
  • Malattia
  • Malattie
  • Menomazione
  • Muscoli
  • Muscoli respiratori
  • Organizzazione Mondiale della Sanità
  • Orientamento
  • Ossigeno
  • Parametri
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Polmonite
  • Postura
  • Potenziamento a lungo termine
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Riflesso
  • Rischio
  • Sangue
  • Servizi igienici
  • Sindrome
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  • Stimolazione elettrica
  • Stroke
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  • Trattamenti riabilitativi
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  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
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È ormai opinione diffusa che l'assistenza finalizzata alla prevenzione della disabilità (riabilitazione precoce) dovrebbe integrarsi con le attività mirate alla diagnosi ed al trattamento di emergenza nella fase acuta della cura dei pazienti con ictus.[303]

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8.7.1 Modelli organizzativi

  • 8 Ictus acuto: Fase preospedaliera e ricovero
  • Assistenza medica
  • Associazioni scientifiche
  • Chiamata facoltativa
  • Chiamata telefonica
  • Collo
  • Consensus
  • Costi
  • Crescita
  • Diagnosi
  • Dipendenza
  • Durata del ricovero
  • Educazione
  • Educazione sanitaria
  • Emergenza
  • Emostasi
  • Ictus
  • Infermieri
  • Istituzionalizzazione
  • Letti
  • Linee guida
  • Malattie
  • Medici
  • Medicina
  • Morte
  • Neurologia
  • Organizzazioni
  • Ospedali
  • Ospedalizzazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Personale infermieristico
  • Personale paramedico
  • Personale sanitario
  • Politica sanitaria
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Programma di riabilitazione
  • Registri
  • Riabilitazione
  • Riconoscimento
  • Sesso
  • Stroke
  • Stroke Team
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Telemedicina
  • Trasferimenti
  • Volume

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L'ictus è un'urgenza medica che merita un ricovero immediato in ospedale come suggerito dal documento di Helsingborg (Pan-European Consensus Meeting on Stroke Management, 8-10 novembre 1995, Helsingborg, Svezia) e da molte linee guida.

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8 Acuto-Ricovero

  • 8 Ictus acuto: Fase preospedaliera e ricovero
  • Educazione
  • Educazione sanitaria
  • Emergenza
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Linee guida
  • Medici
  • Medicina
  • Ospedali
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Pronto soccorso
  • Riconoscimento
  • Riperfusione
  • Sintomi
  • Stroke
  • Stroke Team
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Volume

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I soggetti coinvolti nella fase preospedaliera dell'ictus sono: pazienti, familiari, medici di medicina generale, medici di continuità assistenziale (guardia medica), medici del 118.

Dato che il TIA è riconosciuto come tale solo alla scomparsa dei sintomi, inizialmente è indistinguibile dall'ictus.

Il coinvolgimento consiste nel riconoscere i sintomi riferibili ad ictus e provvedere al trasporto in ospedale, identificando, se possibile, la struttura più idonea alle necessità del paziente.

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7.2.4 Trattamento del diabete

  • 7 Prevenzione primaria
  • Albuminuria
  • Alfa glucosidasi
  • Anamnesi
  • Biguanidi
  • By-Pass
  • Colesterolo
  • Diabete mellito
  • Donne
  • Educazione
  • Educazione sanitaria
  • Emoglobina glicosilata
  • Emorragia
  • Esercizio
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Fumo
  • Glicemia
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Insulina
  • Iperglicemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Malattia
  • Morte
  • Motivazione
  • Osservazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Predittori
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Rischio
  • Sesso
  • Simvastatina
  • Sovrappeso
  • Stile di vita
  • Studi
  • Tiazolidinedioni
  • Uomini
  • Volume

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Mentre nel diabete di tipo 1 la terapia è sostitutiva con insulina esogena somministrata in dosi multiple durante la giornata, nel tipo 2 l'approccio terapeutico è più complesso. Sicuramente in entrambi i casi l'obiettivo terapeutico è rappresentato dal raggiungimento di un ottimale controllo metabolico.

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7.1.1 Considerazioni bioetiche sul controllo non farmacologico dei fattori di rischio modificabili

  • 7 Prevenzione primaria
  • Abitudini
  • Abitudini alimentari
  • Autonomia
  • Comportamento
  • Educazione
  • Fattori di rischio
  • Fumo
  • Genetica
  • Malattie
  • Medicina
  • Popolazione
  • Pressione
  • Rischio
  • Salute
  • Strutture pubbliche
  • Volume

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Il controllo non farmacologico dei fattori di rischio modificabili viene generalmente proposto mediante campagne di informazione e di educazione dirette alla popolazione generale. Non vi è dubbio che queste campagne siano importanti e che abbiano dimostrato una notevole efficacia, specie negli Stati Uniti, relativamente alle abitudini alimentari, all'attività fisica e al fumo di sigaretta.

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6.1 Ruoli e responsabilità degli operatori sanitari nella prevenzione primaria

  • 6 Fattori di rischio
  • Educazione
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Influenza
  • Linee guida
  • Malattia
  • Medici
  • Medici del lavoro
  • Medicina
  • Medicina dello sport
  • Minor
  • Motivazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Promozione della salute
  • Rischio
  • Ruolo del medico
  • Salute
  • Sforzo
  • Spesa
  • Spesa sanitaria
  • Stile di vita

La prevenzione è considerata la misura più importante per ridurre il peso bio-psico-sociale dell'ictus.[1, 2]

  • Read more
  • Basi epidemiologiche ed inquadramento diagnostico
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Economia e impegno delle risorse
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus acuto
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Nutrizione e ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Struttura e metodologia
  • Terapia chirurgica
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
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