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Diagnosi Evidenze Fattori di rischio Ictus Incidenza Malattia Pazienti Popolazione Prevenzione Rischio Stroke Studi
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Riabilitazione

20 Processi Gestionali Basati sull'Evidenza

  • 6a-2011
  • Consapevolezza
  • Diagnosi
  • Emergenza
  • Ictus
  • Linee guida
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Riabilitazione
  • Società
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Trasferimenti
  • Volume
  • 20 Processi Gestionali Basati sull'Evidenza

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L’organizzazione assistenziale per processi consiste nell’applicazione di un sistema per processi in ambito organizzativo, che presuppone  una esplicita identificazione del processo stesso e delle sue componenti, delle interazioni tra di essi, nonché delle loro modalità di gestione. Il maggiore vantaggio è quello di garantire il governo della continuità assistenziale controllandone la qualità, l’efficacia e l’efficienza.

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6.5.14 Sindrome delle apnee ostruttive del sonno

  • 6 Fattori di rischio
  • Apnea
  • Attacchi
  • Fattori di rischio
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Forame ovale
  • Forame Ovale Pervio
  • Frequenza cardiaca
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Malattia
  • Mortalità
  • Morte
  • Morte improvvisa
  • Ospedalizzazione
  • Ossigeno
  • Patologia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Sindrome
  • Sonno
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010

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La sindrome della apnee ostruttive del sonno (OSAS) è un disturbo presente in  circa il 4% della popolazione generale di media età, raggiungendo valori molto più elevati nella popolazione sopra i 60 anni (>20%).[294] L'OSAS è caratterizzata dalla presenza di  episodi ripetitivi e periodici  di ostruzione delle alte vie aeree in corso di sonno, che si accompagnano a desaturazioni di ossigeno e a variazioni continue della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca.

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18.7.3 Selezione delle tecniche riabilitative

  • Attivazione
  • Autonomia
  • Braccio
  • Canali ionici
  • Capo
  • Casistica
  • Comportamento
  • Corteccia motoria
  • Deficit
  • Dipendenza
  • Disabilità
  • Esercizio
  • Evidenze
  • Ictus
  • Immaginazione
  • Inibizione
  • Intensiva
  • Mano
  • Menomazione
  • Neurofisiologia
  • Neuroni
  • Occhiali
  • Osservazione
  • Parametri
  • Paresi
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Ricaduta
  • Ricerca
  • Rievocazione mentale
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Scuole
  • Spostamento
  • Stimolazione magnetica transcranica
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Per lungo tempo la riabilitazione è rimasta scollegata dalle scienze di base e nel migliore dei casi le metodiche riabilitative prendevano spunto dall’esperienza clinica dell’evoluzione del recupero unitamente all’osservazione delle acquisizioni funzionali in termini ontogenetici nell’uomo. I tecnici della riabilitazione si ispiravano a scuole diverse e proponevano interventi grossolanamente eterogenei tra loro e tra i quali era difficile identificare il più efficace.

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18.6.3 Disturbi neuropsichiatrici post-ictali

  • Allucinazioni
  • Antidepressivi
  • Atteggiamento
  • Consensus
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Disturbi cognitivi
  • Ictus
  • Pazienti
  • Pressione
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sindrome
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La depressione costituisce il principale disturbo affettivo post-ictale (PSD – post-stroke depression), interessando in media un terzo dei pazienti, ed essa è stata oggetto di intensa ricerca nel corso degli ultimi 25 anni, a partire dal modello neurobiologico di Robinson, basato su una stretta correlazione con la sede lesionale.[479] Tale modello è stato però posto in discussione, dato che la sua evidenza empirica rimane tuttora contraddittoria.

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18.6.1 Sequele cognitive dell’ictus

  • Aprassie
  • Autonomia
  • Crescita
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Demenza
  • Diagnosi
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Istituzionalizzazione
  • Neglect
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Società
  • Studi
  • Terapia farmacologica
  • Test
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Nell'ambito delle sequele cognitive dell'ictus possono essere compresi sia  il deterioramento cognitivo globale che i deficit cognitivi focali post-ictali. La forma conclamata di deterioramento cognitivo globale, cioè la demenza post-ictus, è stata oggetto di intensa attività di ricerca nel corso degli ultimi anni.

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18.5 Le procedure assistenziali (non terapeutiche)

  • Antiossidanti
  • Attivazione
  • Calze elastiche a compressione graduata
  • Catena di sopravvivenza
  • Costi
  • Disabilità
  • Discipline
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Emergenza
  • Ginocchio
  • Ictus
  • Letti
  • Linee guida
  • Malattia
  • Mortalità
  • Parametri
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Stress
  • Stress ossidativo
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi multicentrici
  • Studio Randomizzato Controllato
  • Vitamine
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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L'argomento è assai ampio e include l’attivazione di strutture preospedaliere e ospedaliere e di procedure assistenziali per il paziente con ictus.  Vi è ormai consenso diffuso che una efficiente catena di sopravvivenza dell’ictus (stroke chain of survival), che comprenda i servizi di urgenza emergenza medica (SUEM), i dipartimenti di emergenza (PS) e le strutture ospedaliere di accoglimento, operanti in stretta collaborazione e con compiti diversi a seconda dei livelli diagnostico-terapeutici disponibili, migliorano sensibilmente l’esito dei sogg

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18.3.3 Prospettive nella ricerca in campo neuroradiologico

  • Attivazione
  • Braccio
  • Capsula interna
  • Comprensione
  • Degenerazione walleriana
  • Disinibizione
  • Farmacologia
  • Fibrinolisi
  • Fibrinolitici
  • Ictus
  • Incidenza
  • Influenza
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Linee guida
  • Minor
  • Neuroprotettori
  • Occlusione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Processo decisionale
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Riperfusione
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sperimentazioni cliniche
  • Stimolazione magnetica transcranica
  • Stroke
  • Studi
  • Terapia trombolitica
  • Tomografia
  • Trombectomia
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Attualmente i campi di più elevato interesse  riguardanti la patologia cerebrovascolare ischemica riguardano la finestra terapeutica allargata ad oltre le  3-4.5 ore dopo l’evento acuto  e il recupero funzionale-riabilitazione delle funzioni sensitivo-motorie cerebrali, associate alle tecniche avanzate RM (DWI-PWI, fMRI). Altri concetti innovativi in rapida e continua evoluzione riguardano tutte quelle procedure atte al ripristino e mantenimento del flusso cerebrale.

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Sintesi 20-6

  • Diagnosi
  • Emergenza
  • Ictus
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Riabilitazione
  • Sintesi
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Trasferimenti
  • 6a-2010
  • 20 Processi Gestionali Basati sull'Evidenza
Vai al volume:


I vari processi nei quali è articolata la filiera dell’assistenza all’ictus cerebrale comprendono la prevenzione, il primo contatto, la  diagnosi, l’ avvio in emergenza in ospedale, gli  interventi della fase acuta, la gestione in  Stroke Unit, i trasferimenti dopo la fase acuta, la riabilitazione, la prevenzione secondaria, il supporto sociale e sanitario.

 

Sintesi 18-55

  • 6a-2011
  • Ictus
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.4.10 Prospettive della ricerca nel campo della nutrizione

Le possibili prospettive di ricerca nel campo della nutrizione riguardano diversi settori:

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Sintesi 18-57

  • 6a-2011
  • Aprassie
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Evidenze
  • Neglect
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • Studi
  • Terapia farmacologica
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.6.1 Sequele cognitive dell’ictus

Nell'ambito del deterioramento cognitivo globale post-ictale, mancano tuttora studi di follow-up a medio-lungo termine. Per le sequele neuropsicologiche plurisettoriali lievi e/o minori, estremamente frequenti, mancano studi che ne valutino l’impatto prognostico sui principali esiti funzionali.

L’applicazione delle più moderne metodiche di neuroimmagine permetterà di meglio precisare le basi fisiopatogenetiche e i meccanismi di riorganizzazione funzionale e strutturale sottostanti le molteplici varianti dei deficit cognitivi focali post-ictali (afasie, agnosie, aprassie, neglect).

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Sintesi 18-61

  • 6a-2011
  • Apprendimento
  • Indicatori
  • Potenziali evocati
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • Studi
  • Tomografia
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.7 Prospettive di ricerca per la riabilitazione dopo ictus

 

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Sintesi 15-7

  • Attività della vita quotidiana
  • Evidenze
  • Forza muscolare
  • Riabilitazione
  • Sintesi
  • Studi
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.4.1.2 Funzionalità dell'arto superiore

L’integrazione di strumenti robotici nelle tecniche della riabilitazione motoria dell’arto superiore determina un miglioramento della funzione e della forza muscolare. Ad oggi non è dimostrato un impatto sulle attività della vita quotidiana.

 

Sintesi 15-6

  • Evidenze
  • Riabilitazione
  • Sintesi
  • Studi
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.4.1.2 Funzionalità dell'arto superiore

Approcci riabilitativi che incorporano la motor imagery si sono rivelati efficaci nel migliorare la performance motoria dell’arto superiore paretico. 

Non ci sono sufficienti evidenze per raccomandare l’impiego della motor imagery nella riabilitazione del controllo posturale e del cammino.

Sintesi 15-12

  • Comunicazione
  • Disartria
  • Linee guida
  • Partecipazione
  • Riabilitazione
  • Sintesi
  • Studi
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.4.1.3 Comunicazione verbale ed altre abilità cognitive

I dati disponibili derivanti da una revisione Cochrane non consentono di trarre conclusioni sull’efficacia o sull’inefficacia del trattamento logopedico della disartria a causa dell’assenza di studi randomizzati controllati. Tuttavia alcune linee guida sono giunte a raccomandare, sulla base di studi di buona qualità, la riabilitazione logopedica mediante tecniche per migliorare l’intelligibilità o, ove ciò non sia possibile, tecniche di comunicazione alternativa.

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Raccomandazione 15.36 

  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Disturbi della memoria
  • Evidenze
  • Ictus
  • Memoria
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 15 Riabilitazione
  • Grado D
Vai al volume: 15.2.4.1.3 Comunicazione verbale ed altre abilità cognitive

In presenza di disturbi di memoria insorti dopo l’ictus è indicato il ricorso ad ausili (agende, orologi) che facilitino le attività della vita quotidiana. Le evidenze a sostegno di programmi strutturati di riabilitazione cognitiva sono limitate.

 

Raccomandazione 15.27 

  • Ictus
  • Programma di riabilitazione
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • Grado B
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.4.1.2 Funzionalità dell'arto superiore

È sempre  indicato attivare un programma di riabilitazione precoce dell'arto superiore paretico entro i primi tre mesi dall’esordio dell’ictus.

 

Sintesi 14-22

  • Affetto
  • Attivazione
  • Deglutizione
  • Digiuno
  • Ictus
  • Malnutrizione
  • Nutrizionale
  • Prevenzione
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Sintesi
  • Stato nutrizionale
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.5.1 Fabbisogni di energia e nutrienti

Gli obiettivi nutrizionali durante il periodo di riabilitazione del paziente affetto da ictus sono finalizzati alla prevenzione e alla correzione di un eventuale stato di malnutrizione per eccesso o per difetto.

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Raccomandazione 14.29 

  • Autonomia
  • Estensiva
  • Intensiva
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • GPP
Vai al volume: 14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

È indicato un programma a lungo termine di realizzazione autonoma delle attività quotidiane, al fine di limitare il deterioramento del livello di autonomia raggiunto con la riabilitazione intensiva od estensiva.

Raccomandazione 14.31 

  • Ictus
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • Grado B
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

È indicato che la riabilitazione del paziente geriatrico con ictus sia coadiuvata da un processo di valutazione multidimensionale geriatrica.

Raccomandazione 14.40 

  • Caregiver
  • Educazione
  • Ictus
  • Partecipazione
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.6.3 Informazione sulla prognosi e sui parametri che possono influenzare la cura

È indicato programmare azioni dirette a favorire l'educazione e la partecipazione del caregiver e del paziente alle attività di cura, al fine di migliorare il benessere psichico del soggetto colpito da ictus e facilitare il processo di riabilitazione.

Raccomandazione 14.22 

  • Evidenze
  • Ictus
  • Progetto riabilitativo
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.1 Obiettivi dell'assistenza a fini riabilitativi e della continuità assistenziale

E’ indicato includere il tema del ritorno a lavoro nel progetto riabilitativo post-ictus; esso deve essere discusso esplicitamente con il team di riabilitazione, con il paziente, i suoi familiari e il datore di lavoro. Mancano tuttavia evidenze sulle strategie specifiche di approccio al problema.

Raccomandazione 15.37 

  • Motivazione
  • Programma di riabilitazione
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • 15 Riabilitazione
  • GPP
Vai al volume: 15.2.4.1.3 Comunicazione verbale ed altre abilità cognitive

Prima di eseguire un bilancio cognitivo e realizzare un programma di riabilitazione neuropsicologica è indicato assicurarsi la motivazione e la costante collaborazione del paziente, istruire adeguatamente i familiari e garantirsi un'efficiente collaborazione da parte di tutto il team riabilitativo.

Raccomandazione 15.15 

  • Caregiver
  • Ictus
  • Malattie
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Grado A
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.1 Caratteristiche generali degli interventi riabilitativi

È indicato che gli operatori attivi nei servizi dedicati ai soggetti colpiti da ictus, abbiano competenza nel trattamento delle malattie cerebrovascolari, nella loro riabilitazione, sia a livello ospedaliero che territoriale, utilizzando protocolli concordati di trattamento, programmi informativi e di aggiornamento per gli operatori sanitari, i malati ed i caregiver.

Sintesi 15-1

  • Ictus
  • Riabilitazione
  • Sintesi
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.1.2.6 Ruolo dei farmaci

Per quanto riguarda il ruolo dei farmaci nel processo di riabilitazione, è in corso di valutazione l'azione di alcuni farmaci che potrebbero potenziare le attività finalizzate al recupero dopo un ictus. È altresì da valutare accuratamente il possibile effetto negativo che alcuni farmaci hanno sul processo di recupero.

Raccomandazione 15.7 

  • Famiglia
  • Ictus
  • Progetto riabilitativo
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Grado C
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.1.2.5 Intervento del team interdisciplinare

È indicato che il progetto riabilitativo sia il prodotto dell'interazione tra il paziente e la sua famiglia ed un team interprofessionale, coordinato da un esperto nella riabilitazione dell'ictus. Il team deve riunirsi periodicamente per identificare i problemi attivi, definire gli obiettivi riabilitativi più appropriati, monitorare i progressi e pianificare la dimissione.

Raccomandazione 14.16 

  • Ausili
  • Caregiver
  • Protesi
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.3.7.4 Tipo di trattamento

È indicata la riabilitazione domiciliare quando si rende necessaria un'attività di addestramento rivolta al paziente ed al caregiver per esercizi e mobilizzazioni autogestiti, per l'utilizzo di ausili e protesi o per altre forme di terapia occupazionale di breve durata.

Raccomandazione 14.15 

  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.3.7.4 Tipo di trattamento

È indicata la prosecuzione del trattamento riabilitativo presso i centri ambulatoriali di riabilitazione per i pazienti nei quali è motivato l'intervento di un team interdisciplinare, ma non è richiesto un approccio intensivo.

Raccomandazione 14.12 

  • Ictus
  • Intensiva
  • Linee guida
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • GPP
Vai al volume: 14.3.7.3.1 La dimissione precoce

È indicato che i servizi ospedalieri che ricoverano i soggetti colpiti da ictus adottino protocolli e linee guida locali di dimissione che prevedano di allertare precocemente il centro di riabilitazione intensiva o il servizio territoriale di riferimento.

Raccomandazione 14.9 

  • Ictus
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado C
Vai al volume: 14.3.7.1 Ospedale o domicilio

Nei soggetti con ictus e lieve disabilità residua, è indicato pianificare l'attività di riabilitazione nelle strutture territoriali.

Raccomandazione 14.8 

  • Intensiva
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Grado B
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.3.7.1 Ospedale o domicilio

È indicato effettuare la riabilitazione intensiva in una rete appositamente organizzata, che comprenda sia strutture ospedaliere che particolari strutture assistenziali extraospedaliere comunque dotate di specificità.

Sintesi 14-18

  • Estensiva
  • Intensiva
  • Riabilitazione
  • Sintesi
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.3.1 Strutture e interventi disponibili

Le attività sanitarie di riabilitazione sono realizzabili in una rete di strutture assistenziali dedicate, differenziate in attività di riabilitazione intensiva ed estensiva in relazione alla tipologia ed all'intensità dell'intervento.

Raccomandazione 11.15 a 

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • 6a-2011
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Nutrizionale
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Grado D
Vai al volume: 11.5.1 Valutazione del rischio nutrizionale

La valutazione dello stato di nutrizione e l’intervento nutrizionale sono indicati come componente fondamentale dei protocolli diagnostici-terapeutici dell’ictus, sia in fase acuta che durante il periodo di riabilitazione.

15. Riabilitazione

  • Riabilitazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza

Riabilitazione

Sintesi 8-8

  • 8 Ictus acuto: Fase preospedaliera e ricovero
  • Collo
  • Ictus
  • Riabilitazione
  • Sintesi
  • 5a-2008
Vai al volume: 8.7 Ricovero

L'ospedale che riceve malati con ictus dovrebbe assicurare:

bullet TC disponibile 24 ore su 24;
  • Read more

Sintesi 8-6

  • 8 Ictus acuto: Fase preospedaliera e ricovero
  • Evidenze
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Programma di riabilitazione
  • Riabilitazione
  • Sintesi
  • Trasferimenti
  • 5a-2008
Vai al volume: 8.7 Ricovero

Sono tre i tipi di strutture specifiche per l'assistenza all'ammalato con ictus:

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Sintesi 8-5

  • 8 Ictus acuto: Fase preospedaliera e ricovero
  • Ictus
  • Infermieri
  • Letti
  • Malattie
  • Medici
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Sintesi
  • Stroke
  • Stroke Unit
Vai al volume: 8.7 Ricovero

Per stroke unit si intende una unità di 4-16 letti in cui i malati con ictus sono seguiti da un team multidisciplinare di infermieri, di tecnici della riabilitazione e di medici competenti ed esclusivamente dedicati alle malattie cerebrovascolari. Gli aspetti qualificanti delle stroke unit sono: la multiprofessionalità dell'équipe, l'approccio integrato medico e riabilitativo, la formazione continua del personale, l'istruzione dei pazienti e dei familiari.

1 Introduzione

  • 1 Introduzione
  • Anticoagulanti
  • Antropologia
  • Autonomia
  • Bioetica
  • Carattere
  • Causa di morte
  • Confusione
  • Convalescenza
  • Costi
  • Crescita
  • Dipendenza
  • Disabilità
  • Donne
  • DRG
  • Economia
  • Economia sanitaria
  • Epidemiologia
  • Etica
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Fronte
  • Frustrazione
  • Ictus
  • Influenza
  • Linee guida
  • Malattia
  • Medici
  • Metodi di valutazione
  • Mortalità
  • Morte
  • Ospedali
  • Patologia
  • Pazienti
  • Persone
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Reddito
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Sforzo
  • Società
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Tariffa
  • Volume
  • 5a-2008

Mostra le sintesi e raccomandazioni per questo paragrafo

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A-III Etica e risorse

  • Alcolismo
  • American Medical Association
  • Anziano
  • Aspettativa di vita
  • Bioetica
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Carattere
  • Comportamento
  • Comunicazione
  • Consenso informato
  • Costi
  • Disabilità
  • Discriminazione
  • Emiplegia
  • Etica
  • Etica medica
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fumo
  • Giudizio
  • Ictus
  • Indicatori
  • Intensiva
  • Linee guida
  • Lingua
  • Medici
  • Morale
  • Morte
  • Neurologia
  • Obblighi morali
  • Ospedali
  • Parametri
  • Patologia
  • Pazienti
  • Pensare
  • Persone
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Problemi di comunicazione
  • Prognosi
  • Qualità della vita
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Sforzo
  • Sindromi Del Circolo Posteriore
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi clinici
  • Terapia intensiva
  • Trapianto
  • Unità di terapia intensiva
  • Volume

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Le risorse mediche sono limitate ogniqualvolta si configura una situazione – a livello locale o generale – in cui i servizi di cura e assistenza sono quantitativamente inferiori alle necessità massime prevedibili. Potrebbe essere introdotto anche il problema della qualità del servizio medico offerto, ma ciò esula dal contesto di questa discussione.

Sostanzialmente, quindi, le risorse mediche sono per definizione sempre limitate.

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18.7.2 Scelta delle misure di esito e controllo delle variabili indipendenti

  • Adulto
  • Anziano
  • Autonomia
  • Disabilità
  • Menomazione
  • Odds ratio
  • Percezione
  • Qualità della vita
  • Riabilitazione
  • Ruoli
  • Studi
  • Test
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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I risultati del trattamento riabilitativo si misurano a più livelli: la capacità dell’approccio di indurre un recupero intrinseco si valuta specificamente con misure di menomazione, mentre l’efficacia del trattamento ai fini del recupero funzionale in genere (intrinseco o adattivo che sia) con scale di autonomia globale. Entrambi i tipi di esito realizzano un impatto indipendente sulla percezione del beneficio da parte dell’utente e quindi sulla qualità della vita.

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18.7.1 Selezione degli obiettivi

  • Attivazione
  • Corteccia motoria
  • Coscienza
  • Fronte
  • Ictus
  • Incontinenza urinaria
  • Magnetoencefalografia
  • Metabolismo
  • Neuroni
  • Paralisi
  • Paresi
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Potenziali evocati
  • Predittori
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Sensibilità e specificità
  • Sesso
  • Stimolazione magnetica transcranica
  • Studi
  • Tomografia
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Nell’accezione più vasta del termine la riabilitazione del soggetto con esiti di ictus può essere mirata al contenimento delle complicanze, alla promozione del recupero Intrinseco e adattativo, al bilancio e contenimento delle ripercussioni emotive, all’individuazione degli elementi che facilitano o ostacolano il recupero del ruolo e la partecipazione dell’individuo alla vita familiare e sociale, nonché alla sensibilizzazione della rete di servizi destinata a fornire supporto al paziente.

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18.7 Prospettive di ricerca per la riabilitazione dopo ictus

  • Affetto
  • Ictus
  • Indicatori
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Servizi sanitari
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La riabilitazione è un modello esemplificativo di intervento biomedico complesso.[522] Essa include una grande varietà di azioni che disegnano un processo orientato alla soluzione di problemi per il quale è necessario definire:

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16.8 Riabilitazione dei disturbi cognitivi dopo ictus

  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Comprensione
  • Comunicazione
  • Concentrazione
  • Crescita
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Deficit neurologico
  • Demenza
  • Evidenze
  • Funzioni corticali superiori
  • Ictus
  • Istituzionalizzazione
  • Memoria
  • Pazienti
  • Percezione
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Come si è visto, i disturbi dello stato cognitivo ed affettivo dopo un ictus sono frequenti e sembrano contribuire in modo rilevante alla disabilità, limitando inoltre le possibilità di recupero funzionale. Nella pratica corrente, la rieducazione motoria è spesso associata ad interventi riabilitativi volti a migliorare la performance cognitiva dei pazienti con ictus, la così detta riabilitazione cognitiva.

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16.3.2.2 Protocollo di valutazione in fase post-acuta

  • Afasia
  • Consapevolezza
  • Deficit
  • Fronte
  • Malattia
  • Memoria
  • Neglect
  • Neuropsicologico
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Nella fase post-acuta si può procedere a un approfondimento neuropsicologico che dia indicazioni sull'evoluzione dei sintomi cognitivi. Ogni valutazione cognitiva deve essere preceduta da un'intervista semistrutturata ai parenti e al paziente. Il colloquio si pone come obiettivo principale la raccolta dei dati anamnestici clinico-neuropsicologici più rilevanti e la verifica del livello di consapevolezza dello stato di malattia.

L'inquadramento neuropsicologico ha un triplice scopo:

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16.3.2.1 Protocollo di valutazione in fase acuta

  • Afasia
  • Afasia di Broca
  • Allucinazioni
  • Ansia
  • Apprendimento
  • Articolazione
  • Attività di vita quotidiana
  • Attività motoria
  • Autonomia
  • Batteri
  • Carattere
  • Caregiver
  • Comportamento
  • Comprensione
  • Deficit
  • Depersonalizzazione
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Dipendenza
  • Disinibizione
  • Disturbi del sonno
  • Emianopsia
  • Euforia
  • Ictus
  • Indicatori
  • Inibizione
  • Ipocondria
  • Linguaggio
  • Memoria
  • Neglect
  • Orientamento
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Riconoscimento
  • Riproduzione
  • Segni
  • Senso di colpa
  • Servizi igienici
  • Sesso
  • Sintomi
  • Sonno
  • Spesa
  • Spostamenti
  • Stress
  • Suicidio
  • Terapia farmacologica
  • Test
  • Test neuropsicologici
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La valutazione neuropsicologica della fase acuta deve essere eseguita con test diversificati in rapporto al lato emisferico e alla sede lesionale, considerando l'alta frequenza di disturbi linguistici in seguito a lesione emisferica sinistra e di neglect in caso di lesione emisferica destra. Va tuttavia enfatizzato che in tale fase il grado di collaborazione del paziente è molto ridotto e variabile anche nell'arco di breve tempo, pertanto può rivelarsi più utile il semplice monitoraggio clinico eseguito comunque dal neuropsicologo.

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16.3 Valutazione delle funzioni cognitive nel post-ictus

  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Deficit neurologico
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Ictus
  • Pazienti
  • Programma di riabilitazione
  • Riabilitazione
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Gli scopi della valutazione neuropsicologica nei pazienti con ictus sono:

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16.1.5 Impatto clinico-funzionale

  • Depressione
  • Ictus
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La presenza di depressione post-ictus è in grado di influenzare negativamente la prognosi clinica, incrementa le complicanze, interferisce con la riabilitazione, si associa alla disabilità ed ad una peggiore qualità di vita.

16 Complicanze

  • Ansia
  • Benzodiazepine
  • Clonidina
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Fenitoina
  • Fenobarbital
  • Ictus
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Programma di riabilitazione
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Nella fase immediatamente successiva all’ictus i pazienti spesso manifestano alterazione del tono dell’umore quali ansia, labilità emotiva, talora stati di agitazione, più raramente manifestazioni deliranti.[1, 2]

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15.3.6.1 Patologia articolare

  • Dolore
  • Evidenze
  • Ictus
  • Inibizione
  • Ortesi
  • Pazienti
  • Postura
  • Prevenzione
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Spalla
  • Steroidi
  • Stimolazione elettrica
  • Studi
  • Trasferimenti
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La spalla dolorosa è una complicazione frequente dell'ictus cerebrale, osservabile nel 16%-84% dei pazienti, e riconducibile a cause locali (sublussazione, lesioni cuffia rotatori, capsulite adesive, tendiniti, spasticità)[517] o non locali (cervicopatie, dolore talamico, ecc.).

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15.3.5 Deterioramento cognitivo e demenze

  • Attività di vita quotidiana
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Deficit
  • Dipendenza
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Ictus
  • Memoria
  • Orientamento
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Tempi di degenza
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La compromissione cognitiva caratterizzata da problemi di memoria, di orientamento e di attenzione è frequente nei pazienti con ictus e interferisce con il recupero funzionale, in particolare con le capacità del paziente di apprendere, ovvero di partecipare e trarre beneficio dal trattamento riabilitativo.[511] La persistenza di questi disturbi ha un particolare impatto sui caregiver dopo il rientro in famiglia; infatti una compromissione cognitiva è stata associata, non solo con un rallen

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15.3.4 Cadute

  • Autonomia
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Incontinenza urinaria
  • Programma di rinforzo
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Le cadute rappresentano un evento di rilevanza anche grave che può realizzarsi nel corso del recupero, e si verificano con una frequenza variabile (20%-50% nelle varie casistiche),[505, 506, 507] ma fortunatamente con una percentuale non elevata di eventi fratturativi.[508] Sono stati indi

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15.3 Approccio alla comorbosità ed alle complicanze che influenzano il recupero dell'autonomia

  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Estensiva
  • Ictus
  • Influenza
  • Patologia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Questa sezione illustra l'influenza delle condizioni cliniche che coesistono con gli esiti dell'ictus, sul recupero dell'autonomia. Sebbene gran parte di tali condizioni assumano anche il ruolo di fattori predittivi, può essere clinicamente rilevante trattare selettivamente i quadri clinici che compromettono l'autonomia nelle attività della vita quotidiana.

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15.2.4.3.2 Pianificazione e comunicazione con le strutture di intervento socio-sanitario

  • Amici
  • Anziano
  • Assistenza domiciliare
  • Assistenza Domiciliare Integrata
  • Assistenza tecnica
  • Ausili
  • Autonomia
  • Comunicazione
  • Costi
  • Deficit
  • Depressione
  • Disabili
  • Economia
  • Economia e impegno delle risorse
  • Economia sanitaria
  • Educazione
  • Famiglia
  • Handicap
  • Ictus
  • Igiene
  • Infermieri
  • Malattia
  • Medici
  • Medici di famiglia
  • Medicina
  • Menomazione
  • Neuromotorio
  • Ortesi
  • Ospedali
  • Ospedalizzazione
  • Pazienti
  • Percezione
  • Persone
  • Prevenzione
  • Progetto riabilitativo
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Ruolo del medico
  • Salute
  • Socializzazione
  • Spesa
  • Stroke
  • Stroke Service
  • Studi
  • Unità Di Valutazione Geriatrica
  • Uova
  • Valutazione geriatrica
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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I pazienti con esiti di ictus sono svantaggiati in diversi ambiti.

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15.2.4.3.1 Adattamenti ambientali

  • Ausili
  • Comunicazione
  • Disabili
  • Famiglia
  • Fumo
  • Ictus
  • Letti
  • Mano
  • Pressione
  • Riabilitazione
  • Spesa
  • Spostamenti
  • Trasferimenti
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Un paziente con esiti di ictus cerebrale, per essere indipendente, sicuro e a suo agio in casa propria può aver bisogno di ricorrere ad alcune modifiche. L'adattamento dell'ambiente domestico rappresenta peraltro anche l'espressione di un percorso di adattamento equilibrato ai cambiamenti intervenuti nella vita della famiglia; non a caso avviene lentamente (nello studio ICR2 una famiglia su tre alla fine del trattamento riabilitativo ha eliminato le barriere architettoniche di ostacolo in casa).

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15.2.4.2.1 La terapia occupazionale

  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Autonomia
  • Disabili
  • Disabilità
  • Intensiva
  • Partecipazione
  • Riabilitazione
  • Sindrome
  • Studi
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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L'obiettivo dell'attività professionale del terapista occupazionale consiste nel minimizzare la disabilità. A tale scopo vengono impiegate strategie per esaltare la funzionalità residua, rieducare il paziente alla gestione della propria persona e alle attività della vita quotidiana (ADL). La terapia occupazionale ha come primo ruolo quello di migliorare l'autonomia nell'operatività e l'abituale partecipazione sociale.

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15.2.4.1.7 Le funzioni sfinteriche

  • Afasia
  • Capsula interna
  • Cateterismo
  • Comunicazione
  • Deficit
  • Demenza
  • Diagnosi
  • Diuretici
  • Fattori di rischio
  • Ginocchio
  • Ictus
  • Incontinenza urinaria
  • Intensiva
  • Linee guida
  • Lobo frontale
  • Occhio
  • Percezione
  • Pressione
  • Progetto riabilitativo
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Rischio
  • Stress
  • Studi
  • Urina
  • Urodinamica
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La persistenza di alterazioni del controllo sfinterico dopo ictus si associa ad una ridotta prospettiva di recupero funzionale, una maggiore latenza prima del trasferimento dalla degenza per acuti alla riabilitazione intensiva, una minore efficienza dell'intervento riabilitativo.[457, 458]

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15.2.4.1.6 Disfagia

  • Ansia
  • Apnea
  • Appetito
  • Caregiver
  • Comprensione
  • Costi
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Diagnosi
  • Educazione
  • Esercizi di respirazione
  • Espirazione
  • Evidenze
  • Gastrostomia
  • Gastrostomia Percutanea Endoscopica
  • Ictus
  • Influenza
  • Istituzionalizzazione
  • Linee guida
  • Malnutrizione
  • Morte
  • Nutrizionale
  • Ossigeno
  • Pazienti
  • Peristalsi
  • Respirazione
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Sensazione
  • Stato nutrizionale
  • Stress
  • Studi
  • Svezzamento
  • Test
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La disfagia post-ictus incide in misura variabile compresa tra il 13% e il 71%. Dati così variabili sono da mettere in relazione alla sede dell'ictus (lesioni unilaterali vs lesioni bilaterali), agli strumenti di diagnosi, nonché al tempo intercorso fra l'evento acuto e la valutazione del paziente.

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15.2.4.1.4 Integrazione sensitivo-motoria e sensoriale

  • Abilità motorie
  • Affetto
  • Agopuntura
  • Apprendimento
  • Attivazione
  • Autonomia
  • Bocca
  • Contrazione muscolare
  • Corteccia motoria
  • Disinibizione
  • Dolore
  • Esercizio
  • Fronte
  • Ictus
  • Immaginazione
  • Intensiva
  • Occhiali
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Psicologia
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rievocazione mentale
  • Rischio
  • Risorse umane
  • Robotica
  • Sindrome
  • Sistema nervoso
  • Spalla
  • Spostamento
  • Stimolazione elettrica
  • Studi
  • Studi di coorte
  • Trattamenti terapeutici
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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L'interesse nei confronti di tecniche di integrazione sensitivo-motoria corrisponde alla necessità di sperimentare approcci che riconoscano una plausibilità biologica. Alcuni studi hanno associato il potenziamento della stimolazione afferente con ampliamento della rappresentazione corticale dell'arto paretico correlabile a fenomeni di neuroplasticità.

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15.2.4.1.3 Comunicazione verbale ed altre abilità cognitive

  • Afasia
  • Apprendimento
  • Aprassia ideomotoria
  • Articolazione
  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Autonomia
  • Capacità di comunicazione
  • Comunicazione
  • Consapevolezza
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Deglutizione
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disabilità
  • Disartria
  • Disturbi della memoria
  • Disturbi della parola
  • Educazione
  • Emiplegia
  • Espirazione
  • Evidenze
  • Fonazione
  • Fronte
  • Gesti
  • Ictus
  • Immaginazione
  • Influenza
  • Linee guida
  • Linguaggio
  • Logoterapia
  • Memoria
  • Menomazione
  • Motivazione
  • Neglect
  • Neurologia
  • Neuropsicologia
  • Osservazione
  • Paresi
  • Partecipazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prognosi
  • Respirazione
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Rifiuto
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Afasia

L'afasia è rilevabile in circa il 30% dei pazienti colpiti da ictus.[298] La prognosi dipende in modo marcato dalla gravità iniziale: nelle forme lievi si osserva un recupero spontaneo nelle prime due settimane dopo l'ictus, mentre il deficit di linguaggio è persistente negli altri casi (15%-20% dei pazienti sono ancora afasici a sei mesi).

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15.2.4.1.2 Funzionalità dell'arto superiore

  • Apprendimento
  • Autonomia
  • Educazione
  • Evidenze
  • Ictus
  • Indicatori
  • Intensiva
  • Neurofisiologia
  • Occlusione
  • Paresi
  • Percezione
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Stimolazione elettrica
  • Studi
  • Test
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La perdita di destrezza nell'uso dell'arto superiore rappresenta uno dei principali fattori di disabilità persistente post-ictus.

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15.2.4.1.1 Stazione eretta e deambulazione

  • Apprendimento
  • Biofeedback
  • Deficit
  • Depressione
  • Dipendenza
  • Equilibrio
  • Esercizio
  • Evidenze
  • Frustrazione
  • Ictus
  • Linee guida
  • Neuromotorio
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Piede
  • Placebo
  • Pressione
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Stimolazione elettrica
  • Studi
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Una revisione sistematica [257] di studi randomizzati controllati sostiene l'efficacia degli approcci task-oriented nella riabilitazione dell'equilibrio, del cammino e nel recupero della forza all'arto inferiore dopo ictus.

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15.2.4.1 Promozione del recupero motorio intrinseco

  • Adulto
  • Apprendimento
  • Cervello
  • Coniugi
  • Deficit
  • Evidenze
  • Fronte
  • Gesti
  • Ictus
  • Modelli animali
  • Osservazione
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Rievocazione mentale
  • Studi
  • Trattamenti riabilitativi
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Esiste un'ampia documentazione sulla finestra temporale utile a promuovere il recupero funzionale intrinseco dopo ictus, che documenta come il deficit motorio selettivo subisca un'evoluzione favorevole che raggiunge un plateau, in media, entro i primi 3 mesi dall'evento.[214] Alcune menomazioni, come la disfagia, hanno storia più breve, andando incontro, in media, a risoluzione spontanea, generalmente, entro le prime 2-3 settimane dall'esordio.[

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15.2.3.5 La specificità dell'intervento sulla cerebrolesione grave

  • Ausili
  • Costi
  • Disabili
  • Disturbi cognitivi
  • Estensiva
  • Famiglia
  • Ictus
  • Incidenza
  • Intensiva
  • Isolamento sociale
  • Medicina
  • Menomazione
  • Neuropsicologico
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Predittori
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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L'utilità del trattamento riabilitativo intensivo per i pazienti che presentino all'ingresso un quadro di grave disabilità, è oggetto di dibattito. Il principale fattore contrario all'ammissione a strutture riabilitative intensive è che questi pazienti non recuperano, non traendo beneficio dalla riabilitazione, in quanto troppo malati per offrire un'adeguata partecipazione.

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15.2.3.4 Continuità

  • Ausili
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Costi
  • Depressione
  • Disabili
  • Disabilità
  • Disturbi cognitivi
  • Educazione
  • Esercizio
  • Estensiva
  • Famiglia
  • Fronte
  • Ictus
  • Intensiva
  • Linee guida
  • Malattia
  • Malattie
  • Medicina
  • Menomazione
  • Motivazione
  • Ospedali
  • Pazienti
  • Progetto riabilitativo
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Rischio
  • Stress
  • Studi
  • Trasferimento del paziente
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Il progetto riabilitativo può comportare un percorso assistenziale che si realizza in sedi diverse, in funzione degli obiettivi perseguiti e delle condizioni relazionali e sociali del soggetto malato.

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15.2.3.3 Tipologia 

  • Abilità motorie
  • Agopuntura
  • Allineamento Posturale
  • Attivazione
  • Autosufficienza
  • Caviglia
  • Chinesiterapia
  • Comprensione
  • Coniugi
  • Dipendenza
  • Disabili
  • Disabilità
  • Discriminazione
  • Edema
  • Edema cerebrale
  • Elettroencefalogramma
  • Emodinamica
  • Esercizio
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Forza muscolare
  • Ictus
  • Igiene
  • Immaginazione
  • Linee guida
  • Logoterapia
  • Malattia
  • Manipolazione
  • Menomazione
  • Pazienti
  • Pensare
  • Personale sanitario
  • Potenziali evocati
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Sistema nervoso
  • Spalla
  • Stimolazione elettrica
  • Studi
  • Trattamenti riabilitativi
  • Volume
  • Grado A
  • 15 Riabilitazione

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I miglioramenti funzionali che si realizzano dopo l'ictus derivano dall'attivazione di meccanismi intrinseci, come il recupero dell'attività neuronale entro la penombra ischemica e di risoluzione dell'edema cerebrale. L'evidenza a sostegno dell'efficacia dei programmi di riabilitazione è basata sulla valutazione di un approccio multidisciplinare o sull'effetto di un particolare approccio (p.e. logoterapia), piuttosto che su componenti individuali di trattamento.[127]

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15.2.3.2 Intensività

  • Autonomia
  • Educazione
  • Estensiva
  • Giudizio
  • Intensiva
  • Intervento precoce
  • Linee guida
  • Menomazione
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studio Randomizzato Controllato
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Le linee guida del Ministero della Sanità per le attività di riabilitazione (1998) [110] distinguono la degenza intensiva da quella estensiva anche in base al tempo complessivamente dedicato ad attività direttamente o indirettamente rivolte al recupero ed alla riabilitazione, nella convinzione che patologie disabilitanti più complesse richiedano maggiori risorse.

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15.2.3.1 Precocità dell'intervento

  • Autonomia
  • Casistica
  • Coscienza
  • Emergenza
  • Fronte
  • Ictus
  • Immobilizzazione
  • Malattie
  • Manipolazione
  • Nutrizionale
  • Personale infermieristico
  • Prevenzione
  • Progetto riabilitativo
  • Quadro clinico
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Stato nutrizionale
  • Studi
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Il progetto riabilitativo individuale e i programmi attuativi (dedicati agli obiettivi dell'assistenza riabilitativa) sono preparati, di norma, dopo qualche giorno dall'ictus e sono successivamente verificati nel tempo ed eventualmente modificati a seconda delle caratteristiche della situazione clinica od ambientale.[97] È infatti indicato integrare fin dalla fase acuta l'attività di prevenzione della disabilità con il programma diagnostico ed il trattamento di emergenza.

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15.2.1 Caratteristiche generali degli interventi riabilitativi

  • Adulto
  • Apprendimento
  • Comportamento
  • Esercizio
  • Famiglia
  • Glicemia
  • Ictus
  • Influenza
  • Linee guida
  • Pazienti
  • Potenziali evocati
  • Pressione
  • Riabilitazione
  • Riconoscimento
  • Sistema nervoso
  • Specializzazione
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Secondo le esperienze acquisite dalle unità assistenziali dedicate all'ictus, la presa in carico del paziente in fase acuta è oggi efficace se offerta da un team interprofessionale competente e dedicato, che operi secondo protocolli condivisi, combinando nella stessa struttura il trattamento di ordine internistico e quello riabilitativo, curando nel frattempo il coinvolgimento del paziente e della famiglia e la propria continua formazione.[5,

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15.2 L'applicazione dei trattamenti riabilitativi

  • Ictus
  • Medicina
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Questa sezione riguarda l'organizzazione e la realizzazione dell'approccio riabilitativo, identificato sia nelle caratteristiche generali sia per gli aspetti specifici.

Le informazioni contenute consentono di rispondere ai quesiti inerenti il tempo, la durata, i protagonisti e le modalità di un trattamento finalizzato al recupero funzionale.

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15.1.2.5.3 Coinvolgimento del paziente nella stesura del progetto

  • Accettazione
  • Attivazione
  • Ausili
  • Autonomia
  • Capo
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Consulenti
  • Costi
  • Emergenza
  • Famiglia
  • Ictus
  • Igiene
  • Malattia
  • Medici
  • Medicina
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Progetto riabilitativo
  • Qualità della vita
  • Riabilitazione
  • Spostamenti
  • Spostamento
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Molti lavori hanno sottolineato l'importanza di ottenere non solo la collaborazione del paziente, bensì di raggiungere un ruolo attivo del paziente e dei suoi familiari nel processo di recupero.

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15.1.2.5.2 Programmazione dei tempi di verifica e revisione del progetto

  • Autonomia
  • Cola
  • Ictus
  • Indicatori
  • Linee guida
  • Linee Guida per la riabilitazione
  • Malattie
  • Minor
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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I tempi di verifica possono essere stabiliti in base a diversi criteri: infatti la verifica può essere programmata a scadenza fissa (giorni o settimane trascorsi dal precedente controllo) oppure si procede sulla base delle esperienze analoghe degli operatori attraverso la raccolta di indicatori od infine in relazione al raggiungimento di un obiettivo parziale. Quest'ultimo approccio si basa fondamentalmente sulle regole della pianificazione della qualità che codificano la sequenza: pianificazione, esecuzione, verifica e generalizzazione/revisione (ciclo PDCA di Deming).

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15.1.2.5.1 Valutazione delle risorse assistenziali necessarie e sviluppo del programma settimanale di trattamento intensivo

  • Apprendimento
  • Attivazione
  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Autonomia
  • Comunicazione
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Ictus
  • Medicina
  • Ortesi
  • Ospedali
  • Progetto riabilitativo
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Stimolazione elettrica
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Con il paziente e la famiglia occorre concordare un progetto individualizzato che definisca la prognosi, le aspettative e le priorità del paziente e dei suoi familiari.

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15.1.2.3 Criteri e definizione degli obiettivi a breve e lungo termine

  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Famiglia
  • Ictus
  • Linee guida
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La gestione per obiettivi in riabilitazione è pratica comune e riguarda diverse problematiche,[21, 22, 23, 24, 25] comprendenti anche l'ictus.[26

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15.1.2.1 Scale per l'autonomia nelle attività di vita quotidiana

  • Attività di vita quotidiana
  • Autonomia
  • Comportamento
  • Controllo del comportamento
  • FAD
  • Handicap
  • Ictus
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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In riabilitazione è fondamentale valutare la disabilità del paziente prima e dopo il trattamento riabilitativo.

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15.1.1 Progetto e programmi riabilitativi

  • Caratteristiche di malattia
  • Famiglia
  • Linee guida
  • Malattia
  • Menomazione
  • Organizzazione Mondiale della Sanità
  • Parametri
  • Partecipazione
  • Progetto riabilitativo
  • Prognosi
  • Programmi riabilitativi
  • Riabilitazione
  • Terapia fisica
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Secondo le indicazioni contenute nelle linee guida approvate dalla Conferenza Stato-Regioni il 7.5.1998, le attività sanitarie di riabilitazione, ad eccezione di quelle di semplice terapia fisica destinata a disabilità minimali, segmentarie e/o transitorie, richiedono la presa in carico del paziente attraverso la predisposizione di un "progetto riabilitativo individuale" e la realizzazione di tale progetto mediante uno o più "programmi riabilitativi".

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15 Riabilitazione

  • Autonomia
  • Ictus
  • Linee guida
  • Progetto riabilitativo
  • Programmi riabilitativi
  • Riabilitazione
  • Segnali
  • Sforzo
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Negli ultimi anni si è assistito ad una lenta tendenza alla omogeneizzazione delle attività di riabilitazione nelle strutture accreditate al recupero dell’autonomia dopo un evento ictale. Nonostante tale impegno, sottoscritto da tutte le società scientifiche interessate, è ancora in fase di avvio il percorso verso una chiara configurazione del progetto riabilitativo ed una dettagliata esplicitazione (a cui fa seguito un’attenta realizzazione) dei programmi riabilitativi.

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14.6.5 Istruzione sulle formalità amministrative

  • Ausili
  • Ictus
  • Morale
  • Persone
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Un ulteriore aspetto, evidenziato da ricerche sui problemi circa il reinserimento familiare e che riguarda la situazione di inabilità, è quello di riuscire a creare un ambiente consono alla situazione. Diviene necessario che le attenzioni del gruppo multidisciplinare, coinvolto nell'assistenza ospedaliera, sia nella fase acuta sia in quella riabilitativa, prosegua la propria attività nella fase di reinserimento presso il proprio domicilio.

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14.5.1 Fabbisogni di energia e nutrienti

  • Acidi grassi
  • Acidi grassi polinsaturi
  • Acido folico
  • Antiossidanti
  • Calcio
  • Carboidrati
  • Colesterolo
  • Deglutizione
  • Dieta
  • Dietetica
  • Digiuno
  • Disidratazione
  • Disturbi della deglutizione
  • Etica
  • Evidenze
  • Fibra alimentare
  • Grassi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Intervalli di confidenza
  • Iperomocisteinemia
  • Linee guida
  • Livelli Di Assunzione Raccomandata Di Energia E Nutrienti
  • Magrezza
  • Malattia
  • Malnutrizione
  • Malnutrizione proteico-energetica
  • Metabolismo
  • Metabolismo basale
  • Morte
  • Nutrizionale
  • Omocisteina
  • Osteoporosi
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Proteine
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Sesso
  • Sovrappeso
  • Stipsi
  • Stroke
  • Studi
  • Vitamina A
  • Vitamina D
  • Vitamine
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Sulla base delle evidenze al momento disponibili, si ritiene che i fabbisogni nutrizionali del soggetto post-ictus normonutrito siano comparabili a quelli della popolazione generale di età, sesso e peso corporeo similari, con specifici adeguamenti da apportare in presenza di malnutrizione proteico-energetica e/o patologie associate (specie se associate a ipercatabolismo) secondo quanto indicato nelle linee guida e nei testi di riferimento dedicati a tali condizioni.[288, <

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14.5 Il trattamento nutrizionale nella fase riabilitativa e di continuità assistenziale

  • Autonomia
  • Ictus
  • Nutrizionale
  • Prevenzione
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Il trattamento nutrizionale del malato con ictus in riabilitazione si propone non solo di preservare o recuperare uno stato di nutrizione accettabile, ma anche di favorire lo svolgimento delle terapie riabilitative e il raggiungimento della massima autonomia individuale possibile.

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14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

  • Anziano
  • Assistenza medica
  • Atteggiamento
  • Autonomia
  • Causa di morte
  • Costi
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Disabili
  • Discipline
  • Educazione
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Fronte
  • Geriatria
  • Ictus
  • Incidenza
  • Incontinenza urinaria
  • Indicatori
  • Influenza
  • Intensiva
  • Ipertensione
  • Istituzionalizzazione
  • Letti
  • Linee guida
  • Malattia
  • Minor
  • Mortalità
  • Morte
  • Neuromotorio
  • Patologia
  • Pazienti
  • Persone
  • Pressione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Riconoscimento
  • Rieducazione
  • Rischio
  • Sopravvissuti
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi clinici
  • Unità Di Valutazione Geriatrica
  • Valutazione geriatrica
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Lo scenario epidemiologico, di per sé, giustifica pienamente un interesse specifico per gli aspetti che l'ictus ha in età avanzata: come descritto nel Capitolo 4, l'incidenza dell'ictus cresce con l'età, tanto che oltre il 75% dei casi si osservano in persone ultrasessantacinquenni.

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14.3.9.1 La valutazione e il monitoraggio degli esiti

  • Autonomia
  • Ictus
  • Partecipazione
  • Programmi riabilitativi
  • Quadro clinico
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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Dopo un anno si assiste in genere ad una stabilizzazione del quadro clinico e, se il paziente è stato trattato appropriatamente, si raggiunge la massima autonomia possibile compatibilmente con il danno prodotto dall'ictus.

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14.3.8 Criteri di trasferimento fra le strutture

  • Comunicazione
  • Diagnosi
  • Linee guida
  • Medicina
  • Partecipazione
  • Programmi riabilitativi
  • Quadro clinico
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Strutture sanitarie
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Perché la rete riabilitativa funzioni occorre definire bene i criteri di trasferibilità tra le strutture e gli strumenti di comunicazione che occorre applicare.

Per la trasferibilità occorre fare riferimento ai criteri di appropriatezza precedentemente citati.

Per quanto riguarda gli strumenti di comunicazione occorre sviluppare strumenti adeguati per facilitare il passaggio all'interno del percorso. Fin dal momento del ricovero occorre sviluppare un piano di dimissione che prepari la persona disabile alla tappa successiva del percorso.

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14.3.7.6 Per quanto tempo si protrae il trattamento riabilitativo

  • Ictus
  • Linee guida
  • Pazienti
  • Persone
  • Riabilitazione
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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L'importanza della precocità e dell'intensività del trattamento riabilitativo è stata sviluppata in altra sezione. In questa sezione occorre definire quanto a lungo occorre trattare le persone colpite da ictus.

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14.3.7.4 Tipo di trattamento

  • Ausili
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Costi
  • Esercizio
  • Famiglia
  • Linee guida
  • Neuromotorio
  • Ortesi
  • Pazienti
  • Progetto riabilitativo
  • Riabilitazione
  • Spostamenti
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Le linee guida approvate dalla Conferenza Stato-Regioni indicano i criteri di utilizzo delle varie strutture riabilitative.[28] Fra questi vanno segnalati i requisiti di impiego delle strutture di day hospital ed i centri ambulatoriali di riabilitazione.

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14.3.7.3.1 La dimissione precoce

  • Caregiver
  • Depressione
  • Dipendenza
  • Durata del ricovero
  • Fronte
  • Ictus
  • Istituzionalizzazione
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Come già espresso in precedenza, alcuni studi controllati dimostrano che la dimissione precoce non genera differenze rispetto all'esito,[224] in particolare per le condizioni medio-lievi,[20, 225, 226] con continuità di intervento riabilitativo a domicilio.[

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14.3.7.2.1 Pazienti con ictus medio grave

  • Autonomia
  • Estensiva
  • Ictus
  • Intensiva
  • Malattie
  • Motivazione
  • Neoplasie
  • Patologia
  • Pazienti
  • Quadro clinico
  • Riabilitazione
  • Sindrome
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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I soggetti con Barthel Index fra 10 e 14 e con sindrome clinica prevalentemente ascrivibile a LACI e PACI, sono i candidati più appropriati per un intervento riabilitativo intensivo. È richiesto che il paziente possa sostenere almeno 3 ore di riabilitazione al giorno per migliorare le prestazioni fisiche, cognitive e la motivazione.

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14.3.7.1 Ospedale o domicilio

  • Ictus
  • Intensiva
  • Pazienti
  • Programma di riabilitazione
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Considerato che quasi tutti i pazienti con ictus vengono ricoverati in fase acuta, il problema si pone per il percorso successivo. In particolare, una prima scelta è se inviare la persona disabile a domicilio o proseguire in regime ospedaliero. Se occorre un programma di riabilitazione intensiva è necessario ricorrere all'ospedale di riabilitazione intensiva e secondariamente al day hospital riabilitativo.

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14.3.6 Chi, quale paziente, per quale struttura: allocazione dei pazienti nelle sedi assistenziali disponibili

  • Autonomia
  • Coma
  • Intensiva
  • Menomazione
  • Minor
  • Oxfordshire Community Stroke Project
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Sindrome
  • Sindromi Lacunari
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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In un percorso ottimale occorre individuare il miglior setting riabilitativo in base alle condizioni cliniche e di disabilità del paziente oltre che alla distanza temporale dall'evento acuto (Figura 14.1).

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14.3.5 ADI

  • Ansia
  • Assistenza domiciliare
  • Assistenza Domiciliare Integrata
  • Costi
  • Pazienti
  • Qualità della vita
  • Riabilitazione
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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L'assistenza domiciliare integrata (ADI) ha lo scopo di assistere pazienti gravi con l'intervento di un team multidisciplinare coordinato. L'obiettivo è essenzialmente assistenziale e la riabilitazione ha una funzione accessoria e integrativa e viene applicata sulla base di specifici obiettivi. L'attività di mobilizzazione e posizionamento, di cui il paziente grave ha bisogno, deve essere realizzata dal personale di nursing nel corso delle 24 ore.

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14.3.3 Domicilio

  • Esercizio
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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A livello domiciliare è possibile applicare diversi programmi di riabilitazione differenziati in base alla gravità del paziente. Un'assistenza riabilitativa può essere realizzata anche su pazienti molto gravi per i quali si realizza esclusivamente un'attività di mobilizzazione e posizionamento; al contrario, i soggetti che hanno già ottenuto un significativo recupero funzionale sfruttano i vantaggi correlati all'ambiente, adattando l'esercizio terapeutico alle esigenze della vita quotidiana a domicilio.

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14.3.2 Ambulatori e centri di riabilitazione territoriale

  • Riabilitazione
  • Salute
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Gli ambulatori dove viene svolta la fisioterapia possono essere semplici, con fisioterapista, medico e possibilità di applicare specifici programmi. Un maggiore livello di complessità è rappresentato dal centro di riabilitazione territoriale dove viene ricostituito un team multidisciplinare e l'intervento, ancorché non intensivo, è comunque multidisciplinare e multiprofessionale in stretto collegamento con i centri di salute territoriali (distretti sanitari o sociosanitari, centri di salute ed altri variando di regione in regione).

14.3.1.2.3 Degenza estensiva a ciclo continuativo (lungodegenza riabilitativa)

  • Estensiva
  • Intensiva
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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I pazienti che non possono sostenere programmi di riabilitazione estensiva ma non possono tornare al domicilio, possono essere indirizzati in reparti di riabilitazione estensiva dove l'intervento riabilitativo ha una durata variabile tra 1 e 3 ore. La persona viene ricoverata per un limitato periodo di tempo e, se le condizioni dovessero migliorare, potrebbe rientrare nella riabilitazione intensiva.

14.3.1.2.2 Day hospital riabilitativo

  • Intensiva
  • Programma di riabilitazione
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Quando è indicato applicare un programma di riabilitazione intensiva ma non è necessario rimanere in ospedale per tutto l'arco delle 24 ore si può intervenire in regime di day hospital riabilitativo. Le caratteristiche dell'intervento rimangono comunque complesse con programma omnicomprensivo di fisioterapia, logopedia e terapia occupazionale.

14.3.1.2.1 Centri di Riabilitazione intensiva

  • Intensiva
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Gli interventi inquadrabili come riabilitazione intensiva sono rivolti al trattamento di menomazioni gravi e disabilità complesse, con eventuali patologie associate, che richiedono un ambiente riabilitativo dedicato. Le condizioni del paziente richiedono un ricovero con disponibilità continuativa, nell'arco delle 24 ore, di prestazioni diagnostico-terapeutico-riabilitative a elevata intensità (almeno 3 ore di trattamento per paziente) e un trattamento riabilitativo indifferibile e non erogabile in altri regimi.

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14.3.1.2 Presidi e centri di riabilitazione intensiva ed estensiva

  • Centri di riabilitazione
  • Estensiva
  • Intensiva
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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14.3.1.2 Presidi e centri di riabilitazione intensiva ed estensiva

14.3.1.1 Degenza per acuti

  • Estensiva
  • Intensiva
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Progetto riabilitativo
  • Riabilitazione
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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La prevenzione del danno secondario va iniziata più presto possibile ed è quindi necessario strutturare l'intervento, fin dalla fase acuta, di tipo interdisciplinare con intervento assistenziale riabilitativo precoce. La stroke unit deve quindi avere la possibilità di disporre di fisioterapisti, eventualmente logopedisti, e consulenza fisiatrica.

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14.3.1 Strutture e interventi disponibili

  • Centri di riabilitazione
  • Coma
  • Educazione
  • Estensiva
  • Fronte
  • Ictus
  • Intensiva
  • Linee guida
  • Pazienti
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Il percorso della persona disabile a causa di un ictus trae maggior beneficio da una rete integrata di interventi coordinati, che possono garantire la continuità del recupero, dall'evento acuto al reinserimento familiare e sociale.

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14.2.1.3.4 Organizzazione dell'assistenza all'ictus in fase acuta

  • Assistenza al paziente
  • Caregiver
  • Competenze professionali
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Educazione
  • Estensiva
  • Evidenze
  • Handicap
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linguaggio
  • Medicina
  • Neurologia
  • Pazienti
  • Percezione
  • Progetto riabilitativo
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Sesso
  • Sopravvissuti
  • Stress
  • Strutture sanitarie
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Setting

I risultati di numerose revisioni di studi randomizzati controllati sono concordi nel sostenere la superiorità della gestione di pazienti ammessi ad unità di terapia dedicate all'ictus, rispetto a Reparti di Medicina Generale.[184, 185, 186] I vantaggi si misurano in termini di riduzione della mortalità, dell'incidenza di complican

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14.2.1.1.7 Gravità e complessità dell'espressione clinica

  • Afasia
  • Agnosia
  • Attività di vita quotidiana
  • Autonomia
  • Coma
  • Comprensione
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • Disturbi del linguaggio
  • Emiplegia
  • Evidenze
  • Fronte
  • Gastrostomia
  • Ictus
  • Incidenza
  • Indicatori
  • Infezione
  • Istituzionalizzazione
  • Linee guida
  • Linguaggio
  • Malnutrizione
  • Menomazione
  • Minor
  • National Institutes Of Health Stroke Scale
  • Neglect
  • Ospedali
  • Ospedalizzazione
  • Paralisi
  • Paresi
  • Pazienti
  • Polmonite
  • Popolazione
  • Potenziali evocati
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Qualità della vita
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Rischio
  • Scandinavian Stroke Scale
  • Sindrome
  • Stroke
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Tempi di degenza
  • Tono muscolare
  • Tosse
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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La tipologia dell'espressione clinica è, tra i fattori emergenti dopo ictus, quello gravato dal maggior significato prognostico ai fini della probabilità di sopravvivenza, di complicanze in fase acuta e di recupero funzionale.[78, 79, 80] La gravità della compromissione neurologica globale è misurabile con scale cliniche quali la Scandinav

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14.2.1.1.2 Sesso

  • Donne
  • Ictus
  • Istituzionalizzazione
  • Menomazione
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Sesso
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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I dati sul ruolo del sesso sulla prognosi funzionale non sono univoci, infatti esistono sia segnalazioni, anche se non molto recenti, sull’assenza di differenze funzionali sesso-correlate nel recupero post-ictale [46, 56, 61] sia lavori, in questo caso più recenti, che hanno osservato una peggiore prognosi funzionale nelle donne.[

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14.2.1.1.1 Età

  • Analisi multivariata
  • Case di riposo
  • Centri di riabilitazione
  • Coscienza
  • Deficit
  • Ictus
  • Invecchiamento
  • Parametri
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Esistono numerose segnalazioni sul ruolo sfavorevole dell'età sulla prognosi funzionale dei pazienti con postumi di ictus,[46, 49, 50, 51, 52, 53

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  • Basi epidemiologiche ed inquadramento diagnostico
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Economia e impegno delle risorse
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus acuto
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Nutrizione e ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Struttura e metodologia
  • Terapia chirurgica
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
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